{"id":12764,"date":"2014-11-06T00:00:02","date_gmt":"2014-11-05T23:00:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=12764"},"modified":"2015-06-17T09:30:32","modified_gmt":"2015-06-17T07:30:32","slug":"la-morte-del-padre-nelleducazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/la-morte-del-padre-nelleducazione\/","title":{"rendered":"La Morte del padre nell\u2019educazione"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/padre_figlio.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-12765 alignleft\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/padre_figlio.jpg\" alt=\"padre_figlio\" width=\"250\" height=\"182\" \/><\/a><\/span><b><a href=\"http:\/\/www.culturaeidentita.org\/\" target=\"_blank\">Cultura&amp;Identit\u00e0<\/a><\/b>.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Rivista di studi conservatori,<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Anno V, nuova serie, n.3, 12 ottobre 2013<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il \u00a0<span style=\"font-size: 12px;\">tramonto della figura paterna nel processo educativo privato e pubblico delle, societ\u00e0 occidentali contemporanee produce squilibri psicologici alle origini di parecchie patologie inferiori e sempre pi\u00f9 difficili da curare<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">di <b>Ermanno Pavesi<\/b><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ai tempi in cui io frequentavo il liceo l&#8217;attivit\u00e0 politica e culturale degli studenti era ancora abbastanza pacifica e si basava soprattutto sulla diffusione di volantini davanti alle scuole superiori. Spesso a un volantino di un gruppo rispondeva un altro gruppo, e nel corso di un tale scambio un gruppo di estrema sinistra ha distribuito un volantino in cui spiegava le ragioni dei limiti strutturali della societ\u00e0: &#8220;le citt\u00e0 sono state fondate dopo l&#8217;uccisione di un fratello, come nel caso di Caino e di Romolo, \u00e8 necessario per\u00f2 che la societ\u00e0 venga fondata sull&#8217;uccisione del padre&#8221;. Questo volantino, che coglieva nel segno il senso dell&#8217;azione rivoluzionaria, era opera di un gruppo di giovani studenti, ma che facevano riferimento a un intellettuale e regista della nostra citt\u00e0 [Piacenza] ed esponente di punta della sinistra. Marco Bellocchio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella sua radicalit\u00e0 questa tesi identifica il padre come la causa del male e ritiene che solo l&#8217;eliminazione del padre pu\u00f2 consentire lo sviluppo di una societ\u00e0 giusta (1).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>1.<\/b><i> Platone: il padre come cardine dell\u2019educazione<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il filosofo Platone (428\/427-348\/347 a.C.) ha descritto il ruolo del padre nell&#8217;educazione mettendolo in relazione con la struttura psichica dell&#8217;uomo. Nell&#8217;uomo sono presenti tendenze psichiche contrastanti, addirittura in conflitto tra di loro: \u00ab<i>Occorre tener presente<\/i> [&#8230;] <i>che in ciascuno di noi sono presenti due forme di tendenze che ci dominano e ci guidano, e noi le segniamo l\u00e0 dove ci portano: l&#8217;una innata, \u00e8 desiderio dei piaceri; l&#8217;altra invece, \u00e8 opinione acquisita che tende al bene pi\u00f9 grande. Queste due tendenze in noi talora sono in accordo, tal altra sono invece in contrasto, e qualche volta predomina l&#8217;una e qualche volta l&#8217;altra. Ora, quando l&#8217;opinione porta col ragionamento al bene maggiore e predomina, tale predominio prende il nome di temperanza; quando invece, il desiderio trascina in modo irrazionale ai piaceri in noi, gli viene dato il nome di dissolutezza<\/i>\u00bb (2).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell&#8217;uomo esiste quindi una componente naturale, innata, che consiste per esempio negli istinti e nelle esigenze vitali, che richiedono normalmente un soddisfacimento immediato e un&#8217;altra componente, invece, che \u00e8 stata appresa e acquisita nel corso dello sviluppo e che normalmente ha in vista un fine a pi\u00f9 lunga scadenza o un bene superiore a cui subordina le esigenze immediate. Mentre l&#8217;ap-pagamento di un bisogno immediato darebbe solo un soddisfacimento momentaneo, solo una condotta di vita orientata verso il fine ultimo pu\u00f2 far raggiungere la vera felicit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste tendenze non devono necessariamente essere sempre in contrasto tra di loro: esistono, infatti, istinti ed esigenze legittime o addirittura necessari. Portando come esempio l&#8217;alimentazione. Platone dichiara necessario \u00ab[\u2026] <i>il desiderio di nutrirsi quanto basta alla salute e alla buona forma fisica, vale a dire, il desiderio del pane e del companatico<\/i>\u00bb, mentre \u00ab[&#8230;] <i>Il desiderio che andasse oltre tale misura \u2014 e cio\u00e8 quello di cibi pi\u00f9 raffinali di questi<\/i>\u00bb dovrebbe esser chiamato \u00ab[&#8230;] <i>a buon diritto non necessario, tanto pi\u00f9 che esso reca danno al corpo e all&#8217;anima sia riguardo alle facolt\u00e0 intellettive che al dominio degli istinti<\/i>\u00bb (3).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell&#8217;uomo le facolt\u00e0 intellettive hanno una funzione importante, tenendo conto della gerarchia dei valori, devono scegliere tra le diverse opzioni le migliori e, se necessario, dominare gli istinti: \u00ab[&#8230;] <i>nello stesso uomo, per quanto inerisce alla sua anima, c\u2019\u00e8 una parte superiore e una inferiore, e che quando la parte superiore predomina su quella inferiore, si dice appunto in senso positivo che uno &#8220;supera se stesso&#8221;. Quando invece, a motivo di un\u2019 educazione inadatta o di cattive compagnie, la parte migliore ha la peggio ed \u00e8 soggiogata da quella peggiore, che prende il sopravvento, allora, in senso di disprezzo e di biasimo, si dice che uno &#8220;\u00e8 inferiore a se stesso &#8220;, e, per questa sua condizione, intemperante<\/i>\u00bb (4).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>2.<\/b> <i>Scopo dell&#8217;educazione: limitarsi a soddisfare solo i desideri necessari<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dall&#8217;educazione e dalla societ\u00e0 dipende la capacit\u00e0 o meno della persona di soddisfare unicamente i bisogni necessari e di reprimere quelli superflui. Nell&#8217;educazione una responsabilit\u00e0 particolare spetterebbe al padre, e dipenderebbe anche dalla \u00ab<i>incompetenza del padre ad essere educatore<\/i>\u00bb se nell&#8217;intimo dell&#8217;uomo la battaglia di una parte di s\u00e9 contro l&#8217;altra, dovuta a spinte e controspinte, volge a favore dei desideri non necessari che si rafforzano e crescono di numero. \u00ab<i>Questi desideri, dunque, lo trascinano alle solite compagnie, e di nascosto incrociandosi gli uni con gli altri vanno moltiplicandosi in gran numero<\/i>. [&#8230;] <i>A lungo andare, poi, prendono possesso della fortezza dell&#8217;anima. Rendendosi conto che essa \u00e8 vuota di nozioni, di studi elevati e di validi ragionamenti, i quali, nella mente degli uomini prediletti dagli d\u00e8i, costituiscono i pi\u00f9 strenui guardiani e difensori<\/i>\u00bb (6).