{"id":1044,"date":"2005-07-20T00:00:00","date_gmt":"2005-07-19T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2016-06-16T11:54:58","modified_gmt":"2016-06-16T09:54:58","slug":"per-sviluppare-un-sano-senso-critico-nei-figli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/per-sviluppare-un-sano-senso-critico-nei-figli\/","title":{"rendered":"Per sviluppare un sano senso critico nei figli"},"content":{"rendered":"<div align=\"center\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-34994\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/07\/senso_critico.jpg\" alt=\"senso_critico\" width=\"199\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/07\/senso_critico.jpg 224w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/07\/senso_critico-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 199px) 100vw, 199px\" \/>www.paginecattoliche.it<\/strong><\/div>\n<p style=\"text-align: center;\">di <strong>Paolo De Marchi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Spirito critico e cultura | Il problema della comunicazione | Realismo | Rispetto | Distacco | Capacit\u00e0 di indignarsi | Coraggio | Fiducia | Sincerit\u00e0 e semplicit\u00e0 | Buon umore | Critica e magnanimit\u00e0<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">Parleremo del senso critico &#8220;sano&#8221;, che mira cio\u00e8 a costruire, a formare (termine, questo, che torner\u00e0 spesso in seguito): parleremo, in altre parole, della critica utile a s\u00e9 e agli altri, e non di quella critica corrosiva e sterile, fine a s\u00e9 stessa forse divertente, al primo momento, ma cos\u00ec amara nella sostanza che si riduce a vuoto scetticismo, quando non a cinico pessimismo: e finisce per assomigliare (come ha scritto Eliot pi\u00f9 di settant&#8217;anni fa, riferendosi alla critica letteraria: ma il rilievo \u00e8 sicuramente generalizzabile) a &#8220;una disputa domenicale&#8221; condotta da &#8220;oratori litigiosi&#8221; con &#8220;violenza e arroganza o con eccentrica stramberia&#8221;.<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una critica di tal genere non fa che mettere sempre in discussione tutto, non porta a nulla e, fra l&#8217;altro, ha una capacit\u00e0 enorme di incidere all&#8217;esterno: come insegnano i pubblicitari, chi parla bene di un prodotto influenza al massimo tre persone, mentre chi ne parla male ne influenza almeno dieci. Quando poi tale critica \u00e8 diretta verso le persone, altro non \u00e8 che maldicenza, mormorazione, e nei casi pi\u00f9 gravi addirittura calunnia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Conviene invece rifarsi all&#8217;etimologia del termine: critica deriva infatti dal greco krino, che ha un significato pienamente positivo, in tutte le sue varie accezioni (penso, decido, stimo, giudico, scelgo, eccetera).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Spirito critico e cultura<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, proprio partendo da questa angolazione positiva, si pu\u00f2 dire che lo spirito critico \u00e8 il presupposto fondamentale della cultura, ossia di tutto quanto concorre a sviluppare in modo armonico le tre facolt\u00e0 dell&#8217;uomo volont\u00e0, intelligenza, sentimento , cos\u00ec da consentirgli di diventare sempre pi\u00f9 s\u00e9 stesso, nella sua unicit\u00e0 e irripetibilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando si parla di cultura, infatti, non ci si riferisce a un accumulo passivo di nozioni e di conoscenze (che produce al massimo un buon topo di biblioteca), ma a tutto ci\u00f2 che sviluppa ogni uomo in quanto persona, in tutti i suoi aspetti: non ci si riferisce dunque alla &#8220;superficie&#8221; del sapere, ma alla sua &#8220;densit\u00e0&#8221;, al suo &#8220;spessore&#8221;, e pertanto alla capacit\u00e0 di riflessione e di sintesi, alla capacit\u00e0 di andare al nocciolo dei problemi e di distinguere l&#8217;essenziale dal transitorio e dall&#8217;effimero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vera cultura, insomma, non si ferma alle conoscenze da cui pu\u00f2 derivare un sapere magari appagante, per\u00f2 infecondo, ma sa procedere da queste alla vita, nella convinzione che sia possibile migliorare s\u00e9 stessi e il mondo che ci circonda: il quale \u00e8 intrinsecamente buono anche se leso dal peccato originale e non va buttato via e ricostruito dalle fondamenta, per ottenere un irrealizzabile &#8220;uomo nuovo&#8221; (come hanno vagheggiato gli utopisti di tutti i tempi e come hanno sanguinosamente, ma inutilmente, cercato di fare i totalitarismi del nostro secolo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo processo dal sapere alla vita, se non si vuole andare a casaccio e sprofondare nelle sabbie mobili del relativismo, occorre evidentemente essere ben consapevoli che la verit\u00e0 non siamo noi a farla, ma dobbiamo solo scoprirla, perch\u00e9 esiste oggettivamente fuori di noi; e che il bene non \u00e8 una nozione variabile, ma assoluta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste, in estrema sintesi, le connotazioni essenziali della vera cultura, termine che ha un riferimento indissolubile, e addirittura etimologico, con la coltivazione, e in particolare con il &#8220;terreno arato&#8221;, pronto alla semina, alla crescita e alla fioritura: questa, e solo questa, \u00e8 una cultura davvero &#8220;formativa&#8221;, nel senso che \u00e8 indispensabile perch\u00e9 l&#8217;uomo assuma la sua &#8220;forma&#8221; completa e integrale (e va pertanto chiaramente distinta dalle mille culture &#8220;deformanti&#8221; che ci circondano).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da quanto detto finora, deriva l&#8217;importanza di sottolineare con vigore la cruciale necessit\u00e0 se si vuole davvero migliorare di una continua educazione dell&#8217;intelligenza e della volont\u00e0, giacch\u00e9 un&#8217;autentica &#8220;formazione personale&#8221; significa orientamento al raggiungimento di un bene che \u00e8 iscritto nella natura stessa della persona (e che \u00e8 dunque oggettivo, come vedremo in seguito).