{"id":1030,"date":"2005-07-17T00:00:00","date_gmt":"2005-07-16T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2015-12-02T16:37:47","modified_gmt":"2015-12-02T15:37:47","slug":"la-cultura-della-dissoluzione-strutturalismo-e-rivoluzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/la-cultura-della-dissoluzione-strutturalismo-e-rivoluzione\/","title":{"rendered":"La cultura della dissoluzione. Strutturalismo e rivoluzione"},"content":{"rendered":"<div align=\"center\">\n<p>Articolo pubblicato su<strong> Cristianit\u00e0<\/strong> n. 23 (marzo 1977)<\/p>\n<p>di <strong>Massimo Introvigne<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/07\/TFP.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-28530\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/07\/TFP.jpg\" alt=\"TFP\" width=\"170\" height=\"200\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>INDICE<\/strong><\/p>\n<p>I. CHE COS&#8217;\u00c8 LO STRUTTURALISMO?<br \/>\n<strong><br \/>\n1.<\/strong> IL METODO<br \/>\n<strong>2.<\/strong> LA DOTTRINA DELLA CONOSCENZA<br \/>\n<strong>3.<\/strong> L&#8217;ANTI-METAFISICA<\/p>\n<p><strong>II. ESITI E APPLICAZIONI DELLO STRUTTURALISMO<\/strong><\/p>\n<p>1. IL PENSIERO SELVAGGIO<br \/>\n<strong>2.<\/strong> LA LETTURA STRUTTURALISTICA DI MARX<br \/>\n<strong>3.<\/strong> STRUTTURALISMO E SEMIOLOGIA<br \/>\n<strong><br \/>\nA. La classificazione delle cose<br \/>\nB. La \u00abmessa in ordine\u00bb delle istituzioni <\/strong><\/p>\n<p>CONCLUSIONE: IL RITORNO DI DIONISO<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>NOTE<\/strong><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">Nella terza edizione italiana del saggio <em>Rivoluzione e Contro-Rivoluzione<\/em>, l&#8217;autore, Plinio Corr\u00eaa de Oliveira, indica nello strutturalismo uno dei sintomi della IV Rivoluzione. Per permettere ai nostri lettori di cogliere appieno l&#8217;indicazione offerta dal pensatore cattolico brasiliano, pubblichiamo un sostanzioso profilo del pensiero strutturalista, scritto con esplicita intenzione di ampliamento del suggerimento fornito nell&#8217;opera citata.<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>I. CHE COS&#8217;\u00c8 LO STRUTTURALISMO?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00abTutti ne parlano ma la maggioranza non sa affatto che cosa sia\u00bb <\/em>(L. Jugnet) (1). <em>\u00abLo strutturalismo \u00e8 una categoria che esiste per gli altri, quelli che non sono strutturalisti\u00bb<\/em> (M. Foucault) (2). Basterebbero queste due citazioni &#8211; la prima di un avversario, la seconda di uno dei maggiori esponenti dello strutturalismo &#8211; a presentare le difficolt\u00e0 di una definizione unitaria delle dottrine, delle ricerche e delle teorie comunemente etichettate come <em>\u00abstrutturalistiche\u00bb<\/em> o <em>\u00abstrutturali\u00bb.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">N\u00e9 sarebbe esatto assumere come denominatore comune soltanto il concetto di <em>\u00abstruttura\u00bb<\/em>, largamente usato da scienziati, da sociologi e anche da filosofi (i neo-positivisti discepoli di Carnap, per esempio, e per certi versi anche vari seguaci di Popper), che non possono essere in alcun modo. ricollegati al movimento strutturalista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pare opportuno, quindi, distinguere nello strutturalismo tre aspetti diversi: un <em>metodo<\/em>, una <em>dottrina della conoscenza<\/em>, una <em>metafisica<\/em> (o pi\u00f9 esattamente un&#8217;anti-metafisica), che, pur trovando un punto di incontro e una sintesi unitaria nell&#8217;opera di Claude L\u00e9vi-Strauss, il fondatore dello strutturalismo propriamente detto, non sono necessariamente tutti e tre compresenti nei vari autori considerati strutturalisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1. IL METODO<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il metodo strutturalista si fonda principalmente sulla asserzione secondo cui \u00e8 possibile studiare le relazioni tra i termini di un sistema, a prescindere da qualunque informazione relativa ai termini stessi. <em>\u00abLo strutturalismo<\/em> &#8211; dichiara L\u00e9vi-Strauss &#8211; <em>preleva i fatti sociali nell&#8217;esperienza e li trasporta in laboratorio. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>L\u00e0 si sforza di rappresentarli sotto forma di modelli, prendendo sempre in considerazione non i termini, ma la relazione tra i termini\u00bb<\/em> (3). Noi possiamo descrivere, per esempio, una trib\u00f9 &#8211; come gli indiani Nambikwara, a lungo studiati da L\u00e9vi-Strauss &#8211; senza osservare e senza dire nulla dei singoli membri delle trib\u00f9, ma semplicemente inventariando e classificando le relazioni (di parentela, di comunicazione linguistica, economiche, sociali, ecc.) che essi stabiliscono tra loro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;insieme di tali relazioni costituir\u00e0 la <em>\u00abstruttura\u00bb<\/em> della trib\u00f9, unico oggetto autentico della scienza in quanto (almeno nel breve periodo) rimane costante e immutabile, mentre i singoli membri mutano e non \u00e8 possibile seguire le loro complesse vicissitudini, Cos\u00ec &#8211; per usare un altro esempio particolarmente caro allo strutturalismo &#8211; \u00e8 possibile fornire la descrizione di una lingua o di un linguaggio senza fare riferimento alle singole parole o espressioni, ma soltanto alle relazioni (grammaticali, sintattiche, ecc.) che tra esse si stabiliscono, ricavando cos\u00ec la <em>\u00abstruttura\u00bb<\/em> della lingua o del linguaggio in questione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il metodo strutturalista serve cos\u00ec a costruire schemi di relazioni a partire da un insieme di termini: schemi logico-formali o matematici, schemi antropologici, schemi socio-economici (incontrando per questa via il marxismo e la nozione marxista di una struttura economica fondamentale su cui si costruiscono le varie sovrastrutture), schemi relazionali oscuri dell&#8217;inconscio (avvicinandosi cos\u00ec alla psicanalisi).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 necessario per\u00f2, a questo punto, rilevare come molti studiosi e scienziati, forse troppo frettolosamente etichettati come strutturalisti &#8211; come il linguista svizzero de Saussure (4) o lo psicologo Piaget &#8211; si limitano a considerare quello relazionale o strutturale come <em>un aspetto<\/em> della realt\u00e0 oggetto della loro indagine, senza escludete la validit\u00e0 complementare di altri approcci e di altri metodi di studio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altri, invece, ritengono che la scienza possa avere per oggetto <em>solo<\/em> le strutture e <em>debba<\/em> disinteressarsi dei termini individuali che, posta la loro variabilit\u00e0 e non riducibilit\u00e0 in schemi, non potrebbero essere oggetto di una indagine scientifica seria. Si tratta, in questo caso, di una prospettiva riduzionista che gi\u00e0 presuppone il passaggio dallo \u00abstrutturalismo-metodo\u00bb allo \u00abstrutturalismo &#8211; dottrina della conoscenza\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una prospettiva, tra l&#8217;altro, che si vuole severamente <em>\u00abscientifica\u00bb<\/em>, ma che fatalmente denuncia tutti gli inconvenienti derivanti dalla presenza di premesse filosofiche occulte, che condizionano lo stesso momento sperimentale. Altri studiosi, cos\u00ec, criticano severamente gli strutturalist\u00ec: l&#8217;antropologo L\u00e9vi-Strauss viene accusato di costruire in laboratorio falsi sel-aggi che non esistono nella realt\u00e0, e gli stessi psicanalisti insorgono contro la sintesi tra strutturalismo e psicanalisi operata da Lacan (5).