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Compito dell&#8217;educazione \u00e8 quello di formare i giovani, di trasmettere loro valori e principi validi, in modo da proteggerli da influenze negative e dal rischio di essere attratti da argomentazioni vane che distorcono i corretti criteri di giudizio e finiscono per mettere al bando \u00ab[&#8230;] <i>il pudore, chiamandolo stoltezza, che espellono la temperanza coprendola di insulti e dandole il nome di vilt\u00e0; e cos\u00ec pure danno il benservito all&#8217;equilibrio e alla parsimonia nelle spese presentandoli come spilorceria e rozzezza<\/i>. [&#8230;] <i>E dopo che hanno svuotato e ripulito l&#8217;anima di chi \u00e8 in loro potere e iniziato ai loro misteri, ecco che introducono la sopraffazione e I&#8217;anarchia, la dissolutezza e l&#8217;impudenza, agghindate di splendenti corone e con gran seguito, e cos\u00ec, plaudendole e blandendole, chiamano buone maniere<\/i> <i>la prepotenza, libert\u00e0 l&#8217;anarchia, munificenza la dissolutezza, coraggio la sfrontatezza<\/i>\u00bb (7)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le tesi di Platone appena esposte consentono alcune considerazioni generali. Dato che nell&#8217;uomo manca un sistema automatico di autoregolazione degli istinti, c&#8217;\u00e8 continuamente il rischio che un istinto assuma una dimensione eccessiva, compromettendo l&#8217;equilibrio generale. Per questo \u00e8 necessario che la ragione subordini il soddisfacimento dei bisogni a un fine generale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo comporta: a) che l&#8217;uomo non pu\u00f2 affidarsi unicamente ai propri impulsi naturali; b) che esiste nell&#8217;uomo una gerarchia di valori, che consente, come fa Platone, di parlare di superiore e inferiore; e) l&#8217;esigenza di subordinare l&#8217;inferiore al superiore, in modo che l&#8217;uomo sia padrone di s\u00e9 stesso; d) la necessit\u00e0 di una buona educazione e di un padre competente, e e) il sostegno della comunit\u00e0 per controbattere tentazioni e debolezze<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>3.<\/b> <i>JohanJakob Bachofen e il Diritto patriarcale<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il ruolo dei padre nell&#8217;educazione e nella storia della civilt\u00e0 \u00e8 stato tematizzato da uno storico del diritto e studioso dell&#8217;antichit\u00e0 svizzero, Johann Jakob Bachofen (1815-1887), che, in particolare con la sua opera <i>Diritto matriarcale<\/i> (in originale <i>Mutterrecht<\/i>) ha esercitato una grande influenza sulle teorie moderne del rapporto tra famiglia e societ\u00e0: il filosofo tedesco, e storico collaboratore di Karl Marx (1818-1883), Friedrich Engels (1820-1895) sostiene addirittura \u00ab<i>La storia della fam\u00ecglia risale al 1861, con la pubblicazione del Mutterrecht di Bachofen<\/i>\u00bb (8).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Basandosi su materiali molto differenti riguardanti l&#8217;area mediterranea, dall&#8217;organizzazione sociale alla mitologia, da documenti letterari a quelli storici, Bachofen ha descritto una trasformazione del diritto nel corso dell&#8217;antichit\u00e0: \u00ab<i>II diritto materno caratterizza l&#8217;umanit\u00e0 e la sua concezione religiosa in un periodo che concepiva la materia, ossia la terra, come la sede pi\u00f9 certa della forza materiale. Il diritto paterno caratterizza invece un periodo in cui, secondo quanto Plutarco <\/i>[46 ca.-120 a.C.| <i>ascrive ad Anassagora<\/i> [496-428 a.C.), <i>accanto alla materia si \u00e8 posto un artefice<\/i>. <i>Cos\u00ec il passaggio del diritto materno al diritto paterno coinc\u00ecde con una fase di sviluppo della religione umana. \u00c8 il progresso dal principio religioso materiale a quello intellettuale, dal fisico al metafisico<\/i>\u00bb (9).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per Bachofen legge umana e divina sono strettamente collegate e si sarebbero sviluppate parallelamente con ripercussioni sulla struttura della famiglia. Nell&#8217;epoca del primato femminile, la prima fase, chiamata dell&#8217; <i>eterismo<\/i>, sarebbe stata caratterizzata dalla promiscuit\u00e0 sessuale, mentre solo in un secondo tempo sarebbe comparsa una struttura familiare ma ancora dominata dalla donna, in un&#8217;organizzazione sociale di tipo ginecocratico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Determinanti sarebbero state le condizioni della maternit\u00e0: a causa della promiscuit\u00e0 sessuale, e quindi dell&#8217;incertezza della paternit\u00e0, nel periodo dell&#8217;eterismo la discendenza matrilineare sarebbe stata l&#8217;unica possibile. Anche dopo l&#8217;istituzione del matrimonio il passaggio al patriarcato sarebbe stato graduale: \u00ab[&#8230;] <i>lo stadio tellurico corrisponde alla maternit\u00e0 naturale, senza matrimonio: quello lunare corrisponde alla maternit\u00e0 legittima, con nascite autentiche e legittime in virt\u00f9 del matrimonio; quello solare, infine corrisponde al diritto paterno e all&#8217;unione coniugale<\/i>\u00bb (10).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Senza entrare nel merito se queste teorie siano ancora sostenibili nei dettagli, \u00e8 importante sottolineare come Bachofen con la contrapposizione tra diritto materno e paterno, tra materia e spirito, tra tenebra e luce, propone anche la contrapposizione tra natura e cultura, sostiene la superiorit\u00e0 della cultura e la necessit\u00e0 per l&#8217;uomo di dominare la sua parte animale. \u00ab[&#8230;] <i>la vista del graduale superamento dei lati ferini della nostra natura potr\u00e0 offrire un solido fondamento alla fiducia che, attraverso le alterne vicissitudini della sua storia, il genere umano potr\u00e0 portare felicemente a compimento il proprio cammino dalle profondit\u00e0 verso le vette, dalla notte della materia alla luce di un principio celeste e spirituale<\/i>\u00bb (11).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bachofen ritiene di poter riconoscere nella storia del genere umano e nello sviluppo dei diritto una &#8220;grande legge&#8221;. Tale sviluppo \u00abprocede dal materiale all\u2019&#8217;immateriale, dal fisico al metafisico, dal tellurismo alla spiritualit\u00e0. [&#8230;] <i>Ci\u00f2 che ha i suoi inizi sul piano materiale deve avere compimento su quello immateriale<\/i>. [&#8230;] <i>Questo diritto ultimo \u00e8 l&#8217;espressione della pura luce, che costituisce il principio del Bene. Esso non \u00e8 di natura fisico-tellurica come quello oscuro e cruento della prima era materiale, ma \u00e8 invece il diritto celeste della luce, la legge perfetta di Zeus<\/i>\u00bb (12), e questo corrisponde all&#8217;affermazione del principio paterno e spirituale: \u00ab<i>II diritto materno sorge dalla materia, appartiene alla vita materiale dell&#8217;uomo, al corpo; il diritto paterno appartiene invece alla parte immateriale, spirituale dell&#8217;uomo. Il primo ha una natura corporea, il secondo incorporea<\/i>\u00bb (13).