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 implica quindi, anzitutto, saper utilizzare bene quegli strumenti essenziali che sono, appunto, l&#8217;intelligenza e la volont\u00e0. Chiaro che tempi difficili come quelli che stiamo vivendo richiedono nei genitori e negli educatori un vero e proprio &#8220;supplemento di formazione&#8221;, se vogliono realmente aiutare i figli e in genere le persone loro affidate a divenire persone libere e responsabili, e quindi, in concreto, a fare delle scelte adeguate alla verit\u00e0 e ad andare controcorrente: il che, si noti, non vuol dire sognare la restaurazione di un passato mitizzato come ideale, e comunque irreversibile, ma sforzarsi di deviare il corso della corrente per riportare il fiume della realt\u00e0 nel suo letto originario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quello che sicuramente non \u00e8 consigliabile, \u00e8 l&#8217;atteggiamento rinunciatario e attendista e spesso pi\u00f9 comodo di chi si astiene da qualsiasi intervento formativo ritenendolo condizionante, nell&#8217;illusione che sia possibile che poi, &#8220;da grandi, decidano da soli&#8221;: il che \u00e8, appunto, un&#8217;illusione, perch\u00e9 non si possono isolare i giovani da ogni influenza e condizionamento fisico e spirituale; e per quanto attiene, in particolare, al senso critico &#8220;sano&#8221;, non \u00e8 certo astenendosi da giudizi e suggerimenti che esso potr\u00e0 nascere e svilupparsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il problema della comunicazione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo spirito critico \u00e8 dunque assolutamente indispensabile per costruire una cultura quale si \u00e8 sopra delineata. In particolare, \u00e8 indispensabile per:<\/p>\n<div align=\"justify\">\n<div>\u25a0 filtrare le influenze esterne, assorbendo solo quanto pu\u00f2 davvero arricchire;<br \/>\n\u25a0 affrontare le opere dell&#8217;ingegno umano e penetrarle nella loro realt\u00e0 pi\u00f9 profonda, comprendendone la portata e il messaggio;<\/div>\n<div>\u25a0 resistere alle mode e ai miti sempre rinnovati della societ\u00e0 consumistica;<br \/>\n\u25a0 opporsi (come si vedr\u00e0 meglio pi\u00f9 avanti) alla manipolazione, non tanto a quella palese e pacchiana, quanto a quella occulta e subdola, e perci\u00f2 ben pi\u00f9 pericolosa.<\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proprio lo spirito critico consente di percorrere la prima tappa di quella grande avventura che \u00e8 imparare a pensare con la propria testa e quando tale spirito \u00e8 sano a pensare bene: d&#8217;altronde, gi\u00e0 il fatto di &#8220;pensare&#8221; \u00e8 forse, oggi, un fatto rivoluzionario, perch\u00e9 la fretta, e pertanto la superficialit\u00e0, impedisce di riflettere, di fermarsi ad analizzare con calma la situazione per decidere a ragion veduta, di prestare la necessaria attenzione per riuscire a interiorizzare i fatti e i sentimenti: insomma, la fretta e la superficialit\u00e0 impediscono di &#8220;pensare&#8221; in modo serio, e quindi di sforzarsi di agire di conseguenza, per migliorare s\u00e9 stessi e gli altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quello che conta, in altri termini, \u00e8 che il pensiero sia &#8220;cosciente&#8221;, cio\u00e8 nasca da quel contatto consapevole con la realt\u00e0 che riesce a sconfiggere l&#8217;ignoranza e a dissipare la foschia della mera &#8220;opinione&#8221; (la quale non forma n\u00e9 orienta, limitandosi a generare un pensiero &#8220;incosciente&#8221;).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma far nascere il senso critico, e poi stimolarlo e nutrirlo, impedendogli di debordare fino a diventare &#8220;malsano&#8221; (ossia dispersivo e onnipervasivo), non \u00e8 impresa facile.\u00a0Occorre, come sempre, cominciare da s\u00e9 stessi, vincendo la tentazione ricorrente di usare due pesi e due misure.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ognuno di noi ha infatti, innata, una esagerata comprensione per s\u00e9 stesso, che va unita a una straordinaria capacit\u00e0 di vedere i lati negativi degli altri, o almeno di non concedere loro quelle opportune attenuanti che, invece, siamo prontissimi ad accordare a noi stessi (baster\u00e0 un esempio molto semplice, anche se forse non estremamente elegante, che spesso ripete un fine maestro di vita spirituale: se vedo uno che si sta mettendo le dita nel naso, lo condanno, del resto giusta mente, come maleducato; ma se lo stesso gesto lo faccio io, subito mi giustifico dicendo che&#8230; mi prudeva!).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E d&#8217;altra parte, le cose ci sembrano meno difficili quando le vediamo realizzate da altri, come fa notare acutamente sant&#8217;Ambrogio, il quale parte da questa osservazione per sottolineare l&#8217;importanza del buon esempio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto quanto si dir\u00e0 in seguito, deve perci\u00f2 trovare il primo campo di applicazione in noi stessi, perch\u00e9 essere credibili e quindi autorevoli \u00e8 la condizione essenziale per educare: e la credibilit\u00e0 nasce soltanto da un visibile sforzo di coerenza nei comportamenti quotidiani, sapendo render ragione, con semplicit\u00e0 ma con chiarezza, delle scelte che si fanno e lasciando quindi percepire facilmente i valori che le hanno determinate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale sforzo richiede peraltro che si dedichi tempo e tempo di buona qualit\u00e0 a ciascuno dei figli, per conoscerli sempre meglio e per farsi conoscere, per scambiarsi idee, per individuare, assecondare, e magari suscitare interessi: occorre insomma saper chiacchierare con ogni figlio in modo sciolto, senza prediche e senza sensi di superiorit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 implica evidentemente, in famiglia, una buona comunicazione: e questa che suppone un continuo miglioramento del proprio patrimonio affettivo, intellettuale e morale, e consiste poi nel metterlo in comune \u00e8 oggi, obiettivamente, molto difficile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 stato detto che un vero matrimonio e una vera famiglia consistono in tanti anni di comunicazione, e che un vero fidanzamento deve preparare in profondit\u00e0 questi anni. Ma come comunicare? Non si tratta di escogitare teorie nuove e originali, o tecniche straordinarie, ma, essenzialmente, di curare da vicino quei numerosissimi dettagli di cui \u00e8 intessuta la vita di tutti i giorni. Basti qualche esempio:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u25a0 pensare prima di parlare: \u00e8 questa \u00e8 una condizione fondamentale per qualsiasi convivenza, ma \u00e8 anche fra le pi\u00f9 ardue (del resto, la vecchia battuta secondo cui la differenza fra lo specchio e la donna sta nel fatto che lo specchio riflette senza parlare e la donna parla senza riflettere, \u00e8 sicuramente applicabile anche all&#8217;uomo); dopo di che, bisogna parlare con semplicit\u00e0, ma anche con precisione, anzitutto lessicale, in modo che il messaggio sia chiaro: l&#8217;ambiguit\u00e0 