{"id":1160,"date":"2005-08-07T00:00:00","date_gmt":"2005-08-06T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2021-04-26T20:34:23","modified_gmt":"2021-04-26T18:34:23","slug":"il-massacro-degli-armeni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/il-massacro-degli-armeni\/","title":{"rendered":"Il massacro degli armeni"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/08\/Armeni_genocidio_persecuzioni.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-50747 alignleft\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/08\/Armeni_genocidio_persecuzioni.jpg\" alt=\"\" width=\"335\" height=\"235\" \/><\/a>Millenovecento<\/strong> <\/span><span style=\"color: #000000;\">n.10 agosto 2003<\/span><\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000000;\">di <strong>Mirella Galletti<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">I prodromi dei massacri degli armeni si devono ricercare nei mutamenti del quadro politico internazionale durante il XIX secolo. Fino ad allora i viaggiatori europei riportavano che il popolo armeno era considerato \u201cMillet-i Sadica\u201d (La comunit\u00e0 fedele), ma l\u2019indebolimento dell\u2019impero ottomano cambi\u00f2 radicalmente la situazione.<\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><!--more--><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Il problema armeno esplose\u00a0 nel XIX secolo, quando l\u2019espansione russa\u00a0 nel Caucaso e nei Balcani cambi\u00f2 la storia degli armeni, come degli altri popoli della regione. Al termine di tre decenni di continue guerre contro l\u2019impero persiano e quello ottomano la Russia annett\u00e9 l\u2019Armenia orientale: il Karabag (trattato di Gulistan, 1813), Erevan e Nakhicevan (1828), le regioni di Kars e Ardhan (1877-1878).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/08\/Impero_Ottomano_turchia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-50756 alignright\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/08\/Impero_Ottomano_turchia-300x208.jpg\" alt=\"\" width=\"392\" height=\"272\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/08\/Impero_Ottomano_turchia-300x208.jpg 300w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/08\/Impero_Ottomano_turchia-768x533.jpg 768w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/08\/Impero_Ottomano_turchia-1024x710.jpg 1024w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/08\/Impero_Ottomano_turchia.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 392px) 100vw, 392px\" \/><\/a>La frontiera con l\u2019Iran fu stabilita nel 1828, quella con l\u2019impero ottomano rest\u00f2 contesa fino al XX secolo. La Russia ottenne , nelle clausole incluse nei trattati,\u00a0 che gli armeni sudditi persiani e ottomani fossero autorizzati a emigrare nelle province incluse nell\u2019impero zarista, che spesso erano state in precedenza terre armene abbandonate nel corso delle guerre ottomano-persiane. Circa 150 mila armeni dell\u2019Iran\u00a0 settentrionale e dell\u2019Anatolia orientale si trasferirono in queste regioni, dando vita alla formazione di un nuovo polo di presenza armena.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Nella provincia di Erevan erano circa 20 mila nel 1827 e salirono a 700 mila alla fine del secolo.Alla vigilia della prima guerra mondiale la comunit\u00e0 armena in Russia contava\u00a0 1,8 milioni di membri (1).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Questo periodo \u00e8 anche il tempo di rapide trasformazioni sociali. Mentre la vecchia aristocrazia, la classe degli amir\u00e0 (titolo nobiliare ottomano), raggiunse il culmine di prosperit\u00e0 nella prima met\u00e0 dell\u2019ottocento\u00a0 per poi iniziare la parabola discendente, emersero nuove classi di mercanti, professionisti, artigiani come gli orefici, e soprattutto una nuova classe di intellettuali. Di questi molti avevano frequentato le universit\u00e0 occidentali ed erano spesso in conflitto ideologico o di interessi con gli amir\u00e0 e i loro circoli.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/08\/armeni.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-50757 alignleft\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/08\/armeni.jpg\" alt=\"\" width=\"305\" height=\"203\" \/><\/a>L\u2019impatto politico e culturale\u00a0 con l\u2019Armenia russa da un lato, e le nuove idee nazionaliste e liberali provenienti dall\u2019Europa dall\u2019altro, influenzarono\u00a0 profondamente gli armeni ottomani, soprattutto la nascente classe media, e stimolarono la crescita e stimolarono la crescita di un attivo movimento nazionalista armeno. Ma gli ottomani consideravano il movimento armeno come una minaccia mortale per l\u2019impero. Si potevano abbandonare i territori europei, ma la rinuncia all\u2019Armenia avrebbe comportato non solo la mutilazione, ma la dissoluzione dell\u2019impero, in quanto la regione contesa si stende dal Caucaso al mar Mediterraneo, nel cuore dell\u2019area turca.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>CON IL DECLINO DELL\u2019IMPERO OTTOMANO<\/strong>, le condizioni si deteriorarono divenendo sempre pi\u00f9 oppressive. la crescita demografica, le ondate successive di profughi musulmani (ceceni, lazi, circassi e altri) provenienti da Crimea, Balcani, Caucaso, la sedentarizzazione dei nomadi (curdi, circassi, ecc.) modificarono i rapporti tra le popolazioni, accentuarono la pressione sulla terra e moltiplicarono i problemi connessi alle propriet\u00e0 terriere. Si aggrav\u00f2 cos\u00ec la situazione della popolazione armena, in grande maggioranza contadina.