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2. LA DOTTRINA DELLA CONOSCENZA<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La gnoseologia strutturalista parte dal metodo strutturalista, ma va oltre. Non solo asserisce la <em>possibilit\u00e0<\/em> di studiare le strutture relazionali a prescindere dai termini individuali tra cui le relazioni si stabiliscono, ma sostiene la <em>necessit\u00e0<\/em> di questo approccio teorico, in quanto la conoscenza umana \u00e8 limitata, pu\u00f2 conoscere soltanto le relazioni e le strutture, mai gli individui, mai una pretesa \u00ab essenza \u00bb delle cose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 possibile conoscere la realt\u00e0 <em>in s\u00e9<\/em>: l&#8217;intelletto umano pu\u00f2 arrivare soltanto a cogliere la trama di rapporti, relazioni, strutture che lega tra loro uomini e cose. Paul Ricoeur ha insistito, giustamente, sulla <em>\u00ab parentela \u00bb<\/em> tra la dottrina della conoscenza strutturalista e quella di Kant, il quale pure asseriva che gli uomini possono conoscere solo l&#8217;apparenza delle cose, i <em>fenomeni<\/em>, e mai il <em>noumeno<\/em>, la cosa come \u00e8 in s\u00e8, che resta oscura e inconoscibile (6).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, la dottrina della conoscenza di L\u00e9vi-Strauss \u00e8 una trascrizione materialista della filosofia di Kant, un kantismo materialista (un kantismo dopo il marxismo), perch\u00e9 la struttura \u00e8 un insieme di relazioni rigorosamente materiali e lo spirito umano la conosce in quanto ne \u00e8 partecipe, ne \u00e8 parte, in quanto <em>\u00ablo spirito rivela la sua natura di cosa tra le cose\u00bb<\/em> (7).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La dottrina della conoscenza strutturalista intende andare oltre l&#8217;idealismo e il marxismo, segnare un passo ulteriore nella linea del rifiuto dei principi della gnoseologia e della metafisica classica greco-cristiana. L&#8217;hegelismo, infatti, nega la conoscenza e perfino l&#8217;esistenza di oggetti, ma pretende ancora di conoscere e descrivere almeno un <em>soggetto<\/em>, lo Spirito Assoluto; lo stesso Marx \u00e8 ancora \u00abmetafisico\u00bb nella misura in cui identifica la materia come soggetto dell&#8217;evoluzione e descrive il suo movimento nella storia: lo strutturalismo, invece, nega la possibile conoscenza non solo di oggetti, ma anche di qualunque soggetto, posto che non si conoscono termini, ma solo relazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In particolare, viene combattuta la pretesa di conoscere la storia. \u00c8 vero: le strutture mutano &#8211; ma per poter conoscere le loro mutazioni, cio\u00e8 la storia, occorrerebbe avere conoscenza di cose \u00ab in s\u00e8 \u00bb che rimarrebbero immutabili al mutare delle loro relazioni, ed \u00e8 appunto ci\u00f2 che lo strutturalismo nega. Niente scienza della storia, dunque: ma scienza, al massimo, dei singoli momenti storici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si potr\u00e0, per esempio, descrivere, come spiega Michel Foucault, il tessuto di strutture, l&#8217;<em>epist\u00e9me<\/em>, del secolo XVI, e poi l&#8217;<em>epist\u00e9me<\/em> del secolo XVII, che \u00e8 diversa, ma non si potr\u00e0 mai scoprire come \u00e8 avvenuto il passaggio dall&#8217;una all&#8217;altra (6). Lo strutturalismo rifiuta &#8211; il gergo \u00e8 quello delle predilette scienze linguistiche &#8211; l&#8217;indagine <em>\u00abdiacronica\u00bb<\/em> e si accontenta dello studio <em>\u00absincronico\u00bb<\/em>, elevando a limite universale della conoscenza il limite metodologico che de Saussure assegnava alla sua indagine sulla lingua: operare come il giocatore di scacchi, per il quale una data posizione dei pezzi prescinde dagli antecedenti che l&#8217;hanno prodotta; per comprendere la situazione e impostare le mosse successive conta solo il presente, ed \u00e8 perfettamente inutile ricordare quello che \u00e8 successo prima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, anche lo studio <em>\u00absincronico\u00bb<\/em> delle strutture presuppone che queste rimangano ferme, almeno per il tempo necessario a descriverle:. dire che possiamo