e la confusione impediscono una comunicazione efficace. Il presupposto sar\u00e0 ovviamente voler bene alle persone con cui si comunica, e questo significa conoscere il loro carattere, i loro gusti e interessi, le loro reazioni psicologiche, in modo da evitare di urtarle o ferirle: le stesse cose, infatti, possono essere dette in tanti modi differenti, ma quelli appropriati sono spesso assai pochi;<\/p>\n<div align=\"justify\">\n<div>\u25a0 saper ascoltare, dando peso ai problemi dell&#8217;altro, condividendo di cuore gioie, incertezze, sofferenze, perplessit\u00e0;<\/div>\n<div>\u25a0 collaborare con fatti, e non con le sole parole, all&#8217;andamento di quella che possiamo chiamare l'&#8221;azienda familiare&#8221;;<br \/>\n\u25a0 fuggire come la peste l&#8217;abitudinarismo e la stanca routine, sapendo &#8220;inventare&#8221;, con spirito di iniziativa e fantasia, atteggiamenti e modalit\u00e0 di dialogo, e sapendo rinnovare in modo stimolante anche sul piano intellettuale il rapporto umano;<br \/>\n\u25a0 non fermarsi alla superficie dei problemi, ma saper andare a fondo, passando dai fatti alle idee che ne stanno alla base;<\/div>\n<div>\u25a0 resistere con forza alla tentazione del permissivismo e della scelta della via pi\u00f9 comoda, nell&#8217;illusione che le tensioni possano risolversi con i compromessi o i cedimenti su ci\u00f2 che \u00e8 essenziale (ed \u00e8, questa, una delle tentazioni pi\u00f9 ricorrenti e seducenti nella vita familiare);<\/div>\n<div>\u25a0 essere ben convinti, insomma, che per star bene insieme occorre anzitutto volerlo, e che occorre pertanto saper scegliere con attenzione i mezzi adeguati a ciascuna delle persone con cui si convive.<\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vediamo ora in breve quali sono i principali strumenti per educare a quello che abbiamo chiamato un &#8220;sano spirito critico&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Realismo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rendersi conto di come stanno davvero le cose: questo \u00e8 il requisito indispensabile per affrontare le piccole e grandi vicende quotidiane. Il problema centrale della nostra vita \u00e8, infatti, conoscere oltre a noi stessi ci\u00f2 che sta fuori di noi: la &#8220;verit\u00e0 delle cose&#8221;, come dicono i filosofi. Perch\u00e9 le cose sono come sono, non come ciascuno di noi le pensa, o come immagina che siano: e dunque lo diceva gi\u00e0 Aristotele non tutti i punti di vista sono ugualmente validi e accettabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;atteggiamento mentale odierno \u00e8 opposto, e si fonda, pi\u00f9 o meno esplicitamente, sul soggettivismo e sul relativismo, predicato nelle pi\u00f9 varie salse dal cosiddetto pensiero debole: &#8220;io penso che&#8230;&#8221;, &#8220;questa \u00e8 la tua opinione, la mia invece&#8230;&#8221;, &#8220;a me sembra&#8230;&#8221;, insomma &#8220;i deliranti secondo me&#8221; (come li chiama Messori) costituiscono le pi\u00f9 frequenti argomentazioni in una conversazione qualsiasi su qualsiasi tema, dal pi\u00f9 frivolo al pi\u00f9 elevato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di ci\u00f2 occorre tener conto in tema di informazione, dove molto spesso \u00e8 vero solo quello che appare (basti pensare al povero cormorano contaminato, che ha invaso tutti i teleschermi della terra durante la guerra del Golfo, e che era soltanto uno spezzone di repertorio senza alcuna connessione con la realt\u00e0).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo \u00e8 che mai, nella storia, c&#8217;\u00e8 stata tanta informazione come oggi, eppure oggi come non mai si tende a rimanere alla superficie delle cose, avvolti in uno sconcertante conformismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il paradosso, tuttavia, \u00e8 solo apparente, ed \u00e8 facile spiegarlo: negare la verit\u00e0 delle cose significa dicevamo spalancare le porte al soggettivismo, che da un lato costituisce la via pi\u00f9 facile e meno esigente perch\u00e9 mette sullo stesso piano di validit\u00e0 tutte le opinioni, e dall&#8217;altro impedisce scelte davvero libere: infatti la libert\u00e0 vera (non la sua triste parodia che oggi viene sbandierata ed esaltata, e che si riduce ad assoluta indipendenza, a irresponsabile autonomia) suppone e su questo indissolubile nesso si fonda l&#8217;enciclica Veritatis splendor la conoscenza della verit\u00e0 e la conseguente capacit\u00e0 di decidere (io sono libero di aprire una cassaforte solo se ne conosco la combinazione, non se tento a casaccio).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, la conseguenza della mancanza di libert\u00e0 \u00e8 una naturale tendenza a pensarla tutti allo stesso modo e, soprattutto, a comportarsi in maniera uniforme e gregaria: &#8220;Solo nel gregge l&#8217;uomo \u00e8 felice&#8221;, osservava gi\u00e0 Kierkegaard, con un certo pessimismo, ma non senza ragione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco perch\u00e9 l&#8217;abbondanza di informazioni con la sua offerta indiscriminata, che prescinde da qualunque giudizio di valore \u00e8 fonte di livellamento mentale e di sostanziale disinformazione, quando non addirittura di deformazione.\u00a0In effetti, diventa sempre pi\u00f9 difficile, in concreto, controllare le fonti, valutare i contenuti, apprezzare adeguatamente il livello di veridicit\u00e0 dei commenti e delle opinioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 bens\u00ec vero che l&#8217;obiettivit\u00e0 allo stato puro non esiste, ma questo non deve divenire una scusa per contrabbandare opinioni settarie, manipolazioni, menzogne vere e proprie<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ebbene, il senso critico rettamente inteso trova qui uno dei campi pi\u00f9 vasti e proficui di esercizio: prima di tutto per gli adulti, perch\u00e9 possano poi insegnarlo vivendolo ai loro figli.