{"id":1045,"date":"2005-07-20T00:00:00","date_gmt":"2005-07-19T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2016-06-23T10:00:06","modified_gmt":"2016-06-23T08:00:06","slug":"leducazione-dal-punto-di-vista-cattolico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/leducazione-dal-punto-di-vista-cattolico\/","title":{"rendered":"L&#8217;educazione dal punto di vista cattolico"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-35293\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/07\/mons.-Kurt-Krenn.jpg\" alt=\"mons. Kurt Krenn\" width=\"157\" height=\"200\" \/>Cristianit\u00e0,<\/strong> 191-192 (1991)<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Conferenza tenuta da <\/em><strong>S. E. mons. Kurt Krenn,<\/strong><em> vescovo ausiliare di Vienna, il 26 settembre 1988, in occasione del conferimento di un\u2019onorificenza intitolata a S. E. il card. Opilio Rossi, a Klosterneuburg. Il testo &#8211; in una traduzione redazionale, e pubblicato con l\u2019autorizzazione dell\u2019autore &#8211; \u00e8 comparso in<\/em> AKV Informationen<em>, n. 4\/88, pp. 6-25, con il titolo<\/em> Erziehung aus katholischer Sicht.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">L\u2019uomo d\u2019oggi nel mondo d\u2019oggi deve mostrare di avere preoccupazioni e pensieri. Agli attuali esercizi obbligatori di preoccupazione appartiene una serie di temi che sono presenti in tutto il mondo, che superano sempre evidentemente le capacit\u00e0 del singolo uomo e necessitano quindi di una strategia, che per\u00f2 nessuno conosce esattamente.<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se oggi si vuol mostrare di essere pienamente coscienti dei problemi mondiali si devono ricordare con una certa regolarit\u00e0 quelle preoccupazioni che oggi vengono considerate come pi\u00f9 gravi: oggi si deve parlare di inquinamento, di distruzione e di avvelenamento dell\u2019ambiente; si deve discorrere del pericolo atomico e della corsa agli armamenti; non si devono dimenticare il Terzo Mondo e il problema del debito estero; ci si deve indignare per la politica dell\u2019<em>apartheid<\/em>; ci si deve mostrare esperti di politica energetica; bisogna essere informati sulla morte dei boschi e degli animali; si deve essere alla ricerca di una qualit\u00e0 della vita pi\u00f9 alta; crescita e progresso economici e tecnologici necessitano del nostro commento critico; ci si deve interessare dei gruppi sociali marginali; in tutte le occasioni possibili si deve mettere tutto in relazione con la &#8220;societ\u00e0&#8221;; insieme a tutte le questioni si deve tener conto della &#8220;questione femminile&#8221;; ci si deve mostrare preoccupati per la droga e per l\u2019alcool; si deve essere in grado di interpretare tutto in termini psicologici, sociologici e politici; si deve pretendere l\u2019informazione completa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto quanto viene esposto in questo modo ha una dimensione addirittura mondiale. In passato era compito della preghiera impetrare protezione dalla guerra, dalle epidemie, dal terremoto e da altre catastrofi, preoccupandosi della propria conversione personale e della benevolenza divina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019impotenza dell\u2019uomo di fronte ai problemi mondiali \u00e8 rimasta pressoch\u00e9 la stessa di prima, ma la protesta, la dimostrazione e la discussione hanno sostituito spesso la preghiera. Naturalmente oggi disponiamo di molte nuove e utili conoscenze per affrontare molti problemi mondiali. D\u2019altra parte, per\u00f2, la consapevolezza della insolubilit\u00e0 di molti dei problemi pi\u00f9 importanti sembra essere maggiore che in passato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In ciascuno di questi problemi pi\u00f9 importanti l\u2019&#8221;uomo&#8221; \u00e8 coinvolto direttamente o indirettamente. Proprio il fatto che l\u2019uomo venga posto al centro dei problemi pi\u00f9 importanti non consente pi\u00f9 di riflettere su tali questioni come su questioni riguardanti solo la scienza, la ricerca, la tecnologia e l\u2019osservazione del mondo delle cose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Diventa chiaro che l\u2019uomo, che \u00e8 il centro dei problemi, non pu\u00f2 essere misurato dalla scienza, dalla ricerca e dalla tecnologia. Infatti l\u2019uomo stesso rimane, in mezzo a tanta scienza e a tanta scientificit\u00e0, la &#8220;spina della realt\u00e0&#8221;, che non si sa come prendere. In altri termini: proprio l\u2019impossibilit\u00e0 di esaminare compiutamente l\u2019uomo con i metodi scientifici rende manifesto un altro ordine di problemi e un\u2019altra realt\u00e0. Infatti, a proposito dell\u2019uomo e attraverso l\u2019uomo si pone il problema del bene e del male, del lecito e dell\u2019illecito; la scienza in quanto tale non \u00e8 sensibile a un tale problema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tal modo si pone la domanda: dove l\u2019uomo raggiunge il fondamento e anche il vertice del suo essere? \u00c8 sorprendente quanto l\u2019uomo oggi pu\u00f2 calcolare matematicamente, quanto pu\u00f2 osservare e collegare, quanto pu\u00f2 pensare e fare. Qualcuno osa gi\u00e0 proporre l\u2019equivalenza: quanto \u00e8 immaginabile \u00e8 anche fattibile; tutto \u00e8 fattibile, basta che sia elaborato scientificamente in modo adeguato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019uomo ha quindi raggiunto il massimo quando ha ridotto il suo mondo ai giusti schemi mentali, cos\u00ec che pu\u00f2 fare quanto ha pensato? I comandamenti e i divieti, l\u2019obbligo di fare o di non fare qualcosa, indicano cos\u00ec solamente che qualcosa non \u00e8 stato ancora adeguatamente elaborato in modo scientifico? \u00c8 immaginabile quindi la condizione che un giorno per l\u2019uomo non saranno pi\u00f9 necessarie n\u00e9 leggi, n\u00e9 comandamenti, n\u00e9 divieti, in quanto tutto viene pensato e conosciuto nel modo giusto? Il centro del mondo \u00e8 quindi il pensiero, la conoscenza, il calcolo e la fattibilit\u00e0?