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Effettivamente per molti secoli la superiorit\u00e0 del principio spirituale e la necessit\u00e0 dell&#8217;educazione per distinguere tra bene e male e di una condotta morale conseguente hanno rappresentato principi indiscussi nella civilt\u00e0 occidentale, e solo agli inizi del l&#8217;epoca moderna sono stati messi in discussione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>4. <\/b><i>\u00a0Martin Lutero e la crisi della dimensione personale dell&#8217;uomo<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una prima crisi \u00e8 stata provocata dalla particolare antropologia di Martin Lutero (1483-1546), l&#8217;iniziatore della Riforma protestante. Nella sua opera pi\u00f9 importante, <i>De servo arbitrio<\/i>, Lutero polemizza con l&#8217;umanista Erasmo da Rotterdam (1466 ca.-1536), che difendeva la concezione tradizionale del libero arbitrio, ma gli riconosce per lo meno il merito di aver affrontato la questione principale, asserendo: \u00ab<i>Inoltre, di una cosa ti lodo grandemente e ti applaudo; di avere, solo fra tutti, affrontato la vera questione, il punto cruciale cio\u00e8, senza importunarmi con altri problemi fuori luogo, come il papato, il purgatorio, le indulgenze e cose simili \u2014 sciocchezze pi\u00f9 che vere questioni \u2014 con cui finora quasi tutti mi hanno dato invano la caccia, Tu, e soltanto tu, hai visto il cardine dei vari problemi e hai affrontato la questione cruciale<\/i>\u00bb (14)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per Lutero infatti \u00ab<i>La volont\u00e0 umana \u00e8 stata pertanto posta nel mezzo, come una bestia da soma. Se la cavalca Dio, vuole e va dove Dio vuole, come dice il libro dei salmi. &#8220;Io ero verso di te come una bestia. Ma pure io resto del continuo con te&#8221; [Salmo 73,72 segg.]. Se invece la cavalca Satana, vuole e va dove Satana vuole. E non \u00e8 nella sua facolt\u00e0 scegliere o cercarsi uno dei due cavalieri, bens\u00ec sono i cavalieri a combattersi l&#8217;un l&#8217;altro per ottenerla e possederla<\/i>\u00bb (15).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo passaggio Luter\u00f2 non nega solamente il libero arbitrio, l&#8217;uomo, infatti, \u00e8 descritto solamente come uno strumento passivo e mosso da una volont\u00e0 superiore, ma anche la capacit\u00e0 di distinguere tra bene e male, mettendo pure in dubbio la capacit\u00e0 della ragione di scegliere tra Dio e Satana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per Lutero il peccato originale avrebbe compromesso completamente le facolt\u00e0 naturali dell&#8217;uomo: in particolare descrive la ragione come una prostituta capace solo di traviare l&#8217;uomo, e la volont\u00e0 come una serva: \u00ab[&#8230;] <i>se esamini con attenzione la volont\u00e0 di Dio, tutte le cose che accadono, sebbene ci sembrino avvenire in modo mutabile e contingente, in realt\u00e0 accadono informa necessaria e immutabile. La volont\u00e0 di Dio \u00e8 infatti efficace e non pu\u00f2 essere ostacolata, in quanto \u00e8 la stessa potenza naturale di Dio; inoltre la sua sapienza \u00e8 tale che non pu\u00f2 essere ingannata. Del resto, non essendone ostacolata la volont\u00e0, non si pu\u00f2 impedire che il fatto avvenga nel luogo, nel tempo, nel modo e nella misura che egli prevede e vuole<\/i>\u00bb (16).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contro la tesi di Erasmo che nell&#8217;uomo ci sarebbe comunque un&#8217;istanza capace di dirigere i pensieri e le azioni, Lutero ribatte: \u00ab<i>Ecco dunque che cos&#8217;\u00e8 questo tuo &#8220;spirito egemonico&#8221;. Questa tua parte principale dell&#8217;uomo che tende verso il bene: un ladro della gloria di Dio, un usurpatore della sua maest\u00e0; e ci\u00f2 vale soprattutto quando s\u00ec tratta degli uomini pi\u00f9 onesti e pi\u00f9 illustri per le loro nobili virt\u00f9<\/i>\u00bb (17).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste tesi di Lutero mettono in discussione la concezione classica della dimensione personale dell&#8217;uomo, cio\u00e8 dotato di ragione e di libero arbitrio, e quindi anche dell&#8217;educazione. Se non \u00e8 possibile conoscere con la propria ragione ci\u00f2 che \u00e8 bene e ci\u00f2 che \u00e8 male, e se l&#8217;uomo \u00e8 dominato dalla concupiscenza, cio\u00e8 le azioni umane sono sempre e solo determinate da interessi egoistici, non \u00e8 possibile orientare l&#8217;educazione verso il bene individuale e il bene comune. Non pu\u00f2 esistere neanche un&#8217;autentica dottrina delle virt\u00f9:, \u00ab<i>le pi\u00f9 nobili virt\u00f9 tra i pagani, quanto c&#8217;\u00e8 di meglio tra i filosofi e quanto di pi\u00f9 elevato tra gli uomini pu\u00f2 certamente essere chiamato e apparire onesto e buono al cospetto del mondo, ma al cospetto di Dio \u00e8 in realt\u00e0 carne e schiavo del regno d\u00ec Satana, vale a dire empio, sacrilego e a tutti gli effetti malvagio<\/i>\u00bb (18).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>5.<\/b> <i>Friedrich Engels<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Friedrich Engels accetta la teoria di Bachofen del passaggio dal matriarcato al patriarcato: \u00ab<i>Questa riscoperta della gens originaria, matriarcale, come stadio anteriore della gens patriarcale dei popoli civili, ha per la storia delle origini la stessa importanza che ha la teoria dell&#8217;evoluzione di Danvin per la biologia, e la<\/i> <i>teoria del plusvalore di Marx per I&#8217; economia politica<\/i>\u00bb (19), ma non ne condivide il giudizio generale, cio\u00e8 che l&#8217;affermazione dello spirituale sul materiale rappresenti in tutti i sensi un progresso. Engels rifiuta la tesi dell&#8217;importanza e della superiorit\u00e0 del principio spirituale, cos\u00ec pure che proprio elementi spirituali e concezioni religiose siano stati decisivi per lo sviluppo della societ\u00e0 in genere e per la trasformazione della famiglia in particolare, ruolo che egli, con un approccio materialistico attribuisce alle condizioni materiali della vita: \u00ab<i>Se nuove forze motrici sociali non fossero entrate in azione, non sarebbe esistito nessun motivo perch\u00e9 dal matrimonio di coppia venisse fuori una nuova forma familiare<\/i>\u00bb (20).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale trasformazione avrebbe determinato la fine della dominanza delle donne e anche solo della parit\u00e0 dei sessi, con il predominio maschile: \u00ab<i>II rovesciamento del matriarcato segn\u00f2 la sconfitta sul piano storico universale del sesso femminile. L&#8217;uomo prese nelle mani anche il timone della casa, la donna fu avvilita, asservita, resa schiava delle sue voglie e semplice strumento per produrre figli<\/i>\u00bb (21).