\u00a0Proprio di fronte all&#8217;abbondanza di informazioni e al conseguente costante rischio di manipolazione che si impone la necessit\u00e0 di resistere e di realizzare una vera e propria &#8220;ecologia della mente&#8221;, per usare un&#8217;efficace espressione di Cardini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al quale scopo occorrono intelligenza, realismo e specialmente buon senso (non si insister\u00e0 mai abbastanza sulla importanza di questa dote, che oggi \u00e8 purtroppo assai rara): e ci\u00f2 anzitutto nei confronti della manipolazione che chiameremo &#8220;semantica&#8221;, per cui certe parole hanno, nell&#8217;opinione comune, un senso del tutto differente da quello che \u00e8 loro proprio (basti pensare a parole come amore, libert\u00e0, verit\u00e0, felicit\u00e0, democrazia, progresso&#8230;), oppure sono bandite come &#8220;sconvenienti&#8221;, e sostituite con magistrali eufemismi o addomesticamenti terminologici che nascondono il terrore di fronte alla verit\u00e0 oggettiva, al dolore e alla fatica: cos\u00ec i ciechi e i sordi diventano &#8220;non vedenti&#8221; e &#8220;non udenti&#8221;, gli spazzini &#8220;operatori ecologici&#8221;, i becchini &#8220;operatori mortuari&#8221;, la giustizia &#8220;correttezza&#8221; o &#8220;validit\u00e0&#8221;, l&#8217;aborto &#8220;interruzione volontaria della gravidanza&#8221; o meglio ancora, perch\u00e9 pi\u00f9 asettico IVG; cos\u00ec una rivista medica americana \u00e8 arrivata a proporre di chiamare i cadaveri &#8220;persone non viventi&#8221;, e di questo passo non ci meraviglieremmo se, un giorno o l&#8217;altro, sull&#8217;onda del femminismo trionfante, l&#8217;uomo verr\u00e0 definito &#8220;non-donna&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo problema \u00e8 dunque quello di riscoprire il significato originario e profondo delle parole, in qualche modo risuscitandole, senza paure e senza complessi: e usandole in modo appropriato e adatto alle circostanze. Come ha scritto Frossard, ben diverso \u00e8 il modo con cui ha detto &#8220;terra!&#8221; il marinaio di Colombo, da quello con cui lo pronuncia un impiegato del catasto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma oltre alla manipolazione semantica, ne esiste un&#8217;altra ancora pi\u00f9 insidiosa, quella che agisce pi\u00f9 direttamente sulle persone o sui valori, e che si realizza alterando i dati di fatto, inventando statistiche, facendo passare per &#8220;vero&#8221; ci\u00f2 che \u00e8 una falsit\u00e0, o una semplice opinione, o una moda (o magari una fissazione, come accade spesso in campo ecologico): sar\u00e0 sufficiente pensare, a questo riguardo, all&#8217;influsso che pu\u00f2 avere la pubblicit\u00e0 (che, fondata com&#8217;\u00e8 sull'&#8221;avere&#8221;, fa leva proprio sulla scarsa capacit\u00e0 critica, sull&#8217;egoismo e sulla irresponsabilit\u00e0 &#8220;il mio tempo, i miei gusti&#8221; , sul &#8220;lo fanno tutti&#8221; come principale criterio dell&#8217;agire, con ci\u00f2 negando in definitiva qualunque valore oggettivo); oppure tanto per fare un paio di esempi ripensare alle fandonie diffuse dal famigerato &#8220;Club di Roma&#8221; a proposito della cosiddetta &#8220;esplosione demografica&#8221;, o ricordare come uno degli argomenti pi\u00f9 diffusi a favore dell&#8217;introduzione dell&#8217;aborto sia stata la propaganda di un assurdo numero di donne morte per aborto, circa ventimila all&#8217;anno, quando in realt\u00e0 in Italia morivano ogni anno, per qualsiasi causa, dalla malattia all&#8217;incidente stradale, non pi\u00f9 di quindicimila donne in et\u00e0 fertile, ossia fra i quindici e i quarantacinque anni!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In conclusione, occorre quindi, per esempio, se si vuole davvero stimolare il senso critico, e dunque la riflessione personale e non indotta:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u25a0 controllare i dati che vengono presentati: e a questo scopo \u00e8, ovviamente, molto importante scegliere gli strumenti adatti e le persone affidabili, selezionare le notizie e soprattutto selezionare ci\u00f2 che \u00e8 davvero importante da ci\u00f2 che, nonostante le apparenze, \u00e8 solo secondario (si ricordi il bel romanzo di Volkoff, Il montaggio, ove \u00e8 descritto con acuta precisione il funzionamento del sistema della menzogna e vengono indicate &#8220;dieci ricette per la creazione di informazioni tendenziose&#8221;);<\/p>\n<div align=\"justify\">\n<div>\u25a0 distinguere i fatti dalle ipotesi e dalle opinioni (immaginare di sapere non \u00e8 sapere, dice Eschilo nell&#8217;Agamennone);<\/div>\n<div>\u25a0 collegare dati e fatti fra loro e valutarli con cognizione di causa;<br \/>\n\u25a0 vedere le situazioni sia nel loro insieme sia nei particolari;<\/div>\n<div>\u25a0 distinguere i punti fermi da quanto \u00e8 opinabile;<\/div>\n<div>\u25a0 non abbandonarsi a giudizi precipitosi: il che significa controllare i nervi e l&#8217;immaginazione e sentire con calma tutte le campane.<\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Solo cos\u00ec, fra l&#8217;altro, si promuove il vero pluralismo, che non \u00e8 mera tolleranza delle diverse opinioni (dalla quale si arriva solo a un&#8217;artificiale omogeneit\u00e0, a un forzato conformismo), e neppure un semplice smussare le differenze, che andrebbero confinate nella sfera del privato: il vero pluralismo, al contrario, \u00e8 leale confronto fra convinzioni forti, ed \u00e8 inseparabile dal riconoscimento che, sulle questioni decisive per il destino spirituale dell&#8217;uomo, le diversit\u00e0 di vedute non sono n\u00e9 irrilevanti n\u00e9 indifferenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La semplice tolleranza e, in ambito strettamente politico, il rispetto per i molteplici punti di vista ha un senso positivo soltanto se rivolta alle persone; ma quando si pretende di estenderla alle idee, e si afferma come avviene frequentemente che tutte le convinzioni vanno rispettate, si finisce in realt\u00e0 per non rispettarne davvero nessuna, perch\u00e9 si rinuncia al criterio discriminante, che \u00e8 quello della verit\u00e0, e, in buona sostanza, si colpisce al cuore il fatto stesso di avere delle convinzioni: e la conclusione \u00e8 il pi\u00f9 assoluto soggettivismo (il discorso meriterebbe, come \u00e8 ovvio, un pi\u00f9 ampio approfondimento, che in questa sede non \u00e8 possibile: per maggiori precisazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Rispetto<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Realismo e oggettivit\u00e0 conducono quasi naturalmente a riconoscere l&#8217;intrinseca, inviolabile dignit\u00e0 di ogni essere umano, e pertanto ad affermare la necessit\u00e0 di rispettarlo: e il rispetto \u00e8 precisamente una delle condizioni principali perch\u00e9 lo spirito critico possa essere considerato &#8220;sano&#8221; (il rispetto per le persone, si diceva, non per le idee, le quali costituiscono anzi il bersaglio principale dello spirito critico).