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi una tale domanda pu\u00f2 sembrare ancora utopistica; ma la risposta che si d\u00e0 a essa ha gi\u00e0 da molto tempo un aspetto molto pratico. La risposta a questa domanda ci dice di cosa ha bisogno l\u2019uomo. Se l\u2019intimo della realt\u00e0, infatti, \u00e8 costituito dalla razionalit\u00e0 della conoscenza e del calcolo, allora l\u2019uomo, che deve maturare all\u2019interno del proprio mondo, ha bisogno di conoscenza e di addestramento; con una &#8220;istruzione&#8221; cos\u00ec intesa l\u2019uomo sarebbe adatto alla vita e al mondo nel senso pi\u00f9 lato del termine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma l\u2019uomo non ha bisogno oltre a questa &#8220;istruzione&#8221; di quello che noi chiamiamo &#8220;educazione&#8221;? Non \u00e8 sufficiente che l\u2019uomo con la sua &#8220;istruzione&#8221; abbia l\u2019&#8221;immagine&#8221; corretta della realt\u00e0? L\u2019uomo non si comporta in modo profondamente razionale gi\u00e0 solo con l\u2019istruzione, di modo che decide rettamente, agisce correttamente, vive pacificamente, sa appianare i conflitti e risolvere gli enigmi? A che pro, dunque, l\u2019educazione, se tutto spetta propriamente all\u2019istruzione e all\u2019abilit\u00e0?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019educazione si fonda sul fatto che l\u2019uomo \u00e8 dotato di libert\u00e0; nella sua libert\u00e0 l\u2019uomo pu\u00f2 fare quanto non viene calcolato; egli pu\u00f2 decidersi per questo o per quello, pu\u00f2 agire o non agire.\u00a0Nella storia della cultura l\u2019uomo \u00e8 stato spesso tormentato dal quesito se libert\u00e0 e ragionevolezza in ultima analisi non siano la stessa cosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si potrebbe arrivare facilmente alla convinzione che la libert\u00e0 \u00e8 solo arbitrio, che la libert\u00e0 \u00e8 solo uno stadio rudimentale e imperfetto della ragionevolezza. Si potrebbe essere tentati di pensare, che la libert\u00e0 dell\u2019uomo dovr\u00e0, un giorno, cedere alla ragionevolezza. Ma allora l\u2019educazione \u00e8 proprio la via giusta, se tutto deve sfociare nella pace per ragionevolezza?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tali questioni di principio suonano molto lontane dalla realt\u00e0, se si pensa ai problemi concreti dei genitori e degli educatori. Non sarebbe meglio e pi\u00f9 semplice aggiungere un paio di buoni e sani consigli? Ma perch\u00e9 l\u2019educazione si trova in una crisi di dimensioni mondiali e in uno stato di disorientamento?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 anche l\u2019istruzione ha perso attrattiva ed efficacia? Perch\u00e9 l\u2019istruzione si cimenta con tutti i contenuti possibili e ammette poi sempre la propria lontananza dalla vita? \u00c8 tipico delle lamentazioni inevitabili che vengono intonate al giorno d\u2019oggi, denunciare la difficolt\u00e0 di definire i temi dell\u2019istruzione, che devono essere trattati soprattutto nell\u2019insegnamento scolastico. In mezzo a un mondo pieno di cose da conoscere e che val la pena di imparare risulta molto difficile e discussa la scelta dei contenuti dell\u2019istruzione fondamentali e che devono formare la vita. Quasi nessuno osa prescrivere concretamente l\u2019istruzione generale o addirittura l\u2019istruzione umanistica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Difficolt\u00e0 ancora maggiori presenta la questione dell\u2019&#8221;educazione&#8221;, dei suoi fondamenti e dei suoi criteri. La qualit\u00e0 dell\u2019&#8221;istruzione&#8221; pu\u00f2 essere controllata e misurata esaminando le conoscenze e le capacit\u00e0 delle persone che sono state istruite. Ma se uno ha avuto educatori, \u00e8 stato educato o ha avuto addirittura un\u2019educazione secondo un determinato programma? &#8220;Educazione&#8221; non \u00e8 evidente come &#8220;istruzione&#8221;; educazione non ha necessariamente a che fare con il sapere; educazione d\u00e0 nell\u2019occhio, quando assomiglia piuttosto ad addestramento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma l\u2019educazione sembra essere riuscita meglio quando meno si nota nella persona educata. L\u2019educazione \u00e8 riuscita se ha prodotto un uomo, che in tutte le situazioni presenta una disposizione al bene.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Numerosi attributi esigono quanto deve produrre un\u2019educazione riuscita: fidato, onesto, resistente, giusto, veritiero, fedele, ottimista, responsabile, benevolo, altruista, gentile, aperto, pieno di spirito, rispettoso dei valori, controllato, attento, franco, coraggioso, perseverante, coscienzioso, desideroso d\u2019imparare, umano, realista, obbiettivo, imparziale, socievole, consapevole delle responsabilit\u00e0 sociali, lieto, dotato, con un atteggiamento positivo nei confronti della vita, intrepido ma timorato di Dio, recettivo, pio e molti altri aggettivi sono i termini che colleghiamo a un\u2019educazione riuscita e cristiana. E deve essere la stessa persona a realizzare tutto questo in s\u00e9 e a vivere conformemente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sapere e l\u2019istruzione possono essere ripartiti tra diverse persone di modo che, in molti casi, una persona pu\u00f2 aiutare e completare l\u2019altra. Invece l\u2019educazione riuscita \u00e8 qualcosa di indivisibile perch\u00e9 deve realizzarsi nello stessa persona tutto quanto rende l\u2019uomo educato disposto al bene in ogni situazione: uno non pu\u00f2 essere fedele e un altro obbiettivo, uno onesto e un altro coraggioso, uno timorato di Dio e un altro gentile. Per l\u2019educazione tutto l\u2019uomo e il singolo uomo \u00e8 la sfida, che non \u00e8 possibile dividere e ripartire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anzitutto \u00e8 sicuramente nel bambino e nel giovane che si manifesta l\u2019impellente esigenza di educazione. Certamente pu\u00f2 sembrare che l\u2019oggetto preferito dell\u2019educazione sia soprattutto l\u2019uomo giovane e inesperto. Ma la vera realt\u00e0 dell\u2019uomo \u00e8 tale da poter ripartire i &#8220;ruoli&#8221; dell\u2019educazione? Vi pu\u00f2 essere veramente antitesi tra educando e l\u2019educatore non-educando? Si pu\u00f2 ripartire l\u2019educazione in tali ruoli, se si tratta dell\u2019uomo intero? Vi \u00e8 qualcosa di completo e di comune, che pu\u00f2 superare questa contrapposizione di ruoli o che addirittura fa dell\u2019educando un educato e dell\u2019educato un educando?