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-14411\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/11\/giovani-turchi.jpg\" alt=\"giovani turchi\" width=\"325\" height=\"216\" \/>Con la diffusione del modello dello stato-nazione, l\u2019incrociarsi di popoli verso alcuni \u201csantuari\u201d modific\u00f2 in profondit\u00e0, a detrimento degli armeni, la carta etnica, i rapporti di forza, i modelli di coabitazione, la percezione dell\u2019altro. Di fatto gli armeni, che all\u2019inizio del XIX secolo si identificavano come una comunit\u00e0 religiosa, accolsero come liberatori le truppe zariste che talora erano condotte da generali armeni come Matatov o Lazarev. L\u2019espansione russa concorse ad alimentare nuove speranze tra gli armeni, che a pi\u00f9 riprese sollecitarono l\u2019intervento russo nella speranza della formazione di un reame armeno sotto la protezione di San Pietroburgo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Volontari armeni affiancarono l\u2019esercito zarista nelle guerre russo-ottomane. All\u2019indomani della guerra russo-ottomana, nel trattato di Santo Stefano (1877) l\u2019art.16 previde nelle regioni\u00a0 armene una serie di riforme garantite dai russi. Ma il trattato di Berlino (1878), in seguito a un rovesciamento delle alleanze, rese meno pesanti gli obblighi della Turchia e affid\u00f2 alla Gran Bretagna la sorveglianza sull\u2019approvazione delle riforme, le quali rimasero tuttavia lettera morta (2).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>IL CONGRESSO DI BERLINO<\/strong> segn\u00f2 quindi l\u2019ingresso ufficiale della questione <a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/08\/Berlino_congresso_1884.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-50758 alignleft\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/08\/Berlino_congresso_1884.jpg\" alt=\"\" width=\"332\" height=\"204\" \/><\/a>armena nella diplomazia internazionale moderna. venne imposta per la prima volta l\u2019internazionalizzazione della questione armena come elemento della questione d\u2019oriente. Come condizione si degradarono le condizioni di vita degli armeni rimasti in Anatolia, poich\u00e9 gli ottomani li consideravano agenti della potenza russa. Il sultano Abd\u00fcl Hamid II promosse una politica di popolamento curdo delle regioni a maggioranza armena per modificare i rapporti etnici. L\u2019impatto politico e culturale con l\u2019Armenia russa, che godeva di una certa autonomia, e le nuove idee nazionaliste provenienti dall\u2019Europa stimolarono lo sviluppo del movimento armeno.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Gli armeni furono cos\u00ec considerati una quinta colonna all\u2019interno dell\u2019impero e vennero decimati nell\u2019arco di un ventennio. I massacri del 1894-96 provocarono 300 mila vittime, quelli di Adana nel 1909 circa 30 mila. Il sultano Abd\u00fcl Hamid II cerc\u00f2 di contrastare il nazionalismo armeno strumentalizzando i curdi, che rivendicavano aree in comune con gli armeni, e a questo fine istitu\u00ec l\u2019Hamidiye, la cavalleria curda.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/08\/armeni_genocidio.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-31233 alignright\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/08\/armeni_genocidio.jpg\" alt=\"\" width=\"365\" height=\"253\" \/><\/a>Avvennero massacri nel Kurdistan e anche a Istambul nel 1894-96. Questo massacro degli armeni determin\u00f2 l\u2019intervento europeo e russo in favore dei cristiani e l\u2019impero ottomano fu costretto a promulgare nel 1895 una legge di riforme per migliorare le condizioni della popolazione armena. veniva impedita la libera\u00e0 di movimento delle trib\u00f9 nomadi curde in Armenia e l\u2019Hamidiye fu disarmata. Anche se le leggi non vennero interamente applicate, ebbero una profonda eco tra i curdi, i quali temevano sempre pi\u00f9 che l\u2019appoggio europeo alla causa armena si rivolgesse contro di loro. Inoltre la propaganda governativa sosteneva che in un\u2019Armenia autonoma o indipendente i curdi sarebbero stati dominati e soggiogati dai cristiani.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Questa notizia sembrava avvalorata dallo stesso movimento armeno, che reclamava l\u2019indipendenza per la grande Armenia,riferendosi cos\u00ec all\u2019antico territorio armeno, senza considerare i mutamenti demografici intervenuti negli ultimi secoli per cui ora parte dell\u2019area era abitata dai curdi. per i curdi questa richiesta era una provocazione (3).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>1915: inizia lo sterminio \/ 2<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-14408 alignleft\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/11\/armenian-genocide-2.jpg\" alt=\"armenian genocide 2\" width=\"351\" height=\"144\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/11\/armenian-genocide-2.jpg 351w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/11\/armenian-genocide-2-300x123.