{"id":114,"date":"2004-11-12T10:56:32","date_gmt":"2004-11-12T09:56:32","guid":{"rendered":""},"modified":"2025-04-20T10:51:14","modified_gmt":"2025-04-20T08:51:14","slug":"sullaborto-procurato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/sullaborto-procurato\/","title":{"rendered":"Sull&#8217;aborto procurato"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\">documento della <a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/congregations\/cfaith\/index_it.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Congregazione per la dottrina della fede<\/em><\/a><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-34851\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2004\/11\/aborto-3.jpg\" alt=\"aborto\" width=\"250\" height=\"191\" \/><\/div>\n<p><!--more--><\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><strong>INTRODUZIONE<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1.<\/strong> Il problema dell&#8217;aborto procurato e della sua eventuale liberalizzazione legale \u00e8 diventato, un po&#8217; dappertutto, tema di discussioni appassionate. Questi dibattiti sarebbero meno gravi, se non si trattasse della vita umana, valore primordiale che \u00e8 necessario proteggere e promuovere. Ciascuno lo comprende, anche se parecchi cercano ragioni per far servire a questo fine, contro ogni evidenza, anche l&#8217;aborto. Non ci s\u00ec pu\u00f2, in effetti, non stupire nel vedere crescere da una parte la netta protesta contro la pena di morte, contro ogni forma di guerra, e, dall&#8217;altra, la rivendicazione di rendere libero l&#8217;aborto, sia interamente, sia su indicazioni sempre pi\u00f9 larghe. La Chiesa \u00e8 troppo cosciente che spetta alla sua vocazione di difendere l&#8217;uomo contro tutto ci\u00f2 che potrebbe dissolverlo o avvilirlo, per tacere su tale argomento: poich\u00e9 il Figlio di Dio si \u00e8 fatto uomo, non c&#8217;\u00e8 uomo che non sia suo fratello in quanto uomo e che non sia chiamato a divenire cristiano e a ricevere da lui la salvezza.<br \/><strong><br \/>3<\/strong>. Numerosi laici cristiani, specialmente medici, ma anche associazioni di padri e d\u00ec madri di famiglia, uomini politici o personalit\u00e0 in posto di responsabilit\u00e0, hanno vigorosamente reagito contro questa campagna di opinione. Ma soprattutto, molte conferenze episcopali e vescovi a proprio nome hanno giudicato opportuno richiamare senza ambiguit\u00e0 la dottrina tradizionale della Chiesa (1). Questi documenti, la cui convergenza \u00e8 impressionante, mettono mirabilmente in luce l&#8217;atteggiamento, umano e cristiano insieme, di rispetto della vita. E&#8217; tuttavia avvenuto che parecchi di essi incontrassero, qua o l\u00e0, riserve o anche contestazione.<br \/><strong><br \/>4<\/strong>. Incaricata di promuovere e di difendere la fede e la morale nella Chiesa universale (2), la sacra Congregazione per la dottrina della fede si propone di richiamare questi insegnamenti nelle loro linee essenziali a tutti i fedeli. Cos\u00ec, ponendo in risalto l&#8217;unit\u00e0 della Chiesa, essa confermer\u00e0 con l&#8217;autorit\u00e0 propria della santa Sede ci\u00f2 che i vescovi hanno felicemente intrapreso. Essa confida che tutti i fedeli, compresi coloro che sono stati scossi dalle controversie e dalle opinioni nuove, comprenderanno che non si tratta di opporre una opinione ad altre, ma di trasmettere loro un insegnamento costante del magistero supremo, che espone la regola dei costumi alla luce della fede (3). E&#8217; dunque chiaro che questa dichiarazione non pu\u00f2 non comportare un grave obbligo per le coscienze cristiane (4). Voglia Iddio illuminare altres\u00ec tutti gli uomini che cercano con cuore sincero di &#8221; operare la verit\u00e0 &#8221; (Giov 3,21).<\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><strong>ALLA LUCE DELLA FEDE<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>5.<\/strong> &#8220;Dio non ha fatto la morte, n\u00e9 si rallegra per la fine dei viventi!&#8221; (Sap 1,13). Certamente Dio ha creato degli esseri che vivono per un tempo limitato, e la morte fisica non pu\u00f2 essere assente dal mondo dei viventi corporei. Ma ci\u00f2 che \u00e8, anzitutto voluto, \u00e8 la vita e, nell&#8217;universo visibile, tutto \u00e8 stato fatto in vista dell&#8217;uomo, immagine di Dio e coronamento dei mondo (Gen 1, 26\/28).Sul piano umano, &#8220;\u00e8 per invidia dei diavolo che la morte \u00e8 entrata nel mondo&#8221; (Sap 2, 24); introdotta a causa dei peccato, essa gli rimane legata, e ne \u00e8 insieme il segno e il frutto. Ma essa non potrebbe trionfare. Confermando la fede nella resurrezione, il Signore proclamer\u00e0 nel Vangelo che Dio &#8220;non \u00e8 Dio dei morti, ma dei vivi&#8221; (Mat 22,32), e la morte, come il peccato, sar\u00e0 definitivamente vinta dalla resurrezione nel Cristo (1Cor 15,20\/27). Cos\u00ec si comprende come la vita umana, anche su questa terra, sia preziosa. Inspirata dal Creatore (5), da lui \u00e8 ripresa (Gen 2,7; Sap 15,11).