conoscere le strutture, ma non le loro mutazioni, significa asserire implicitamente che le mutazioni avvengono soltanto nel lungo periodo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La seconda generazione strutturalista si rivolta pertanto contro L\u00e9vi-Strauss, asserendo che le strutture mutano e cambiario continuamente, e dunque non \u00e8 possibile fissarle e descriverle (mentre si comincia a descriverle gi\u00e0 sono mutate), cos\u00ec che, non potendo conoscere affatto la mutazione che pure (marxisticamente) \u00e8 l&#8217;unica realt\u00e0, l&#8217;uomo propriamente non pu\u00f2 conoscere nulla. Si scivola cos\u00ec nel relativismo assoluto e nello scetticismo universale, dove &#8211; come gi\u00e0 ammoniva sant&#8217;Agostino (9) &#8211; forzatamente conclude chiunque neghi i principi del ragionare logico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3. L&#8217;ANTI-METAFISICA<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Muovendo dalle premesse gnoseologiche sopra enunciate, lo strutturalismo giunge alla pi\u00f9 radicale e totale negazione della metafisica. Se il <em>metodo<\/em> strutturalista afferma che \u00e8 possibile studiare la struttura di relazioni tra gli enti, a prescindere dagli enti stessi; se la <em>dottrina della conoscenza<\/em> aggiunge che la conoscenza umana \u00e8 soltanto conoscenza delle relazioni, rimanendo gli enti in s\u00e9 totalmente inconoscibili; l&#8217;<em>anti-metafisica<\/em> di L\u00e9vi-Strauss e dei suoi seguaci conclude che gli enti non soltanto non sono conoscibili, ma non esistono affatto, e che l&#8217;unica vera realt\u00e0 \u00e8 la trama universale di relazioni, l&#8217;unica struttura che intesse l&#8217;universo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 l&#8217;esito ultimo della filosofia moderna. Restano ancora gli uomini, quando si nega l&#8217;esistenza di Dio. Resta ancora un soggetto universale, uno Spirito Assoluto, quando, con Hegel, si nega l&#8217;esistenza dei singoli. Resta ancora la materia, quando Marx nega l&#8217;esistenza d\u00ec ogni realt\u00e0 spirituale: e perfino i neo-positivisti pi\u00f9 spinti, che negano ogni categoria generale, concedono almeno l&#8217;esistenza di singoli oggetti, di cose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo strutturalismo, invece, sanziona la morte del reale: non esistono n\u00e9 uomini n\u00e9 cose, n\u00e9 soggetti n\u00e9 oggetti, n\u00e9 spirito n\u00e9 materia, e tutto ci\u00f2 che sembra esistere non \u00e8 che concrezione, <em>\u00abpiega\u00bb<\/em> pi\u00f9 o meno occasionale e momentanea dell&#8217;unica gigantesca ragnatela, della struttura universale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All&#8217;ontologia della morte del reale fa seguito l&#8217;antropologia della morte dell&#8217;uomo: l&#8217;uomo non esiste, \u00e8 soltanto <em>\u00abuna smagliatura nell&#8217;ordine delle cose<\/em> [&#8230;] <em>una semplice piega\u00bb<\/em> (Foucault) (10), un coagulo accidentale nell&#8217;universo delle relazioni. E il pensiero umano \u00e8 rilevante solo in quanto, composto a sua volta di relazioni materiali, \u00e8 disvelamento occasionale della struttura. universale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Funzione assolta non dal pensiero logico, ma dal <em>\u00abpensiero selvaggio\u00bb<\/em>, al limite dell&#8217;inconscio in cui meglio emerge la struttura primordiale; e dal pensiero collettivo, dall&#8217;oscuro substrato psichico comune dell&#8217;umanit\u00e0, non dal pensiero individuale del quale, a rigore, si deve dire che non esiste. Non <em>\u00abio penso\u00bb<\/em> \u00e8 dunque l&#8217;espressione esatta, ma <em>\u00absi pensa\u00bb<\/em>, <em>\u00abon pense\u00bb<\/em> (Foucault), <em>\u00ab\u00e7a pense\u00bb<\/em> (Lacan).