{"id":1268,"date":"2005-09-05T00:00:00","date_gmt":"2005-09-04T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2016-02-22T12:07:43","modified_gmt":"2016-02-22T11:07:43","slug":"la-cittadella-assediata-le-pressioni-asiatiche-sulleuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/la-cittadella-assediata-le-pressioni-asiatiche-sulleuropa\/","title":{"rendered":"La &#8220;cittadella assediata&#8221;: le pressioni asiatiche sull\u2019Europa"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><strong><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/09\/assalto_mura.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-30812\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/09\/assalto_mura.jpg\" alt=\"assalto_mura\" width=\"250\" height=\"185\" \/><\/a>Cristianit\u00e0<\/strong> n. 292-293 (1999)<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\">di <strong>Gonzague de Reynold<\/strong> (1880-1970)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La principale missione dell\u2019imperatore, dei re, dei principi, di ogni barone, di ogni cavaliere, di ogni cristiano consisteva nel difendere la cristianit\u00e0 contro gl\u2019infedeli. Con il nome d\u2019infedeli non s\u2019intendevano assolutamente soltanto i musulmani, ma i pagani nel loro insieme. Infatti, normanni, sassoni, slavi, avari, ungari, mongoli, tatari erano tutti &#8220;nemici del nome cristiano&#8221;, massacratori, martirizzatori. Pi\u00f9 tardi, quando furono tolti di mezzo i pericoli dal Settentrione e dall\u2019Oriente, l\u2019epiteto &#8220;infedeli&#8221; designava soltanto i musulmani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allora il crociato divenne superiore al cavaliere. Se ne trova la prova in un sermone pronunciato da Urbano II a chiusura del Concilio di Clermont-Ferrand, che decise la prima crociata (1095)! <em>&#8220;Avanzino per impegnare contro gl\u2019infedeli una lotta giusta, che li colmer\u00e0 di trofei, quanti, in altri tempi, erano soliti condurre illecitamente guerre private contro i fedeli&#8230;&#8221;<\/em>. L\u2019abbiamo sentito: una delle ragioni della crociata fu di porre un termine al flagello delle guerre private, che indebolivano all\u2019interno la cristianit\u00e0 mentre, all\u2019esterno, essa era cos\u00ec minacciata. Dunque, il vero soldato di Cristo era il crociato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il pericolo asiatico \u00e8 una costante dell\u2019Europa. Ma che cosa intendere per Asia?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Asia \u00e8 un termine collettivo che riunisce e abbraccia una serie di compartimenti, di mondi separati gli uni dagli altri da ostacoli naturali, a lungo insuperabili. Questi compartimenti, questi mondi si raccolgono in due grandi zone: quella della civilt\u00e0 e quella della barbarie. L\u2019Europa &#8211; penisola asiatica, non dimentichiamolo -, l\u2019Asia anteriore, questa Preeuropa, le Indie e l\u2019Estremo Oriente costituiscono la prima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre ogni differenza e ogni opposizione, questi quattro mondi hanno caratteri comuni. Sono marittimi e montagnosi. Servono da quadri e da supporti a grandi civilt\u00e0 stabili e monumentali. Li si vede estendersi come un arco di cerchio dall\u2019Atlantico al Pacifico, attraverso il Mediterraneo, il Mar Rosso, il Mare di Oman, l\u2019Oceano Indiano, il Golfo del Bengala, i due mari di Cina e quello del Giappone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La zona della barbarie \u00e8 formata dall\u2019Asia Alta e dall\u2019Asia Bassa. La prima \u00e8 il nocciolo montagnoso del vecchio mondo, l\u2019insieme orografico pi\u00f9 potente del globo. La seconda si limita a prolungare la prima come un ampio terrazzo cementato in un muro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Asia Alta e l\u2019Asia Bassa possiedono in modo indiviso una via: quella della steppa. Questa via si dirige verso l\u2019Europa. La zona di civilt\u00e0 \u00e8 quella dei sedentari, la zona di barbarie quella dei nomadi. Saranno i popoli nomadi, o d\u2019origine nomade, a premere sull\u2019Europa, perch\u00e9 hanno spirito di cavaliere, lo spirito di migrazione e di conquista. I nomadi non si trovano tutti nell\u2019Asia Settentrionale: nelle zone desertiche dell\u2019Asia anteriore vi sono gli arabi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fatte queste precisazioni, siamo in grado di tracciare la linea di forza delle pressioni asiatiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>II<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima pressione storica \u00e8 quella dei persiani achemenidi. Essa si ricollega alle migrazioni ariane nell\u2019Asia anteriore. Queste migrazioni seguirono due vie: le une, il bordo occidentale del Mar Nero, i Dardanelli e l\u2019Asia Minore; le altre, l\u2019Asia Centrale e l\u2019altopiano iranico. Tutte si scontrarono con vecchie civilt\u00e0 che non poterono arrestarle. Una migrazione fonder\u00e0 in Asia Minore l\u2019impero feudale degl\u2019ittiti. Un\u2019altra, quella dei kassiti, s\u2019installer\u00e0 a Babilonia, e questo per quanto riguarda la prima via.