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Essa resta sotto la sua protezione: il sangue dell&#8217;uomo grida verso di lui (Gen 4,10) ed egli ne domander\u00e0 conto, &#8220;perch\u00e9 ad immagine di Dio \u00e8 stato fatto l&#8217;uomo&#8221; (Gen 9,5\/6). Il comandamento di Dio \u00e8 formale: &#8220;Non uccidere&#8221; (Es 20,13). La vita \u00e8 nello stesso tempo un dono e una responsabilit\u00e0; ricevuta come un &#8220;talento&#8221; (Mat 25,14\/30), essa deve essere valorizzata. Per farla fruttificare, si offrono all&#8217;uomo molti compiti in questo mondo, ai quali egli non deve sottrarsi; ma pi\u00f9 profondamente, il cristiano sa che la vita eterna dipende per lui dall&#8217;uso che, con la grazia di Dio, egli avr\u00e0 fatto della sua vita sulla terra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>6.<\/strong> La tradizione della Chiesa ha sempre ritenuto che la vita umana deve essere protetta e favorita fin dal suo inizio, come nelle diverse tappe dei suo sviluppo. Opponendosi ai costumi dei mondo greco-romano, la Chiesa dei primi secoli ha insistito sulla distanza che, su questo punto, separa da essi i costumi cristiani. Nella Didach\u00e9 \u00e8 detto chiaramente: &#8220;Tu non ucciderai con l&#8217;aborto il frutto dei grembo e non farai perire il bimbo gi\u00e0 nato&#8221; (6).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Atenagora sottolinea che i cristiani considerano come omicide le donne che usano medicine per abortire; egli condanna gli assassini dei bimbi, anche di quelli che vivono ancora nel grembo della loro madre, &#8220;dove essi sono gi\u00e0 l&#8217;oggetto delle cure della Provvidenza divina&#8221; (7). Tertulliano non ha forse tenuto sempre il medesimo linguaggio; tuttavia egli non ne afferma meno chiaramente il principio essenziale: &#8220;E&#8217; un omicidio anticipato impedire di nascere; poco importa che si sopprima l&#8217;anima gi\u00e0 nata o che la si faccia scomparire sul nascere. E&#8217; gi\u00e0 un uomo colui che lo sar\u00e0&#8221; (8).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>7.<\/strong> Nel corso della storia, i Padri della Chiesa, i suoi Pastori, i suoi Dottori hanno insegnato la medesima dottrina, senza che le diverse opinioni circa il momento dell&#8217;infusione dell&#8217;anima spirituale abbiano introdotto un dubbio sulla illegittimit\u00e0 dell&#8217;aborto. Certo, quando nel medioevo era generale l&#8217;opinione che l&#8217;anima spirituale non fosse presente che dopo le prime settimane, si faceva una differenza nella valutazione del peccato e nella gravit\u00e0 delle sanzioni penali; eccellenti autori hanno ammesso, per questo primo periodo, soluzioni casuistiche pi\u00f9 larghe, che respingevano per i periodi seguenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma nessuno ha mai negato che l&#8217;aborto procurato, anche in quei primi giorni, fosse oggettivamente una grave colpa. Questa condanna \u00e8 stata, di fatto, unanime. Fra i tanti documenti, baster\u00e0 ricordarne qualcuno. Il primo concilio di Magonza, nell&#8217;847, conferma le pene stabilite dai concili precedenti contro l&#8217;aborto e decide che la pi\u00f9 rigorosa penitenza sar\u00e0 imposta &#8220;alle donne che provocano l&#8217;eliminazione dei frutto concepito dal loro grembo&#8221; (9).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Decreto di Graziano cita queste parole dei papa Stefano V: &#8220;E&#8217; omicida colui che fa perire mediante aborto ci\u00f2 che era stato concepito&#8221; (10). San Tommaso, dottore comune della Chiesa, insegna che l&#8217;aborto \u00e8 un peccato grave contrario alla legge naturale (11). Al tempo del rinascimento, il papa Sisto V condanna l&#8217;aborto con la pi\u00f9 grande severit\u00e0 (12).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un secolo pi\u00f9 tardi, Innocenzo XI condanna le proposizioni di certi canonisti lassisti che pretendevano di scusare l&#8217;aborto procurato prima del momento in cui alcuni fissavano l&#8217;animazione spirituale dei nuovo essere (13). Ai nostri giorni, gli ultimi romani pontefici hanno proclamato la medesima dottrina con la pi\u00f9 grande chiarezza: Pio XI ha risposto espressamente alle obiezioni pi\u00f9 gravi (14); Pio XII ha chiaramente escluso ogni aborto diretto, cio\u00e8 quello che \u00e8 fine o mezzo al fine (15); Giovanni XXIII ha richiamato l&#8217;insegnamento dei Padri sul carattere sacro della vita &#8220;che, fin dal suo inizio, esige l&#8217;azione di Dio creatore&#8221; (15).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 recentemente, il Concilio Vaticano II, sotto la presidenza di S.S. Paolo VI, ha condannato con molta severit\u00e0 l&#8217;aborto: &#8220;La vita, una volta concepita, deve essere protetta con la massima cura: l&#8217;aborto e l&#8217;infanticidio sono abominevoli delitti&#8221; (17). Lo stesso Paolo VI, parlando a pi\u00f9 riprese di tale argomento, ha dichiarato che questo insegnamento della Chiesa &#8220;non \u00e8 mutato ed \u00e8 immutabile&#8221; (18).<\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><strong>ALLA LUCE CONGIUNTA DELLA RAGIONE<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>8.