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019espressione &#8220;crisi dell\u2019autorit\u00e0&#8221; nell\u2019educazione \u00e8 diventata da molto tempo un abusatissimo luogo comune. La crisi dell\u2019autorit\u00e0 \u00e8 generata da quella valutazione erronea dell\u2019educazione, che vede nell\u2019educazione qualcosa di divisibile e di graduale. Senza dubbio possiamo osservare crescita e maturazione nel processo educativo; un tale processo pu\u00f2 essere diretto, ottimizzato e stabilizzato con i metodi scientifici pi\u00f9 disparati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ciononostante anche i metodi e le strategie educativi pi\u00f9 differenti, sviluppati proprio nel nostro tempo, hanno potuto modificare solo in piccola parte quanto si cela sotto il nome di crisi dell\u2019autorit\u00e0. La vecchia immagine del padrone e del servo ricompare di continuo, quando gli educatori educano e gli educandi vengono educati. Questo fa scaturire dall\u2019educazione ribellione, rifiuto, indifferenza, rassegnazione, disprezzo per l\u2019uomo, addestramento, adattamento, soggezione, disamore, fanatismo, parzialit\u00e0, egoismo e crudelt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E quanto pi\u00f9 sottili e raffinate diventano le strategie con cui vengono separati l\u2019educare e l\u2019essere educati, tanto pi\u00f9, spesso, crescono la rabbia e il rifiuto degli interessati. L\u2019educatore diventa sempre pi\u00f9 l\u2019&#8221;esperto&#8221; del suo ruolo e l\u2019educato diventa sempre pi\u00f9 il caso clinico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contro questa contrapposizione dei ruoli, che spesso si accentua anche senza volerlo e che fa diventare in tutto il mondo l\u2019educazione sempre pi\u00f9 una preoccupazione e un problema, fede e dottrina della Chiesa possono proporre una visione dell\u2019uomo completamente differente. Si tratta della concezione della verit\u00e0 sull\u2019uomo, che vi pu\u00f2 essere solo in una concezione che vede l\u2019uomo nel suo rapporto con Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa concezione dell\u2019uomo non si propone, come una &#8220;nuova pedagogia&#8221;, di mettere da parte tutto quanto esperienza di vita, scienza e la simpatia verso l\u2019uomo hanno faticosamente riconosciuto e hanno reso praticabile. Quest\u2019altra concezione dell\u2019uomo pu\u00f2 per\u00f2 mostrare che l\u2019uomo \u00e8 una realt\u00e0 che trascende tutti i metodi, i ruoli e le strategie dell\u2019educazione. Questa concezione dell\u2019uomo sostiene che egli non dimostra la propria identit\u00e0 di uomo solo con l\u2019educazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019educazione costituisce certamente la realizzazione necessaria della natura umana, ma essa \u00e8 fatta per l\u2019uomo, non l\u2019uomo per l\u2019educazione. L\u2019educazione si deve regolare sull\u2019uomo prima di stabilire le proprie regole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per le persone concrete si possono dare differenze: vi sono uomini e donne, vi sono numerose professioni, vi sono diverse et\u00e0 e gradi di maturit\u00e0, vi sono differenti qualificazioni, vi sono differenti situazioni ambientali e compiti nella vita. Nonostante tutte queste differenze ogni singolo uomo mantiene una totalit\u00e0 e una indivisibilit\u00e0, che \u00e8 gi\u00e0 da sempre presente nella natura umana. Come l\u2019uomo, anche se volesse, non potrebbe rinunciare a essere uomo, cos\u00ec l\u2019uomo si pone davanti a tutti i fini dell\u2019educazione come qualcosa di intero, di indivisibile e di attuale. La filosofia cristiana e la teologia possono esprimere questa concezione completamente diversa dell\u2019uomo con un\u2019unica parola: l\u2019uomo \u00e8 &#8220;persona&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vi \u00e8 una lunga tradizione filosofica che ritiene che l\u2019uomo nasca e venga al mondo come una <em>tabula rasa<\/em>, come un essere completamente inesperto e ignorante. Quindi il bambino e il giovane sembrano essere un vivente a cui gli altri devono insegnare tutto, dalla conoscenza al comportamento. A questo modo il mondo sembra articolarsi sempre nella stessa contrapposizione dei ruoli: da una parte gli insegnanti e gli educatori, dall\u2019altra quanti vengono istruiti ed educati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi educazione e istruzione sembrano essere solamente il risultato dell\u2019influenza di fattori umani e ambientali; la conclusione che se ne potrebbe trarre sarebbe quindi che educazione e istruzione vengono fatte da altri, educazione e istruzione sono solamente l\u2019espressione di quanto \u00e8 &#8220;fattibile&#8221;, sono quanto \u00e8 stato fatto. Cos\u00ec appare chiaramente che l\u2019uomo nella sua globalit\u00e0 \u00e8 soltanto quanto di lui \u00e8 stato fatto da parte di altri. Volendo prendere in considerazione l\u2019uomo senza tener conto della storia della sua esperienza concreta, si dovrebbe parlare di una &#8220;x&#8221; totalmente incognita, il cui valore sarebbero l\u2019educazione e l\u2019istruzione ricevute.