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 351px) 100vw, 351px\" \/>La situazione si aggrav\u00f2 con lo scoppio del primo conflitto mondiale. Dall\u2019inizio della guerra, gli armeni ottomani si comportarono in generale come sudditi leali e si arruolarono nell\u2019esercito turco. Da parte loro gli armeni russi furono normalmente incorporati nell\u2019esercito russo e mandati sui fronti europei. Durante i primi mesi della guerra alcuni armeni russi si arruolarono nei corpi di volontari che servivano da esploratori all\u2019esercito zarista: replica russa del progetto turco proposto agli armeni\u00a0 a Erzurum alcuni mesi prima.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Il rifiuto di Erzurum e la formazione di questi battaglioni di volontari convinsero i Giovani Turchi del tradimento armeno. L\u2019esercito turco sub\u00ec la disfatta del Caucaso. Ebbero cos\u00ec inizio i provvedimenti anti-armeni. A partire dal gennaio 1915, i soldati\u00a0e\u00a0gendarmi armeni sono privati delle armi, riuniti in gruppi da 500 a 1.000 uomini in battaglioni di lavoro, e progressivamente giustiziati in luoghi isolati. Da aprile venne applicato il piano di deportazione e sterminio della popolazione armena.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Il pretesto era fornito dalla resistenza degli armeni di Van che furono salvati da uno sfondamento russo condotto dai volontari armeni del Caucaso. Durante l\u2019assedio turco a Van (18 aprile-16 maggio 1915), il console italiano a Sbordone, che era rimasto l\u2019unico rappresentante delle potenze europee a Van, nutr\u00ec e alloggi\u00f2 gratuitamente una sessantina di abitanti che sierano rifugiati presso il consolato italiano (6).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>QUANDO LA NOTIZIA DEI MOVIMENTI ARMATI DI VAN<\/strong> raggiunse Istambul, circa <a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/11\/armenian-genocide-20.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-14440 alignright\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/11\/armenian-genocide-20.jpg\" alt=\"\" width=\"330\" height=\"215\" \/><\/a>650 personalit\u00e0, scrittori, poeti, avvocati, medici, religiosi, uomini politici, furono imprigionati tra il 24 e il 25 aprile 1915, poi deportati e assassinati nei mesi seguenti. Fu cos\u00ec eliminata quasi tutta l\u2019intelligencija armena dell\u2019epoca. A partire dal 24 aprile il governo ordin\u00f2 la deportazione degli armeni dei vilayet\u00a0 (province) orientali. Un\u2019organizzazione speciale (Os) fu incaricata di eseguire l\u2019impresa. era formata da condannati per delitti comuni, liberati dalle carceri. I responsabili locali dell\u2019 Os beneficiarono di un potere discrezionale e potevano spostare a proprio piacimento qualsiasi funzionario recalcitrante.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>IL METODO IMPIEGATO<\/strong>, l\u2019ordine di evacuazione delle citt\u00e0, l\u2019itinerario delle colonne <a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/11\/armenian-genocide-5.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-14417 alignleft\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/11\/armenian-genocide-5.jpg\" alt=\"\" width=\"326\" height=\"198\" \/><\/a>di deportati, tutto conferma l\u2019esistenza\u00a0 di un comando centralizzato che controllava lo svolgimento del programma. In ogni citt\u00e0, in ogni villaggio, l\u2019ordine di deportazione era annunciato o affisso. le famiglie disponevano di due giorni per radunare gli effetti personali. I beni erano sequestrati o venduti. Notabili, membri dei partiti armeni, sacerdoti e uomini giovani furono arrestati, costretti a firmare confessioni inventate, poi giustiziati di nascosto in piccoli gruppi. I convogli di deportati erano composti di donne, vecchi, bambini. nei villaggi remoti, le famiglie massacrate e le case incendiate o occupate. da maggio a giugno le province orientali furono devastate, ogni protezione agli armeni fu severamente punita<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>LE NAZIONI DELL\u2019INTESA<\/strong> ingiunsero al governo turco, al partire dal 10 maggio, di porre fine ai massacri. la Turchia ufficializz\u00f2 mediante decreto l\u2019ordine di deportazione che era in realt\u00e0 una forma di sterminio. la popolazione armena fu allontanata dai luoghi di origine, dovette raggiungere apiedi il deserto della Siria settentrionale e ben pochi sopravvissero alle marce forzate. Migliaia di cadaveri si ammucchiarono lungo i percorsi.\u00a0 Alberi e pali del telegrafo erano carichi di impiccati.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-14425\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/11\/armenian-genocide-12.jpg\" alt=\"armenian genocide 12\" width=\"234\" height=\"263\" \/>Di 1,2 milioni di armeni presenti nei sette vilayet orientali circa 300 mila poterono raggiungere il Caucaso con l\u2019aiuto russo. Gli altri uccisi o deportati, 200 mila donne e bambini rapiti. Non arrivarono pi\u00f9 di 50 mila sopravvissuti ad Aleppo, punto di convergenza dei convogli dei deportati. A fine luglio 1915, fu attuata la deportazione degli armeni di Anatolia orientale e occidentale e di Cilicia, zone lontane dal fronte dove la presenza armena non poteva essere considerata un pericolo per la sicurezza. le colonne di deportati erano dirette\u00a0 verso Aleppo e poi il deserto siriano o quello mesopotamico. I campi di raggruppamento siriani accolsero 120 mila rifugiati che saranno rimpatriati in Cilicia alla fine della guerra.