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo proposito, Engels cita anche Karl Marx: \u00abLa moderna famiglia contiene in germe, non solo la schiavit\u00f9 (servitus), ma anche la servit\u00f9 della gleba, poich\u00e9 questa, fin dall&#8217;inizio, \u00e8 in rapporto con i servizi agricoli. Essa contiene in s\u00e9, in miniatura, tutti gli antagonismi che si svilupperanno pi\u00f9 tardi largamente nella societ\u00e0 e nel suo Stato\u00bb (22) e ricorda pure \u00abche gi\u00e0 in Fourier [Charles, 1772-1837] monogamia e propriet\u00e0 fondiaria sono considerate le caratteristiche principali della civilt\u00e0 e egli chiama civilt\u00e0 una guerra tra i ricchi e i poveri\u00bb (23).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vittoria definitiva della famiglia monogamica \u00ab[&#8230;] <i>\u00e8 uno dei segni distintivi del sorgere della civilt\u00e0<\/i>\u00bb 24), dove per\u00f2 il concetto di civilt\u00e0 non \u00e8 del tutto positivo, in quanto, in una visione dialettica della storia, rappresenta non solo un progresso della societ\u00e0 ma anche l&#8217;inizio delle contrapposizioni sociali e della lotta di classe che nel corso della storia si manifester\u00e0 in forme differenti. Per quanto riguarda la forma di matrimonio, la monogamia \u00ab<i>appare come soggiogamelo di un sesso da parte dell&#8217;altro, come proclamazione di un conflitto tra i sessi sin qui sconosciuto in tutta la preistoria<\/i>. [&#8230;] <i>Ed oggi posso aggiungere: il primo contrasto d\u00ec classe che compare nella storia coincide con lo sviluppo dell&#8217;antagonismo tra uomo e donna nel matrimonio monogamico, e la prima oppressione di classe coincide con quella del sesso femminile da parte di quello maschile<\/i>\u00bb (25).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste considerazioni non hanno un valore puramente storico, ma consentono, secondo Engels, di comprendere il ruolo della famiglia monogamica per la formazione della societ\u00e0 moderna attuale, e delle sue contraddizioni: \u00ab<i>Essa fu la forma cellulare della societ\u00e0 civile, e in essa possiamo gi\u00e0 studiare la natura degli antagonismi e delle contraddizioni che nella civilt\u00e0 s\u00ec dispiegano con pienezza<\/i>\u00bb (16).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;importanza di questa ricostruzione dello sviluppo della famiglia monogamica e patriarcale consiste nella convinzione che non sarebbe possibile superare le contraddizioni della societ\u00e0 moderna senza lo smantellamento della famiglia patriarcale, nella quale \u00ababbiamo un&#8217;immagine in piccolo degli stessi antagonismi e delle stesse contraddizioni in cui si muove, senza poterli risolvere e superare, la societ\u00e0 scissa in classi, dopo il suo ingresso nella civilt\u00e0\u00bb (21)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Engels \u00e8 convinto che l&#8217;instaurazione della comunione dei mezzi di produzione farebbe anche cessare l&#8217;antagonismo dei sessi. Con la dissoluzione della famiglia anche i suoi aspetti che prima erano considerati privati, come l&#8217;educazione dei figli, dovrebbero diventare una questione sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abCol passaggio dei mezzi di produzione in propriet\u00e0 comune, la famiglia singola cessa di essere l&#8217;unit\u00e0 economica della societ\u00e0. L&#8217;amministrazione domestica privata s\u00ec trasforma in un&#8217;industria sociale. La cura e la educazione dei fanciulli diventa un fatto di pubblico interesse; la societ\u00e0 ha cura in egual modo di tutti i fanciulli legittimi e illegittimi\u00bb (28). Naturalmente si pu\u00f2 essere d&#8217;accordo che anche lo Stato dovrebbe riconoscere il valore del lavoro domestico e dell&#8217;educazione dei figli, non si pu\u00f2 accettare, per\u00f2, che lo Stato si assuma tutte le competenze nel campo dell&#8217;educazione, esautorando e deresponsabilizzando i genitori, e soprattutto il padre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>6.<\/b> <i>Sigmund Freud: terapia come post-educazione o contro-educazione<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In una lettera al pastore riformato e psicoanalista svizzero Oskar Pf\u00ecster (1873-1956), il medico austriaco Sigmund Freud (1856-1939), fondatore della psicoanalisi, scriveva: \u00ab<i>Inoltre ho spesso detto di ritenere il significato scientifico dell&#8217;analisi pi\u00f9 importante di quello medico e, nella terapia, il suo effetto di massa per mezzo dell&#8217;informazione e la denuncia degli errori pi\u00f9 efficace della guarigione delle singole persone<\/i>\u00bb (29).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Effettivamente, nonostante la sua fama di terapeuta, Freud ha pubblicato soprattutto teorie fondate su qualche meccanismo psichico elaborandole in un sistema complesso, ma solo un paio di casi clinici e proprio quello pi\u00f9 famoso, &#8220;II caso dell&#8217;uomo dei lupi&#8221;, celebrato come il culmine della tecnica psicoanalitica, dal punto di vista terapeutico \u00e8 stato solamente un fallimento (30).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Freud ritiene di aver scoperto nello sviluppo psichico del bambino il cosiddetto Complesso di Edipo: a causa del la paura di essere castrato dal padre, il bambino rimuoverebbe il suo desiderio di possedere t\u00ecsicamente la madre, formerebbe il primo nucleo della coscienza morale, da Freud chiamata Super-Io, che sottoporrebbe a regole il soddisfacimento dei propri istinti, creando conflitti che sarebbero alla base dei disturbi nevrotici. Secondo Freud un meccanismo simile al complesso di Edipo sarebbe avvenuto anche nella storia dell&#8217;umanit\u00e0, e avrebbe segnato l&#8217;inizio della cultura, della religione, dell&#8217;arte e della nevrosi: \u00ab<i>gli inizi della religione, della moralit\u00e0, della societ\u00e0 e dell&#8217;arte convergono nel complesso edipico, in piena concordanza con ci\u00f2 che la psicoanalisi ha stabilito, cio\u00e8 che questo complesso costituisce il nucleo d\u00ec tutte le nevrosi di cui finora siamo riusciti a penetrare la natura<\/i>\u00bb (31).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo la teoria freudiana, il padre gioca un ruolo fondamentale, provocando la rimozione delle pulsioni sessuali e costituendo contemporaneamente il modello per la costruzione illusoria dell&#8217;immagine di Dio-padre. Il padre, quindi, metterebbe le basi per l&#8217;integrazione del bambino in una societ\u00e0 caratterizzata tra l&#8217;altro dalla religione trascendente e dalla distinzione tra cultura e natura: \u00abLe esigenze della civilt\u00e0 vengono rappresentate dall&#8217;educazione che si riceve in seno alla famiglia\u00bb (32).