{"id":107,"date":"2004-11-12T09:44:17","date_gmt":"2004-11-12T08:44:17","guid":{"rendered":""},"modified":"2024-05-20T15:54:05","modified_gmt":"2024-05-20T13:54:05","slug":"aborto-e-diritto-naturale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/aborto-e-diritto-naturale\/","title":{"rendered":"Aborto e diritto naturale"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-26815 alignright\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2004\/11\/aborto.jpg\" alt=\"\" width=\"298\" height=\"200\" \/>Pubblicato sul n. 13 di<\/span> <strong><span style=\"color: #0000ff;\">Cristianit\u00e0<\/span>\u00a0 <\/strong><span style=\"color: #000000;\">del marzo-aprile 1975<\/span><\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><strong style=\"font-size: revert;\">Per fondare la battaglia in difesa della vita<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"color: #000000;\">Conferenza del<\/span> <a href=\"https:\/\/alleanzacattolica.org\/indici-cristianita\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">professor<\/a> <span style=\"color: #000000;\">don Dario Composta S.D.B. &#8211; ordinario di storia della filosofia antica e docente di filosofia del diritto presso la Pontificia Universit\u00e0 Urbaniana, docente di filosofia presso la Pontificia Universit\u00e0 Salesiana -, tenuta a Roma il 20 giugno 1975, presso la parrocchia di San Lorenzo in Lucina, nel corso di una manifestazione organizzata da Alleanza Cattolica.<\/span><\/em><\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><!--more--><span style=\"color: #000000;\"><strong>INTRODUZIONE<\/strong><\/span><\/h4>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-57804 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2004\/10\/Legge194_aborto_Dc.jpg\" alt=\"si manifesta per l'aborto e la legge 194\" width=\"337\" height=\"174\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Dell&#8217;aborto oggi si scrive e si parla assai. Non cos\u00ec un tempo, anche non remoto, quando tale tema veniva confinato ai margini delle discussioni dei moralisti e dei medici. Per un aspetto ci\u00f2 \u00e8 bene: si tratta infatti di esplorare con saggezza le radici della nostra esistenza e le responsabilit\u00e0 umane di fronte a un evento mirabile quale \u00e8 la vita, che supera ogni superficiale valutazione. Tutti noi che viviamo, ci riconosciamo coinvolti in tale dibattito.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">E&#8217; invece male che spesso non la fede e non la ragione, ma solo il sentimento o una visione errata della esistenza umana, si impossessino del problema e ne diano, conseguentemente, una soluzione erronea; e che spesso tali strumenti di comunicazione sociale si rendano complici veicoli di errori e di oscuramenti della morale cristiana e naturale. La conferenza di questa sera intende fare appello alla fede e alla ragione.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Ricordo agli uditori (che suppongo tutti cattolici, coerenti e obbedienti alla Chiesa) che anche recentemente il Magistero ha emanato alcuni documenti sul tema: tale, ad esempio, la Dichiarazione della Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede in data 18 novembre 1974, seguita da una precisazione di mons. J\u00e9r\u00f4me Hamer in data 7 dicembre 1974. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Vi sono poi i documenti della Conferenza Episcopale Italiana emanati l&#8217;11 gennaio 1972, il 10 febbraio 1973, il 6 febbraio 1975. 1 vescovi di numerose nazioni, inoltre, sono intervenuti in questi ultimi mesi sul tema, condannando l&#8217;aborto procurato, riproponendo la tradizionale dottrina morale, insistendo sulla necessit\u00e0 che i cattolici non solo si attengano alle norme della Chiesa, ma si impegnino anche a farsi portatori dell&#8217;etica naturale e cristiana fronteggiando le erronee teorie che oggi si diffondono nel mondo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Ovviamente, noi ci troviamo qui questa sera per prendere in esame tale dottrina e per acquistarne, se occorresse, una conoscenza pi\u00f9 approfondita. Debbo per\u00f2 osservare che il tempo a nostra disposizione non ce ne consente una disamina esauriente. Mi limiter\u00f2 pertanto a un aspetto particolare, ossia al nesso che vincola il diritto naturale alla difesa della vita e dunque alla lotta contro l&#8217;aborto.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Due sono le ragioni che inducono a tale limitazione: <strong>1)<\/strong> Nei documenti del magistero ecclesiastico si fa sempre e costantemente appello al diritto naturale; la nostra discussione, dunque, non si colloca fuori della materia insegnata dalla Chiesa.<strong> 2)<\/strong> Circola oggi l&#8217;opinione che i cattolici non possano imporre le loro convinzioni religiose a chi non crede e che pertanto &#8211; si dice &#8211; essi non possano partecipare alle discussioni sull&#8217;aborto in termini propriamente e universalmente umani o razionali, ma solo desumendo norme dalla Rivelazione.