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si pu\u00f2 accettare tranquillamente una tale concezione dell\u2019uomo quando si prende in considerazione l\u2019influsso nell\u2019educazione e nell\u2019istruzione delle altre persone e dell\u2019ambiente. Ma si deve respingere categoricamente un\u2019equiparazione completa; questa equiparazione erronea potrebbe voler dire che l\u2019uomo \u00e8 quanto pu\u00f2 essere fatto e quanto \u00e8 stato fatto non \u00e8 solamente quanto pu\u00f2 essere fatto ed \u00e8 stato fatto. Questa equiparazione contraddice la verit\u00e0 cristiana sull\u2019uomo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si pu\u00f2 senz\u2019altro affermare che nell\u2019uomo e all\u2019uomo non succede niente che non sia stato fatto. Tuttavia la visione cristiana dell\u2019uomo conosce quella realt\u00e0 che nell\u2019uomo non \u00e8 fattibile e non \u00e8 neanche stata fatta. La fede e la dottrina della Chiesa utilizzano a questo proposito espressioni e concetti della Rivelazione e della riflessione teologica: Dio ha creato l\u2019uomo a sua immagine e somiglianza; l\u2019uomo come creatura di Dio \u00e8 differente e superiore a tutte le altre creature visibili; e il Concilio Vaticano II afferma che l\u2019uomo <em>&#8220;in terra \u00e8 la sola creatura che Iddio abbia voluto per se stessa<\/em>&#8221; (1); ogni uomo \u00e8 unico e irripetibile; ogni uomo \u00e8 l\u2019espressione di un\u2019unica intenzione di Dio a suo proposito; proprio ogni singolo uomo costituisce tutta la ragione per cui Dio ha creato il mondo e si \u00e8 assunto l\u2019opera della Redenzione; non sono le prestazioni, le ricchezze, il successo o il potere, ma solo l\u2019&#8221;esser uomo&#8221; conferisce a ogni uomo diritti inalienabili, che nessuno pu\u00f2 n\u00e9 dare n\u00e9 togliere, ma che ciascuno deve riconoscere e accettare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Soprattutto la dottrina sociale cattolica utilizza il concetto di &#8220;persona&#8221; per designare la realt\u00e0 originaria, non fatta e indistruttibile dell\u2019uomo e dichiara che ogni uomo \u00e8 persona. Oggi si incontra spesso al posto di &#8220;persona&#8221; un termine di pari grado. Noi diciamo che con l\u2019uomo ogni uomo \u00e8 di una &#8220;dignit\u00e0&#8221; indistruttibile e insuperabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cosa vogliono dire l\u2019uomo come persona e la dignit\u00e0 dell\u2019uomo? Persona e dignit\u00e0 sono assolutamente originari, cio\u00e8 essi trovano il loro fondamento nell\u2019azione creatrice di Dio e non possono essere n\u00e9 fatti n\u00e9 distrutti. La destinazione ultima e decisiva dell\u2019uomo \u00e8 soltanto che l\u2019uomo, per cos\u00ec dire, &#8220;diventi uomo&#8221; nel corso del suo sviluppo; la dimensione personale e la dignit\u00e0 dell\u2019uomo mostrano che, sempre e fondamentalmente, l\u2019&#8221;uomo \u00e8&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche quando educazione e istruzione hanno scritto le pagine bianche del libro della vita di un uomo, non sono state loro a &#8220;fare&#8221; quanto costituisce l\u2019essere persona e la dignit\u00e0 dell\u2019uomo. Se quindi persona e dignit\u00e0 sono qualcosa di originario che precede tutto quanto \u00e8 fattibile, allora educazione e istruzione non possono trattare l\u2019uomo come un semplice &#8220;essere vivente&#8221;, a cui bisogna insegnare a camminare, a parlare, a scrivere, a scegliere, a pensare, a ringraziare, a pregare, ad aiutare, e cos\u00ec via.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nulla di quanto possono dare l\u2019educazione e l\u2019istruzione produce o costruisce la dignit\u00e0 e l\u2019essere persona dell\u2019uomo; ma quando si tratta di persona e di dignit\u00e0, educazione e istruzione assumono una forma diversa. Anche se pu\u00f2 sembrare che tutti gli educatori e gli insegnanti facciano le stesse cose, vi \u00e8 una differenza sostanziale se essi si orientano alla persona e alla dignit\u00e0 dell\u2019uomo, o se lo considerano unicamente come un &#8220;essere vivente&#8221; da istruire o da educare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gi\u00e0 all\u2019inizio delle nostre considerazioni abbiamo precisato che l\u2019istruzione \u00e8 divisibile e pu\u00f2 essere ripartita fra diverse persone. Al contrario l\u2019educazione &#8211; vale la pena di ribadirlo ancora una volta &#8211; \u00e8 indivisibile e tutta la pedagogia deve andare a vantaggio di ogni singolo uomo nella sua totalit\u00e0. Per dimostrare che l\u2019educazione \u00e8 legata pi\u00f9 strettamente alla verit\u00e0 sull\u2019uomo pu\u00f2 essere addotto un altro argomento, cio\u00e8 che educazione non \u00e8 primariamente trasmissione del sapere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019educazione ha per centro quella realt\u00e0 dell\u2019uomo che nulla pu\u00f2 dividere, nulla pu\u00f2 dare, nulla pu\u00f2 aprire, nulla pu\u00f2 sostituire. Questo centro dell\u2019educazione \u00e8 la dignit\u00e0 dell\u2019uomo, originaria e non fatta, sempre valida, che esige sempre la totalit\u00e0. Per questo non vi pu\u00f2 essere nell\u2019educazione nulla che prima si pu\u00f2 lasciar passare, per poi forse correggerlo in un secondo tempo. L\u2019educazione nella dignit\u00e0 non conosce neanche supplenze sicch\u00e9 uno potrebbe fare questo e un altro quello dando come somma il comportamento giusto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni uomo deve assumersi tutto, ora e non dopo, lui stesso e non un altro, tutto e non una parte. Solo se la dignit\u00e0 dell\u2019uomo pu\u00f2 far valere la propria indivisibilit\u00e0 vi pu\u00f2 essere un\u2019educazione che \u00e8 pi\u00f9 di una strategia pedagogica, pi\u00f9 di un gioco delle parti pedagogico, pi\u00f9 di un addestramento del comportamento, pi\u00f9 di un\u2019imposizione perentoria del pi\u00f9 forte, pi\u00f9 di una semplice socializzazione, pi\u00f9 di un\u2019autorealizzazione guidata dall\u2019egoismo, pi\u00f9 di una gentilezza ipocrita e pi\u00f9 di un adattamento opportunistico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per\u00f2, finch\u00e9 l\u2019educazione non \u00e8 diventata un tutto incondizionato e criterio per l\u2019educazione, si rimane alla fissazione di ruoli contrapposti, a continue prove di forza, a prepotenza o a opportunismo, all\u2019impazienza senza piet\u00e0. Precisiamo ancora una volta che nell\u2019educazione nessuno pu\u00f2 rinunciare all\u2019armamentario di molti passi faticosi, n\u00e9 all\u2019alternarsi di successi e di insuccessi, n\u00e9 a pazienti tentativi e a ripetizioni, n\u00e9 al miglioramento del sapere, n\u00e9 a metodi migliori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La crisi dell\u2019educazione non viene neppure da questo