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Duecentomila armeni giunsero a Dei al-Zor. Gli armeni, soprattutto protestanti e cattolici furono salvati grazie all\u2019intervento delle missioni protestanti e del nunzio apostolico. Altri riuscirono a nascondersi presso amici curdi e turchi. Si cita l\u2019esempio di una delegazione curda che and\u00f2 al consolato britannico\u00a0 ad Aleppo per chiedere aiuti per gli armeni\u00a0 che avevano protetto, in quanto non avevano pi\u00f9 i mezzi per continuare ad aiutarli (7). Viene riportato che alcuni ufficiali turchi, che avevano partecipato al saccheggio e al massacro dei villaggi\u00a0 armeni dissero: \u00abvenendo abbiamo sterminato gli armeni, al ritorno ci sbarazzeremo dei curdi\u00bb (8).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>LA DEPORTAZIONE COINVOLSE<\/strong> gli armeni di tutte le province dell\u2019impero <a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/11\/armenian-genocide-7.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-14419 alignleft\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/11\/armenian-genocide-7.jpg\" alt=\"\" width=\"314\" height=\"222\" \/><\/a>ottomano, eccetto i residenti di istambul e Smirne. Ci furono delle resistenze a Urfa, Sabin, Mussa-Dagh. Venne attuato lo sradicamento totale del popolo armeno dal territorio anatomico, dove aveva abitato per oltre due millenni. Alla fine della guerra oltre met\u00e0 del popolo armeno ottomano era scomparso. Il bilancio del genocidio\u00a0 non \u00e8 univoco. secondo Bernard Lewis (9)\u00a0 caus\u00f2 1,5 milioni di vittime.secondo statistiche del Patriarcato armeno, alla vigilia della guerra la popolazione armena nell\u2019impero ottomano si attestava sui 2 milioni. tenuto conto dei rifugiati in Russia, la stima dei sopravvissuti \u00e8 di 600 mila.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/11\/chiesa-armena.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-14453 alignright\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/11\/chiesa-armena.jpg\" alt=\"\" width=\"194\" height=\"259\" \/><\/a>Nel 1915 da 700 a 800 mila armeni furono massacrati, e da 300 a 500 mila morirono durante la deportazione nei deserti di Siria e Mesopotamia. Infine circa 10 mila tra donne e bambini rapiti da turchi e curdi cambiarono definitivamente la loro identit\u00e0. la rigogliosa comunit\u00e0 armena si ridusse a 50 mila unit\u00e0 a Istambul a gruppi sparsi in Anatolia. Al termine della guerra l\u2019area armena era spopolata. era stata svuotata dal suo elemento etnico pi\u00f9 antico e culturalmente pi\u00f9 evoluto. Mancavano i servizi e le attivit\u00e0 che erano prerogativa degli armeni; i curdi erano impreparati a sostituirli in queste attivit\u00e0 produttive.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Delle circa 2 mila chiese e cappelle armene, di altrettante e pi\u00f9 scuole, di innumerevoli istituzioni di beneficenza e cultura non resta quasi pi\u00f9 traccia. Il genocidio si consum\u00f2 in uno sradicamento totale, quello che vuole appunto indicare la lingua armena come \u201cMetz Yeghern\u201d (Grande crimine). Atto fondatore della diaspora moderna, ha spostato definitivamente il centro di gravit\u00e0 dell\u2019Armenia a est del fiume Arasse, nel Caucaso. I sopravvissuti si dispersero nei cinque continenti, ma soprattutto nel Vicino e Medio oriente (Siria,Egitto, Libano, Persia), in Francia e Stati Uniti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-14441 alignleft\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/11\/armenian-genocide-21.jpg\" alt=\"armenian genocide 21\" width=\"172\" height=\"233\" \/>Gli armeni rimasti costituirono il 18 maggio\u00a0 1918 la repubblica d\u2019Armenia indipendente che resse fino al 1920. Il trattato di S\u00e8vres riconobbe il diritto all\u2019indipendenza\u00a0 del popolo armeno che sperava di poter ricostituire la grande Armenia del Medioevo. ma le azioni militari turche indussero gli armeni ad optare per l\u2019annessione all\u2019Unione Sovietica, dove si \u00e8 concentrata oltre la met\u00e0 dei 6-7 milioni di armeni.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Il 2 dicembre 1920 viene proclamata la repubblica socialista sovietica d\u2019Armenia, con capitale Erevan. E\u2019 vanificata la realizzazione di uno stato indipendente armeno, ma gli armeni ritrovano una patria. Il trattato di Losanna del 24 luglio 1923 tra le grandi potenze e la nuova repubblica turca non fa menzione dell\u2019Armenia o dei diritti del popolo armeno. la vita culturale armena viene incentivata dall\u2019universit\u00e0 di Erevan e l\u2019Armenia diventa il riferimento degli armeni della diaspora. E negli anni cinquanta inizia l\u2019espansione economica e demografica della giovane repubblica che nel 1991 proclama l\u2019indipendenza.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>Genocidio di un popolo. Il dibattito storiografico \/ 3<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>\u00a0<\/strong>Per\u00a0 decenni la comunit\u00e0 armena si \u00e8 battuta affinch\u00e9 fosse riconosciuto ufficialmente il genocidio da parte della Turchia e del consesso internazionale. Il dibattito sul genocidio armeno si \u00e8 protratto per tutto il XX secolo, spesso in maniera strumentale, a dimostrazione di quanto l\u2019argomento sia scottante. le corresponsabilit\u00e0 del governo tedesco sono documentate da Vahakn Dadrian, che ha svolto un\u2019ampia ricerca negli archivi tedeschi, austriaci e ottomani.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/08\/tedeschi_turchia_I_guerra_mondiale.