<\/strong> Il rispetto della vita umana non si impone solo ai cristiani: \u00e8 sufficiente la ragione a esigerlo basandosi sull&#8217;analisi di ci\u00f2 che \u00e8 e deve essere una persona. Dotato di natura ragionevole, l&#8217;uomo \u00e8 un soggetto personale, capace di riflettere su se stesso, di decidere dei propri atti e quindi dei proprio destino; egli \u00e8 libero. E&#8217;, di conseguenza, padrone di s\u00e9, o piuttosto, poich\u00e9 egli si realizza nel tempo, ha i mezzi per diventarlo, questo \u00e8 il suo compito. Creata immediatamente da Dio, la sua anima \u00e8 spirituale, e quindi immortale. Egli \u00e8 inoltre aperto a Dio e non trover\u00e0 il suo compimento che in lui. Ma egli vive nella comunit\u00e0 dei suoi simili, si nutre della comunicazione interpersonale con essi, nell&#8217;indispensabile ambiente sociale. Di fronte alla societ\u00e0 e agli altri uomini, ogni persona umana possiede se stessa, possiede la propria vita, i suoi diversi beni, per diritto; la qual cosa esige da tutti, nei suoi riguardi, una stretta giustizia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>9.<\/strong> Tuttavia, la vita temporale condotta in questo mondo non s&#8217;identifica con la persona; questa possiede in proprio un livello di vita pi\u00f9 profondo, che non pu\u00f2 finire. La vita corporale \u00e8 un bene fondamentale, condizione quaggi\u00f9 di tutti gli altri; ma ci sono valori pi\u00f9 alti, per i quali potr\u00e0 essere legittimo o anche necessario esporsi al pericolo di perderla. In una societ\u00e0 di persone, il bene comune \u00e8 per ciascuna un fine che essa deve servire, al quale essa dovr\u00e0 subordinare il suo interesse particolare. Ma esso non \u00e8 il suo fine ultimo e, da questo punto di vista, \u00e8 la societ\u00e0 che \u00e8 al servizio della persona, perch\u00e9 questa non raggiunger\u00e0 il suo destino che in Dio. Essa non pu\u00f2 essere definitivamente subordinata che a Dio. Non si potr\u00e0 mai trattare un uomo come un semplice mezzo, di cui si possa disporre per ottenere un fine pi\u00f9 alto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>10.<\/strong> Sui diritti e sul doveri reciproci della persona e della societ\u00e0, spetta alla morale illuminare le coscienze, ai diritto di precisare e di organizzare le prestazioni. Ora ci sono precisamente un complesso di diritti che non spetta alla societ\u00e0 di accordare, perch\u00e9 essi le sono anteriori, ma che essa ha il dovere di tutelare e di far valere: tali sono la maggior parte di quelli che oggi si chiamano i &#8220;diritti dell&#8217;uomo&#8221;, e che la nostra epoca si gloria di aver formulato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>11.<\/strong> Il primo diritto di una persona umana \u00e8 la sua vita. Essa ha altri beni, ed alcuni sono pi\u00f9 preziosi, ma quello \u00e8 fondamentale, condizione di tutti gli altri. Perci\u00f2 esso deve essere protetto pi\u00f9 di ogni altro. Non spetta alla societ\u00e0, non spetta alla pubblica autorit\u00e0, qualunque ne sia la forma, riconoscere questo diritto ad alcuni e non ad altri: ogni discriminazione \u00e8 iniqua, sia che si fondi sulla razza, sul sesso, sul colore o sulla religione. Non \u00e8 il riconoscimento da parte degli altri che costituisce questo diritto; esso esige di essere riconosciuto ed \u00e8 strettamente ingiusto il rifiutarlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>12. <\/strong>Una discriminazione fondata sui diversi periodi della vita non \u00e8 giustificata pi\u00f9 di qualsiasi altra. il diritto alla vita resta intatto in un vegliardo, anche molto debilitato; un malato incurabile non l&#8217;ha perduto. Non \u00e8 meno legittimo nel piccolo appena nato che nell&#8217;uomo maturo. In realt\u00e0, il rispetto alla vita umana si impone fin da quando ha inizio il processo della generazione. Dal momento in cui l&#8217;ovulo \u00e8 fecondato, si inaugura una vita che non \u00e8 quella del padre o della madre, ma di un nuovo essere umano che si sviluppa per proprio conto. Non sar\u00e0 mai reso umano se non lo \u00e8 fin da allora.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>13. <\/strong>A questa evidenza di sempre (perfettamente indipendente dai dibattiti circa il momento dell&#8217;animazione) (19), la scienza genetica moderna fornisce preziose conferme. Essa ha mostrato come dal primo istante si trova fissato il programma di ci\u00f2 che sar\u00e0 questo vivente: un uomo, quest&#8217;uomo individuo con le sue note caratteristiche gi\u00e0 ben determinate. Fin dalla fecondazione \u00e8 iniziata l&#8217;avventura di una vita umana, di cui ciascuna delle grandi capacit\u00e0 richiede tempo, per impostarsi e per trovarsi pronta ad agire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il meno che si possa dire \u00e8 che la scienza odierna, nel suo stato pi\u00f9 evoluto, non d\u00e0 alcun appoggio sostanziale ai difensori dell&#8217;aborto. Del resto, non spetta alle scienze biologiche dare un giudizio decisivo su questioni propriamente filosofiche e morali, come quella dei momento in cui si costituisce la persona umana e quella della legittimit\u00e0 dell&#8217;aborto. Ora, dal punto di vista morale, questo \u00e8 certo: anche se ci fosse un dubbio concernente il fatto che il frutto dei concepimento sia gi\u00e0 una persona umana, \u00e8 oggettivamente un grave peccato osare di assumere il rischio di un omicidio. &#8220;E&#8217; gi\u00e0 uomo colui che lo sar\u00e0&#8221; (20).<\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><strong>RISPOSTA AD ALCUNE OBIEZIONI<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>14.