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Asia Centrale e in Iran faranno la loro comparsa i medi e i persiani, e questo per quanto riguarda la seconda via. L\u2019impero achemenide, che intraprender\u00e0 la conquista della Grecia e dell\u2019Occidente per essere a sua volta conquistato da Alessandro, sar\u00e0 dunque un impero ariano. Sostituir\u00e0 e continuer\u00e0 imperi semiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se gli elleni non fossero riusciti a spezzare lo sforzo dei persiani, l\u2019Europa non si sarebbe mai fatta. Salamina e Maratona sono vittorie europee. Le guerre persiane hanno fatto nascere il sentimento continentale; hanno trasformato la nozione d\u2019Europa, fino ad allora geografica, in un\u2019idea politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Europa, per gli elleni, \u00e8 il contrario dell\u2019Asia. Essi avevano davanti a s\u00e9 i barbari asiatici: l\u2019<em>ethnos<\/em> smisurato, invadente dei persiani; avevano dietro a s\u00e9 i barbari europei, l\u2019Occidente di cui i loro navigatori e i loro mercanti avevano rivelato solo le grandi linee. Vi sentivano una forza fresca e popoli pi\u00f9 vicini a loro degli asiatici. L\u2019idea che lentamente si libera e si precisa, configurandosi nel loro spirito, \u00e8 guidare questa forza per opporsi all\u2019Asia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019idea d\u2019Europa \u00e8 d\u2019origine ionica. Nel secolo V la si trova allo stato virtuale nel trattato di Ippocrate, il padre della teoria dell\u2019ambiente, <em>Dell\u2019aria, delle acque e dei luoghi<\/em>. Ecco la tesi: gli asiatici sono inferiori, sia dal punto di vista morale che da quello fisico, ai barbari europei, che hanno, come i greci, il senso della libert\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel libro IV, capitolo VI, della <em>Politica<\/em>, Aristotele riprende e precisa: se i greci fossero uniti in un solo Stato, avrebbero l\u2019impero del mondo. Al tempo di Filippo il Macedone, Isocrate, che si rassegna a vedere nel padre di Alessandro il solo uomo capace di costringere i greci all\u2019unione, pone come principio che si \u00e8 elleni non per la razza, ma per la civilt\u00e0. I barbari, civilizzandosi, possono quindi diventare elleni. Orbene, se l\u2019elleno \u00e8 il contrario dell\u2019asiatico, l\u2019Europa deve essere il contrario dell\u2019Asia. Infine, Teopompo si chiede: l\u2019avvenire non sar\u00e0 dalla parte dell\u2019Occidente piuttosto che dell\u2019Oriente? Invece di partire per la conquista dell\u2019Asia, macedoni e greci non farebbero meglio a opporre un impero europeo all\u2019impero asiatico dei persiani?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa fu la prima pressione storica dell\u2019Asia contro l\u2019Europa. Fall\u00ec perch\u00e9, per una sola volta nella loro storia e per un tempo molto breve, aveva trovato gli elleni uniti. E allo stesso modo fall\u00ec la seconda, quella di Cartagine, perch\u00e9 incontr\u00f2 lo slancio imperiale romano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La fenicia Cartagine, la figlia di Tiro, era l\u2019Asia semita. Senza Roma, tutto il bacino del Mediterraneo Occidentale sarebbe stato semitizzato. Se ne immaginano le conseguenze per l\u2019Italia, l\u2019Iberia e la Gallia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Colloco fra le pressioni asiatiche, con il numero tre, l\u2019impresa di Antonio e di Cleopatra. Questa regina greco-egiziana e questo transfuga romano trascinavano con s\u00e9, contro Ottaviano e la Repubblica, una strana coalizione, quella del mondo ellenistico con, alle proprie spalle, i neri d\u2019Etiopia, i nomadi arabi, parti e sciti, pi\u00f9 oltre ancora tutti i popoli cui gli antichi davano il nome vago di indiani: i <em>superbi Indi<\/em> di Orazio, l\u2019<em>imbellem Indum<\/em> di Virgilio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che cosa sarebbe accaduto se, nell\u2019anno 31 prima della nostra era, Ottaviano non avesse riportato la vittoria di Azio? L\u2019<em>imperium<\/em> avrebbe mutato centro, la sua capitale non sarebbe pi\u00f9 stata Roma, ma Alessandria; la sua espansione in Occidente si sarebbe arrestata; eccentrica rispetto a questo nuovo impero, l\u2019Italia avrebbe perso la sua importanza; l\u2019Europa non si sarebbe potuta fare. Per questo Augusto merita di essere promosso al rango dei suoi grandi fondatori.