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;unico compito che rimane al filosofo \u00e8 il monotono inventario dei sistemi relazionali, tendenzialmente tutti uguali, che la struttura universale produce (e in cui si rivela) in tutti i campi della natura e dell&#8217;agire umano. Compito scarsamente entusiasmante: e tuttavia ancora troppo ambizioso, se l&#8217;uomo \u00e8 soltanto <em>\u00abuna smagliatura nell&#8217;ordine delle cose\u00bb<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;unica soluzione sar\u00e0 allora abbandonarsi all&#8217;inconscio, alla follia, alla droga, sperando cos\u00ec in uno spontaneo emergere della struttura primordiale attraverso i furori del <em>\u00abpensiero selvaggio\u00bb<\/em>. Ma anche questa potrebbe non essere altro che l&#8217;ultima delle illusioni metafisiche se gli uomini, anche soltanto collettivamente, ancora si illudessero di esistere<em>. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00abNulla ha senso se non per l&#8217;uomo<\/em> &#8211; dichiara L\u00e9vi-Strauss <em>&#8211; ma l&#8217;uomo a sua volta non ha alcun senso\u00bb<\/em> (11). E, a sintesi della sua filosofia, scrive a lettere maiuscole, al termine della sua opera <em>La Civilisation de l&#8217;Homme Nu<\/em>, \u00abRIEN\u00bb, \u00abNULLA\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>II. ESITI E APPLICAZIONI DELLO STRUTTURALISMO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A detta di L\u00e9vi-Strauss lo strutturalismo \u00e8 suscettibile di applicazione allo studio di qualunque realt\u00e0 naturale o umana, posta l&#8217;esistenza di un unico tessuto relazionale fondamentale, che si rivela e si riproduce in una miriade d\u00ec strutture particolari. Paul Ricoeur, che dello struttural\u00ecsmo \u00e8 attento studioso e acuto critico, ha sostenuto l&#8217;esistenza di tre possibili <em>\u00abesiti\u00bb<\/em> delle teorie strutturaliste:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1.<\/strong> una <em>\u00abfilosofia in cui lo spirito \u00e8 organizzato come lo sono le cose\u00bb<\/em>, che va alla ricerca delle strutture elementari e primordiali del pensiero umano, <em>\u00abomologhe\u00bb<\/em> (e non soltanto analoghe) alle strutture della realt\u00e0 materiale (12);<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2.<\/strong> <em>\u00abuna specie di rinnovamento del marxismo\u00bb<\/em>, un marx-strutturalismo;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3.<\/strong> una <em>\u00abfilosofia dello spirito oggettivo in cui la combinatoria dello spirito oggettivo, in s\u00e9 incosciente, si esprime volta a volta in una impresa di classificazione delle cose o in un\u2019impresa di messa in ordine delle istituzioni\u00bb<\/em> (13).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo schema di Ricoeur mi sembra felice: converr\u00e0 dunque seguire, almeno sommariamente, le tre direzioni indicate, che conducono rispettivamente alle varie ipostasi del <em>\u00abpensiero selvaggio\u00bb<\/em>, alla lettura strutturalistica di Marx e all&#8217;incontro tra strutturalismo e semiologia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1. IL PENSIERO SELVAGGIO<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per L\u00e9vi-Strauss i princ\u00ecpi della logica, e tutto il pensiero razionale umano che su essi secolarmente si \u00e8 costruito, non sono che pure mistificazioni, in quanto fondati sull&#8217;idea secondo cui esistono individui, cose, termini: mentre per lo strutturalismo non vi sono che relazioni e strutture.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia &#8211; e qui opera su L\u00e9vi-Strauss l&#8217;ipoteca del mitico <em>\u00abbon sauvage\u00bb<\/em> rousseauiano &#8211; la struttura universale continua a manifestarsi nelle oscure profondit\u00e0 dell&#8217;inconscio collettivo degli uomini e si rivela in piena luce nei popoli <em>\u00abselvaggi\u00bb<\/em>, fino a oggi scampati alla corruzione del pensiero logico, dalla cui nefasta influenza alcune trib\u00f9 <em>\u00abprimitive\u00bb<\/em> sarebbero fortunatamente riuscite a rimanere immuni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Illustri etnologi hanno ribattuto a L\u00e9vi-Strauss che <em>\u00abselvaggi\u00bb<\/em> siffatti, totalmente alogici, esistono solo nelle pagine dei suoi libri e comunque, secondo l&#8217;ipotesi gi\u00e0 avanzata &#8211; contro Rousseau &#8211; da Joseph de Maistre (14), tali trib\u00f9 non sono affatto <em>\u00abprimitive\u00bb<\/em>, bens\u00ec decadute e corrotte: ma, ugualmente, l&#8217;entusiasmo per il <em>\u00abselvaggio\u00bb<\/em> \u00e8 diventato il connotato pi\u00f9 popolare dello strutturalismo e, volgarizzato dalla letteratura giornalistica, \u00e8 entrato ormai nella \u00abcultura\u00bb comune.