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Partendo dal presupposto che i disturbi nevrotici dipendono dalla soggezione della persona ai valori morali che gli sono stati trasmessi dai genitori, rappresentati soprattutto dalla figura paterna, Freud ritiene che per avere successo nella terapia il terapeuta debba assumere il ruolo di autorit\u00e0 &#8220;morale&#8221;, equivalente a quello esercitato dai genitori nell&#8217;infanzia, per consentire al paziente di accettare incondizionatamente e di realizzare tutti i suoi desideri, anche quelli che aveva cercato di reprimere in base ai principi morali recepiti dai propri genitori, con l&#8217;unica limitazione del consenso delle persone coinvolte: \u00ab<i>Dal momento che il paziente mette l&#8217;analista al posto del padre (o della madre), \u00e8 evidente che gli concede anche il potere che il suo Super-Io esercita sul suo Io, essendo stati proprio i genitori l&#8217;origine del Super-Io. Il suo Super-Io ha ora il destro di effettuare una specie di post-educazione, correggendo gli errori d\u00ec cui i genitori si sono resi colpevoli nella loro educazione<\/i>\u00bb (33).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per Freud sarebbe per\u00f2 pi\u00f9 importante la prevenzione, evitando la formazione di un Super-Io che controlla la vita sessuale e le condizioni che provocherebbero il complesso di Edipo, e\/o renderebbero difficile il suo superamento nell&#8217;adolescenza: \u00ab<i>Non possiamo fare a meno di concludere che la nevrosi potrebbe essere evitata se all&#8217;Io del bambino fosse risparmiato questo compito e se, dunque, si consentisse alla vita sessuale infantile di sfogarsi liberamente<\/i>\u00bb (34).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Freud non vedeva ancora la possibilit\u00e0 di agire direttamente sulla struttura della famiglia e sull&#8217;educazione impartita dai genitori, saluta per\u00f2 con favore la decisione del governo francese di sostituire l&#8217;insegnamento della religione con il catechismo, si rammarica, per\u00f2, che la riforma non abbia introdotto l&#8217;educazione sessuale: \u00ab<i>Considero come il pi\u00f9 significativo progresso nella educazione dell&#8217;infanzia il fatto che lo Stato francese abbia adottato, in luogo del catechismo, un libro elementare che fornisce al fanciullo le prime cognizioni sulla sua condizione di cittadino e sui suoi futuri doveri morali. Ma tale istruzione elementare \u00e8 gravemente incompleta se non comprende anche la sfera della vita sessuale. Questa \u00e8 la lacuna che educatori e riformatori dovrebbero proporsi di colmare! Nei paesi che hanno lasciato l&#8217;educazione dei fanciulli tutto o in parte nelle mani del clero, ci\u00f2 non pu\u00f2 in alcun modo venir richiesto. L&#8217;uomo di chiesa non ammetter\u00e0 mai l&#8217;uguaglianza di natura tra l&#8217;uomo e l&#8217;animale, perch\u00e9 non pu\u00f2 rinunciare all&#8217;anima immortale, d\u00ec cui ha bisogno per fondare il precetto morale<\/i>\u00bb (35).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abolizione dell&#8217;insegnamento religioso nelle scuole ed educazione sessuale avrebbero potuto influenzare alcuni aspetti importanti dell&#8217;educazione. L&#8217;educazione sessuale, o meglio ci\u00f2 che Freud intendeva, cio\u00e8 di consentire \u00ab<i>alla vita sessuale infantile di sfogarsi liberamente<\/i>\u00bb, e l&#8217;educazione irreligiosa avrebbero potuto minare i fondamenti della morale, indebolendo il ruolo dei genitori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Freud formula l&#8217;utopia di una civilt\u00e0 che ha introdotto un&#8217;educazione irreligiosa: \u00abMa Lei mi deve concedere che siamo qui in presenza d&#8217;una speranza legittima per il futuro, che forse c&#8217;\u00e8 da scoprire un tesoro che pu\u00f2 arricchire la civilt\u00e0 e che vale la pena di tentare un&#8217;educazione irreligiosa\u00bb (33), ma saranno altri psicoanalisti a cercare di mettere in pratica un progetto di nuova educazione, come Vera Schmidt (1889-1937) con l&#8217;asilo psicoanalitico di Mosca, e Siegfried Bernstein (1892-1953) con il suo esperimento di educazione collettiva, che sar\u00e0 poi ripreso dai modelli educativi dei kibbutz, o a entusiasmarsi per la politica contro la famiglia agli inizi della Rivoluzione bolscevica, come Wilhelm Reich (1897-1957). Ma, prima di esaminare questi autori, pu\u00f2 essere utile occuparci del filosofo tedesco Friedrich Nietzsche (1844-1900).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>7.<\/b> <i>Friedrich Nietzsche e la &#8220;morte di Dio &#8220;<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nietzsche si \u00e8 reso conto delle cause e delle necessarie conseguenze dei cambiamenti culturali della sua epoca, in particolare che la perdita del senso divino della realt\u00e0 e della vita era riconducibile all&#8217;esclusione progressiva di Dio dalla vita dell&#8217;uomo o addirittura alla &#8220;morte di Dio&#8221;. In un passaggio di <i>Cos\u00ec parl\u00f2 Zarathustra<\/i> il filosofo tedesco ci fornisce una chiave interpretativa che mostra anche i limiti del riduzionismo sessuale di Freud: \u00ab<i>Vi scongiuro, fratelli<\/i>, rimanete fedeli alla terra <i>e non credete a quelli che vi parlano di sovraterrene speranze<\/i>. <i>Lo sappiano o no: costoro esercitano il veneficio<\/i>. [&#8230;] <i>Un tempo il sacrilegio contro Dio era il massimo sacrilegio, ma Dio \u00e8 morto, e cos\u00ec sono morti tutti questi sacrilegi. Commettere il sacrilegio contro la terra, questa \u00e8 oggi la cosa pi\u00f9 orribile<\/i>\u00bb (37).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La morte di Dio (Dio-padre e quindi anche il superamento della religione e della tradizione dei padri, e del padre), \u00e8 il presupposto per il possesso della terra di madre-natura, perch\u00e9 con la &#8220;morte&#8221; di Dio non esiste pi\u00f9 un ordine cosmico, e neppure un ordine morale assoluto. A differenza della teoria di Freud, il conflitto dell&#8217;uomo non nascerebbe tanto dal desiderio di possedere sessualmente la madre, ma dalla necessit\u00e0 di scegliere nella propria esistenza tra una visione che contempla l&#8217;esistenza di un Dio trascendente, di una dimensione spirituale superiore e distinta da quel la materiale, di un&#8217;anima individuale spirituale e immortale, di un ordine morale assoluto, oppure la negazione di tutti questi principi con una visione materialistica e naturalistica della vita che mette al primo posto il godimento indiscriminato dei piaceri terreni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abL&#8217;ordine astrale in cui viviamo \u00e8 un&#8217;eccezione; quest&#8217;ordine e la considerevole durata, di cui \u00e8 la condizione, hanno reso a loro volta possibile l&#8217;eccezione delle eccezioni: la formazione dell&#8217;organico. Il carattere complessivo del mondo \u00e8 invece caos per tutta l&#8217;eternit\u00e0, non nel senso di un difetto di necessit\u00e0, ma di un difetto di ordine, articolazione, forma, bellezza, sapienza e di tutto quanto sia espressione delle nostre estetiche nature umane. [&#8230;] l&#8217;universo non \u00e8 perfetto, n\u00e9 bello, n\u00e9 nobile e non vuole diventare nulla di tutto questo, non mira assolutamente ad imitare l&#8217;uomo! Non \u00e8 assolutamente toccato da nessuno dei nostri giudizi estetici e morali! Non ha neppure un istinto d&#8217;autoconservazione e tanto meno istinti in generale: non conosce neppure leggi. Guardiamoci dal dire che esistono leggi della natura. Non vi sono che necessit\u00e0: e allora non e &#8216;e nessuno che comanda, nessuno che presta obbedienza, nessuno che trasgredisce\u00bb (38).