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>III<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla fine dell\u2019impero sorgono gli unni. I goti, partendo dal Baltico, erano scesi fino all\u2019Ucraina, all\u2019Ungheria e alla Romania. L\u2019impero aveva dovuto sacrificare loro una provincia ricca d\u2019oro: la Dacia. La perdita sarebbe stata largamente compensata dal vasto sfogo che si apriva a questi barbari, se la loro migrazione nelle terre fertili dell\u2019Europa Orientale avesse avuto il tempo di trasformarsi in stanziamento: tutta la storia d\u2019Europa ne sarebbe stata modificata, perch\u00e9 i goti cominciavano ad attirare altri germani nelle pianure orientali, i <em>late patentes et uberes pagi<\/em> di Ermanrico, per citare Ammiano Marcellino. Ma l\u2019arrivo degli unni fece saltare l\u2019impero di Ermanrico e respinse i goti sulla <em>Pars Orientis<\/em>, da dove si ritirarono nella <em>Pars Occidentis<\/em> in tre tappe: Italia, Aquitania, Spagna. Ed ecco l\u2019occasione per ricordare che le pretese invasioni germaniche sono state solo una fuga davanti agli unni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa quarta pressione si realizz\u00f2 in due tempi: lo stanziamento degli unni al posto dei goti, l\u2019offensiva degli unni contro l\u2019Occidente. Questi barbari, della stessa razza dei tatari e dei turchi, si erano unificati sotto un <em>khan<\/em> intelligente e ambizioso: Attila. Tali popoli sono temibili soltanto se s\u2019impone loro un capo di genio che li guida politicamente, come dice Ferdinand Lot nelle <em>Invasions germaniques<\/em> quando denuncia <em>&#8220;la tendenza irresistibile dei popoli nomadi a espandersi indefinitamente come sotto l\u2019azione di una forza fisica&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 vero che Ezio, nel 451, riusc\u00ec a gettarli fuori dalla Gallia: vittoria dei Campi Catalaunici, vicino a Troyes, vittoria pi\u00f9 europea che romana. Ma quando, l\u2019anno seguente, Attila ritorn\u00f2 e scese in Italia, l\u2019impero non aveva nessuna riserva militare da opporgli. Si dovette negoziare. Ravenna ne incaric\u00f2 il Papa san Leone. Egli riusc\u00ec: questo fu l\u2019inizio della potenza pontificia. Poco dopo, Attila mor\u00ec.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>IV<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quinta pressione: i persiani sassanidi. La parte pi\u00f9 esposta dell\u2019<em>imperium romanum<\/em> e, poi, dell\u2019impero bizantino, era la Siria-Palestina. Perch\u00e9 vi era, completamente alle sue spalle, l\u2019oasi mesopotamica, una regione di passaggio tanto pi\u00f9 contesa in quanto l\u2019Eufrate era allo stesso modo una linea d\u2019invasione e una linea di difesa, a causa del grande gomito descritto da questo fiume.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dietro all\u2019Eufrate, vi erano i persiani sassanidi. La dinastia sassanide aveva preso il posto della dinastia arsacide, che era di origine partica. Questa, che era debole, si esaur\u00ec nella lotta con la Roma imperiale; quella, che era forte, esaur\u00ec l\u2019impero. I Sassanidi regnarono poco pi\u00f9 di quattro secoli. Il loro fondatore, verso l\u2019anno 225 dell\u2019era cristiana, si chiamava o si era denominato lui stesso Artaserse. Pretendeva di discendere dagli Achemenidi. Quindi il fine che si propose la nuova dinastia era ricostituire l\u2019impero di Dario. Essa non fu lontana dal raggiungerlo. All\u2019interno dell\u2019Iran organizz\u00f2 un potere totalitario, al quale s\u2019ispirer\u00e0 il Basso Impero: il totalitarismo \u00e8 d\u2019origine asiatica, non ci si deve mai stancare di ripeterlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo potere odiava tre cose: la civilt\u00e0 greca, la religione cristiana e l\u2019impero romano. A questo i Sassanidi inflissero le pi\u00f9 gravi disfatte e le pi\u00f9 crudeli umiliazioni. Nel 260 il Gran Re Sapor fece prigioniero l\u2019imperatore Valeriano; se ne serv\u00ec come di uno sgabello per montare a cavallo, poi, dopo averlo messo a morte, ne fece tingere la pelle di rosso e l\u2019appese in un tempio. Combattendo