armamentario. La crisi dell\u2019educazione deve comparire ovunque l\u2019educazione non viene considerata un evento della dignit\u00e0 dell\u2019uomo. L\u2019educazione come evento della dignit\u00e0: questo significa che solo in apparenza l\u2019educazione procede da maestro ad allievo, da superiore a sottoposto, da adulto a giovane, dai genitori al figlio, dall\u2019esperto all\u2019inesperto, dall\u2019educatore all\u2019uomo che gli \u00e8 stato affidato. L\u2019educazione avviene da un uomo a un altro uomo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certamente vi \u00e8 tra gli uomini il vantaggio del sapere, l\u2019esperienza del pi\u00f9 anziano, la maggiore pratica e competenza: tutto questo potrebbe significare una subordinazione dell\u2019educando rispetto all\u2019educatore, la priorit\u00e0 dell\u2019uno sull\u2019altro. Oggi anche gli allievi partecipano alle consultazioni e alle decisioni, hanno la possibilit\u00e0 di controllo e di veto, la loro simpatia e il loro rifiuto possono essere organizzati; da molto vi \u00e8 il sospetto costante e istituzionalizzato che solo insegnanti e genitori, ma non i giovani debbano render conto degli insuccessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con questi opposti in una realt\u00e0 complessa l\u2019educazione diventa sempre pi\u00f9 un tipo di politica, per mezzo della quale vengono amministrate e ripartite esperienza, sapere, potere, visione del mondo, interessi e strutture. L\u2019educazione come una nuova forma di politica per contrapposizioni in ultima analisi potrebbe confermare ancor pi\u00f9 l\u2019opinione secondo cui l\u2019educazione \u00e8 solamente un processo in cui viene fatto qualcosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando mai oggi un uomo osa affrontare un uomo semplicemente come un uomo? Si cerca piuttosto di provare la propria identit\u00e0 di fronte agli altri grazie a conoscenza, titolo, carica, ricchezze, prestigio, preminenza, superiorit\u00e0 e anche apparenze. In questo modo l\u2019educazione potrebbe deformarsi in quella coercizione di dover sempre pretendere qualcosa dagli altri. Con un\u2019educazione incentrata su quanto pu\u00f2 esser fatto l\u2019educatore potrebbe abusare della parola di Dio e affermare: facciamo l\u2019uomo a nostra immagine e somiglianza, a misura di noi stessi. E il giovane si ribeller\u00e0 a tali esempi perch\u00e9 non si riconosce in essi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019educazione in senso cristiano deve essere qualcosa d\u2019altro. L\u2019educazione in questo senso deve essere riflessione su Dio. Poich\u00e9 propriamente ogni uomo \u00e8 immagine e somiglianza di Dio semplicemente grazie al suo essere uomo. Questa immagine di Dio nell\u2019uomo, cio\u00e9 la sua dignit\u00e0, non la possiamo &#8220;fare&#8221;, ma piuttosto &#8220;scoprire&#8221;, onorare, accettare e amare. Questo significa molto semplicemente che l\u2019uomo non va fatto, ma sempre amato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche se nessun mezzo educativo ha avuto successo, il cristiano sa sempre chi \u00e8 l\u2019uomo, cio\u00e9 immagine di Dio e massima dignit\u00e0. Educatore ed educato si troverebbero allora di colpo in una nuova prospettiva: essi hanno davanti un\u2019immagine dell\u2019uomo che non hanno fatto e non possono fare, ma che costituisce la loro comune dignit\u00e0; educazione come ricordo realizzato in comune dell\u2019origine divina dell\u2019uomo, perch\u00e9 l\u2019uomo \u00e8 immagine e somiglianza di Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019educazione cristiana, cattolica, deve fare, nel vero senso della parola, questo passo essenziale: dall\u2019&#8221;essere vivente uomo&#8221; educabile alla dignit\u00e0 dell\u2019uomo, all\u2019uomo degno di essere amato. E nella visione di Dio creatore l\u2019uomo \u00e8 sempre e solo l\u2019uomo intero; l\u2019uomo non \u00e8 un po\u2019 uomo e poi pi\u00f9 uomo; non uomo a tempo; non uomo che pu\u00f2 rinunciare a essere uomo; non un uomo che pu\u00f2 essere sostituito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi concepisce l\u2019uomo cos\u00ec pu\u00f2 apprendere dall\u2019uomo stesso quella totalit\u00e0 senza la quale non vi pu\u00f2 essere educazione degna dell\u2019uomo. Quindi, a proposito della crisi dell\u2019educazione, si pu\u00f2 anche dire che gli errori e gli insuccessi dell\u2019educazione dipendono dal fatto che l\u2019uomo nella sua totalit\u00e0 viene misconosciuto, che l\u2019uomo diventa oggetto dell\u2019educazione, nonostante possa essere solamente soggetto dell\u2019educazione, perch\u00e9 l\u2019educazione deve essere un evento della dignit\u00e0, un evento da uomo a uomo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalla totalit\u00e0 inattesa dell\u2019uomo dipende il tragico insuccesso anche di quella educazione, che ha certamente le migliori intenzioni nei confronti dell\u2019uomo, ma non lo prende sul serio. In questo caso educazione \u00e8 soltanto mentalit\u00e0 da terapeuta, ben intenzionata, ma che non vuole che l\u2019uomo sia del tutto uomo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A volte si incontra oggi questo tipo di educazione anche in istituti ecclesiastici, dove giovani non riescono a svilupparsi adeguatamente perch\u00e9 sono oggetto di molta bont\u00e0 e di esperienza smisurata, ma non vengono sfidati a un\u2019esistenza umana autonoma e contemporaneamente riferita a Dio. Le decisioni necessarie e libere dei giovani vengono provate in interminabili processi di gruppo e realizzate in pratiche spesso prive di senso. In questo modo passa in secondo piano il fatto che ogni momento dell\u2019educazione, anche l\u2019ultimo, non \u00e8 un\u2019esercitazione, ma un caso serio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando educazione \u00e8 realmente il ricordo dell\u2019origine divina realizzato in comune da chi educa e da chi \u00e8 educato, non si pu\u00f2 &#8220;esercitarsi&#8221;, si tratta sempre della totalit\u00e0 dell\u2019essere umano che ha il suo fondamento in Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019educazione pu\u00f2 