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">La risposta a questa falsa opinione \u00e8 pronta: il diritto naturale si appella anzitutto alla ragione umana. Quando la Chiesa insegna la morale naturale non impone dogmi da credere, ma propone verit\u00e0 razionalmente accessibili a tutti gli uomini, compresi dunque i cattolici, i quali pertanto sono invitati a esercitare la loro ragione non<\/span> soltanto per accoglierle passivamente, ma per comprenderne l&#8217;intrinseco valore (1).<\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><strong>1. NOZIONI PRELIMINARI<\/strong><\/h4>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-49225 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/streghe_aborto-300x168.jpg\" alt=\"\" width=\"334\" height=\"187\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Prima di entrare nel vivo della questione, penso opportuno richiamare all&#8217;attenzione alcune nozioni fondamentali, allo scopo di discutere il problema con la massima esattezza possibile. Anzitutto la parola <em>aborto<\/em>. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">E&#8217; voce che deriva dal latino <em>ab-orior <\/em>e pi\u00f9 precisamente dal participio <em>ab-ortus<\/em>. Significa: venire al mondo prima del giusto tempo. Voci ed espressioni equivalenti sono: <em>interruzione della gravidanza <\/em>o <em>interruzione della maternit\u00e0<\/em>; talvolta viene chiamato anche <em>infanticidio<\/em>, che per\u00f2 \u00e8 usato propriamente a significare l&#8217;uccisione di chi pu\u00f2 gi\u00e0 nascere normalmente o \u00e8 gi\u00e0 nato. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">L&#8217;aborto si suole definire come espulsione dell&#8217;embrione, o feto, nel periodo di gestazione che va da 0 giorni a 6 mesi. Almeno dopo i 6 mesi il bambino pu\u00f2 nascere e sopravvivere: se lo si uccidesse allora, si avrebbe dunque gi\u00e0, nel senso pi\u00f9 proprio, un infanticidio.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Nel linguaggio nordamericano si chiama <em>abortion <\/em>l&#8217;espulsione del feto che avvenisse tra il concepimento e il terzo mese; <em>miscarriage <\/em>quando ci\u00f2 accadesse tra il terzo e il sesto mese; <em>premature deliverv <\/em>tra il sesto e il nono mese. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">L&#8217;aborto si pu\u00f2 dividere a seconda che avvenga o per difetto di natura o per volont\u00e0 umana. Il primo si chiama <em>aborto naturale <\/em>o <em>spontaneo<\/em>. Esso non ci riguarda direttamente; al pi\u00f9 deve richiamare l&#8217;attenzione dei medici per rimediare all&#8217;imperfezione o alla malattia che lo causano.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Il secondo, che avviene per volont\u00e0 umana, \u00e8 chiamato <em>aborto procurato <\/em>(come si dice con termine tecnico desunto dal Codice di diritto canonico), ossia <em>provocato <\/em>con mezzi, in modi, per motivi e pretesti diversi: con mezzi meccanici o chirurgici o con medicamenti; in modo clandestino (<em>aborti clandestini<\/em>) o pubblico (<em>aborti legali<\/em>); per motivi e pretesti svariati (detti tecnicamente indicazioni): per salvare la vita della madre (<em>aborto terapeutico<\/em>), per impedire la nascita di un bambino che la tecnica diagnostica presume anormale (<em>aborto eugenetico<\/em>), per rimediare a problemi economici, demografici, sociali, psicologici (pretesti che vanno dalla sovrappopolazione all&#8217;incesto, dalla vedovanza alla violenza carnale, dalle esigenze professionali al disagio psicologico).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Sotto il profilo della legittimit\u00e0, l&#8217;aborto procurato \u00e8 peccaminoso in quanto viola la legge divina, \u00e8 criminale o delittuoso in quanto viola anche una norma positiva. Norma positiva canonica, che condanna gli interessati &#8211; madre, medici, infermieri &#8211; alla scomunica riservata al vescovo (2); oppure norma positiva civile: nel nostro paese, la legge &#8211; e propriamente il codice penale (3), con disposizioni che risalgono al 1880 &#8211; punisce con detenzione carceraria i responsabili del delitto.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">L&#8217;aborto criminale si chiama anche <em>illegale <\/em>in quanto indica una azione contraria alla legge. Gli ordinamenti civili in tema di aborto possono essere divisi in: <em>ordinamenti permissivi <\/em>(Giappone, URSS, Ungheria, alcuni Stati degli USA, ecc.); <em>ordinamenti condizionanti <\/em>(numerosi Stati dell&#8217;Europa e dell&#8217;America settentrionale); <em>ordinamenti repressivi <\/em>(Italia, America Latina, Belgio, Germania, Grecia, Portogallo, Spagna). <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Oggi per\u00f2 si suole proporre, sotto il profilo giuridico, un altro schema, pi\u00f9 tecnico: da un lato gli Stati contrari all&#8217;aborto, che cio\u00e8 lo puniscono ossia lo <em>penalizzano<\/em>; dall&#8217;altro gli Stati permissivi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Gli Stati permissivi si dividono a loro volta in quelli che <em>legalizzano o liberalizzano <\/em>l&#8217;aborto e in quelli che lo <em>depenalizzano<\/em>. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Gli Stati che <em>legalizzano <\/em>o <em>liberalizzano <\/em>l&#8217;aborto sono quelli che, mediante una regolamentazione pi\u00f9 o meno permissiva, ossia mediante regolamentazione &#8220;restrittiva&#8221; di maggiore o minore labilit\u00e0, lo permettono. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Si afferma che la liberalizzazione dell&#8217;aborto pubblico canceller\u00e0 la piaga degli aborti clandestini, non dilater\u00e0 l&#8217;entit\u00e0 del fenomeno stesso, far\u00e0 cessare vergognose speculazioni, far\u00e0 diminuire il numero delle nascite di figli illegittimi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">La documentazione pi\u00f9 recente prova invece irrefutabilmente che, dovunque si \u00e8 legalizzato l&#8217;aborto, le nascite di illegittimi sono in aumento; dilaga la pi\u00f9 vergognosa speculazione pubblica e legale e la pi\u00f9 abbietta e aperta propaganda da parte di &#8220;cliniche&#8221; e ospedali concorrenti che si contendono i clienti o i contributi dello Stato per lo sfruttamento organizzato dell&#8217;assassinio; gli aborti clandestini non diminuiscono; l&#8217;entit\u00e0 del fenomeno si dilata incessantemente: gli aborti si moltiplicano paurosamente di anno in anno<\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">La &#8220;medicina&#8221; della <em>legalizzazione <\/em>\u00e8 inefficace. Ma non tanto e non solo perch\u00e9 fallisce il bene indiretto che si propone, essa \u00e8 inammissibile, quanto piuttosto perch\u00e9 in vista di tale bene indiretto &#8211; per conseguire il quale occorrono la prevenzione sociale e soprattutto rimedi morali &#8211; essa permette il male diretto: nel nostro caso, legittima e regolamenta l&#8217;assassinio. Vale invece per ogni uomo il principio: <em>Non sunt facienda mala ut eveniant bona <\/em>(4),<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Gli Stati che <em>depenalizzano <\/em>l&#8217;aborto sono quelli che, abrogando ogni regolamentazione restrittiva o repressiva in materia, pongono in condizione di assoluta e permanente impunit\u00e0 le persone che comunque concorrono a procurare l&#8217;aborto. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">La depenalizzazione, per s\u00e9, non significherebbe una esplicita approvazione dei reato n\u00e9 l&#8217;esplicita eliminazione della conseguente condanna morale. Ma neppure si configurerebbe come condono giudiziario, ossia come remissione della pena, o come una sua mitigazione che peraltro non deroghi alla norma penale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Abrogando la norma stessa, infatti, la depenalizzazione crea il vuoto legislativo e pone come giuridicamente irrilevante la soppressione della vita umana nei primi mesi della sua esistenza. Per l&#8217;illecito dell&#8217;aborto procurato, cio\u00e8, la norma positiva si comporta allora in modo radicalmente tollerante: non lo qualifica, non ne dissuade e non commina pene; lo ignora.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Inevitabilmente, il vuoto legislativo indurr\u00e0 molti a credere che l&#8217;aborto sia azione moralmente indifferente. Il permanere della sanzione coercitiva &#8211; di minore o maggiore severit\u00e0 &#8211; \u00e8 infatti necessario proprio perch\u00e9 la legge possa svolgere adeguatamente la sua funzione pedagogica e formativa della coscienza morale. \u00f9<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">E&#8217; da notare che i medesimi deleteri e tragici effetti pratici della depenalizzazione sarebbero prodotti anche da una mitigazione delle sanzioni che giungesse fino in prossimit\u00e0 e alle soglie della concessione di una pratica impunit\u00e0. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Ci si \u00e8 chiesti se la Conferenza Episcopale Italiana non sembri accedere a una qualche mitigazione delle pene previste dal nostro codice. E&#8217; comunque da escludere che sia lecito accedere a una qualche depenalizzazione.<\/span><\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><strong>2. L&#8217;ABORTO E I SUOI PROBLEMI ETICO-GIURIDICI<\/strong><\/h4>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-34877 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2004\/11\/aborto_genocidio.jpg\" alt=\"\" width=\"205\" height=\"246\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Affronteremo la questione dei rapporti tra aborto e diritto naturale secondo l&#8217;articolarsi della seguente affermazione sillogistica:\u00a0 <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">A) La creatura umana possiede un diritto oggettivo, primario, inalienabile all&#8217;esistenza. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">B) Ma il feto, fino dalla fecondazione naturale, ossia fino dalla costituzione dello zigote o diploide, \u00e8 inizio di autonomo soggetto umano, nuovo essere umano distinto dalla madre. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">C) Dunque il feto, fino dalla fecondazione naturale, ossia fino dalla costituzione dello zigote o diploide, possiede un diritto oggettivo, primario, inalienabile all&#8217;esistenza<\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Illustriamo brevemente la dimostrazione anzitutto nelle sue linee generali. Quanto al metodo dell&#8217;argomentazione: \u00e8 ovvio che noi non intendiamo qui fondarci su considerazioni strettamente teologiche o religiose ma su considerazioni razionali. L&#8217;argomentazione razionale non esclude peraltro quella teologica e religiosa, come diremo pi\u00f9 avanti. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Quanto al procedimento dimostrativo, va notato che esso non pu\u00f2 essere accusato di astrattezza: se da un lato, nella premessa maggiore del sillogismo, si parte da una proposizione universale, dall&#8217;altro, nella premessa minore, si tiene conto delle situazioni esistenziali, delle scoperte scientifiche ecc.; con un metodo che \u00e8 dunque insieme induttivo e deduttivo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Quanto all&#8217;oggetto dell&#8217;argomentazione: procederemo non tanto colpendo direttamente l&#8217;aborto, quanto invece ponendo in rilievo il carattere sacro della vita umana. Ne conseguir\u00e0 indirettamente che ogni attentato a essa \u00e8 contrario all&#8217;onest\u00e0 e alla giustizia; la condanna dell&#8217;aborto, cio\u00e8, scaturisce dal precetto che ingiunge di rispettare la vita umana, applicato alla particolare esistenza umana propria del feto. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Vi \u00e8 chi solleva l&#8217;ipotesi del caso in cui la gravidanza ponesse in pericolo la vita della madre: perch\u00e9 &#8211; si obbietta &#8211; occuparsi del diritto all&#8217;esistenza da parte del feto, la cui perfezione umana \u00e8 ancora largamente potenziale, quando fosse in pericolo la vita della madre, la cui perfezione umana \u00e8 invece tanto largamente attuale?<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Con tali ragionamenti si pu\u00f2 arrivare fino a proporre una casistica tragica che dapprima si enuncia dialetticamente nella formula: &#8220;o la madre o il figlio&#8221;, ma che da ultimo giunge a decretare un minore diritto alla vita da parte di chiunque non fosse giudicato sufficientemente &#8220;degno&#8221; di vivere, non essendo sufficientemente attuale la sua perfezione umana.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">In realt\u00e0 tale opposizione (&#8220;o la madre o il figlio&#8221;) \u00e8 inammissibile: non solo e non tanto perch\u00e9 il progresso della medicina e della chirurgia l&#8217;hanno resa ormai statisticamente irrilevante (i casi di alternativa sono stati ormai ridotti intorno al 2 per 1000, e l&#8217;ulteriore progresso scientifico li va cancellando totalmente), quanto piuttosto perch\u00e9 il diritto alla vita di un essere umano innocente non \u00e8 misurato dall&#8217;entit\u00e0 delle sue perfezioni umane in atto, ma sussiste sempre intero quando \u00e8 in atto la sua vita umana, e pur essendo in essa solo potenziali le perfezioni possibili. Con queste premesse possiamo ora illustrare in forma pi\u00f9 specifica l&#8217;argomentazione proposta.<\/span><\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>3. IL VALORE DELL&#8217;ESISTENZA DI FRONTE ALLA RAGIONE UMANA<\/strong><\/span><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Nella argomentazione proposta si dice anzitutto: <em>La creatura umana possiede un diritto oggettivo, primario, inalienabile all&#8217;esistenza<\/em>. Si tratta di una affermazione universale, accessibile a tutti gli uomini ed evidente. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Per la <em>filosofia <\/em>questo diritto \u00e8 fondato sulla natura e dignit\u00e0 dell&#8217;uomo stesso (5). Alla filosofia fa seguito la <em>scienza del diritto<\/em>, ossia quella alta disciplina che studia i rapporti doverosi tra uomo e uomo. In relazione all&#8217;essere e alla vita umana, tale scienza afferma l&#8217;oggettivit\u00e0 di un sistema normativo che si chiama <em>diritto naturale<\/em>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Con l&#8217;espressione <em>diritto naturale <\/em>sono significate tre realt\u00e0: un ordine o valore oggettivo; la norma regolatrice dell&#8217;ordine; la capacit\u00e0 nell&#8217;uomo di esercitare la sua libert\u00e0 entro la tessitura di tale ordine e sulla traccia delle norme. Esiste perci\u00f2 un <em>diritto naturale <\/em>inteso come ordine e valore oggettivo, prima ancora che come norma, che inerisce alla vita umana in s\u00e9 stessa e vige di fronte a tutta l&#8217;umanit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Esiste poi la norma che tutela questo valore e che si chiama <em>legge naturale<\/em>, Esiste infine la capacit\u00e0 fondamentale o facolt\u00e0 giuridica alla vita e ad agire conformemente a quelli che sono noti come <em>diritti della persona<\/em>. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Il diritto naturale, dunque, consta anzitutto del valore e della dignit\u00e0 oggettivi dell&#8217;esistenza umana; consta poi della formula normativa che enuncia tale valore e dignit\u00e0; consta infine della facolt\u00e0 giuridica o capacit\u00e0 ad agire o libert\u00e0 di operare di conseguenza, che i singoli uomini posseggono.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">La permanenza nella vita \u00e8 dunque per la creatura umana: diritto (soggettivo), norma e diritto di natura. Ossia, come si \u00e8 detto nell&#8217;enunciato, a permanere nella vita la creatura umana ha un diritto <em>oggettivo, primario, inalienabile<\/em>. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><em>Oggettivo<\/em>, perch\u00e9 non fondato sulla conoscenza che altri ne hanno e non sul suo riconoscimento privato da parte di uomini o pubblico da parte di ordinamenti giuridici; ma fondato invece sull&#8217;essere stesso del vivente umano, per cui la vita umana \u00e8 per s\u00e9 stessa sacra.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><em>Primario<\/em>, poich\u00e9 ogni altra facolt\u00e0, norma, diritto (relativi, ad esempio, alla salute, all&#8217;onore e a ogni altro bene) possono stare solo se sta questo primo che concerne la vita. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><em>Inalienabile<\/em>, poich\u00e9 neppure il suo stesso titolare pu\u00f2 disporne e trasferire ad altri, a suo arbitrio, il proprio diritto alla vita, essendo, tale diritto, patrimonio inerente alla sua natura di uomo, dalla quale egli non pu\u00f2 separarsi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Al diritto naturale \u00e8 resa testimonianza infine dal consenso universale degli uomini: in ogni tempo, per le leggi e i costumi di tutti i popoli, nell&#8217;ambito di ogni tradizione religiosa, la vita umana innocente \u00e8 un bene sacro: l&#8217;inviolabilit\u00e0 della vita umana innocente (le sole esigue eccezioni sono limitate a periodi di estrema degradazione morale e oscuramento religioso) \u00e8 legge conosciuta dalla retta ragione presso ogni civilt\u00e0. Il comandamento biblico <em>non uccidere <\/em>non ne \u00e8 che la formulazione negativa, e per ci\u00f2 stesso universale e universalmente cogente.<\/span><\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>4. L&#8217;ESISTENZA PRENATALE DELL&#8217;UOMO DI FRONTE ALLA SCIENZA E AL DIRITTO<\/strong><\/span><\/h4>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-7950 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/ecografia.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"202\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Abbiamo finora illustrato la premessa maggiore del sillogismo. E&#8217; da notare che anche i pi\u00f9 ottusi e settari apologeti e propagandisti dell&#8217;aborto (quello terapeutico come quello eugenetico o quello che si vorrebbe giustificare in nome di una &#8220;libert\u00e0&#8221; della madre, ecc.) sono generalmente costretti a riconoscere la verit\u00e0 e la fondatezza almeno delle considerazioni fin qui esposte: almeno la fondatezza, cio\u00e8, del l&#8217;inviolabilit\u00e0 della vita umana innocente (6); ci\u00f2 di cui essi rifiutano di prendere atto, invece, \u00e8 che quella del feto sia vita umana, vita di nuovo e distinto essere umano.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Occorre dunque ora esaminare la premessa minore, nella sua correttezza logica e nella sua fondatezza scientifica, e affrontare il tema dell&#8217;esistenza prenatale dell&#8217;uomo. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">L&#8217;enunciato della premessa minore, proposto sopra, dice: Ma il feto, fino dalla fecondazione naturale, ossia fino dalla costituzione dello zigote o diploide, \u00e8 inizio di autonomo soggetto umano, nuovo essere umano distinto dalla madre.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Come si pu\u00f2 facilmente intendere, affermiamo che poche ore dopo l&#8217;unione tra uomo e donna &#8211; forse 20 o 24 ore &#8211; una nuova vita umana si accende e la donna diviene madre. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Ma faremo, prima, rapidi cenni alla storia di talune opinioni sulla vita intrauterina, anche allo scopo di renderci ragione di qualche variet\u00e0 di opinione presso taluni moralisti cattolici del passato. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">E&#8217; noto che nel secolo V a. C. Ippocrate, medico e scienziato greco, imponeva ai medici il giuramento di non ledere la vita umana, a cominciare da quella prenatale; lo stesso facevano i Pitagorici.