<\/strong> La legge divina e la ragione naturale escludono, dunque, qualsiasi diritto di uccidere direttamente un uomo innocente. Tuttavia, se le ragioni addotte per giustificare l&#8217;aborto fossero sempre manifestamente cattive e prive di valore, il problema non sarebbe cos\u00ec drammatico: la sua gravit\u00e0 deriva dal fatto che in certi casi, forse abbastanza numerosi, rifiutando l&#8217;aborto si reca pregiudizio a beni importanti, che \u00e8 normale voler salvaguardare e che possono anche apparire, talora, prioritari.Non possiamo misconoscere queste gravissime difficolt\u00e0: pu\u00f2 essere ad es. una grave questione di salute, talvolta di vita o d\u00ec morte, per la madre; pu\u00f2 essere l&#8217;aggravio che rappresenta un figlio in pi\u00f9, soprattutto se ci sono buone ragioni per temere che egli sar\u00e0 anormale o rimarr\u00e0 minorato; pu\u00f2 essere il rilievo che, in diversi ambienti, hanno o assumono le questioni di onore e di disonore, di declassamento sociale, ecc.; noi affermiamo solamente che mai alcuna di queste ragioni pu\u00f2 conferire oggettivamente il diritto di disporre della vita altrui anche se in fase iniziale; e, per quanto concerne l&#8217;infelicit\u00e0 futura dei bambino, nessuno, neppure il padre o la madre, pu\u00f2 sostituirsi a lui, anche se \u00e8 ancora allo stato embrionale, per preferire a suo nome la morte alla vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Egli stesso, raggiunta l&#8217;et\u00e0 matura, non avr\u00e0 mai il diritto di scegliere il suicidio; tanto meno, dunque, finch\u00e9 non ha l&#8217;et\u00e0 per decidere da solo, potranno essere i suoi genitori a scegliere la morte per lui. La vita, insomma, \u00e8 un bene troppo fondamentale perch\u00e9 possa essere posta a confronto con certi inconvenienti, bench\u00e9 gravissimi (21).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>15.<\/strong> Nella misura in cui il movimento di emancipazione della donna tende essenzialmente a liberarla da tutto ci\u00f2 che rappresenta un&#8217;ingiusta discriminazione, esso \u00e8 perfettamente legittimo (22). Nelle diverse forme di civilt\u00e0, vi \u00e8 certo molto da fare a questo riguardo; ma non si pu\u00f2 cambiare la natura, n\u00e9 sottrarre la donna, come neanche l&#8217;uomo, a ci\u00f2 che la natura ad essi richiede. Del resto, ogni libert\u00e0 pubblicamente riconosciuta ha sempre come limiti i diritti certi degli altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>16. <\/strong>Altrettanto bisogna dire circa la rivendicazione della libert\u00e0 sessuale. Se con questa espressione s\u00ec intendesse la padronanza, progressivamente acquisita, della ragione e del vero amore sugli impulsi dell&#8217;istinto, senza svalutare il piacere, ma mantenendolo al suo giusto posto, e la padronanza, in questo campo, \u00e8 la sola autentica libert\u00e0, non ci sarebbe nulla da eccepire: una tale libert\u00e0, infatti, si guarder\u00e0 sempre dall&#8217;attentare alla giustizia. Ma se, al contrario, si intende affermare che l&#8217;uomo e la donna sono &#8220;liberi&#8221; di ricercare il piacere sessuale a saziet\u00e0, senza tener conto d\u00ec nessuna legge n\u00e9 dell&#8217;ordinazione essenziale della vita sessuale ai suoi frutti di fecondit\u00e0 (23), siffatta opinione non ha nulla di cristiano, ed \u00e8 anche indegna dell&#8217;uomo. In ogni caso, essa non conferisce alcun diritto a disporre della vita altrui, fosse anche allo stato embrionale, e a sopprimerla coi pretesto che essa arreca fastidio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>17. <\/strong>I progressi della scienza aprono ed apriranno sempre pi\u00f9 alla tecnica la possibilit\u00e0 di compiere interventi ingegnosi, le cui conseguenze possono essere assai gravi, in bene come in male. Si tratta di conquiste, di per s\u00e9 mirabili, dello spirito umano. Ma la tecnica non potrebbe sfuggire al giudizio della morale, perch\u00e9 essa \u00e8 fatta per l&#8217;uomo e ne deve rispettare le finalit\u00e0. Come non si ha il diritto di utilizzare, indiscriminatamente, cio\u00e8 a qualunque fine, l&#8217;energia nucleare, cos\u00ec non si \u00e8 autorizzati a manipolare in qualunque senso la vita umana: ci\u00f2 non pu\u00f2 avvenire che a servizio dell&#8217;uomo, per assicurare meglio l&#8217;esercizio delle sue capacit\u00e0 normali, per prevenire o guarire le malatt\u00ece, per concorrere al suo migliore sviluppo. E&#8217; vero, s\u00ec, che il progresso delle tecniche rende sempre pi\u00f9 facile l&#8217;aborto precoce, ma non per questo ne risulta modificata la valutazione morale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>18.<\/strong> Sappiamo bene quanto pu\u00f2 esser grave per certe famiglie e per certi paesi il problema della regolazione delle nascite: \u00e8 per questo che il recente Concilio e, successivamente, l&#8217;enciclica Humanae vitae, del 25 luglio 1968, hanno parlato di &#8220;paternit\u00e0 responsabile&#8221; (24). Ci\u00f2 che vogliamo ripetere con forza &#8211; come l&#8217;hanno richiamato la costituzione conciliare Gaudium et spes, l&#8217;enciclica Populorum progressio ed altri documenti pontifici &#8211; \u00e8 che mai, per nessun pretesto, pu\u00f2 essere utilizzato l&#8217;aborto, n\u00e9 da parte della famiglia n\u00e9 da parte dell&#8217;autorit\u00e0 politica, come un mezzo legittimo per la regolazione delle nascite (25). L&#8217;offesa dei valori morali costituisce sempre, per il bene comune, un male pi\u00f9 grande di qualsiasi altro inconveniente di ordine economico e demografico.