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;uomo, quindi, dovrebbe rinunciare a ogni visione metaf\u00ecsica e trascendente, riconoscere di essere solamente una particella della natura, ma di una natura che non contiene nessun ordine. Nell&#8217;educazione e nella societ\u00e0 non ci sarebbero n\u00e9 principi assoluti, n\u00e9 una legge morale assoluta che i genitori e gli altri educatori devono trasmettere alla nuova generazione, l&#8217;autorit\u00e0 non avrebbe fondamenti, e, mancando pure ogni possibilit\u00e0 di distinguere il bene dal male, nessun comportamento potrebbe essere considerato come una trasgressione. Nietzsche auspica che queste idee siano recepite dalla societ\u00e0: \u00ab<i>Quando sar\u00e0 che tutte queste ombre di Dio non <\/i><i>ci offuscheranno pi\u00f9? Quando avremo del tutto <\/i><i>sdivinizzato la natura! Quando potremo iniziare a <\/i>naturalizzare <i>noi uomini, insieme alla pur a natura, nuovamente ritrovata, nuovamente redenta!<\/i> \u00bb (39)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>8.<\/b> <i>Vera Schmidt e Siegried Bernfeld: i primi esperimenti di educazione alternativa<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Su iniziativa di un piccolo gruppo di persone interessate alla psicoanalisi sotto la guida di Vera Schmidt, il 19 agosto 1921 fu inaugurato a Mosca un asilo sperimentale psicoanalitico ufficialmente annesso all&#8217;istituto neuro-psicologico di Mosca. Lo scopo era di cercare nuove vie per l&#8217;educazione sulla base delle teorie psicoanalitiche e di seguire scientificamente questo esperimento, durato, poi, solo pochi anni per la crescente opposizione delle autorit\u00e0 politiche e per le reazioni negative da parte degli psichiatri e della popolazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Due elementi fondamentali del programma pedagogico riguardavano l&#8217;atteggiamento aperto nei confronti della sessualit\u00e0 infantile, che diede anche adito ad accuse di abusi e di pornografia, e l&#8217;ateismo. Patendo dall&#8217;ipotesi che la rimozione sessuale comportava unicamente un dispendio inutile di energia psichica. Vera Schmidt sperava che la diminuzione della rimozione avrebbe consentito un risparmio di energie e uno sviluppo pi\u00f9 armonico del bambino: \u00ab<i>Se in questo modo cadesse preda della rimozione sol<\/i><i>tanto una parte pi\u00f9 piccola delle tendenze istintuali infantili, mentre una parte pi\u00f9 grande dell&#8217;energia psichica del bambino si conserverebbe per una utilizzazione culturale e sociale, allora l&#8217;individuo avrebbe anche la possibilit\u00e0 di uno sviluppo molto pi\u00f9 ricco, molto meno inibito<\/i>\u00bb<i> <\/i>(40)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vera Schmidt riferisce come risultato dell&#8217;educazione ateistica che un bambino dell&#8217;asilo sottoposto all&#8217;esperimento associativo di Cari Gustav Jung (1875-1961): \u00ab<i>alla parola stimolo &#8220;Dio&#8221; rispose prontamente &#8220;Non esiste&#8221;<\/i>\u00bb<i>, <\/i>e commenta cos\u00ec: \u00ab<i>Per ora non ho nessun materiale di dati di <\/i><i>fatto, per mezzo del quale s\u00ec possa giudicare il suo ulteriore sviluppo nei riguardi delle sue idee e delle sue opinioni sul problema d\u00ec Dio. Suppongo tuttavia che in conformit\u00e0 all&#8217;assoluto ateismo non solo dei suoi genitori, ma anche all\u2019intero sistema educativo dei bambini in URSS, egli non collegher\u00e0 l&#8217;immagine ideale paterna all\u2019 idea di Dio, ma a qualcosa d&#8217;altro, secondo un termine pi\u00f9 vicino a lui nello spirito e nel tempo. \u00c8 possibile che il problema di Dio non lo turber\u00e0 pi\u00f9<\/i>\u00bb(41).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Significativo \u00e8 il giudizio che Wilhelm Reich ha dato di questo esperimento: \u00abII lavoro di Vera Schmidt fu il primo tentativo nella storia della pedagogia di conferire un contenuto pratico alla teoria della sessualit\u00e0 infantile. Questo tentativo pu\u00f2 essere paragonato, anche se in altra misura per quanto riguarda il suo significato storico, alla Comune di Parigi\u00bb(42).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;interesse per le questioni pedagogiche dello psicoanalista di origine austriaca Siegfried Bernfeld risalgono ai tempi della Prima Guerra Mondiale quando aveva organizzato un istituto per accogliere bambini ebrei orfani e profughi provenienti da diverse regioni dell&#8217;Impero austriaco \u2014 trasformato dopo la fine della guerra in un internato \u2014, in cui applicava principi freudiani e marxisti. Nella sua opera principale, <i>Sisifo o i limi<\/i><i>ti dell&#8217;educazione<\/i>, si lamenta perch\u00e9 la sua sintesi aveva fatto arrabbiare i marxisti e gli aveva inimicato i freudiani. Marx e Freud \u00ab<i>tutti e due hanno ragione. Non i marxisti e i freudiani, ma Marx e Freud<\/i>\u00bb (43)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Convinto anche che tutti i genitori, in quanto tali anche se di per s\u00e9 comprensivi, non potrebbero fare a meno di esercitare la loro funzione educativa(44), Bernfeld ha proposto il suo modello per l&#8217;educazione:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; la responsabilit\u00e0 per l&#8217;educazione dei figli spetta allo Stato;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; la famiglia rinuncia al &#8220;possesso&#8221; dei figli; cessa di essere un&#8217;unit\u00e0 economica. I genitori vengono sollevati dalla preoccupazione del sostentamento economico e dell&#8217;educazione dei figli;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; la responsabilit\u00e0 economica e pedagogica dei giovani \u00e8 della comunit\u00e0 e non delle singole famiglie (45).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Principi questi che hanno influenzato tanto la pedagogia dei kibbutz israeliani quanto l&#8217;educazione antiautoritaria degli ultimi decenni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>9.