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Il rispetto della vita umana anche prenatale, del resto, era gi\u00e0 da sempre riconosciuto come dovere conforme alle leggi di natura, alla retta ragione, alle tradizioni di ogni civilt\u00e0. Ippocrate peraltro insegnava &#8211; seguito, anche secoli dopo, da lontani discepoli &#8211; che il germe vitale che dal primo giorno si annida nel seno della madre aveva inizialmente vita e propriet\u00e0 vegetali e animali, ma non ancora umane: solo oltre i primi 30 giorni (7) <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Si sarebbe verificato il passaggio dalla vita o anima &#8211; vegetale e animale a quella umana o razionale, sarebbe cio\u00e8 avvenuta la &#8220;animazione&#8221;, ma intesa come attuazione e realizzazione delle precedenti propriet\u00e0 virtuali. L&#8217;opinione di Ippocrate fu condivisa da molti scienziati dell&#8217;antichit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Gli stoici invece, e con essi il grande medico Sorano del secolo II d. C., insegnavano che l&#8217;anima razionale o umana era presente fin dall&#8217;inizio, e si trasmetteva direttamente per generazione. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Tali opinioni furono corrette nel Medioevo dai maestri della Chiesa, i quali insegnarono che l&#8217;anima umana viene, s\u00ec, introdotta a reggere il germe dopo che esso abbia iniziato ad essere retto da vita animale, ma che l&#8217;anima umana o razionale non \u00e8 n\u00e9 l&#8217;attuazione di virtualit\u00e0 della vita animale n\u00e9 \u00e8 propriamente generata dall&#8217;uomo e dalla donna, essendo invece infusa nel germe vitale in virt\u00f9 dell&#8217;opera creatrice di Dio.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Collateralmente, fu discusso il problema della qualit\u00e0 di peccato dell&#8217;aborto; la soluzione fu generalmente questa: da un lato &#8211; conformemente al costante insegnamento cristiano &#8211; ogni aborto \u00e8 peccato grave; dall&#8217;altro almeno dopo il quarantesimo giorno, o poco dopo, l&#8217;aborto si poteva considerare propriamente come infanticidio.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Discussioni collaterali sorsero nel secolo XVI per valutare la fondatezza dei motivi che, in tale periodo di accresciuta corruzione morale, venivano avanzati come attenuanti del peccato e delitto di aborto. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Si giunge infine ai problemi suscitati nei secoli XIX e XX dall&#8217;intervento sempre pi\u00f9 generalizzato della chirurgia. Sono note, a questo riguardo, le ripetute conferme venute dal magistero pontificio anche mediante gli atti delle Congregazioni Romane circa l&#8217;inviolabilit\u00e0 della vita umana prenatale e l&#8217;inammissibilit\u00e0 di attentarvi direttamente.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Ma oggi \u00e8 la stessa scienza a dover prendere atto della perfetta fondatezza delle norme disposte dalla Chiesa a tutela della vita umana prenatale. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Oggi infatti la scienza \u00e8 in grado di stabilire con esattezza che appena l&#8217;ovulo viene fecondato dallo sperma &#8211; e si instaura cos\u00ec lo zigote o diploide &#8211; una autonoma nuova vita umana nasce nel seno della madre: poche ore dopo l&#8217;unione tra l&#8217;uomo e la donna, nello zigote o diploide tutte le virtualit\u00e0 che si esplicheranno nell&#8217;adulto di domani sono integralmente e autonomamente presenti<\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">La genetica, dopo gli studi e le scoperte degli anni recenti, \u00e8 oggi in grado di provare che fin da quel primo momento, in quel primo germe, tutto l&#8217;uomo o la donna futuri sono precontenuti e preordinati: colore della pelle, degli occhi, dei capelli, statura, qualit\u00e0 biologiche ereditarie, ecc. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Una autonoma vita umana ha da allora iniziato a svolgersi secondo una legge propria che le \u00e8 insita, distinta e irriducibile a quelle che reggono e ordinano la vita del padre e della madre.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">In questa sede non ci \u00e8 purtroppo consentito dilungarci a illustrare minutamente tali acquisizioni; chi intendesse prenderne conoscenza approfondita ha peraltro la possibilit\u00e0 di ricorrere agevolmente alle opere degli scienziati, biologi e genetisti, che le espongono. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Quanto \u00e8 stato detto, comunque, \u00e8 sufficiente per affermare che la stessa scienza \u00e8 oggi nella necessit\u00e0 di prendere atto che un autonomo principio vitale umano, ossia una autonoma vita o anima umana, \u00e8 fin dall&#8217;inizio presente come un artefice che costruisce il nuovo palazzo dalle fondamenta (8). E&#8217; quanto enuncia la premessa minore. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Per questo possiamo affermare che ogni interruzione volontaria della maternit\u00e0 \u00e8 volontaria uccisione di una creatura umana.