quindi essere una specie di scuola dell\u2019&#8221;abitudine&#8221;? L\u2019abitudine si lascia insegnare, solo se l\u2019uomo viene considerato come un essere vivente che, per esempio, deve correre pi\u00f9 velocemente, scrivere e fare i conti meglio o comportarsi pi\u00f9 avvedutamente. La scuola dell\u2019abitudine rimane per\u00f2 in balia della moda se l\u2019educazione non \u00e8 un evento radicale della &#8220;coscienza&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Agli inizi l\u2019abitudine pu\u00f2 essere qualcosa di assolutamente positivo perch\u00e9 si pu\u00f2 abituare l\u2019uomo, per esempio, a pensare e ad agire, ad allenarsi e a comportarsi socialmente, a vivere rispettando l\u2019ambiente, ad adempiere a certi compiti, a vivere in modo sano e a essere puntuale. Ma quanto \u00e8 solo abitudine e nient\u2019altro che abitudine non \u00e8 ancora radicato nell\u2019uomo, viene determinato dall\u2019ambiente e dalla situazione e viene causato da costrizioni e da scopi esteriori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi vi sono sistemi morali che confondono l\u2019abitudine con la norma ed elevano il puro fattuale dell\u2019azione umana a norma. Cos\u00ec le abitudini umane ricevono il titolo di mutevoli regole di comportamento; il comportamento di una &#8220;maggioranza&#8221; quantitativa della popolazione assurge a &#8220;morale&#8221;, in quanto avviene maggioritariamente; il comportamento morale non si giustifica pi\u00f9 come comandamento divino o legge, ma come comportamento di una base, di una maggioranza o di un gruppo ideologizzato; infine, si contrappone la &#8220;vita&#8221; alla &#8220;dottrina&#8221; e ci si considera particolarmente umanitari se si accentua la &#8220;vita&#8221; e si dimentica la &#8220;verit\u00e0 della dottrina&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si parla di morale e di etica e si intende solo l\u2019amministrazione fattuale dell\u2019abitudine umana. In una tale concezione della morale l\u2019abitudine umana, con tutte le sue superficialit\u00e0, soppianta la verit\u00e0 nelle decisioni e nelle azioni dell\u2019uomo. Gi\u00e0 il profeta Isaia conosce questo connubio tragico e cinico di uomini traviati e di profeti vacillanti, per i quali la verit\u00e0 non ha alcun valore, quando dice: <em>&#8220;<\/em>[&#8230;]<em> questo \u00e8 un popolo ribelle, sono figli bugiardi, figli che non vogliono ascoltare la legge del Signore. Essi dicono ai veggenti: &#8220;Non abbiate visioni&#8221; e ai profeti &#8220;<\/em>[&#8230;]<em> profetateci illusioni! Scostatevi dalla retta via, uscite dal sentiero, toglieteci dalla vista il Santo d\u2019Israele&#8221;&#8221;<\/em> (<em>Is<\/em>. 30, 9-11)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi si riflette molto e si fanno molti tentativi anche nell\u2019ambito dell\u2019educazione. Oggi le teorie pedagogiche si sono arricchite di molti campi d\u2019esperienza: coscienza ecologica e salute, strategie per la soluzione dei conflitti e giochi di contatto, discorso democratico, la totale verbalizzazione dei sentimenti, la competenza di esprimersi su tutto e di giudicare tutto, il sospetto sistematico contro ogni forma di dipendenza e di autorit\u00e0, la liberazione dall\u2019ansia, la trasformazione di tutto il mondo a misura dell\u2019<em>ego<\/em> dell\u2019esperienza soggettiva, il controllo del comportamento tramite piacere e profitto &#8211; questi sono soltanto alcuni campi nei quali viene esercitato l\u2019essere umano educato modernamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vi possono essere molte ragioni perch\u00e9 si fa tutto questo, per esempio perch\u00e9 libera dall\u2019ansia, perch\u00e9 rende indipendenti, o semplicemente perch\u00e9 \u00e8 utile. Da tempo l\u2019educazione \u00e8 divisa, e talvolta addirittura contraddittoria, non solo nei suoi procedimenti, ma anche nei suoi motivi. In tal modo educazione diventa sempre pi\u00f9 ottimizzazione dell\u2019abitudine perseguita di volta in volta. E nessuno di tali motivi raggiunge quella profondit\u00e0 dell\u2019uomo, che \u00e8 la sua immagine e somiglianza di Dio, nessuno raggiunge perci\u00f2 la profondit\u00e0 del timor di Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il bisogno, gli insuccessi e la crisi dell\u2019educazione non sono per\u00f2 il problema degli esperti di pedagogia. Il problema dell\u2019educazione rispecchia quella perdita del senso del divino che interessa tutti gli ambiti della vita, tutti i modi di pensare e tutte le motivazioni. Infatti, quale pu\u00f2 essere il fondamento e il fine di qualcosa, se l\u2019uomo stabilisce da s\u00e9 il proprio inizio e il proprio fine? L\u2019uomo che non riconosce niente di originario, di superiore e di prefissato, terminer\u00e0 sempre a s\u00e9 stesso e non sapr\u00e0 mai chi \u00e8 veramente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Comunque, anche nell\u2019educazione vi \u00e8 la riuscita rivelazione dell\u2019essere uomo. Se tutto quanto l\u2019uomo ha appreso come capacit\u00e0 e come abilit\u00e0 per mezzo dell\u2019abitudine deve avere un fondamento, una misura e un centro ordinatore, allora nell\u2019educazione dell\u2019uomo si deve passare dall\u2019abitudine che pu\u00f2 essere prodotta alla coscienza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Coscienza? Coscienza invece di abitudine? Coscienza come l\u2019elemento pi\u00f9 umano, ma non fatto dall\u2019uomo? Vi \u00e8 veramente una coscienza, e da dove viene? La coscienza \u00e8 forse solo un concatenamento di abitudini e nient\u2019altro? Senza dubbio la coscienza dell\u2019uomo ha a che fare essenzialmente con l\u2019anima e con lo spirito. Quindi, quando si negano anima e spirito si faranno anche affermazioni inesatte sulla coscienza e sull\u2019azione morale determinata da essa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra tutte le creature visibili del mondo, l\u2019uomo \u00e8 l\u2019unico a distinguere e a poter distinguere il &#8220;bene&#8221; e il &#8220;male&#8221;. Gli animali e tutti gli altri esseri viventi conoscono l\u2019&#8221;utile&#8221;, l\u2019adeguato, quanto conserva l\u2019individuo, quanto conserva la specie, il concorrente e il nemico; essi possono solo riferire tutto a s\u00e9 stessi, alla loro specie e alla totalit\u00e0 della loro vita; i criteri del loro comportamento non superano questa dimensione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Invece la differenza fra &#8220;bene&#8221; e &#8220;male&#8221;, riconosciuta dalla coscienza umana, pu\u00f2 essere addirittura in contrasto con gli interessi dell\u2019uomo come &#8220;essere vivente&#8221; e ciononostante realizzare l\u2019uomo come persona nella sua dignit\u00e0. Come potremmo giustificare altrimenti la parola di Cristo <em>&#8220;Perch\u00e9 chi vorr\u00e0 salvare la propria vita, la perder\u00e0; ma chi perder\u00e0 la propria vita per causa mia e del vangelo, la salver\u00e0&#8221; <\/em>(<em>Mc<\/em>. 