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-50759 alignright\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/08\/tedeschi_turchia_I_guerra_mondiale.jpg\" alt=\"\" width=\"201\" height=\"251\" \/><\/a>Ufficiali e civili tedeschi presenti in Turchia durante la prima guerra mondiale parteciparono alla preparazione e alla giustificazione ideologica dei massacri. La Germania non volle esercitare pressioni sulle autorit\u00e0 turche per fermare i massacri e opt\u00f2 per una politica di non ingerenza\u00a0 nella politica interna turca (10). Il dolore e l\u2019angoscia del primo genocidio del XX secolo non sembrano stemperarsi con il passare dei decenni, anzi, i sopravvissuti e i loro discendenti con determinazione e caparbiet\u00e0 perseguono il riconoscimento ufficiale di quello sterminio. La negazione del genocidio viene considerata una seconda morte e definita \u00abil crimine del silenzio\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Le autorit\u00e0 turche hanno sempre mantenuto un atteggiamento tetragono di negazione del genocidio, facendo ricadere sul \u00abtradimento armeno\u00bb per la partecipazione, al fianco dell\u2019esercito russo,\u00a0 di battaglioni di volontari armeni provenienti dal Caucaso e dalla Turchia. negano i fatti, contestano il numero delle vittime, invocano il passare del tempo e pretendono l\u2019impunit\u00e0, anche perch\u00e9 il riconoscimento del crimine implicherebbe le dovute riparazioni. hanno cercato strenuamente di impedire ogni riferimento al genocidio del popolo armeno nei documenti dell\u2019Onu.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/armeni_genocidio.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-42166 alignleft\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/armeni_genocidio-300x150.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/armeni_genocidio-300x150.jpg 300w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/armeni_genocidio.jpg 318w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>La storiografia turca ha sempre sostenuto le tesi ufficiali che negano il genocidio. fanno eccezione pochissimi intellettuali turchi che affermano espressamente la veridicit\u00e0 del genocidio armeno: tra i pi\u00f9 noti\u00a0 Taner Ak\u00e7am (11). la posizione negazionista turca \u00e8 sempre stata confutata punto per punto dagli storici armeni (12). Come ha ricordato Claudio Magris \u00abil primato del novecento nell\u2019abominio (e, al suo interno, del nazismo) non consiste o non consiste solo nel numero delle vittime o nella volont\u00e0 di distruzione, scatenata anche in passato da parte di alcuni popoli verso altri, bens\u00ec nella lucida ed esplicita pianificazione razionale dello sterminio, col suo connubio di alta razionalit\u00e0 scientifico-tecnologica e di immane barbarie\u2026\u00bb (13).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Dalla fine del secondo conflitto mondiale gli armeni hanno moltiplicato le pressioni sull\u2019Onu per riesaminare i crimini di guerra, mentre la Turchia \u00e8 sempre pi\u00f9 rigida a negare il genocidio, man mano che la sua posizione si consolida in occidente. Le divisioni tra i partiti armeni hanno impedito una strategia unitaria, per cui le attivit\u00e0 armene all\u2019Onu sono indebolite dalla mancanza di unit\u00e0 che ne inficia la credibilit\u00e0. Inoltre gli anni ottanta sono stati caratterizzati dal terrorismo armeno contro obiettivi turchi con l\u2019obiettivo di ottenere il riconoscimento internazionale del genocidio e con la velleit\u00e0 di liberare i territori dell\u2019Armenia turca.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-27717 alignright\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2007\/03\/turchi-armeni.jpg\" alt=\"turchi-armeni\" width=\"326\" height=\"226\" \/>Dal 1975 un gruppo di armeni membri o simpatizzanti del Comit\u00e9 de d\u00e9fense de la cause arm\u00e9nienne (Cdca) segue regolarmente la questione del genocidio presso l\u2019Onu a Ginevra, dove si tengono le sedute della commissione e della sotto-commissione, per allacciare i rapporti con le delegazioni degli stati,sviluppare i rapporti con i funzionari dell\u2019Onu e le organizzazioni non governative. nell\u2019agosto 1985, nel settantesimo anniversario del genocidio e dopo anni di scontri ed omissioni, la sotto-commissione dei diritti dell\u2019uomo\u00a0 delle Nazioni Unite nel <em>Rapporto sul crimine del genocidio <\/em>in un paragrafo ha riconosciuto il genocidio del popolo armeno, con l\u2019approvazione a forte maggioranza del rapporto Withaker, che evidenzia la strategia delle autorit\u00e0 turche di eliminazione del popolo armeno.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/11\/metz-yeghern.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-14403 alignleft\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/11\/metz-yeghern.jpg\" alt=\"\" width=\"275\" height=\"183\" \/><\/a>Il genocidio fu pure riconosciuto dal Parlamento europeo nella seduta del 18 giugno 1987. in precedenza anche il tribunale permanente dei popoli aveva riconosciuto il genocidio armeno durante una sessione del 1984, decisione che ebbe vasta risonanza (14). Da un genocidio dimenticato,si \u00e8 passati a un genocidio contestato, che perpetua i traumi di un evento che ha mutato radicalmente il corso della storia armena.