i Sassanidi, l\u2019imperatore Giuliano, ferito gravemente, mor\u00ec durante una disastrosa ritirata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sotto Giustiniano, la cui riconquista preoccupava i persiani, si produsse lo scontro pi\u00f9 violento. Il Gran Re Cosroe (531-579) passa all\u2019offensiva in Oriente. Nel 540 si getta sulla Siria, saccheggia Antiochia; nel 542 devasta la Commagene; nel 544 caccia i bizantini dalla Mesopotamia. Giustiniano si vede costretto a una pace umiliante. Pagare un tributo al vincitore e vietare ogni propaganda cristiana nell\u2019impero dei persiani. Dopo di lui, nuova e pi\u00f9 grave offensiva. Nel 608, i Sassanidi prendono Calcedonia, di fronte a Bisanzio. Nel 615 entrano a Gerusalemme. L\u2019impero venne salvato dal <em>basileus<\/em> Eraclio. Nel 629 pot\u00e8 riportare in trionfo a Costantinopoli la Santa Croce, che i persiani avevano presa. La sua controffensiva vittoriosa fu gi\u00e0 una crociata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ambizione dei Sassanidi andava oltre l\u2019Oriente. Volevano impadronirsi della capitale e di tutte le parti greco-balcaniche dell\u2019impero. Perci\u00f2 si erano alleati agli avari. Ma nel 641 una nuova forza, anch\u2019essa barbara, quella degli arabi musulmani, mise fine all\u2019impero dei persiani.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>V<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sesta pressione: quella degli slavi. Appena gli spostamenti dei germani avranno aperta a essa la porta dell\u2019Occidente, la si vedr\u00e0 biforcarsi verso ovest e verso sud. La prima direzione porter\u00e0 gli slavi, dal secolo V, fino all\u2019Elba. Di l\u00e0, l\u2019infiltrazione finir\u00e0 per penetrare nella valle del Meno, molto vicino al Reno. Questa avanzata era stata resa possibile dal fatto che i germani, e anzitutto i goti, avevano evacuata la regione compresa fra la Vistola e l\u2019Elba: da questo, un vuoto d\u2019aria. Ma vi fu anche la pressione degli asiatici, particolarmente degli avari: essa fu la causa della fuga degli slavi verso sud.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa seconda direzione li porta fino ai piedi delle Alpi Orientali, fin sull\u2019Adriatico, fino in Tessaglia e nella regione di Salonicco, fin nel Peloponneso. Il movimento comincia con il secolo VI e cesser\u00e0 soltanto alla fine del VII. Dal 650, in Europa, sotto la sovranit\u00e0 effettiva dell\u2019imperatore d\u2019Oriente resta soltanto la capitale, una parte della Tracia e le coste. <em>&#8220;Il grave <\/em>&#8211; scrive F. Lot &#8211; <em>\u00e8 che questa marea umana non lascia sussistere nulla del passato. Distrugge le antiche citt\u00e0, lascia crollare monumenti, strade e ponti; per lungo tempo sembra impermeabile alla civilt\u00e0 greco-latina. La penisola dei Balcani e l\u2019Europa Centrale sono precipitati di nuovo in una barbarie da cui queste contrade erano uscite da lunghissimi secoli&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli slavi sono i selvaggi dell\u2019epoca.\u00a0 Pagani feroci, torturano i prigionieri e bruciano tutto senza necessit\u00e0, sono armati male; si pensa siano incapaci di resistere alle forze bizantine o franche. Vengono massacrati, ma ne arrivano incessantemente altri. Alla fine, ci si trova sommersi. Non sono sempre guidati dai capi indigeni: sono anche germani, baltici, asiatici. Gli slavi hanno fatto alla civilt\u00e0 e all\u2019Europa un male irreparabile separando, come un cuneo piantato in un tronco, l\u2019Oriente e l\u2019Occidente, distruggendo la bella civilt\u00e0 intermedia che li univa.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>VI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Settima e ottava pressione: quelle dell\u2019Islam, degli arabi o, come venivano chiamati allora, dei saraceni. Pi\u00f9 tardi verranno chiamati barbareschi, cio\u00e8 gli abitanti della Barbaria: l\u2019Africa del Nord.