8,35-36)?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La crisi dell\u2019educazione attuale si stende nella contrapposizione fra &#8220;bene&#8221; o &#8220;utile&#8221;, &#8220;male&#8221; o &#8220;dannoso&#8221;. La decisione fra queste visioni significa l\u2019abnegazione di s\u00e9 stessi e il timor di Dio o l\u2019egoismo tutto umano dell\u2019uomo. Molte teorie dell\u2019educazione moderna nascondono oggi coscientemente all\u2019uomo la conoscenza del &#8220;bene&#8221; e del &#8220;male&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si educa l\u2019uomo a prendere decisioni prima di tutto basandosi solo su quanto \u00e8 utile, sano, innocuo, sociale, privo di ansia, piacevole, proficuo, su quanto allarga la conoscenza e soddisfa i bisogni. Tali decisioni non sono dirette necessariamente contro la verit\u00e0 e contro la dignit\u00e0 dell\u2019uomo; ciononostante si tratta di decisioni cieche e non veramente umane perch\u00e9 non pongono l\u2019uomo di fronte alla decisione ultima e veramente umana fra quanto \u00e8 moralmente buono e cattivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non da ultimo il mondo diventa per l\u2019uomo contraddittorio, violento, spietato, infido, privo di senso ed empio perch\u00e9 viene trascurata, repressa o deformata la coscienza, il vero criterio dell\u2019uomo riguardo al problema del bene e del male. La coscienza dell\u2019uomo sa che si deve fare il bene ed evitare il male; solo su questo principio \u00e8 possibile costruire quella esperienza di vita umana, che \u00e8 anche in grado di giudicare l\u2019&#8221;utile&#8221; e l\u2019&#8221;adatto&#8221; nella vita di tutti i giorni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un esempio attuale di educazione mal riuscita ci \u00e8 dato dal concetto pedagogico della &#8220;valigetta didattica&#8221; relativa all\u2019&#8221;educazione sessuale&#8221;. Ho cercato di leggere tutto il materiale, peraltro ancora incompleto e confuso, di questo sussidio didattico. Vi si trovano non poche cose azzeccate, per\u00f2 il tutto \u00e8 fondamentalmente un errore, che deve essere rifiutato dalla Chiesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per esempio, nonostante l\u2019alibi di alcuni contributi religiosi, non vi \u00e8 neanche uno spunto per affrontare sistematicamente il tema del bene e del male, del consentito e del proibito, dei comandamenti divini o dell\u2019ordinamento della sessualit\u00e0 nella comunit\u00e0 coniugale di uomo e donna. Al contrario, il giovane viene istruito sulle pratiche sessuali come se la sessualit\u00e0 fosse solo il soddisfacimento di un bisogno, e ci si richiama alla responsabilit\u00e0 e alla libert\u00e0 dell\u2019uomo soltanto quando si tratta di conflitti interpersonali o addirittura di eliminare le conseguenze della sessualit\u00e0 con la contraccezione o con l\u2019aborto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto differisce dalle atrocit\u00e0 di anni passati quel cinismo umano che fa apparire l\u2019aborto come un\u2019azione &#8220;responsabile&#8221;? Un\u2019educazione sessuale dovrebbe fornire una conoscenza riverente della dignit\u00e0 della vita umana e dell\u2019amore sessuale; conoscenza riverente \u00e8 conoscenza non soltanto biologica; conoscenza riverente \u00e8 una conoscenza con coscienza. Sessualit\u00e0 \u00e8 indissolubilmente legata alla dignit\u00e0 dell\u2019uomo. Per questo nessuno pu\u00f2 indurre l\u2019uomo dapprima a praticare e a provare la sessualit\u00e0, per viverla responsabilmente nell\u2019amore soltanto in un secondo tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni uomo, sia bambino, adolescente o adulto, si trova con la stessa seriet\u00e0 morale davanti al bene e al male. Quanto \u00e8 moralmente cattivo non pu\u00f2 essere mai giustificato, neanche con la strategia di una pedagogia. Non si possono consentire neanche al giovane adolescente, la menzogna, il furto, il disprezzo di Dio, la lussuria, la slealt\u00e0, la presunzione, l\u2019invidia e l\u2019egoismo come se fossero &#8220;esercitazioni&#8221; per educarlo poi a essere un uomo pi\u00f9 maturo per mezzo di tale esperienza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019uomo \u00e8 sempre uomo intero; l\u2019uomo, in quanto \u00e8, ha una coscienza; perch\u00e9 uomo e coscienza sono indissolubilmente legati, ogni uomo, in ogni et\u00e0, si trova con la stessa seriet\u00e0 morale di fronte al bene da compiere e al male da evitare. Quindi, come sono problematiche le affermazioni di organizzazioni cattoliche, che considerano l&#8217;educazione sessuale come un fatto della coscienza sociale!