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Oltre ai turchi anche alcuni ebrei, per fare emergere nella sua unicit\u00e0 il genocidio commesso dai nazisti, tendono a relegare il genocidio armeno a massacri. esemplare il caso dello storico Bertrand Lewis, che in un\u2019intervista a Le Monde (16 novembre 1994) aveva sostenuto che la qualificazione di genocidio era la \u00abversione armena della storia\u00bb. Questa dichiarazione aveva scatenato le proteste di docenti universitari, una serie di processi per aver negato un crimine contro l\u2019umanit\u00e0 da parte di associazioni armene e gli \u00e8 valsa una condanna dal tribunale di Parigi (21 giugno 1995) (15).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>Note<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>(1)<\/strong> Claire Mouradian, <em>L\u2019Arm\u00e9nie<\/em>, Paris, Press Universitaires de France, 1996, p.42<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>(2)<\/strong> Francesco Sidari, <em>La questione armena nella politica delle Grandi Potenze dalla chiusura del Congresso di Berlino del 1878 al trattato di Losanna del 1923<\/em>, Padova, CEDAM, 1962, pp.322<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>(3)<\/strong> kamal Mazhar Ahmad, Kurdistan fi sanawat al-harb al-\u201aalamiyyah al-ul\u00e0 (Il Kurdistan negli anni della prima guerra mondiale), Baghdad, Magm\u00e0 al-\u2018ilmi al-kurdi, 1977, p.268; trad. inglese: Kamal Madhar Ahmad, Kurdistan durung the First World War, London, Saqui Books, 1994, p.234<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>(4)<\/strong> Boghos Levon Zekiyan, La spiritualit\u00e0 armena. Il libro della lamentazione di Gregorio di Nazarek. Traduzione e note di Boghos Levon Zekiyan, Roma, Edizioni Studium, 1999, pp.25-26<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>(5)<\/strong> Idem, pp.126-127<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">(<strong>6)<\/strong> Fra Bernardo M.Goormachtigh, Dalle missioni domenicane d\u2019oriente (appunti di un testimone), Il Rosario \u2013 memorie domenicane \u2013 a.34, serie III, vol. IV, 1917, pp.31-39<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">(<strong>7)<\/strong> Johann\u00e8s Lepsius, Le Rapport secret di dr. Johann\u00e8s Lepsius sur les massacres d\u2019Arm\u00e8nie, Paris, Payot, 1918, pp.329 ; Arnold J. Toynbee, Armenian atrocities. The murder of the nation, New York-Toronto-London, Hodder&amp;Stoughton, 1915, p.14<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>(8)<\/strong> Thomas Bois, <em>Connaissance des Kurdes<\/em>, Beyrouth, Khayats, 1965, p.14<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>(9)<\/strong> Bernard Lewis, <em>The Emergence of Modern Turkey<\/em>, Oxford, Oxford University Press, 1968, p.356<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">(<strong>10)<\/strong> Vahakn Dadrian, German Responsibility in the Armenian genocide, Watertown \u2013Mass.- Blue Crane Books, 1996, pp.304<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>(11)<\/strong> Inayetullah Cemal \u00d6zkaya, Le peuple arm\u00e9nienne et les tentatives de r\u00e9duire le peuple turc en servitude, Istambul, institut pour l\u2019etude del la Turquie, 1971, pp.336; Mim Kemal \u00d6ke, The Armenian question 1914-1923, Oxford, K. Rustem &amp; brother, 1988, pp.VII+295\u00a0; Taner Ak\u00e7am, Le tabou du g\u00e8nocide arm\u00e8nien hante la soci\u00e8t\u00e8 turque, Le Monde Diplomatique, vol.48, n.568, julliet 2001, pp.20-21<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">(<strong>12)<\/strong> E.K. Sarkisian, RG Sahakian, Vital issues in modern Armenian history. A documented expose of misrepresentations in Turkish historiography, Watertown, Armenien studies, 1995.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>(13)<\/strong> Corriere della Sera, 31 agosto 1996, p.27<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>(14)<\/strong> Tribunal permanent des peuoples, Le crime de silence. Le g\u00e8nocide del Arm\u00e9niens, Paris , Flammarion, 1984. Si veda anche: Tribunale permanente dei popoli. Le sentenze: 1979-1998. Cura e introduzione di Gianni Rognoni, Lecco, casa editrice Stefanori, Fondazione internazionale\u00a0 Lelio Basso, 1998, pp.239-256.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">(<strong>15)<\/strong> Claire Mouradian, op. cit. p.63<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>* \u00a0* \u00a0*<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>ARMENIA, UNA STORIA MILLENIARIA<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Gli armeni parlano una lingua del gruppo indo-europeo, scritta con l\u2019alfabeto nazionale armeno, inventato secondo la tradizione nel 404-405 dal santo Mesrop Mashtots. Dall\u2019antichit\u00e0 fino al primo conflitto mondiale hanno abitato l\u2019Armenia, un altopiano di origine vulcanica caratterizzato da altitudini medie di 2.500-3.000 metri dominato dal monte Ararat (5164 m), dove si sarebbe posata l\u2019arca di No\u00e8.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">La regione di circa 300 mila kmq si estende tra Kurdistan, Azerbaigian iraniano, Anatolia centrale e Caucaso. I confini non sono definiti perch\u00e9 continuamente modificati dalle guerre. La nazione armena grazie al re Trdat III (Tridate, IV sec. d.C.) adotta intorno al 301 il Cristianesimo come religione di stato e rivendica il titolo di prima nazione cristiana.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/08\/Armenia_regno.