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La settima pressione fu fatta contro l\u2019Oriente, l\u2019ottava contro l\u2019Occidente. Gli arabi cacciano i bizantini dalla Siria e dall\u2019Egitto; minacciano Costantinopoli, s\u2019insediano a Creta, in Sicilia, in Sardegna, in Corsica, stabiliscono covi su tutte le coste del Mediterraneo Settentrionale. Siccome padroneggiano il mare, niente \u00e8 pi\u00f9 facile per essi che intraprendere spedizioni di saccheggio fin nell\u2019interno dell\u2019Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel mese d\u2019agosto dell\u2019846, i saraceni sbarcano all\u2019imboccatura del Tevere, occupano Porto, penetrano in Roma, saccheggiano la basilica di San Pietro. Per fortuna, si trasferiscono nella ricca Campania. Grazie a questo brusco cambiamento di direzione San Pietro non venne trasformata in moschea otto secoli prima di Santa Sofia di Costantinopoli. Ma con questa differenza: i saraceni erano solamente bande, i turchi saranno un esercito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I saraceni si stabiliranno saldamente a Napoli, a Gaeta e a Capua. Vi troveranno alleati cristiani. Guido di Spoleto infligger\u00e0 loro una sconfitta nell\u2019885, ma saranno eliminati soltanto nel 916, dopo un\u2019autentica crociata, alla quale prende parte tutta l\u2019Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco cosa si deve ricordare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalla loro comparsa nel Mediterraneo fino al secolo XVIII e anche fino alla conquista dell\u2019Algeria, i corsari barbareschi infestavano il Mediterraneo. Praticavano la tratta dei bianchi. Attaccavano le navi male armate o senza difesa. Quando ne avevano l\u2019occasione, procedevano a razzie sulle coste cristiane. Rilasciavano dietro riscatto i prigionieri sufficientemente ricchi per pagarlo oppure quelli che i religiosi dell\u2019ordine della Mercede riuscivano a liberare, spesso prendendone il posto. Riducevano in schiavit\u00f9 il maggior numero possibile di persone. In occasione della sua crociata contro i turchi nel 1535, Carlo V liber\u00f2 18.000 prigionieri cristiani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le montagne non fermavano n\u00e9 i saraceni n\u00e9 gli asiatici. Ecco quanto \u00e8 accaduto sulle Alpi Centrali e sul futuro territorio della Svizzera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel secolo X, gli ungari fanno la loro comparsa nella regione di San Gallo, saccheggiano l\u2019abbazia, devastano il paese; poi, costeggiando il Reno, si portano a Basilea, massacrano il vescovo e la maggior parte della popolazione: accadde nel 917, il vescovo di allora, martire, si chiamava Rodolfo II. Quanto ai saraceni, dagli accampamenti fortificati che avevano stabilito sulla costa, erano risaliti attraverso le Alpi. Il re Ugo d\u2019Italia li aveva presi al proprio servizio e aveva affidato loro la guardia dei passi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 940 saccheggiano l\u2019abbazia di San Maurizio. Secondo la tradizione, sarebbero penetrati dalla valle del Rodano nella regione di Vaud e anche in quella di Neuch\u00e2tel. Altre bande devastano il vescovado di Coira. Nel 952, superando il Septimer con la sua nuova sposa, Adelaide, Ottone il Grande trov\u00f2 questo vescovado in un tale stato di devastazione che fece il voto di aiutarlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le leggende raccolte in Svizzera sui saraceni sono pi\u00f9 significative della storia perch\u00e9 ci rivelano il terrore delle popolazioni come la loro nostalgia di una protezione efficace. Ci fanno comprendere meglio la necessit\u00e0 delle due restaurazioni imperiali, quella di Carlo Magno e quella di Ottone.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>VII<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Frattanto, si erano gi\u00e0 prodotte la nona e la decima pressione: quella degli avari, poi quella degli ungari. Gli uni e gli altri sono i successori degli unni e i predecessori dei turchi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sotto la pressione di questi, gli avari, di origine manci\u00f9, avevano abbandonato i confini dell\u2019Altai, dove vivevano da nomadi. Seguendo la via delle steppe, fra Urali e Caspio, erano giunti nel Basso Danubio. Di l\u00e0, andarono a raccogliersi nella steppa pannonica, dove si espansero nell\u2019Europa Centrale fino alle Alpi e nella Turingia. Fu compito di Carlo Magno vincerli e distruggerli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto agli ungari, fanno la loro comparsa nella regione che si stende dai monti Urali fino all\u2019Ob e anche allo Ienissei. Vi subiscono un\u2019influenza turca, forse quella dei bulgari. Nel secolo IX, li s\u2019incontra nella Russia meridionale. Pressati da una nuova popolazione turca, i peceneghi che si fermano in Ucraina e in Romania, avanzano pi\u00f9 a ovest, passano le montagne della Transilvania, scendono nella valle del Danubio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non si danno nemmeno il tempo di respirare e si gettano sull\u2019Italia, la Germania, la Francia, la Borgogna. Fu compito di Ottone I mettere fine a questo flagello