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sar\u00e0 per\u00f2 opportuno ricordare che il <em>\u00abselvaggio\u00bb<\/em> di L\u00e9vi-Strauss, che forse invano si cercherebbe per foreste e savane, pu\u00f2 essere facilmente reperito in un luogo assai pi\u00f9 accessibile, e cio\u00e8 nei capitoli I-III della nota opera di Friedrich Engels <em>L&#8217;origine della famiglia, della propriet\u00e0 privata e dello Stato<\/em>, dove il padre (con Marx) del comunismo descrive l&#8217;orda primordiale delle scimmie appena trasformate in uomini che, prima della divisione del lavoro e conseguente nascita delle classi, si aggirano per le pianure nella pi\u00f9 completa promiscuit\u00e0 sessuale ed economica (15).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fondati indizi fanno ritenere &#8211; onde la ricorrente accusa a Engels di indulgere a una concezione ciclica della storia &#8211; che la futura, utopica societ\u00e0 comunista, destinata, dopo il <em>\u00abdeperimento dello Stato\u00bb<\/em>, a sostituire l&#8217;autoritaria societ\u00e0 socialista, altro non sia che una riedizione aggiornata dell&#8217;orda primordiale: all&#8217;orizzonte del comunismo vi sarebbe dunque una societ\u00e0 tribale, coerentemente <em>\u00abselvaggia\u00bb<\/em> secondo il modello strutturalista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma c&#8217;\u00e8 di pi\u00f9: L\u00e9vi-Strauss attira adeguatamente l&#8217;attenzione sulla figura dello <em>stregone<\/em>, artefice principale della fusione collettivistica della trib\u00f9, che capta ed esprime dalle profondit\u00e0 del subconscio collettivo l\u00e0 struttura che lentamente va emergendo. Concetti di cui \u00e8 estremamente facile una trascrizione marxista (il che spiega forse perch\u00e9 lo strutturalismo sia l&#8217;unica filosofia occidentale di cui \u00e8 permesso l&#8217;insegnamento, sia pure parziale, nelle universit\u00e0 dell&#8217;Unione Sovietica): non gioca forse il ruolo dello stregone il partito <em>\u00abintellettuale collettivo\u00bb<\/em> che, per esprimersi nei termini inequivocabili di Gramsci, <em>\u00abstandardizza i sentimenti popolari\u00bb<\/em> e dimostra che <em>\u00abtutto il complesso<\/em> [&#8230;] <em>si pu\u00f2 muovere come un uomo collettivo\u00bb<\/em> (16)? Lo stregone strutturalista non dev&#8217;essere necessariamente vestito di pelli di capra, cos\u00ec come importa poco che si parli di partito <em>\u00abmoderno Principe\u00bb<\/em> o di partito-stregone: cambiano le etichette e le immagini, non la sostanza dei concetti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Del selvaggio, comunque, non mancano figurazioni e anticipazioni anche nelle societ\u00e0 <em>\u00abrazionali\u00bb<\/em> dove, nonostante il pernicioso dominio del pensiero <em>\u00ablogico\u00bb<\/em>, pure esistono personaggi in cui la struttura primordiale pi\u00f9 potentemente urge e si esprime.