<\/b> <i>Wilhelm Reich: necessit\u00e0 di sciogliere i legami con i genitori<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Rivoluzione bolscevica ha ripreso l&#8217;analisi marxista della relazione fra struttura familiare e societ\u00e0 e lo psicoanalista Wilhelm Reich (1897-1957) ricorda: \u00ab<i>Gi\u00e0 la sessione plenaria del Komintern del 10 giugno 1924 dichiarava: &#8220;La rivoluzione \u00e8 impotente finch\u00e9 esistono concetti come famiglia e rapporti familiari<\/i>&#8220;\u00bb (46)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Reich ritiene che la struttura patriarcale della famiglia educhi i figli a una sottomissione assoluta al padre, rendendoli incapaci di autonomia e dipendenti da una figura d&#8217;autorit\u00e0. Sarebbe proprio questo tipo di dipendenza che costringerebbe a cercare delle figure autoritarie alle quali sottomettersi docilmente. In questo modo la famiglia patriarcale rappresenterebbe la cellula elementare dello stato autoritario, contro la quale si dovrebbe inevitabilmente scontrare ogni tentativo di trasformazione della societ\u00e0. \u00ab<i>Era possibile ricondurre qualunque reazione politica, in ogni sua forma, alla peste psi\u00adchica presente nelle masse umane di questo pianeta sin dalla comparsa del patriarcato autoritario<\/i>\u00bb (41).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella sua concezione freudo-marxista, Reich ammette la dipendenza reciproca tra figura paterna e concezione di Dio e si discosta dalla strategia di propaganda ateistica del governo sovietico, ritenendo pi\u00f9 efficace indebolire l&#8217;autorit\u00e0 dei genitori con la liberalizzazione sessuale: \u00ab<i>Noi non discutiamo sulla esistenza o non-esistenza di Dio, ma eliminiamo soltanto ed unicamente le rimozioni sessuali e sciogliamo i legami infantili ai genitori<\/i>\u00bb (48).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come Freud, Reich \u00e8 convinto che un processo di liberazione sessuale porterebbe a una concezione naturalistica che non attribuisce una dignit\u00e0 particolare all&#8217;uomo rispetto agli animali, legata alla sua origine divina: \u00ab<i>si deve trarre la logica conclusione che la chiara coscienza sessuale di s\u00e9 e l&#8217;ordine naturale della vita sessuale devono rappresentare la fine di ogni sentimento mistico, che quindi la sessualit\u00e0 naturale \u00e8 il nemico mortale della religione mistica<\/i>\u00bb (49).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>10.<\/b> <i>Dalla &#8220;morte del padre&#8221; alla ideologia di genere<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sociologa israeliana della cultura \u00c8va Illouz ha descritto con precisione come la psicoanalisi negli Stati Uniti sia riuscita a conquistare un ruolo fondamentale nella cultura dominante, fornendo una nuova interpretazione dell&#8217;uomo, del suo sviluppo e dei rapporti interpersonali (50). Questi nuovi modelli sono stati esportati con successo in tutti i paesi nella misura in cui questi sono venuti in contatto con la cultura occidentale moderna. La cultura dominante promuove forme di comportamento che indeboliscono la famiglia monogamica, il ruolo nell&#8217;educazione dei genitori spesso identificato con il padre. Queste teorie sono talmente diffuse che hanno fatto presa anche tra teologi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno dei fondatori della psicologia pastorale nei paesi di lingua tedesca, il teologo protestante e psicoanalista Joachim Scharfenberg (1927-1996), gi\u00e0 nel 1985 dichiarava che \u00abmatrimonio e famiglia nella loro forma attuale rappresentano come un tab\u00f9 cristiano\u00bb (51). Scharfenberg ha guardato con simpatia le comuni sorte alla fine degli anni sessanta in Germania, si rammaricava per\u00f2 per la formazione anche in questi collettivi di relazioni da lui definite &#8220;monogamiche&#8221; (52), ma che sarebbe pi\u00f9 corretto chiamare &#8220;coppie f\u00ecsse&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cercando il motivo di questi comportamenti anche in un clima di rivoluzione sessuale vissuta e praticata, Scharfenberg ha avanzato l&#8217;ipotesi che quei giovani, cresciuti in una famiglia tradizionale con un padre e una madre, non potevano che riprodurre a loro volta il vecchio modello di relazione. Come rimedio il teologo protestante propone l&#8217;istituzionalizzazione di forme educative che fin dalla prima infanzia coinvolgano pi\u00f9 adulti nel processo educativo (53) e ha anticipato l\u2019atteggiamento positivo dei media e della cultura dominante nei confronti delle famiglie allargate e <i>patchwork.<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli ultimi anni la crisi della famiglia si \u00e8 accentuata ulteriormente. Con l\u2019ideologia di genere il padre non solo viene mutilato nel suo ruolo di educatore, ma addirittura non dovrebbe neanche pi\u00f9 essere modello di una figura maschile<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">_________________<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Note<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>1)<\/b> Su questo tema cfr. anche il mio <i>La crisis de la familia y la ideologia de la muerte del padre<\/i>, Universit\u00e0t Abat Oliba CEU-Fundaci\u00f3n Universitaria San Fabio CELI, Barcellona 2008.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>2) <\/b>PLATONE, <i>Fedro<\/i> 237D-238A, in idem, <i>Tutti gli scritti<\/i>, a cura di Giovanni Reale, Rusconi, Milano 19<i>97. p. 539-581 (n 548).<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><i>3)<\/i><\/b><i> Idem.<\/i> Repubblica. 559A-559C. <i>ibid<\/i>., p. 1.276.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>4)<\/b> <i>Ibid.,<\/i> 431A-B, p. 1.170.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>5)<\/b> <i>Ibid<\/i>., 560B, cit.f p. 1.277.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>6)<\/b> <i>Ibidem<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>7)<\/b> <i>Ibid.,<\/i> 560D-561A.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>8)<\/b> FRIHDRICH ENGELS, <i>L&#8217;origine della famiglia, della propriet\u00e0<\/i> <i>privata e dello stato. In rapporto alle indagini di Lewis H<\/i> <i>Morgan<\/i>, Editori Riuniti. Roma 1963. Prefazione alla IV edizione del 1891, p. 3 8<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>9) <\/b>JOHANN JAKOB BACHOFEN, <i>II potere femminile<\/i>, trad. it, Mondadori, Milano 1992. p. 80<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>10) <\/b>Idem, <i>Il matriarcato. Ricerca sulla ginecocrazia del mondo antico nei suoi aspetti religiosi e giuridici<\/i>, trad. it-, 2 tomi, Einaudi, Torino 1988, t. I, p. 277.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>11)<\/b> <i>Ibid<\/i>.. p. 378.<b><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>12)<\/b> <i>Ibid<\/i>., p. 316.<b><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>13) <\/b>idem<i>,<\/i> <i>II potere femminile<\/i>, cit, pp. 73-74.<b><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>14)<\/b> MARTIN LUTERO, <i>Il servo arbitrio<\/i>, 1525, a cura di Fiorella De Michelis Pintacuda (1940-2008). traduzione e note di Marco Sbrozi. Claudiana. Torino 1993, p. 415.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>15)<\/b> <i>Ibid.,<\/i> p. 125<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>16) <\/b><i>Ibid..<\/i> p. 96.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>17)<\/b> <i>Ib\u00ecd.,<\/i> p. 332.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>18)<\/b> <i>Ibid<\/i>., p. 333.