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In concreto, rispetto per le persone significa, fra l&#8217;altro:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u25a0 capacit\u00e0 di mettersi nei panni degli altri, per comprendere le finalit\u00e0 e le motivazioni del loro agire, e per percepire le circostanze specifiche in cui l&#8217;azione si \u00e8 svolta;<\/p>\n<div align=\"justify\">\n<div>\u25a0 astenersi da critiche indiscriminate e generiche: il che, oltre che essere ingiusto e inefficace, costituirebbe un esempio estremamente negativo;<\/div>\n<\/div>\n<div align=\"justify\">\n<div>\u25a0 tener presente che ognuno pu\u00f2 sempre correggersi e migliorare, e che quindi le critiche non devono mai apparire definitive;<\/div>\n<\/div>\n<div align=\"justify\">\n<div>\u25a0 criticare le azioni (il male resta sempre male, e il bene resta bene) piuttosto che le persone; concretamente, per esempio, andr\u00e0 rimproverato il singolo errore, senza desumerne commenti di carattere generale sulla persona, del tipo: &#8220;Sei il solito sbadato, di te non ci pu\u00f2 proprio fidare, non ne azzecchi una&#8230;&#8221;;<\/div>\n<div>\u25a0 essere consapevoli che il rispetto \u00e8 dovuto anzitutto per giustizia, ma che non pu\u00f2 mai prescindere dall&#8217;amore.<\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Distacco<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altro requisito essenziale perch\u00e9 lo spirito critico possa svilupparsi in modo &#8220;sano&#8221; \u00e8 un certo distacco: che vuol dire non lasciarsi coinvolgere troppo, ossia vedere le cose dall&#8217;alto, grazie appunto a quel &#8220;realismo&#8221; di cui si \u00e8 parlato. Il rischio del fanatismo massificante fonte del pensiero che abbiamo definito &#8220;incosciente&#8221; \u00e8 infatti sempre incombente, con tutta la sua corte di guasti: giudizi deformati, pregiudizi inattaccabili, sospetti, dietrologie, e soprattutto mancanza di carit\u00e0 e di vera partecipazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D&#8217;altra parte, l&#8217;esperienza insegna che solo attraverso un certo distacco che, si noti, non \u00e8 n\u00e9 indifferenza n\u00e9 superficialit\u00e0 \u00e8 possibile gustare davvero le cose belle della vita, sia sul piano materiale sia su quello intellettuale: e ci\u00f2 significa non calarsi troppo nell&#8217;effimero e non lasciarsi irretire dalla ricorrente, ma irrealizzabile invocazione di Faust di fermare l&#8217;attimo fuggente (tipico \u00e8 il caso del cinema, ove lo spirito critico \u00e8 basilare per non lasciarsi travolgere dalla suggestione dell&#8217;immagine, e arrivare invece a cogliere in profondit\u00e0 il vero messaggio e le qualit\u00e0 artistiche del film).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, l&#8217;educatore \u00e8 una persona che \u00e8 molto importante allora, per un educatore, riuscire ad aiutare davvero i giovani a conseguire questo distacco, che \u00e8 essenziale per riuscire a vedere le cose in maniera piena e non settoriale. E il punto di partenza \u00e8 infondere l&#8217;orgoglio delle proprie radici familiari, culturali e sociali e delle proprie ascendenze morali e spirituali (i <em>monumenta maiorum<\/em> di cui parla Cicerone), e quindi la consapevolezza di un solido inserimento in una solida tradizione: nulla come la sensazione di provvisoriet\u00e0, infatti, rende insicuri e oscillanti, e perci\u00f2 incapaci di affrontare il susseguirsi delle mode e dei miti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo senso, lo studio e la frequentazione dei classici costituiscono uno strumento fondamentale per l&#8217;acquisizione di un sano spirito critico. Perch\u00e9 i classici, nutrendo l&#8217;intelligenza e affinando la sensibilit\u00e0, aiutano mirabilmente a cogliere le prospettive storiche, e pertanto a vedere con occhio pi\u00f9 distaccato la mutevole realt\u00e0 quotidiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Capacit\u00e0 di indignarsi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Correlativa al distacco, e ugualmente fondamentale per l&#8217;educazione allo spirito critico.\u00a0Uno dei maggiori pericoli della societ\u00e0 attuale nasce invero lo si \u00e8 gi\u00e0 accennato dalla tendenza a ritenere valide tutte le opinioni, e dunque dall&#8217;indifferenza nei confronti della verit\u00e0: lo ha detto in modo splendido Solzenicyn nel suo primo discorso pubblico dopo tanti anni di silenzio, pronunciato il 14 settembre 1993 nel Liechtenstein: &#8220;Abbiamo perso oggi quella chiarezza di spirito che era nostra quando i concetti di Bene e di Male non erano ancora divenuti soggetto di ridicolo, e messi da parte dal principio di maggioranza&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E del resto \u00e8 chiaro che &#8220;per colui per il quale nulla \u00e8 buono, parimenti nulla \u00e8 cattivo&#8221; (Shopenhauer), e che per costui, pertanto, la differenza fra bene e male risulta irrilevante: ma da qui alla perdita di ogni capacit\u00e0 critica, il passo \u00e8 breve. Proprio la tendenza attuale a stemperare questa fondamentale distinzione nell&#8217;anonima contrapposizione tra &#8220;corretto&#8221; e &#8220;non corretto&#8221; \u00e8 una delle insidie pi\u00f9 gravi per una vera formazione della persona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al contrario, \u00e8 estremamente importante avere ben chiari i confini fra bene e male che sono qualcosa di oggettivo, fuori di noi , e soprattutto continuare a chiamare il bene e il male con il loro nome: e, conseguentemente, saper insegnare tale discrimine ai giovani. Solo cos\u00ec sar\u00e0 possibile dare con il realismo di cui si parlava dei giudizi, e dunque indignarsi per le ingiustizie, i soprusi, le slealt\u00e0, la malafede, la faziosit\u00e0 preconcetta (e correlativamente sforzarsi di porre dei rimedi alle storture della societ\u00e0 in cui ci si trova a vivere).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra l&#8217;altro, una buona arrabbiatura, naturalmente per motivi seri e nel momento opportuno e non per semplice sfogo personale pu\u00f2 avere notevoli effetti educativi e lasciare un segno positivo nei figli (chiaramente, la condizione \u00e8 che dopo non restino tracce di risentimento e torni a regnare l&#8217;armonia).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ben altro da questa sacrosanta indignazione \u00e8 la ribellione sistematica e conformistica di tanti giovani, che pretendono tutto e subito, rifiutando peraltro ogni serio impegno personale, e rifuggendo, d&#8217;altra parte, dalle responsabilit\u00e0: una simile ribellione \u00e8 sintomo di grave insicurezza e di mancanza di maturit\u00e0, e corre il continuo pericolo di essere strumentalizzata; ma, soprattutto, maschera quel vuoto esistenziale che spiega la famosa &#8220;triade di fenomeni di nevrosi collettiva&#8221; di cui parla Viktor Frankl: la depressione, l&#8217;aggressivit\u00e0, la droga.