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><strong>LA MORALE E IL DIRITTO<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>19.<\/strong> La discussione morale s\u00ec accompagna, un po&#8217; dappertutto, a gravi dibattiti giuridici. Non vi \u00e8 alcun paese la cui legislazione non proibisca e non punisca l&#8217;omicidio; molti di essi, inoltre, hanno determinato questa proibizione e queste pene per il caso specifico dell&#8217;aborto procurato. Ai nostri giorni, un vasto movimento di opinione reclama una liberalizzazione di quest&#8217;ultima proibizione, ed esiste gi\u00e0 una tendenza abbastanza diffusa a voler restringere il pi\u00f9 possibile ogni legislazione repressiva, soprattutto quando sembra che essa interferisca nel settore della vita privata. Si riprende, inoltre, l&#8217;argomento dei pluralismo: se molti cittadini, e in particolare, i membri della Chiesa cattolica, condannano l&#8217;aborto, molti altri lo ritengono lecito, almeno dal punto di vista dei minor male: perch\u00e9 allora imporre a questi di seguire un&#8217;opinione che non condividono, soprattutto in un paese in cui fossero la maggioranza?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D&#8217;altronde, dove esistono ancora le leggi che condannano l&#8217;aborto, esse si rivelano difficili da applicare: il delitto \u00e8 divenuto troppo frequente perch\u00e9 si possa sempre infierire, ed i pubblici poteri trovano spesso pi\u00f9 prudente chiudere gli occhi. Senonch\u00e9, mantenere una legge che non si applica non si risolve mai senza danno per l&#8217;autorit\u00e0 di tutte le altre leggi. Bisogna aggiungere che l&#8217;aborto clandestino espone le donne che si rassegnano a ricorrervi ai pi\u00f9 gravi pericoli non solo per la loro fecondit\u00e0 futura, ma anche, spesso, per la loro stessa vita. Pur continuando a considerare l&#8217;aborto come un male, il legislatore non pu\u00f2 forse proporsi di limitarne i danni?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>20. <\/strong>Queste ragioni, ed altre ancora che si intravedono da diversi punti di vista, non sono, per\u00f2, valide per la legalizzazione dell&#8217;aborto. E&#8217; vero che la legge civile non pu\u00f2 voler abbracciare tutto l&#8217;ambito della morale, o punire tutte le colpe: nessuno pretende questo da essa. Spesso essa deve tollerare ci\u00f2 che, in definitiva, \u00e8 un male minore, per evitarne uno pi\u00f9 grande.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bisogna, tuttavia, far bene attenzione a ci\u00f2 che pu\u00f2 comportare un cambiamento di legislazione: molti prenderanno per un&#8217;autorizzazione quel che, forse, altro non \u00e8 che una rinuncia a punire. Ed ancora, nel caso presente, tale rinuncia sembra comportare che il legislatore non consideri pi\u00f9 l&#8217;aborto come un crimine contro la vita umana, poich\u00e9 l&#8217;omicidio resta sempre gravemente punito E&#8217; vero che la legge non ha il compito di scegliere tra le diverse opinioni, o di imporne una a preferenza di un&#8217;altra. Ma la vita dei bambino prevale su qualsiasi opinione, e non si pu\u00f2 invocare la libert\u00e0 di pensiero per togliergliela.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>21. <\/strong>La funzione della legge non \u00e8 di registrare passivamente quel che si fa, ma di aiutare a far meglio. E&#8217;, in ogni caso, missione dello Stato quella di tutelare i diritti d\u00ec ciascun cittadino, e di proteggere i pi\u00f9 deboli: gli occorrer\u00e0 per questo riparare molti torti. La legge non \u00e8 obbligata a sanzionare tutto, ma non pu\u00f2 andare contro una legge pi\u00f9 profonda e pi\u00f9 augusta di ogni legge umana: la legge naturale, la quale \u00e8 inscritta dal Creatore nel cuore dell&#8217;uomo come norma che la ragione discopre e si adopera a ben formulare, che bisogna costantemente sforzarsi a meglio comprendere, ma che \u00e8 sempre male contraddire. La legge umana pu\u00f2 rinunciare a punire, ma non pu\u00f2 dichiarare onesto quel che sarebbe contrario al diritto naturale, perch\u00e9 tale opposizione basta a far s\u00ec che una legge non sia una legge.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>22.<\/strong> Dev&#8217;essere, in ogni caso, ben chiaro che un cristiano non pu\u00f2 mai ubbidire ad una legge intrinsecamente immorale, e questo \u00e8 il caso di una legge che ammettesse, in linea di principio, la liceit\u00e0 dell&#8217;aborto. Egli non pu\u00f2 n\u00e9 partecipare ad una campagna di opinione in favore di una legge siffatta, n\u00e9 dare ad essa il suffragio dei suo voto. Non potr\u00e0 neppure collaborare alla sua applicazione. Non si pu\u00f2 ammettere, per esempio, che medici ed infermieri vengano obbligati a concorrere, in modo prossimo ad un aborto e a dover scegliere tra la legge cristiana e la loro posizione professionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>23.