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-50760 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/08\/Armenia_regno-300x176.png\" alt=\"\" width=\"327\" height=\"192\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/08\/Armenia_regno-300x176.png 300w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/08\/Armenia_regno.png 420w\" sizes=\"auto, (max-width: 327px) 100vw, 327px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">\u00abIl Regno d\u2019Armenia fu il primo stato ad accogliere ufficialmente la fede cristiana e a professarla da quel momento in poi in una continuit\u00e0 ininterrotta\u00bb (4). Ci\u00f2 ha favorito il consolidamento della coscienza nazionale. La Chiesa apostolica armena \u00e8 alla base dell\u2019unit\u00e0 nazionale e la religione rappresenta anche la fonte della cultura armena nelle sue espressioni letterarie, artistiche, architettoniche.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">L\u2019Armenia rappresenta un crocevia dell\u2019Asia occidentale, un\u2019area di transito per i traffici commerciali.Gli abitanti sono stati coinvolti nei continui conflitti tra gli imperi orientali e quelli occidentali, tra persiani,\u00a0 romani, bizantini, arabi, ottomani, russi. I brevi periodi di indipendenza politica nel I secolo a.C. e nel X secolo d.C. sono da ascrivere alla debolezza dei vicini. ma la popolazione cristiana ha sempre cercato di mantenere la propria identit\u00e0 religiosa, etnica, culturale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Per\u00f2 si \u00e8 trovata progressivamente isolata: con la caduta dell\u2019impero bizantino viene meno questo importante riferimento occidentale e viene conglobata nell\u2019impero ottomano, dove la millet armena ortodossa (gregoriana, apostolica) era formalmente riconosciuta e il patriarca poteva negoziare direttamente con la Porta.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>\u00a0LA PICCOLA PATRIA VENEZIANA<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Nel periodo compreso tra il XV e il XVII secolo alcuni centri della diaspora divennero i poli catalizzatori della vita e delle attivit\u00e0 delle varie comunit\u00e0 armene. In Italia furono Livorno, con la prima sede armena per il commercio in Europa fondata nel 1553, e Venezia.Uno dei fattori principali di questa tendenza alla formazione di nuclei pi\u00f9 consistenti \u00e8 da ricercare nella posizione stessa di tali citt\u00e0 all\u2019interno dei sistemi socio-economici dei rispettivi paesi. Questi contatti furono alla base della stampa armena e, in particolare, della prima tipografia in questa regione e ben prima dei popoli limitrofi.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/08\/Venezia_Lazzaro_Armeni.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-50761 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/08\/Venezia_Lazzaro_Armeni-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"357\" height=\"201\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/08\/Venezia_Lazzaro_Armeni-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/08\/Venezia_Lazzaro_Armeni-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/08\/Venezia_Lazzaro_Armeni.jpg 960w\" sizes=\"auto, (max-width: 357px) 100vw, 357px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">La maggior parte dei libri armeni\u00a0 pubblicati nel XVI e nel XVII secolo fu stampata nelle citt\u00e0 europee, soprattutto a Venezia, Parigi, Marsiglia e Amsterdam. nel 1512 a Venezia vede la luce il primo libro a stampa armeno il cui editore \u00e8 un armeno, un certo Hakob. A partire da quella data una ventina di tipografie a Venezia svolse una notevole attivit\u00e0 editoriale armena pubblicando circa 250 titoli in armeno fino al 1789, anno in cui s\u2019inaugur\u00f2 nell\u2019isola di san Lazzaro la celebrata, poliglotta tipografia dei padri mechitaristi. Essa sar\u00e0 in grado di stampare in ben 36 lingue con pi\u00f9 di 10 alfabeti diversi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Venezia manterr\u00e0 cos\u00ec tra i vari centri storici dell\u2019editoria armena un primato quasi assoluto, cui far\u00e0 concorrenza solo Costantinopoli nel settecento e nell\u2019ottocento. La Serenissima divenne senza dubbio il centro pi\u00f9 importante della rinascita armena del seicento e del settecento. A Venezia \u00e8 attecchita l\u2019opera culturale e religiosa della congregazione mechitarista cattolica di San Lazzaro, sull\u2019omonima isola, che nel 1715 venne concessa dal senato veneziano agli armeni.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/08\/Libri_Armeni.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-50762 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/08\/Libri_Armeni-300x150.jpg\" alt=\"\" width=\"336\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/08\/Libri_Armeni-300x150.jpg 300w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/08\/Libri_Armeni.jpg 318w\" sizes=\"auto, (max-width: 336px) 100vw, 336px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Questo luogo \u00e8 considerato \u00abuna piccola Armenia\u00bb da cui si diffuse la rinascita culturale che pervase nel XVIII secolo il mondo armeno. la grandezza della Serenissima, anche dopo la sua scomparsa, \u00e8 molto presente tra gli armeni. \u00abSar\u00e0 questa una tradizione costante di Venezia, della sua Chiesa in particolare, del suo patriarcato e clero, di stare sempre vicini a San Lazzaro nei momenti duri. Il clero di Venezia non esit\u00f2, quando se ne present\u00f2 la necessit\u00e0, a inviare a Roma raccolte di firme con tanto di testimonianze, che non