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La coscienza \u00e8 il chiaro messaggio, per ciascun uomo, di possedere libert\u00e0 e autodeterminazione, che non pu\u00f2 essere fatta violenza alla sua coscienza, che si pu\u00f2 rivoltare con la sua coscienza contro tutte le costrizioni. Nessun uomo pu\u00f2 attribuire o concedere la coscienza a un altro, n\u00e9 l\u2019uomo se la pu\u00f2 dare da solo; la coscienza \u00e8 un vero dono divino, che consente all\u2019uomo di percepire nella propria coscienza la volont\u00e0 e la legge divina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molto giustamente il Concilio Vaticano II afferma a proposito della coscienza: <em>&#8220;Nell\u2019intimo della coscienza l\u2019uomo scopre una legge che non \u00e8 lui a darsi, ma alla quale invece deve obbedire e la cui voce, che lo chiama sempre ad amare e a fare il bene e a fuggire il male, quando occorre chiaramente dice alle orecchie del cuore: fa\u2019 questo, evita quest\u2019altro. L\u2019uomo ha in realt\u00e0 una legge scritta da Dio dentro il suo cuore; obbedire ad essa \u00e8 la dignit\u00e0 stessa dell\u2019uomo, e secondo questa egli sar\u00e0 giudicato. La coscienza \u00e8 il nucleo pi\u00f9 segreto e il sacrario dell\u2019uomo, dove egli si trova solo con Dio, la cui voce risuona nell\u2019intimit\u00e0 propria&#8221;<\/em> (2).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proprio passi di questo testo sono stati citati spesso nel nostro tempo in modo incompleto e sono stati fraintesi teologicamente. Si parla del testo conciliare come se, almeno in caso di conflitto, l\u2019uomo si trovasse da solo con la propria coscienza. Almeno nel caso di conflitto si dichiara la coscienza quale principio sovrano e libera nei confronti della legge e dei comandamenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Taluni teologi e consultori non hanno letto, che il Concilio afferma che l\u2019uomo nella propria coscienza \u00e8 solo con Dio e non solo con s\u00e9 stesso, che l\u2019uomo nell\u2019intimo della sua coscienza scopre una legge, che non \u00e8 lui a darsi, ma che Dio ha scritto nel suo cuore e a cui lui deve ubbidire (3)? Comunque al testo conciliare sulla coscienza non si pu\u00f2 richiamare nessuno che cerchi d\u2019introdurre una nuova morale contro la dottrina della Chiesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quante volte si deve ripetere che \u00e8 lo stesso Dio che crea l\u2019uomo e la sua coscienza, che si manifesta nella Scrittura, che redime e santifica l\u2019uomo e che affida il servizio della salvezza alla Chiesa! L\u2019uomo pu\u00f2 apprendere cos\u2019\u00e8 la legge di Dio dall\u2019ordine della creazione, dalla parola della Scrittura, dall\u2019opera del Redentore e dalla dottrina della Chiesa. Come potrebbe Dio donare all\u2019uomo una coscienza che non corrisponda alla totalit\u00e0 della storia della salvezza divina e che prenda decisioni e stabilisca regole in totale autonomia?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dio non fa doni senza una quantit\u00e0 sufficiente di grazia. Chi dunque accetta da Dio la coscienza come un dono deve cercare, in tutti questi modi, qual \u00e8 la volont\u00e0 di Dio che ha fatto il dono. Chi accetta la coscienza, la pu\u00f2 accettare solo come una coscienza formata rettamente, pronta ad ascoltare la legge divina, tanto che questa si esprima nell\u2019ordine della creazione, nella Scrittura o nel Magistero vivente della Chiesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La formazione della retta coscienza \u00e8 la vera acquisizione del dono divino. Una coscienza che si presenta semplicemente come &#8220;coscienza&#8221; non possiede ancora la propria verit\u00e0. La dignit\u00e0 della coscienza richiede anche la verit\u00e0 della coscienza. La verit\u00e0 della coscienza consiste nella coincidenza della coscienza con la volont\u00e0 di Dio, che scrive la sua legge nel cuore dell\u2019uomo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che cosa deve essere dunque l\u2019educazione dal punto di vista cattolico? L\u2019addestramento in abitudini umane? Questo addestramento dell\u2019abitudine pu\u00f2 essere spesso coronato da successo, ma l\u2019abitudine potrebbe spesso andare a vuoto nella storia della vita di un uomo e fallire i segni dei tempi. Ma l\u2019educazione far\u00e0 sempre consistere l\u2019uomo nella coscienza formata rettamente se ha imparato a fare il bene e a fuggire il male.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sola coscienza pu\u00f2 preservare l\u2019umanit\u00e0 dell\u2019uomo anche se l\u2019educazione non poteva mai prevedere quali vie dell\u2019essere uomo ogni uomo deve percorrere. In un mondo confuso sar\u00e0 sempre sufficiente fare il bene e amare Dio e il prossimo. La coscienza sar\u00e0 sempre pi\u00f9 creativa di ogni addestramento, di ogni abitudine e di ogni strategia del comportamento perch\u00e9 la coscienza coinvolge la totalit\u00e0 dell\u2019uomo. Questa totalit\u00e0 costituisce una sfida e garantisce umanit\u00e0 nel senso divino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo definito l\u2019educazione come un evento della dignit\u00e0 dell\u2019uomo, dell\u2019educatore e dell\u2019educato. Ubbidienza, rinuncia, esemplarit\u00e0, altruismo, fedelt\u00e0 e amore vengono richiesti a entrambi, educatore ed educato. Infatti, entrambi non &#8220;fanno&#8221; qualcosa, ma scoprono insieme la dignit\u00e0 dell\u2019uomo, data da Dio. Si pu\u00f2 scambiare dignit\u00e0 con dignit\u00e0? No. Chi ha scoperto la dignit\u00e0 dell\u2019altro e la propria dignit\u00e0, ha la forza per l\u2019&#8221;abnegazione&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Educazione: l\u2019alternativa si muove fra istruzione attraverso l\u2019abitudine e coscienza rettamente formata. Con la coscienza formata rettamente l\u2019uomo vive la sua vita al fianco di Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>+ Kurt Krenn<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Vescovo ausiliare di Vienna<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Note<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Concilio Ecumenico Vaticano II, Costituzione pastorale sulla Chiesa nel mondo contemporaneo <em>Gaudium et spes<\/em>, n. 24.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(2) <em>Ibid<\/em>., n. 16.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(3) Cfr. <em>ibidem<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cristianit\u00e0, 191-192 (1991) Conferenza tenuta da S. E. mons. Kurt Krenn, vescovo ausiliare di Vienna, il 26 settembre 1988, in occasione del conferimento di un\u2019onorificenza intitolata a S. E. il card. Opilio Rossi, a Klosterneuburg. 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