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esiste invece, \u00e8 noto, anche una ribellione positiva, che ha le sue radici proprio nello spirito critico retto: una ribellione che non \u00e8 contro tutto e tutti, ma combatte le mode e i pregiudizi, la mediocrit\u00e0 e il livellamento al basso, i riduzionismi di ogni tipo e le vie troppo facili; una ribellione, insomma, che si nutre di autocontrollo e di esigenza con s\u00e9 stessi, di ideali e di valori che danno un significato alla vita. Infatti, le giovani generazioni sono anche oggi sensibili agli ideali, anche se il loro idealismo si esprime attualmente &#8220;forse soprattutto sotto forma di critica, mentre un tempo si traduceva pi\u00f9 semplicemente nell&#8217;impegno&#8221; E di questa maggior propensione alla critica l&#8217;educatore odierno non pu\u00f2 non tener conto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Coraggio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pu\u00f2 apparire strano indicare questa qualit\u00e0 che \u00e8 parte della virt\u00f9 della fortezza fra gli strumenti importanti per l&#8217;educazione al senso critico: e in effetti, a rigore, pi\u00f9 che uno strumento ne \u00e8 una condizione. Infatti senza fortezza e in concreto, senza sforzo, senza perseveranza, senza audacia, senza spirito di sacrificio e di servizio \u00e8 impossibile accorgersi delle influenze negative esterne cogliendone con spirito critico, appunto la realt\u00e0 profonda; ed \u00e8 impossibile altres\u00ec affrontare a viso aperto i luoghi comuni, sfidando l&#8217;impopolarit\u00e0 e la derisione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Occorre pertanto insegnare ai figli, fin da quando sono piccoli, a essere esigenti con s\u00e9 stessi, a esercitare la loro volont\u00e0, a dire di no alle soluzioni pi\u00f9 comode, a non agire sotto l&#8217;impulso della prima impressione: occorre convincerli, insomma, che, come \u00e8 stato detto giustamente, si possiede davvero solo ci\u00f2 di cui si \u00e8 capaci di fare a meno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La societ\u00e0 di massa tende sempre di pi\u00f9 a riempirsi di &#8220;signorini soddisfatti&#8221; (per usare l&#8217;efficace espressione di Ortega y Gasset), che fanno di s\u00e9 la misura di tutte le cose, danno per scontato tutto quello che hanno, e quindi finiscono per annoiarsi terribilmente (e, per di pi\u00f9, non sapranno mai reagire di fronte ai luoghi comuni e ai modi di vivere consolidati).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco perch\u00e9, se davvero vogliamo andare &#8220;controcorrente&#8221;, nel senso sopra delineato, \u00e8 urgente che i giovani imparino e ci vuole senz&#8217;altro un bel coraggio a formarsi un proprio criterio che orienti il loro agire. In particolare, devono apprendere la positivit\u00e0 della virt\u00f9 dell&#8217;obbedienza, che peraltro va vista come esercizio di scelta personale, di adesione ragionata, frutto di un vero giudizio, e non come accettazione acritica di un&#8217;autorit\u00e0 sub\u00ecta passivamente, o al massimo con riserva del diritto di &#8220;mugugno&#8221;. E tante volte occorre molto pi\u00f9 coraggio per obbedire in questo modo, che non a fare il bastian contrario o a ribellarsi rumorosamente ma, in definitiva, sterilmente, come si diceva poco fa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Analogamente, ci vuole spesso un bel coraggio per non tener conto delle critiche immotivate o maliziose, per non preoccuparsi se la coscienza \u00e8 tranquilla di &#8220;che cosa dir\u00e0 la gente&#8221;, per resistere con fermezza di fronte al &#8220;tanto, lo fanno tutti&#8221;: e, viceversa, per accettare le critiche giuste e ben centrate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fiducia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un&#8217;altra condizione fondamentale perch\u00e9 i figli diventino autonomi e responsabili, capaci di scegliere e di giudicare, e con una loro testa funzionante in modo normale, \u00e8 che respirino in casa un clima fondato sulla reciproca fiducia: la quale \u00e8 frutto della stima e soprattutto dell&#8217;amore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;esame degli ingredienti che consentono di arrivare a un simile clima di fiducia e quindi a quello &#8220;star bene insieme&#8221; di cui si parlava sopra, e che \u00e8 imprescindibile nella vita familiare richiederebbe un lungo discorso, che ci porterebbe fuori dell&#8217;argomento. Baster\u00e0 qui ricordarne alcuni, sottolineando che hanno, tutti, a che fare con lo spirito critico:<\/p>\n<p>\u25a0 il rispetto per le persone, di cui si \u00e8 parlato sopra, e la comprensione per i loro problemi;<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u25a0 la necessit\u00e0 di partire dai lati positivi che ognuno ha, valorizzando ci\u00f2 che sa fare meglio, scoprendo le inclinazioni e i talenti, manifestando apprezzamento (soprattutto per le azioni buone, piuttosto che per le doti innate e magari poco sfruttate);<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u25a0 correlativamente, la necessit\u00e0 di evitare la critica meramente negativa e sistematica e il giudizio alla leggera e con faciloneria; la critica vera mira infatti a correggere, e deve quindi essere serena e affettuosa, senza precipitazione e senza sarcasmo;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u25a0 la convinzione della positivit\u00e0 dei vincoli seri e impegnativi (di affetto, di lavoro, spirituali, di amicizia, eccetera), la cui assunzione meditata e la cui osservanza qualifica la vita delle persone, che \u00e8 fondata sulle scelte e sulle opzioni di fondo, altrimenti vale ben poco: invero, come diceva Saint-Exup\u00e9ry, il valore di una persona dipende direttamente dal numero e dalla qualit\u00e0 dei suoi vincoli;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u25a0 la disponibilit\u00e0 a essere criticati, quando sia il caso, e quindi di riconoscere lealmente i propri errori: e fra questi mettiamo anzitutto gli atteggiamenti troppo paternalistici, la presunzione di aver sempre la risposta giusta, un certo &#8220;protezionismo&#8221; che \u00e8 sostanziale mancanza di fiducia, l&#8217;incoerenza fra ci\u00f2 che si dice e ci\u00f2 che si fa, e via dicendo.