<\/strong> Spetta, invece, alla legge il dovere di promuovere una riforma della societ\u00e0 e delle condizioni di vita in tutti gli ambienti &#8211; a cominciare da quelli meno favoriti &#8211; affinch\u00e9 sia resa possibile, sempre e dappertutto, ad ogni bambino che viene in questo mondo un&#8217;accoglienza degna dell&#8217;uomo. Aiuto alle famiglie ed alle madri nubili, assicurare sussidi ai bambini, statuto per i figli naturali e conveniente regolazione dell&#8217;adozione: bisogna, cio\u00e8 promuovere tutta una politica positiva, perch\u00e9 si abbia sempre un&#8217;alternativa concretamente possibile ed onorevole all&#8217;aborto.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><strong>CONCLUSIONE<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>24.<\/strong> Seguire la propria coscienza nell&#8217;obbedienza alla legge di Dio non \u00e8 sempre una via facile. Ci\u00f2 pu\u00f2 comportare sacrifici ed aggravi, di cui non \u00e8 lecito disconoscere il peso; talvolta, ci vuole eroismo per restare fedeli a tali esigenze. In pari tempo dobbiamo, per\u00f2, sottolineare che la via dell&#8217;autentica espansione della persona umana passa per questa costante fedelt\u00e0 alla coscienza mantenuta nella rettitudine e nella verit\u00e0, mentre esortiamo tutti coloro che ne hanno i mezzi, ad alleviare i pesi che schiacciano ancora tanti uomini e donne, tante famiglie e bambini, posti come sono dinanzi a situazioni umanamente insolubili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>25.<\/strong> La valutazione di un cristiano non pu\u00f2 limitarsi all&#8217;orizzonte della sola vita terrena: egli sa che, in seno alla vita presente, se ne prepara un&#8217;altra, la cui importanza \u00e8 tale che alla sua luce bisogna esprimere i propri giudizi (26). Da questo punto di vista, non esiste quaggi\u00f9 un male assoluto, fosse pure l&#8217;orribile sofferenza di allevare un bambino deficiente. E&#8217; questo il rovesciamento di valori annunciato dal Signore: Beati coloro che piangono, perch\u00e9 saranno consolati (Mat 5,5). Sarebbe un volger le spalle al Vangelo, se si misurasse la felicit\u00e0 con l&#8217;assenza delle sofferenze e delle miserie in questo mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>26.<\/strong> Ci\u00f2 non significa che si possa restare indifferenti a queste pene e miserie. Ogni uomo di cuore e certamente ogni cristiano deve esser pronto a fare il possibile, per portarvi rimedio: \u00e8 questa la legge della carit\u00e0, la cui prima preoccupazione deve esser sempre quella di instaurare la giustizia. Non si pu\u00f2 mai approvare l&#8217;aborto, ma e necessario, anzitutto, combatterne le cause. Tutto ci\u00f2 include un&#8217;azione politica e questa sar\u00e0, in particolare, ci\u00f2 che compete alla legge. Ma bisogna, nel medesimo tempo, incidere sui costumi, bisogna impegnarsi attivamente per tutto quanto pu\u00f2 aiutare le famiglie, le madri e i bambini. Progressi notevoli son gi\u00e0 stati compiuti dai medici a servizio della vita; c&#8217;\u00e8 da sperare che essi procederanno ulteriormente secondo la vocazione dei medico, che non \u00e8 quella di sopprimere la vita, ma di conservarla e di favorirla nella maniera migliore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; del pari auspicabile che si sviluppino, attraverso istituzioni adeguate o &#8221; in loro mancanza &#8221; grazie allo slancio della generosit\u00e0 e della carit\u00e0 cristiana, tutte le forme di assistenza. Non si agir\u00e0 efficacemente sul piano dei costumi, se non si lotta egualmente sul piano delle idee. Non si pu\u00f2 lasciare diffondersi, senza contraddirla, una maniera di vivere ed ancor pi\u00f9, forse, di pensare, che considera la fecondit\u00e0 una disgrazia! E&#8217; vero che non tutte le forme di civilt\u00e0 sono egualmente favorevoli alle famiglie numerose, e che queste trovano pi\u00f9 gravi ostacoli nella civilt\u00e0 di tipo industriale ed urbano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questo, la Chiesa in questi ultimi tempi ha insistito sull&#8217;idea della paternit\u00e0 responsabile, come esercizio di vera prudenza, umana e cristiana. Una tale prudenza non sarebbe autentica, se non includesse la generosit\u00e0: essa deve mantenersi cosciente della grandezza di un compito, qual \u00e8 la collaborazione col Creatore nella trasmissione della vita, la quale arricchisce di nuovi membri la comunit\u00e0 umana, e dona nuovi figli alla Chiesa. Preoccupazione fondamentale della Chiesa di Cristo \u00e8 di proteggere e di favorire la vita. Indubbiamente, essa pensa innanzi tutto alla vita che Cristo \u00e8 venuto a portare sulla terra &#8220;Io sono venuto perch\u00e9 gli uomini abbiano la vita e l&#8217;abbiano in sovrabbondanza&#8221; (Giov 10,10).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma la vita, a tutti i suoi livelli, viene da Dio, e la vita corporea rappresenta per l&#8217;uomo l&#8217;indispensabile inizio. In questa vita sulla terra il peccato ha introdotto, moltiplicato ed aggravato la sofferenza e la morte; ma Ges\u00f9 Cristo, prendendo su di s\u00e9 tali pesi, li ha trasformati. Per coloro che credono in lui, la sofferenza e la stessa morte diventano strumenti di resurrezione. Perci\u00f2 san Paolo ha potuto affermare: Ritengo che le sofferenze del tempo presente non possano essere paragonate con la futura gloria, che si riveler\u00e0 a noi (Rom 8,18). E volendo fare un paragone, aggiungeremo con lui: &#8220;Infatti il momentaneo, leggero peso della nostra tribolazione, ci procura una quantit\u00e0 smisurata ed eterna d\u00ec gloria&#8221; (2Cor 4,17).