con la vittoria vicino ad Augusta. Dopo di che, rinunciando alla vita nomade, gli ungari ripiegarono nelle valli del Danubio e della Theiss dove si radicarono, si cristianizzarono, divennero molto presto il grande popolo europeo che si conosce: uno dei pi\u00f9 valenti difensori della cristianit\u00e0, un popolo tenace abituato alla sorte avversa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Undicesima pressione: i bulgari. Sono anche loro di origine turca, parenti prossimi degli unni. Venuti dall\u2019Asia, li si trova anzitutto nella regione fra Volga e Kama. Questa regione, il cui centro \u00e8 Kazan, verr\u00e0 chiamata fino al secolo XV Grande Bulgaria. Continuando la loro avanzata, i bulgari riusciranno a installarsi sulla riva destra del Danubio. L\u2019attuale Bulgaria. Da questa marca di confine, terrorizzeranno l\u2019impero bizantino: saranno necessarie venti campagne, all\u2019inizio del secolo XI, perch\u00e9 l\u2019imperatore Basilio riesca a sottometterli. I bulgari seguiranno l\u2019esempio dei loro parenti ungheresi: rinunceranno alle incursioni e diverranno cristiani. Si fonderanno con le popolazioni preslave e slave, di cui adotteranno la lingua.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>VIII<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dodicesima pressione: i mongoli, dal cinese <em>mong<\/em>, bravo. I nomadi, lo ripeto, sono pericolosi soltanto se trovano un capo che li raccolga, li organizzi, li guidi. Questo capo mongolo ci \u00e8 noto: Gengis. Appena \u00e8 riuscito a imporsi alle trib\u00f9 dell\u2019Asia Settentrionale, cerca di conquistare la Cina, ma vi deve rinunciare. Allora si volge alla Persia. Cominciava a dirigersi verso l\u2019Occidente quando mor\u00ec, nel 1227.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il suo successore Ogodai riprende la marcia verso l\u2019Europa. L\u2019esecuzione del grande disegno inizia con la sottomissione dei principi russi e con la distruzione di Kiev, gi\u00e0 ridotta in rovine dai russi di Mosca. Prosegue con la devastazione della Volinia e della Galizia. Poi, \u00e8 la volta della Polonia, della Boemia, dell\u2019Ungheria, della Valacchia, della Serbia, della Bulgaria. Cracovia e Breslavia cadono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I cavalieri mongoli galoppano fino all\u2019Adriatico, li si vede a Trieste, a Spalato, a Ragusa. Il mondo cristiano \u00e8 preso dall\u2019angoscia. Il pericolo \u00e8 cos\u00ec grave che l\u2019imperatore rivolge un pressante appello ai principi, che il papa Innocenzo IV ordina preghiere e fa predicare la crociata e che san Luigi vi si prepara. Frattanto, Enrico II il Pio, duca di Slesia e figlio di santa Edvige di Trebnitz, riesce, alla testa di un esercito di tedeschi e di polacchi riuniti davanti al pericolo comune, a trattenere i mongoli. A prezzo della vita, perch\u00e9 muore nella battaglia con quasi tutti i suoi cavalieri (1241).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Improvvisamente, i cavalieri piegano le tende e fanno dietrofront verso il fondo dell\u2019Oriente: era appena morto Ogodai e si trattava di disputarsi la successione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I mongoli avevano una politica precisa, sostenuta da un\u2019organizzazione militare e amministrativa che si pu\u00f2 qualificare come un modello. La loro prima cura consisteva nell\u2019assicurare comunicazioni le pi\u00f9 rapide possibili da un\u2019estremit\u00e0 all\u2019altra dell\u2019impero. Saccheggiavano, distruggevano, massacravano; dopo di che, praticavano un governare dall\u2019alto, con un reale senso dell\u2019ordine e della giustizia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 interessante constatare il loro sforzo di aprirsi un varco verso il mare libero, sia attraverso la Cina, sia attraverso la Persia, sia attraverso l\u2019Europa; non meno interessante vederli estendere incessantemente le loro conquiste, proteggendo l\u2019impero delle steppe con un sistema di marche di confine e di Stati tributari, oltre i limiti naturali. La scomparsa di capi geniali e incontestati &#8211; ve ne sono stati due &#8211; e le divisioni del potere furono le cause interne di un crollo tanto rapido quanto era stata irresistibile la spinta in avanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La disgregazione dell\u2019impero mongolo fece sorgere in Turkestan una nuova potenza: i tartari. Essa trov\u00f2 il suo capo nella persona di Timur, &#8220;l\u2019uomo di ferro&#8221;, soprannominato Leng, perch\u00e9 claudicava: il Tamerlano degli europei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Timur si richiama ai mongoli, riprende il loro piano di conquistare il mondo. Appena consolidato nel Turkestan, si lancia in una serie di conquiste nell\u2019Asia anteriore. Persia, Mesopotamia, Armenia, Caucaso, Anatolia cadono nelle sue mani. Si era gettato sui turchi selgiuchidi; ma la cristianit\u00e0, che in un primo tempo aveva accolto con entusiasmo l\u2019umiliazione dei suoi nemici pi\u00f9 temibili, non tard\u00f2 a sentirsi a sua volta presa di mira.