<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sincerit\u00e0 e semplicit\u00e0<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Strettamente connessa con la fiducia, anzi condizione essenziale affinch\u00e9 questa si sviluppi, \u00e8 la sincerit\u00e0: che \u00e8 il fondamento di qualsiasi convivenza umanamente apprezzabile, e che \u00e8, in particolare, indispensabile perch\u00e9 attecchisca un sano spirito critico. Per essere autentica e credibile, infatti, la critica deve essere prima di tutto veritiera, altrimenti si riduce a sterile esercizio intellettuale, che giustamente ferisce, e finisce per creare conflitti insanabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da questo punto di vista, \u00e8 opportuno avere ben presente che la sincerit\u00e0 presuppone l&#8217;oggettivit\u00e0, la lealt\u00e0 e il buon senso, e non consiste quindi in una sorta di sfrenatezza verbale o in una estemporanea licenza di dire al primo che passa la prima cosa che passa per la testa, ma nel dire la verit\u00e0 alla persona giusta e nel momento giusto (la sincerit\u00e0 indiscriminata e idiota non cessa per il fatto di essere sincera di essere idiota).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel rapporto con i figli, e in genere nell&#8217;esercizio di un&#8217;attivit\u00e0 educativa, bisogna perci\u00f2 sforzarsi di far capire (come sempre, con l&#8217;esempio pi\u00f9 che con le parole) che criticare non significa sottolineare pi\u00f9 o meno pesantemente e magari dietro le spalle i difetti e le manchevolezze degli altri, ma aiutarli a correggersi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La modalit\u00e0 principale di questo aiuto consister\u00e0 allora nella semplicit\u00e0 e nella scioltezza, che comportano da un lato uno sforzo di coerenza fra quello che si pensa e quello che si fa, e dall&#8217;altro quella limpida trasparenza che mira a evitare le complicazioni e le dietrologie, la pedanteria e l&#8217;aria di sufficienza. La semplicit\u00e0 si regge d&#8217;altronde su un atteggiamento di sostanziale umilt\u00e0, cio\u00e8 di riconoscimento dei propri difetti e dei propri sbagli, di rinuncia a mettersi in mostra e a richiamare l&#8217;attenzione altrui sui propri meriti e sui propri talenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il senso critico, insomma, \u00e8 davvero tale solo se sostenuto da una profonda rettitudine d&#8217;intenzione e dirittura interiore, scevra da qualsiasi doppiezza, e solo se si esprime attraverso una coraggiosa naturalezza, che sappia mantener viva la simpatia e il calore umano. E questo \u00e8 un aspetto particolarmente delicato e senz&#8217;altro difficile, che va vissuto in prima persona, se si vuole evitare il rischio, sempre in agguato, di un orgoglioso e controproducente senso di superiorit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Buon umore<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando parliamo di buon umore, non intendiamo riferirci soltanto all&#8217;atteggiamento meramente negativo di chi non si trova in uno stato di perenne o comunque prevalente cattivo umore: un simile stato \u00e8 estremamente fastidioso, e talora del tutto insopportabile, per chi ha la sventura di convivere con un soggetto del genere (basti pensare che i bambini stanno istintivamente alla larga dalle persone tristi o di malumore): esso d&#8217;altronde pu\u00f2 avere cause svariate, ma certamente non oggettive, perch\u00e9 \u00e8 abbastanza inverosimile che tutto vada sempre storto (si tratter\u00e0 piuttosto di suscettibilit\u00e0 esasperata, di egocentrismo sistematico che porta a far prevalere i propri stati d&#8217;animo ignorando la sensibilit\u00e0 altrui, e via dicendo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un simile atteggiamento negativo &#8220;non essere di cattivo umore&#8221;, appunto \u00e8 solo il punto di partenza: affinch\u00e9 la convivenza riesca piacevole e veramente umana, occorre che l&#8217;ambiente in cui si vive sia gradevole e ottimista, vi si respiri fiducia e stima reciproca. Solo in un ambiente di questo tipo, infatti, il senso critico pu\u00f2 svilupparsi in maniera &#8220;sana&#8221;, perch\u00e9 le cose che non vanno bene vengono individuate con chiarezza ma con garbo e con affetto, nella persuasione che le persone possono migliorare, le situazioni sono ben di rado irreversibili e gli errori non vanno minimizzati, ma neppure sono, in genere, del tutto irrimediabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D&#8217;altra parte, abbastanza spesso la critica pi\u00f9 efficace \u00e8 proprio quella che si esercita in tono scherzoso, sapendo ridere (anzitutto, naturalmente, di s\u00e9 stessi), e riuscendo a scoprire i risvolti positivi delle persone e delle cose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gi\u00e0 sul piano umano, insomma, il buon umore \u00e8 sempre una virt\u00f9, mentre la seriet\u00e0 pu\u00f2 essere un vizio (Chesterton): e parlare di virt\u00f9, si noti, implica considerare il buon umore non un fatto meramente temperamentale, bens\u00ec una qualit\u00e0 che si acquista a poco a poco, attraverso la ripetizione frequente di atti dello stesso tipo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In una prospettiva di fede, poi, il buon umore dovrebbe essere &#8220;connaturale&#8221; all&#8217;uomo, perch\u00e9 la virt\u00f9 della speranza dovrebbe costituire l&#8217;humus vitale dove affondano le radici della vita: laddove spesso, purtroppo, si verifica il contrario, e ci si imbatte in un cristianesimo spento, dimissionario, triste, tanto che verrebbe da dar ragione a Bernanos, quando diceva che gli uomini si dividono in due categorie: gli ottimisti, che sono imbecilli felici, e i pessimisti, che sono imbecilli infelici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma bisogna reagire contro una simile conclusione, perch\u00e9 grazie a Dio non ci sono solo imbecilli, al mondo (e il sano spirito critico serve proprio ad accertarsene), e comunque come ricorda una espressione del secondo secolo &#8220;l&#8217;allegria trova sempre grazia davanti a Dio e Gli \u00e8 ben accetta&#8230; L&#8217;uomo allegro opera il bene, pensa il bene e disprezza la tristezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Critica e magnanimit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anzitutto, lo spirito critico deve sempre fare i conti con la dignit\u00e0 delle persone, che sono esseri dotati di un singolare valore intrinseco, e meritano perci\u00f2 un apprezzamento e un rispetto originari, anche se poi la realt\u00e0 concreta va affrontata senza ingenuit\u00e0 e senza chiudere gli occhi davanti ai difetti di ciascuno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo comporta che bisogna da un lato essere intimamente