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">La soppressione di una creatura umana concepita anche solo da poche ore non pu\u00f2 affatto essere paragonata all&#8217;assunzione di un lassativo per stipsi, allo spurgare il naso dal catarro, all&#8217;asportazione di un tessuto o di un organo della madre: chi viene espulso e ucciso con l&#8217;aborto non \u00e8 una cosa che appartenga alla madre n\u00e9 un suo tessuto n\u00e9 un suo organo, ma \u00e8 un vero e autonomo essere umano.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">E&#8217; appena il caso di accennare all&#8217;estrema stoltezza di un&#8217;ultima &#8220;argomentazione&#8221; a cui talvolta si aggrappano i fautori dell&#8217;aborto quando si vedono privati di ogni altro appiglio: l'&#8221;argomentazione&#8221; secondo cui essi desumerebbero la liceit\u00e0 dell&#8217;aborto volontario dall&#8217;esiguit\u00e0 delle dimensioni del feto o dalla limitatezza del tempo da cui ha cominciato a vivere (&#8220;\u00e8 piccolissimo; pesa pochissimo; \u00e8 concepito da pochissimi giorni!&#8221;); quasi che in un uomo lo stato di umanit\u00e0 fosse misurato dalla sua statura o dal suo peso o dal numero dei suoi anni! Nessuno degli uditori, certo, ha bisogno che si risponda a una simile &#8220;argomentazione&#8221;.<\/span><\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>CONCLUSIONI<\/strong><\/span><\/h4>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-39648 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/giornata_vita.jpg\" alt=\"\" width=\"284\" height=\"177\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">La conclusione di tutto ci\u00f2 che si \u00e8 detto \u00e8 cogente: la creatura umana fin dal primo momento del suo stabilirsi nell&#8217;essere verifica in s\u00e9 il diritto naturale secondo i tre livelli di cui si \u00e8 fatta parola sopra:<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">1) Sotto il profilo del valore o ordine giuridico naturale, il feto umano possiede autonomia di vita. Non si pu\u00f2 affermare che egli sia ordinato a un fine diverso da quello fondamentale a cui la natura lo ordina: permanere nel suo essere, nel bene della vita. N\u00e9 si pu\u00f2 affermare egli sia un ingiusto aggressore, da cui sarebbe dunque cito difendersi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">2) Sotto il profilo delle norme di diritto naturale, la vita del feto \u00e8 protetta dal principio etico-giuridico che prescrive il rispetto della vita e fa divieto di ucciderla. Tale principio, appunto perch\u00e9 naturale e universale, non pu\u00f2 essere ignorato dagli ordinamenti civili. Una legge positiva che sottraesse tutela giuridica al feto o persino concedesse azioni lesive della sua esistenza, sarebbe ingiusta e immorale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">3) Sotto il profilo dei diritti soggettivi o facolt\u00e0 originarie, il feto possiede il diritto a essere alimentato, assistito, protetto, portato alla maturazione e alla nascita. Come quella di ogni essere umano, la sua vita \u00e8 inviolabile. Sopprimerla, \u00e8 omicidio. &#8220;Conceptum in utero qui per abortum deleverit, omicida est&#8221; (9).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>Dario Composta S. D. B.<\/strong><\/span><\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>Note:<\/strong><\/span><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>1)<\/strong> Cfr. Papa Paolo VI, <em>Humanae vitae<\/em>, 4.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>2)<\/strong> Cfr. <em>Codex iuris canonici<\/em>, can. 2350, par. l.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>3)<\/strong> Artt. 546-549.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>4)<\/strong> Cfr. Rom 3, 8.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>5)<\/strong> Ci\u00f2 che specifica l&#8217;uomo \u00e8 la sua natura di essere intelligente e libero, ossia la sua essenza e vita spirituale, ordinata a permanere nel proprio essere in immortalit\u00e0 personale. In tale sostanza spirituale, ossia nella sua natura specifica, \u00e8 il valore o dignit\u00e0 dell&#8217;uomo. Tutte le cose sono ordinate a permanere nei proprio essere, che \u00e8 dunque ci\u00f2 a cui tutte le cose tendono, ossia il massimo bene. L&#8217;ordine delle cose alla permanenza nel proprio essere si manifesta e si esprime negli enti inferiori, a cominciare di quelli anorganici (si pensi anche solo all&#8217;edificio strutturato e unitario delle particelle fisiche elementari), come stabilit\u00e0, coesione e necessit\u00e0 fisiche. Nei viventi, nel mondo vegetale e animale, tale ordine all&#8217;essere si manifesta e si esprime come dinamismo autonomo che integra a s\u00e9 gli elementi che consentano la permanenza della vita nell&#8217;essere e la sua propagazione oltre la morte degli individui della specie; in particolare, negli animali tale dinamismo si esprime nella necessit\u00e0 fisiologica dell&#8217;istituto di