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sua santit\u00e0 Paolo VI, nel corso dell&#8217;udienza concessa al sottoscritto segretario della sacra Congregazione per la dottrina della fede, il 28 giugno 1974, ha ratificato e confermato questa dichiarazione sull&#8217;aborto procurato, ed ha ordinato che sia pubblicata.<\/p>\n<div align=\"center\">\n<div align=\"justify\">\n<div align=\"center\">\n<div align=\"justify\">\n<div align=\"center\">\n<div align=\"justify\">\n<div align=\"center\">\n<div align=\"justify\">\n<div align=\"center\">\n<div align=\"justify\">\n<p>Roma, 18 novembre 1974.<\/p>\n<p><strong>FRANCESCO card. SEPER<\/strong> <em>Prefetto<\/em><\/p>\n<p><strong>+ GIROLAMO HAMER<\/strong> arcivescovo tit. di Lorium <em>segretario<\/em><\/p>\n<p>______________________________<\/p>\n<p><strong>ANNOTAZIONI\u00a0\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p><strong>1<\/strong>. Si trover\u00e0 un certo numero di documenti episcopali in G. CAPRILE, Non uccidere. Il magistero della Chiesa sull&#8217;aborto. Parte II, p. 47\/300, Roma 1973.<br \/><strong>2.<\/strong> Regim\u00edni ecclesiae universae, III, 1, 29. Cfr. Ibid., 31 AAS 59 (1967), 897.<br \/><strong>3.<\/strong> <em>Lumen gentium,<\/em> n. 12 (AAS 57 (1965), 16\/17);La presente dichiarazione non considera tutte le questioni che possono porsi nei riguardi dell&#8217;aborto: spetta ai teologi esaminarle e discuterne. Essa richiama soltanto alcuni principi fondamentali che debbono essere per questi stessi teologi una luce e una regola, e per tutti i cristiani la conferma di certezze fondamentali della dottrina cattolica.<strong><br \/>4.<\/strong> <em>Lumen gentium<\/em>, n. 25 (AAS 57 (1965), 29\/31).<br \/><strong>5<\/strong> Gli autori sacri non fanno considerazioni filosofiche sull&#8217;animazione, ma parlano dei periodo della vita che precede la nascita come oggetto dell&#8217;attenzione di Dio: egli crea ed egli forma l&#8217;essere umano, quasi plasmandolo con la sua mano. Sembra che questo tema abbia la sua prima espressione in Ger 1,5. Lo si ritrover\u00e0 in molti altri testi: cfr. ls 49,13; 46,3; Giob 10,8\/12; Sal 22, 10; 71,6; 139,13. Nel Vangelo leggiamo in san Luca 1,44: \u201cEcco, appena la voce del tuo saluto \u00e8 giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo\u201d.<br \/><strong>6 <\/strong><em>Didach\u00e9 Apostolorum<\/em>, ed. FUNK, Patres Apostolici, V, 2; La lettera di Barnaba, XIX, 5, utilizza le medesime espressioni (FUNK, o. c., 91\/93).<strong><br \/>7<\/strong> ATENAGORA, <em>Apologia per i cristiani<\/em>, 35 (PG 6, 970: Sources Chr\u00e9tiennes (SC) 3, p. 166\/167). Ci si riferisce anche alla Lettera a Diogneto, V, 6 (FUNK, o. c., I, 399: SC 33), che dice dei cristiani: \u201cEssi procreano figli, ma non eliminano i feti\u201d.<strong><br \/>8 <\/strong>TERTULLIANO, <em>Apologeticum,<\/em> IX, 8 (PL 1, 371\/372: Corp. Christ. I, p. 103, l. 31\/36).<br \/><strong>9<\/strong> Canone 21 (MANSI, 14, p. 909). Cfr. il Concilio di Elvira, canone 63 (MANSI, 2, p. 16) e di Ancira, canone 21 (ibid., 519). Si veda anche il decreto di Gregorio III riguardante la penitenza da imporre a coloro che si rendono colpevoli di tale crimine (MANSI, 12, 292, c. 17).<strong><br \/>10<\/strong> GRAZIANO, <em>Concordantia discordantium canonum<\/em>, c. 20, C. 2, p. 2. Durante il medioevo, si ricorre spesso all&#8217;autorit\u00e0 di sant&#8217;Agostino, il quale scrive a tale proposito nel De nuptiis et concupiscentiis, c. 15: \u201c Talvolta questa crudelt\u00e0 libidinosa o questa libidine crudele giungono a procurarsi delle pozioni che rendono sterili. Se il risultato non viene raggiunto, la madre estingue la vita ed espelle il feto che era nelle sue viscere di modo che il bimbo muore prima d&#8217;esser vissuto o, se il bimbo viveva gi\u00e0 nel seno materno, viene ucciso prima di nascere\u201d (PL 44, 423\/424: CSEL 33, 619; cfr. il Decreto di Graziano, q. 2, C. 32, c. 7).<br \/><strong>11<\/strong> Commento alle Sentenze, libro IV, dist. 31, esposizione del testo.<br \/><strong>12 <\/strong>Costituzione Effraenatum del 1588 (Bullarium romanum, V, 1, pp. 25\/27; Fontes iuris canonici, 1, n. 165, p. 308\/311).<br \/><strong>13 <\/strong>Dz\/Sch., 1184, cfr. anche la cost. Apostolicae sedis di Pio IX (Acta PII IX, V, 55\/72; ASS 5 (1869), 305\/331; Fontes iuris canonici, III, n. 552, p. 24\/31).<strong><br \/>14 <\/strong>Enc. <em>Casti connubii<\/em>, AAS 22 (1930), 562\/565; Dz.\/Sch., 3719\/21.<br \/><strong>15<\/strong> Le dichiarazioni di Pio XII sono esplicite, precise e numerose; da sole richiederebbero uno studio completo. Citiamo soltanto, perch\u00e9 formula il principio in tutta la sua universalit\u00e0, il discorso all&#8217;Unione italiana medicobiologica \u201cSan Luca\u201d, dei 12 novembre 1944: \u201c Finch\u00e9 un uomo non \u00e8 colpevole, la sua vita \u00e8 intangibile, ed \u00e8 quindi illecito ogni atto tendente direttamente a distruggerla, sia che tale distruzione venga intesa come fine o soltanto come mezzo al fine, sia che si tratti di vita embrionale o nel suo pieno sviluppo ovvero giunta ormai al suo termine\u201d (Discorsi e radiomessaggi, VI, 183ss.)