leali e rifuggire dal pettegolezzo, dalla mormorazione e dal parlare dietro le spalle, e dall&#8217;altro allenarsi a rinunciare e la cosa pu\u00f2 risultare abbastanza ardua alla critica meramente negativa, che \u00e8 profondamente distruttiva e, in fondo, assai facile: anche &#8220;il pi\u00f9 rozzo manovale sa conficcare i suoi ferri nella pietra nobile e bella di una cattedrale&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D&#8217;altra parte, se si cercano le ragioni pi\u00f9 profonde di questo tipo di critica, si scopre che, molto spesso, alla sua radice si annidano o la superbia pi\u00f9 o meno consapevole di chi si crede il centro dell&#8217;universo e si ritiene quindi autorizzato a giudicare tutto e tutti, oppure l&#8217;invidia, che \u00e8 senz&#8217;altro una delle motivazioni pi\u00f9 frequenti dell&#8217;agire umano: e ci\u00f2, come ha lucidamente dimostrato Helmut Schoeck nel suo famoso saggio\u00a0<em>L&#8217;invidia e la societ\u00e0<\/em>, sia quando essa si atteggia come &#8220;proletaria&#8221; (e dunque stimola la rivoluzione sociale in vista di un ordine &#8220;totalmente altro&#8221;), sia quando si atteggia come &#8220;capitalista&#8221; (e dunque fomenta l&#8217;emulazione, e favorisce cos\u00ec lo sviluppo del mercato).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma in ogni caso essa \u00e8 un sentimento fra i pi\u00f9 perniciosi, e non solo per le vittime, ma anche anzi, forse soprattutto per chi ne \u00e8 soggetto attivo, che finisce inevitabilmente per diventare sempre pi\u00f9 aggressivo e intollerante e per sprofondare nella solitudine pi\u00f9 completa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molto importante pertanto saper andare a fondo nelle motivazioni concrete che spingono all&#8217;esercizio della critica, perch\u00e9 questa sia sostenuta da un&#8217;intenzionalit\u00e0 retta e limpida e non abbia origini ambigue e oblique, sotto le quali spesso si nasconde, appunto, l&#8217;invidia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma non basta. Occorre invero andare ancora pi\u00f9 in l\u00e0, se si vuole arrivare a una critica che, lungi dall&#8217;essere solo negativa, abbia invece radici vitali e positive. Infatti, la retta intenzione di cui si parlava poco fa si sorregge solo sulla capacit\u00e0 di mirare in alto, di nutrire ideali nobili, di uscire da s\u00e9 stessi per comprendere le ragioni degli altri, di essere indulgenti e di non serbare rancore, di non custodire aridi cahiers de dol\u00e9ances, di aver fiducia nella possibilit\u00e0 di miglioramento personale (proprio e degli altri): in una parola, si sorregge sulla magnanimit\u00e0,che possiamo definire &#8220;ornamento di tutte le virt\u00f9&#8221;, e che quindi a ragion veduta non abbiamo collocato fra gli strumenti che consentono di acquisire un &#8220;sano&#8221; senso critico, perch\u00e9 ne costituisce piuttosto il pilastro pi\u00f9 solido e imprescindibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una critica vera, infatti, \u00e8 lucida ma affabile e generosa: e quindi non appare mai gretta, meschina o personalistica, non si accontenta di &#8220;cacciare lucertole&#8221; come diceva santa Teresa, e non si rinchiude negli orizzonti angusti del fatto personale o episodico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma non basta ancora. Infatti, se compito essenziale dell&#8217;educatore \u00e8 &#8220;insegnare l&#8217;amore&#8221; questo vale evidentemente per ogni \u00e0mbito dell&#8217;educazione, e quindi anche per quanto concerne il senso critico: del quale l&#8217;amore deve pertanto costituire la sostanza pi\u00f9 intima, come del resto \u00e8 gi\u00e0 risultato chiaro nel corso di queste pagine. Insomma, \u00e8 possibile e lecito criticare una persona non solo se la si conosce, ma anche se la si ama (come d&#8217;altronde accade anche nell&#8217;insegnamento: per insegnare bene il latino a Pierino, non basta conoscere il latino, ma bisogna conoscere e amare anche Pierino).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo, allora, l&#8217;aspetto fondamentale di tutto il nostro discorso sulla critica. Alla quale si attaglia benissimo ogni singola parola del famoso inno alla carit\u00e0 di san Paolo ai Corinzi. Anche la critica, dunque, deve essere &#8220;paziente e benigna&#8221;, il che significa, come si \u00e8 visto, equanime e ispirata a comprensione per gli altri; essa &#8220;non \u00e8 invidiosa, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto&#8221;, e qui si pu\u00f2 vedere indicata la magnanimit\u00e0, il riconoscimento della dignit\u00e0 intangibile di ciascun essere umano, la capacit\u00e0 di mettersi nei panni altrui e di uscire dal proprio io.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E, ancora, &#8220;non cerca il suo interesse, non si adira&#8221;, cio\u00e8 sa superare le prospettive meramente egoistiche e materiali in nome di ideali elevati e nobili; &#8220;non tiene conto del male ricevuto, non gode dell&#8217;ingiustizia&#8221;, e dunque non si fonda sul dispetto, sul puntiglio e sulla ripicca, ma ha orizzonti ampi e coraggiosamente si oppone ai luoghi comuni e a un certo andazzo conformista; e infine, &#8220;si compiace della verit\u00e0&#8221;, perch\u00e9 la passione per la verit\u00e0 costituisce il presupposto indispensabile per uno spirito critico che voglia mantenersi &#8220;sano&#8221;, e pertanto respinga qualunque annacquamento della verit\u00e0: bisogna vivere autenticamente nella nostra vita, dunque, veracit\u00e0 e carit\u00e0 vanno indissolubilmente unite: e questo vale in modo particolare per il senso critico, perch\u00e9 senza un costante riferimento alla verit\u00e0 e alla Verit\u00e0 nessuna critica riesce a essere positiva, n\u00e9 lo spirito critico potr\u00e0 mai essere davvero &#8220;sano&#8221;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>www.paginecattoliche.it di Paolo De Marchi Spirito critico e cultura | Il problema della comunicazione | Realismo | Rispetto | Distacco | Capacit\u00e0 di indignarsi | Coraggio | Fiducia | Sincerit\u00e0 e semplicit\u00e0 | Buon umore | Critica e magnanimit\u00e0<\/p><p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/per-sviluppare-un-sano-senso-critico-nei-figli\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":34994,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[23],"tags":[234],"class_list":["post-1044","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-scuola-ed-educazione","tag-educazione","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.4 - 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