conservazione. Nell&#8217;uomo, l&#8217;ordine alla permanenza nel proprio essere include ma trascende l&#8217;istituto di conservazione della propria vita biologica e si nobilita fino a manifestarsi e a esprimersi nella consapevole volont\u00e0 di esistenza personale oltremondana, nel desiderio spirituale di immortalit\u00e0, ossia nella volont\u00e0 di permanenza oltremondana della propria vita spirituale nell&#8217;essere. Volont\u00e0 che nell&#8217;uomo trascende il suo essere corporeo e si trova come gi\u00e0 da sempre insediata in lui: pu\u00f2, con l&#8217;educazione e la cultura, affinarsi; ma non attende l&#8217;educazione n\u00e9 la cultura per nascere. E se in ogni regno dell&#8217;universo vediamo enti di ogni stato distruggere enti di stato inferiore, ossia ordinare alla propria permanenza nell&#8217;essere la dissoluzione di enti subordinati, sappiamo pure che non vi sono, in tutto l&#8217;universo, enti di stato superiore a quello umano alla permanenza dei quali nell&#8217;essere la natura subordini la permanenza nell&#8217;essere della vita umana, ossia enti alla cui permanenza nella vita sia naturalmente ordinata la morte dell&#8217;uomo. Affermiamo dunque che l&#8217;identica natura umana ordina incondizionatamente, in uguale misura e a pari titoli, ogni uomo alla permanenza del proprio essere. La natura umana, abbiamo detto; non, cio\u00e8, l&#8217;esercizio attuale delle facolt\u00e0 che in essa hanno principio e radice: il permanere nello stato di umanit\u00e0 non \u00e8 misurato dall&#8217;esercizio o dal non esercizio attuali dell&#8217;una o dell&#8217;altra facolt\u00e0 specificamente umana, cos\u00ec che il valore e la dignit\u00e0 dell&#8217;uomo non solo permangono interi pur in presenza di eclissi temporanee delle facolt\u00e0 stesse (intelligenza, memoria, volont\u00e0 possono talvolta non essere esercitate in atto, a causa, ad esempio, di una imperfezione fisiologica o di una malattia o di farmaci o dell&#8217;ebbrezza o del sonno), ma permarrebbero interi anche nell&#8217;ipotesi in cui la genetica e l&#8217;antropotecnica, per calcolo criminale, riuscissero a menomare durevolmente una parte dell&#8217;umanit\u00e0 &#8211; per asservirla, come mandria di automi, a una mostruosa tirannia &#8211; dell&#8217;una o dell&#8217;altra facolt\u00e0 umana. Solo una proporzionata causa, solo un proporzionato male, consapevole e volontario, ossia colpevole, pu\u00f2 ledere in un uomo il suo ordine e il suo titolo naturale a permanere nel proprio essere temporale e spirituale: a permanere nel bene della vita.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>6)<\/strong> Persino Marco Pannella, ad esempio, la sera del 27 dicembre 1974, presso Piazza san Pietro, nel corso di una delle solite deplorevoli manifestazioni per la promozione dell&#8217;aborto legale, mentre da un lato accusava la Chiesa cattolica di &#8220;barbarie&#8221;, rivendicava invece per s\u00e9, per il Partito Radicale, e per il CISA (Centro Informazioni Sterilizzazione Aborto), una nobile missione di &#8220;liberazione&#8221; sociale e politica nel rispetto della vita!<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>7)<\/strong> Fra il trentesimo e il quarantesimo giorno o fra il trentacinquesimo e il cinquantesimo, a seconda che si trattasse di un maschio o di una femmina.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>8)<\/strong> Eppure anche solo pochi mesi fa, il 18 febbraio 1975, la Corte Costituzionale italiana, pur dichiarando doveroso il rispetto della vita, pronunciava tuttavia una strana e incredibile sentenza secondo cui il feto umano non sarebbe una persona umana!<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>9)<\/strong> Papa STEFANO VI (885-891), <em>Consuluisti de infantibus<\/em>, D.S. 670.<\/span><\/p>\n<p>_________________________________________<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #000000;\">Leggi anche:<\/span><\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/invito-laico-a-parlare-daborto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">Invito laico a parlare d&#8217;aborto<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblicato sul n. 13 di Cristianit\u00e0\u00a0 del marzo-aprile 1975 Per fondare la battaglia in difesa della vita Conferenza del professor don Dario Composta S.D.B. &#8211; ordinario di storia della filosofia antica e docente di filosofia del diritto presso la Pontificia Universit\u00e0 Urbaniana, docente di filosofia presso la Pontificia Universit\u00e0 Salesiana -, tenuta a Roma il &hellip; <\/p>\n<p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/aborto-e-diritto-naturale\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":26815,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[2386,484],"class_list":["post-107","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-aborto","tag-aborto","tag-diritto-naturale","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - 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