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1402 Timur toglie Smirne ai cavalieri di Rodi. Per allontanarlo, l\u2019imperatore di Costantinopoli si affretta a pagargli tributo. Nello stesso tempo, i tartari premono fino in Polonia. Malgrado questi successi, l\u2019ambizione di Timur riguardava soltanto l\u2019Asia. Invade le Indie, s\u2019impadronisce di Delhi. Quando muore, nel 1405, organizzava una grande spedizione contro la Cina. Se avesse avuto successo non avrebbe certamente mancato di ritornare sull\u2019Europa. La sua morte la liber\u00f2 di un musulmano intelligente ma fanatico, di un massacratore. La tredicesima pressione fu dunque soltanto una minaccia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con i turchi ottomani, la questione fu diversa. La loro storia \u00e8 troppo nota, troppo legata a quella dell\u2019Europa per attardarvisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi limiter\u00f2 a ricordare la loro origine. Turco significa forte. Come tataro e mongolo, questo nome bellicoso indica un insieme di trib\u00f9 associate per la guerra e la conquista. Le pi\u00f9 importanti vivevano nomadi nella regione dell\u2019Altai; discendevano dagli antichi unni, avevano il lupo come totem. All\u2019inizio del secolo VI, una parte delle trib\u00f9 turche formano una sorta d\u2019impero che scambia ambasciate con Bisanzio e preme fino in Crimea. Altri turchi penetrano nel Khorassan. Nel secolo XI, un avventuriero di nome Selgiuk si rende indipendente dagli arabi, fonda la dinastia dei Selgiuchidi. Cos\u00ec esordisce la potenza ottomana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Essa avanza in Occidente con una serie di pressioni. Quella a cui attribuisco il numero quattordici fu la conquista del territorio bizantino nell\u2019Oriente mediterraneo, ai confini immediati dell\u2019Europa: l\u2019Anatolia meno la zona di Trebisonda. La quindicesima li porta nello stesso Occidente: presa di Adrianopoli nel 1360, scomparsa dello Stato bulgaro nel 1393 e 1396, disfatta di un esercito cristiano a Nicopolis nel 1396.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco i turchi padroni della penisola balcanica. Si sarebbero rapidamente impadroniti di Costantinopoli se Tamerlano non li avesse attaccati alle spalle. La sedicesima pressione, che inizia con la presa della grande capitale, sar\u00e0 dunque rimandata al 29 maggio 1453. Dalla diciassettesima uscir\u00e0 l\u2019impero di Solimano, che si estender\u00e0 sulla Croazia, la Slavonia e quasi tutta l\u2019Ungheria, fino ai Carpazi. La diciottesima porter\u00e0 i turchi nel 1683 davanti a Vienna. L\u2019Europa sar\u00e0 salvata solo <em>in extremis<\/em> dall\u2019intervento di Giovanni Sobieski e dei suoi polacchi: gli ultimi crociati. Nel 1683 Luigi XIV cominciava a declinare e Racine doveva scrivere soltanto <em>Esther<\/em> e <em>Athalie<\/em> per completare la sua opera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora nel 1715, sotto il sultano Ahmed III (1673-1736) le armi turche avevano causato preoccupazioni all\u2019Europa. Questa inquietudine ispir\u00f2 Jean-Baptiste Rousseau. Nel terzo libro delle sue <em>Odes<\/em> si trover\u00e0 un appello ai principi cristiani. Questa lunga composizione, capolavoro della retorica e della metafora, \u00e8 una sorta di riassunto in versi della storia delle pressioni turche. L\u2019anno seguente, 1716, il principe Eugenio schiacci\u00f2 gli ottomani a Peterwaerden e nel 1717 a Belgrado. Fu il punto d\u2019arresto. Ormai l\u2019impero turco non far\u00e0 altro che indebolirsi e ritirarsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>IX<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gettiamo una sguardo d\u2019insieme. Allo scopo, ripartiamo dalla distinzione fra la zona di civilt\u00e0 e la zona di barbarie. Perch\u00e9? Perch\u00e9 il pericolo asiatico viene solo dalla prima o dai popoli originari della prima. Con un\u2019eccezione: gli arabi, i nomadi del deserto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Europa non ha mai potuto vivere senza