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>19)<\/b> F. ENGELS, <i>L&#8217;origine della famiglia, della propriet\u00e0 privata e dello Stato<\/i>, trad. it, Editori Riuniti. Roma 1970. p. 47.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>20) <\/b><i>Ibid.,<\/i> p. 81.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>21)<\/b> <i>Ibid.,<\/i> p. 84.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>22)<\/b> Cit. ibid..,p. 85.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>23)<\/b> <i>Ibid.,<\/i> p. 207.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>24)<\/b> <i>Ibid.,<\/i> p. 89.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>25)<\/b> <i>Ibid.,<\/i> p. 93.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>26)<\/b> <i>Ibidem.<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>27)<\/b> <i>Ibid.,<\/i> p. 95.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>28)<\/b> <i>Ibid.,<\/i> p. 103.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>29)<\/b> SIGMUND FREUD, <i>Lettera a Oskar Pfister<\/i>. del 18 gennaio 1928, in SIGMUND FREUD e OSKAR PFISTER, <i>Briefe<\/i> 1909-1950. Fischer, Francoforte sul Meno 1980, pp. 128-129 (p. 129).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>30)<\/b> Cfr., per esempio, il capitolo <i>Le terapie di Freud: fu vera guarigione?<\/i>, nel mio <i>Follia della croce o nevrosi? \u201cFunzionari di Dio. Psicodranma d\u00ec un ideale&#8221;<\/i> di Eugen Drewermann e la critica della psicologia del profondo alla religione, Edizioni di Cristianit\u00e0, Piacenza 1998, pp. 89-93.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>31)<\/b> S. FREUD, <i>Totem e tab\u00f9<\/i>, in <i>Opere di Sigmund Freud. 1912-1914<\/i>, trad. it, Boringhieri, Torino 1975, vol. VII, <i>Totem e tab\u00f9 e altri scritti<\/i>, pp. l-164 (p. 150).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>32)<\/b> idem. Compendio di psicoanalisi, in Opere di Sigmund Freud. 1950-1938, Boringhieri,Torino 1979. vol. XI, L&#8217;uomo Mos\u00e8 e la religione monoteistica e altri scritti, p. 612.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>33)<\/b> <i>Ibid<\/i>., p. 602.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>34)<\/b> <i>Ibid.,<\/i> p. 627.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>35)<\/b> Idem, <i>Istruzione sessuale dei bambini<\/i>, in <i>Opere di Sigmund Freud. 1905-1909, <\/i>vol. V, <i>Il motto di spirito e altri scr\u00ectti<\/i>, pp. 361-362<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>36)<\/b> idem. <i>L&#8217;avvenire di un&#8217;illusione<\/i>, in <i>Opere di Sigmund Freud 1924-1929,<\/i> vol. X. <i>Inibizione, sintomo e angoscia e altri scritti<\/i>. <i>1924-1929<\/i>, pp. 431-485 (p. 477).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>37)<\/b> FRIEDRICH NIETZSCHE. <i>Cosi parl\u00f2 Zarathustra. Un libro per tutti e per nessuno<\/i>, trad. it, 20a ed.. Adelphi. Milano 1998, p. 6.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>38)<\/b> idem, <i>La gaia, scienza,<\/i> in idem, <i>La gaia scienza e Idilli d\u00ec Messina<\/i>, trad. it.. 18a ed., Adelphi. Milano 2011, pp. 19-364 (pp. 148-149).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>39)<\/b> <i>Ibid.,<\/i> pp. 149-150.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>40)<\/b> <i>L&#8217;asilo psicoanalitico di Mosca. Tre saggi di Vera Schmidt.<\/i> (rad it-. Emme Edizioni. Martellalo (Venezia) 1972. p. 23.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>41) <\/b><i>Ibid.,<\/i> p. 70.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>42)<\/b> Cit. in a cura di K.ATIA SADUN (a cura d\u00ec). <i>Educazione antiautor\u00ectaria e prospettiva socialista. Le comuni infantili. L&#8217;esperienza berlinese dei primi &#8220;Kinderl\u00e0den, primavera 1968&#8221;. <\/i><i>Valeria Schmidt ed Eberhard Schultz<\/i>. Guaraldi. Bologna 1971, pp. 147-148.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>43)<\/b> SIEGFRIRD BERNFELD. <i>Sisyphos oder die Grenzen der Erziehung,<\/i> [\u00abSisifo o i limiti dell&#8217;educazione\u00bb], Suhrkamp, Francoforte sul Meno 1994, p. 91.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>44)<\/b> Cfr. idem, <i>Theorie des Jugendalters. <\/i><i>Schriften 1914-1938 <\/i>[\u00abTeoria dell&#8217;et\u00e0 giovanile. Scr\u00ectti 1914-1938\u00bb]. Beltz. Weinheim e Basilea 1991, pp. 30-31.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>45)<\/b> Cfr. WOLFGANG METZLER e shlomo YITZEHAKI, <i>Der Einfluss Siegfried Bernfelds auf die Theorie und Praxis der Kibbuzpddagogik <\/i>[\u00abL&#8217;influenza di Siegfried Berfeld sulla teoria e la prassi della pedagogia dei kibbutz\u00bb] in REINHARD HORSTER e BURKHARD MULLER (a cura di), <i>Jugend. Erziehung und Psychoanalyxe. Zur Sozialpedagogik Siegfried Bernfelds <\/i>[\u00abGiovent\u00f9, educazione e psicoanalisi. La pedagogia sociale di Siegfried Bernfeld\u00bb], Nemvied-Luchterhand Kriftel-Berlino 1992, pp. 127-131.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>46)<\/b> WILHELM REICH, <i>Psicologia di massa del fascismo<\/i>, trad. it Mondadori. Milano 1974, p. 100.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>47)<\/b> <i>Ibid,<\/i> p. 177.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>48)<\/b> <i>Ibid<\/i>., p. 151.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>49)<\/b> <i>lbid.,<\/i>p, 148.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>50)<\/b> Cfr. EVA ILLOUZ, <i>Saving the modern soul. Therapy, emotion and the culture<\/i> <i>of self-help<\/i>. University of California Press. Berkeley-LosAngeles-Londra 2008.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>51)<\/b> JOACHIM SCHARFENBERG, <i>Einfuhrung in die Pasloralpsychologie.<\/i> [\u00abIntroduzione alla psicologia pastorale\u00bb], Vandenhoeck &amp; Ruprecht. Gottinga 1985, p. 132.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>52)<\/b> Cfr. <i>ibid..<\/i> p. 137.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>53)<\/b> Cfr. <i>ibid..<\/i> p. 139.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cultura&amp;Identit\u00e0. Rivista di studi conservatori, Anno V, nuova serie, n.3, 12 ottobre 2013 Il \u00a0tramonto della figura paterna nel processo educativo privato e pubblico delle, societ\u00e0 occidentali contemporanee produce squilibri psicologici alle origini di parecchie patologie inferiori e sempre pi\u00f9 difficili da curare di Ermanno Pavesi<\/p><p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/la-morte-del-padre-nelleducazione\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":12765,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15,125,23],"tags":[234,156,856],"class_list":["post-12764","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-famiglia","category-ideologia-del-gender","category-scuola-ed-educazione","tag-educazione","tag-famiglia-2","tag-padre","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - 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