<br \/><strong>16<\/strong> Enc. <em>Mater et magistra<\/em>, AAS 53 (1961), 447.<strong><br \/>17<\/strong> <em>Gaudium et spes<\/em>, II, c. 1, n. 51; cfr. n. 27 (AAS 58 (1966), 1072; cfr. 1047).<br \/><strong>18 <\/strong>Alloc. <em>Salutiamo con paterna effusione<\/em>, del 9 dicembre 1972, AAS 64 (1972), 777. Tra le testimonianze di questa dottrina immutabile si ricorda la dichiarazione del santo Ufficio, che condanna l&#8217;aborto diretto (ASS 17 (1884), 556; 22 (1888\/1890), 748; Dz.\/Sch. 3258).<strong><br \/>19 <\/strong>Questa dichiarazione lascia espressamente da parte la questione circa il momento della infusione dell&#8217;anima spirituale. Non c&#8217;\u00e8 su tale punto tradizione unanime e gli autori sono ancora divisi. Per alcuni, essa ha inizio fin dal primo istante; per altri, essa non pu\u00f2 precedere almeno l&#8217;annidamento. Non spetta alla scienza di prendere posizione, perch\u00e9 l&#8217;esistenza di un&#8217;anima immortale non appartiene al suo campo. E&#8217; una discussione filosofica, da cui la nostra affermazione morale rimane indipendente per due ragioni 1) pur supponendo una animazione tardiva, esiste gi\u00e0 una vita umana, che prepara e richiede quest&#8217;anima nella quale si completa la natura ricevuta dai genitori; 2) d&#8217;altronde, basta che questa presenza dell&#8217;anima sia probabile (e non si prover\u00e0 mai il contrario) perch\u00e9 toglierle la vita significhi accettare il rischio di uccidere un uomo, non soltanto in attesa, ma gi\u00e0 provvisto della sua anima.<br \/><strong>20<\/strong> TERTULLIANO, citato nella nota 8.<br \/><strong>21<\/strong> Il card. Villot, segretario di Stato, scriveva il 10 ottobre 1973, al card. D\u00f6pfner, circa la protezione della vita umana: \u201c(La Chiesa) per\u00f2 non pu\u00f2 riconoscere come leciti, al fine di superare tali difficili situazioni, n\u00e9 i mezzi contraccettivi n\u00e9, ancora di meno, l&#8217;aborto\u201d (L&#8217;Osservatore romano, ed. tedesca, 26 ottobre 1973, p. 3).<br \/><strong>22<\/strong> Enc. <em>Pacem in terris<\/em>, AAS 55 (1963), 267; cost. <em>Gaudium et spes<\/em> , n. 29; Paolo VI, Alloc. <em>Salutiamo<\/em>, AAS 64 (1972), 779.<strong><br \/>23 <\/strong><em>Gaudium et spes<\/em>, II, c. 1, 48: \u201cPer sua indole naturale, l&#8217;istituto stesso dei matrimonio e l&#8217;amore coniugale sono ordinati alla procreazione e alla educazione della prole e in queste trovano il loro coronamento\u201d. Ibidem, n. 50: \u201cIl matrimonio e l&#8217;amore coniugale sono ordinati per loro natura alla procreazione ed educazione della prole\u201d.<br \/><strong>24<\/strong> <em>Gaudium et spes,<\/em> n. 50 e 51; PAOLO VI, Enc. <em>Humanae vitae<\/em>, n. 10 (AAS 60 (1968), 487). La paternit\u00e0 responsabile suppone l&#8217;uso dei soli mezzi leciti dei controllo delle nascite; cfr. Humanae vitae, n. 14 (ibid., 490).<br \/><strong>25<\/strong> <em>Gaudium et spes<\/em>, n. 87; PAOLO VI, Enc. <em>Populorum progressio<\/em>, n. 37; Alloc. <em>alle Nazioni unite<\/em>, AAS 57 (1965), 883; GIOVANNI XXIII, Enc. <em>Mater et magistra<\/em>, AAS 53 (1961), 445\/448.<br \/><strong>26<\/strong> Il cardinale Villot, segretario di Stato, scriveva al congresso mondiale dei medici cattolici, conclusosi a Barcellona il 26 maggio 1974: \u201cPer quanto concerne la vita umana, questa non \u00e8 certamente univoca; piuttosto si potrebbe dire che \u00e8 un fascio d\u00ec vite. Non si possono ridurre, senza mutilarle gravemente, le zone dei suo essere le quali, nella loro stretta dipendenza e interazione, sono ordinate le une alle altre: zona corporea, zona affettiva, zona mentale, e quella zona profonda dell&#8217;anima, dove la vita divina, ricevuta per la grazia, pu\u00f2 di. spiegarsi mediante i doni dello Spirito santo\u201d (L&#8217;Osservatore romano, 29 maggio 1974).<\/p>\n<p>___________________________________________<\/p>\n<p><strong>Leggi anche:<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/manuale-sullaborto-di-barbara-e-jack-willke\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Manuale sull\u2019aborto (di Barbara e Jack Willke)<\/a><\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>documento della Congregazione per la dottrina della fede<\/p><p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/sullaborto-procurato\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":34851,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2,4,5],"tags":[2386,2388,157],"class_list":["post-114","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-aborto","category-bioetica","category-chiesa","tag-aborto","tag-bioetica","tag-chiesa-2","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.8 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Sull&#039;aborto procurato - Rassegna Stampa Cattolica<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Sull&#039;aborto procurato e sull&#039;eventuale liberalizzazione legale. 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