rapporti e scambi con la zona di civilt\u00e0. Solo questa produceva le spezie, le sete, i tappeti, gli avori, tutto quello di cui gli europei avevano bisogno o avevano voglia quando, per esempio sotto Carlo Magno, erano ancora poveri e semibarbari. Se ne ha la prova nel ruolo d\u2019intermediari giocato dagli scandinavi nel tempo in cui i musulmani dominavano il Mediterraneo e avevano interrotto le vecchie vie del traffico. Il giro delle mercanzie attraverso il Turkestan e la pianura russa, fino all\u2019isola di Gotland nel Baltico, \u00e8 la dimostrazione di questa necessit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il che ci riporta agli arabi. Da tutti i punti di vista da cui ci si pu\u00f2 porre, ci appaiono superiori ai barbari della steppa o della foresta. Non sono stati soltanto distruttori e massacratori: hanno fondato un impero. Agli occhi dei contemporanei di Carlo Magno, questo impero aveva uno splendore da racconto di fate; \u00e8 entrato nella leggenda con Harun el Rashid, il califfo abbaside di Bagdad. Il che ci porta a distinguere gli arabi e la civilt\u00e0 araba. I primi sono vivaci, intelligenti, ricettivi, assimilatori; manca loro il dono dell\u2019invenzione. La seconda \u00e8 opera tanto di arabi che di siriani, persiani, spagnoli, mozarabi, ebrei. Gli arabi sono stati grandi intermediari. Si sono aperti all\u2019ellenismo e ci hanno riportato Aristotele. Era giusto e importante ricordarlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le pressioni asiatiche hanno avuto effetti positivi e risultati durevoli. Senza di esse, mai l\u2019Europa avrebbe preso coscienza di s\u00e9. Ci si definisce soltanto opponendosi: \u00e8 bene ricordare questa verit\u00e0 a quanti, oggi, hanno una paura maledetta di ogni opposizione ferma e chiara. La nascita dell\u2019idea di Europa nello spirito degli elleni, di certi elleni, \u00e8 la conseguenza delle guerre persiane, la necessit\u00e0 della difesa comune \u00e8 all\u2019origine della cristianit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se le pressioni asiatiche hanno avuto risultati durevoli, l\u2019Europa li deve al cristianesimo. Il cristianesimo possedeva una forza di assimilazione che non avevano, nello stesso grado, n\u00e9 la civilt\u00e0 ellenica, n\u00e9 a maggior ragione l\u2019impero romano. Lo si vede nella storia coloniale: finch\u00e9 l\u2019Europa fu cristiana, assimilava; il giorno in cui smise di esserla, fu capace soltanto di dominare e di sfruttare. Ne sono la prova le conversioni degli ungheresi, dei bulgari e degli slavi. La loro cristianizzazione ebbe l\u2019effetto di completare l\u2019Europa, gi\u00e0 formata nelle sue parti essenziali, ma incompleta a est.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per contro, se ci si chiede quale fu la causa dei successi momentanei riportati dagli asiatici, si troveranno le divisioni fra le nazioni europee. Divisioni che furono spesso tradimenti. Quante volte principi cristiani e anche re cristianissimi hanno, attraverso impegni mercenari o attraverso alleanze formali, introdotto i saraceni o i turchi nei loro litigi! In fin dei conti, una tale politica, dopo successi apparenti e momentanei, affrett\u00f2 soltanto l\u2019indebolimento dell\u2019Europa. Anche questo non dovrebbe assolutamente essere dimenticato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che cosa sarebbe necessario perch\u00e9 l\u2019Asia giungesse a impadronirsi dell\u2019Europa?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tre condizioni: la prima, che il cristianesimo s\u2019indebolisse definitivamente; la seconda, che con le divisioni e le guerre l\u2019Europa si decomponesse a un livello tale da trovarsi impotente a offrire una resistenza efficace; l\u2019ultima, che l\u2019Asia portasse all\u2019Europa un\u2019idea nata in Europa e sufficientemente attraente per rivoluzionarla, essa stessa e il mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nota: <\/strong>Le toit chr\u00e9tien, vol. VII de <em>La formation de l\u2019Europe<\/em>, Plon, Parigi 1957, pp. 483-496. Traduzione e titolo redazionali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cristianit\u00e0 n. 292-293 (1999) di Gonzague de Reynold (1880-1970) La principale missione dell\u2019imperatore, dei re, dei principi, di ogni barone, di ogni cavaliere, di ogni cristiano consisteva nel difendere la cristianit\u00e0 contro gl\u2019infedeli. Con il nome d\u2019infedeli non s\u2019intendevano assolutamente soltanto i musulmani, ma i pagani nel loro insieme. 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