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tali i bambini (che vanno perci\u00f2 preservati &#8211; altro tipico motivo di Rousseau &#8211; dagli irreparabili danni dell&#8217;educazione), i <em>\u00abcosiddetti\u00bb<\/em> pazzi e i <em>\u00abcosiddetti\u00bb<\/em> criminali, tutti in lotta contro il pensiero logico e perci\u00f2 considerati <em>\u00abdevianti\u00bb<\/em> dalla societ\u00e0 logicista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Strutturalmente, psicanalisi e marxismo si incontrano negli scritti di Lacan e nella pratica psichiatrica di Basaglia, teorico di una <em>\u00abmaggioranza deviante\u00bb<\/em>, che occorre solo fare uscire dal manicomio o dalla prigione: una volta trasformata la propria lotta inconsapevole in lotta consapevole contro la societ\u00e0 borghese, insieme logicista e classista, questo esercito di folli e di delinquenti sar\u00e0 l&#8217;avanguardia dirompente per la trasformazione rivoluzionaria del mondo e l&#8217;instaurazione immediata di una societ\u00e0 comunistica e tribale (17).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell&#8217;attesa, per chi non avesse raggiunto la felice condizione di infermo di mente o trovasse troppo scomodo o rischioso il liberarsi dalle alienazioni del pensiero logico attraverso la pratica criminale continuata, rimane sempre la scorciatoia della droga, che permette di pervenire rapidamente alle ebbrezze del <em>\u00abpensiero selvaggio\u00bb<\/em>, facendo emergere &#8211; sia pure solo per un istante &#8211; le pi\u00f9 intime e nascoste strutture dell&#8217;inconscio. Nella figura del drogato si esprime il rifiuto pi\u00f9 radicale possibile del pensiero logico e razionale, l&#8217;approdo ultimo &#8211; ma conseguente &#8211; dell&#8217;<em>odium rationis <\/em>strutturalista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2. LA LETTURA STRUTTURALISTICA DI MARX<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tentativo pi\u00f9 noto di fusione tra strutturalismo e marxismo \u00e8 quello di Louis Althusser, che propone insieme una interpretazione strutturalistica di Marx e una interpretazione marxista dello strutturalismo. Secondo la dottrina comunista, come \u00e8 noto<em>, \u00able relazioni fondamentali di ogni societ\u00e0 umana sono i l&#8217;apporti di produzione\u00bb<\/em> (18): essi costituiscono la <em>\u00abstruttura\u00bb<\/em> su cui si impiantano le varie <em>\u00absovrastrutture\u00bb<\/em> ideologiche (morale, diritto, arte, religione, ecc.), che non sono che riflesso e derivazione dell&#8217;unica struttura materiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutte le strutture, tutti i sistemi di relazioni che si incontrano nei vari campi dell&#8217;agire umano non sono dunque che riproduzioni dell&#8217;unica struttura fondamentale, che \u00e8 quella materiale economica: questa, per Althusser, sarebbe la <em>\u00abverit\u00e0 comune\u00bb<\/em> dello strutturalismo e del marxismo. Althusser intraprende quindi un&#8217;opera di rigorosa \u00abpurificazione\u00bb del marxismo da tutte le incrostazioni idealistiche e spiritualistiche derivate da Hegel: Marx \u00e8 soprattutto il continuatore del materialista Feuerbach, la sua filosofia secondo la celebre espressione di Lenin &#8211; e <em>\u00abil materialismo filosofico integrale\u00bb<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo strutturalismo, d&#8217;altra parte, \u00e8 anzitutto un materialismo, che deve assumere come modello primario di struttura quello derivato dalla pi\u00f9 materiale delle attivit\u00e0 umane, l&#8217;attivit\u00e0 economica, e volgersi pertanto alle immortali pagine del <em>Capitale<\/em> di Marx, all&#8217;uopo tradotto in termini strutturalisti nel 1965 da Althusser e dal suo collaboratore Balibar nel <em>volume Lire le Capital<\/em> (19).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Senonch\u00e9 quello di Althusser \u00e8 uno strano marxismo, dove non c&#8217;\u00e8 posto per la dialettica: giacch\u00e9 lo strutturalismo nega la storia e asserisce che dai passaggi <em>\u00abdiacronici\u00bb<\/em> (che per Marx sono dialettici) da un&#8217;epoca all&#8217;altra l&#8217;uomo non pu\u00f2 avere alcuna conoscenza. Contro il marx-strutturalismo hanno quindi reagito violentemente i marxisti ortodossi, e il teorico comunista Henri Lefebvre ha visto nella filosofia di Althusser <em>\u00abla perdita del senso della storia e l&#8217;abbandono della dialettica\u00bb<\/em>, nonch\u00e9 finalmente un deplorevole <em>\u00abconfusionismo\u00bb<\/em> (20).