lasciavano adito ad alcun dubbio sulla fede, sulla correttezza, sull\u2019affidabilit\u00e0 dei \u201cPadri Armeni\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">In altre zone , inseno ad altri contesti ecclesiali, non sarebbe forse stata sempre cos\u00ec semplice n\u00e9 cos\u00ec facile la sopravvivenza di una comunit\u00e0 con caratteristiche alquanto \u201cdivaganti\u201d rispetto alla \u201cnorma\u201d dei tempi\u2026 Venezia \u00e8 divenuta un fattore attivo, permanente ed efficacemente presente nella cultura non solo diasporica, ma anche patria degli armeni, e si \u00e8 fatta di essa parte integrante (5)\u00bb<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>PARLA BOGHOS LEVON ZEKIYA<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/08\/Boghos_levon_Zekiyan_Armenia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-50763 alignleft\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/08\/Boghos_levon_Zekiyan_Armenia.jpg\" alt=\"\" width=\"210\" height=\"139\" \/><\/a>Sull\u2019Armenia Millenovecento ha sentito Boghos levon Zekiyan, docente di lingua e letteratura armena a Ca\u2019 Foscari a Venezia e soprattutto considerato il maggiore armenista operante in Italia.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>Perch\u00e9 il popolo armeno persegue il riconoscimento del genocidio da parte della Turchia e perch\u00e9 Ankara si ostina a negarlo? perch\u00e9 ci tengono tanto gli armeni a definirlo \u201cgenocidio\u201d? Non andrebbe altrettanto bene un termine come \u201csterminio\u201d?<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>Zekiyan:<\/strong> Penso che sia innanzitutto un atto indispensabile di giustizia nei riguardi delle vittime. Inoltre il riconoscimento comporta la volont\u00e0 di un risarcimento e pu\u00f2 essere un fattore efficace per recuperare e restituire all\u2019umanit\u00e0 e allo stesso paese quell\u2019immenso patrimonio di monumenti che in grandissima parte sono ancora abbandonati alla loro sorte o usati per usi del tutto impropri, qualora non siano gi\u00e0 del tutto distrutti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Ovviamente il primo interlocutore per il riconoscimento dovrebbe essere lo stesso governo turco, il quale sino a questo momento agisce invece in senso contrario. ma vorrei ricordare che vi sono pure delle complicit\u00e0 da parte dell\u2019impero germanico. negli anni ottanta durante un convegno di personaggi di altissimo,livello del governo della Repubblica democratica tedesca (la Germania comunista, Ddr) aveva riconosciuto il coinvolgimento tedesco. Purtroppo un simile riconoscimento sinora non \u00e8 stato fatto n\u00e9 dalla Repubblica federale tedesca\u00a0 n\u00e9 prima n\u00e9 dopo l\u2019unificazione.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">In quell\u2019occasione fu detto: \u201cQuel genocidio grava sulla nostra coscienza\u201d. nella Germania\u00a0 federale alcuni intellettuali lo hanno riconosciuto, ma a livello personale. E\u2019 provata anche a livello di archivi, la complicit\u00e0 tedesca nel genocidio armeno durante il primo conflitto mondiale. in quel periodo il cappuccino armeno Padre Zohrabian aveva scritto a un confratello in Germania perch\u00e9 le autorit\u00e0 e i cittadini venissero sensibilizzati su quel che stava accadendo in Anatolia. La risposta agghiacciante \u00e8 stata che \u201cil clero, anche i cardinali, e i fedeli sono convinti che noi siamo degni di essere ammazzati\u201d. Forse il governo tedesco non prevedeva l\u2019ampiezza e la radicalit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">______________________________<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>Sullo stesso argomento:<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=1158\"><span style=\"color: #0000ff;\">L\u2019olocausto delle donne che insanguin\u00f2 l\u2019alba del \u2018900<\/span><\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=1649\">METZ YEGHERN Il Grande Male<\/a><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=1159\"><strong>Voci dal genocidio dimenticato<\/strong><\/a><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=2636\">Nazionalismo turco &amp; genocidio armeno<\/a><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=1157\">Una finestra sul massacro degli Armeni<\/a><\/strong><\/span><\/p>\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Millenovecento n.10 agosto 2003 di Mirella Galletti I prodromi dei massacri degli armeni si devono ricercare nei mutamenti del quadro politico internazionale durante il XIX secolo. Fino ad allora i viaggiatori europei riportavano che il popolo armeno era considerato \u201cMillet-i Sadica\u201d (La comunit\u00e0 fedele), ma l\u2019indebolimento dell\u2019impero ottomano cambi\u00f2 radicalmente la situazione. \u00a0<\/p><p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/il-massacro-degli-armeni\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":50750,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[33,44,87,24],"tags":[380,906,264],"class_list":["post-1160","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cristiani-nell-islam","category-cristiani-perseguitati","category-genocidio-armeno","category-storia","tag-cristiani-nellislam","tag-genocidio-armeno-2","tag-persecuzioni","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.3 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Il massacro degli armeni - 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