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tralasciando le beghe interne tra i comunisti francesi, si pu\u00f2 rilevare come l&#8217;ipertrofia del momento materialista a detrimento di quello dialettico nel marxismo di Althusser si contrapponga esattamente alla prevalenza della dialettica sul materialismo (e dunque, tendenzialmente, della sovrastruttura sulla struttura) in Gramsci e pi\u00f9 ancora in Ernst Bloch.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una divaricazione che, in ultima analisi, giova alla propaganda culturale marxista: perch\u00e9, mentre riesce possibile captare la benevolenza dei <em>\u00abmoderati\u00bb<\/em> (e dei cattolici) con l&#8217;utopismo escatologico blochiano e le varie strategie \u00abeurocomuniste\u00bb ispirate a Gramsci, mediante il tribalismo strutturalista e il \u00abmaterialismo assoluto\u00bb di Althusser si riescono viceversa ad attirare anche le frange pi\u00f9 arrabbiate della <em>\u00abcontestazione globale\u00bb<\/em> universitaria ed extra-univers\u00ectaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un&#8217;operazione a tenaglia, dunque: secondo la strategia dei <em>\u00abcomunismi assortiti\u00bb<\/em> che consiste, come nel classico <em>plateau des fromages<\/em>, nel presentare comunismi diversi per \u00abconsumatori\u00bb diversi (21).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3. STRUTTURALISMO E SEMIOLOGIA<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come abbiamo visto, una delle tesi fondamentali dello strutturalismo \u00e8 che l&#8217;unica struttura si rivela e si manifesta nei vari sistemi relazionali che si incontrano studiando la natura e l&#8217;agire umano. Tutte le scienze e tutte le attivit\u00e0 dell&#8217;uomo possono pertanto essere descritte mettendo a nudo la struttura che, come uno scheletro segreto, le intesse e le sorregge.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Su questa prima operazione, meramente descrittiva, di <em>\u00abclassificazione delle cose\u00bb<\/em>, secondo il citato schema d\u00ec Ricoeur, se ne innesta una seconda, prescrittiva, di <em>\u00abmessa in ordine delle istituzioni\u00bb<\/em>, di <em>\u00abconsigli\u00bb<\/em> miranti a fare emergere, soprattutto in campo politico, la struttura nella sua purezza, liberata da tutte le mistificanti incrostazioni sovrastrutturali, preparando cos\u00ec una futura societ\u00e0 strutturalista. Sar\u00e0 opportuno, per maggiore chiarezza, esaminare separatamente <em>\u00bbl&#8217;impresa di classificazione delle cose\u00bb<\/em> e l&#8217;<em>\u00abimpresa di messa in ordine delle istituzioni\u00bb.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>A. La classificazione delle cose<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esistono ormai opere che trattano in termini strutturalist\u00ec pressoch\u00e9 di ogni argomento: dalla matematica all&#8217;esegesi biblica, dalla moda al diritto (22). Il campo di applicazione principale dello strutturalismo \u00e8, tuttavia, quello dei sistemi di segni: linguaggio, arte e sistemi di informazione rivelerebbero una struttura primaria, omologa a ogni altra struttura esistente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La semiologia &#8211; come studio generale dei segni &#8211; non si identifica con lo strutturalismo, giacch\u00e9 l&#8217;interesse tematico per i sistemi di segni si \u00e8 manifestato anche tra filosofi non strutturalisti e ben prima della pubblicazione delle opere di L\u00e9vi-Strauss (23): oggi, tuttavia, nonostante interminabili polemiche e distinzioni, la maggior parte dei semiologi si dichiara strutturalista e semiologia e strutturalismo sono venuti a confluire in un movimento di pensiero comune. In concreto i sistemi di segni analizzati dalla semiologia sono principalmente:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>a)<\/strong> <em>la lingua<\/em>, di cui alcuni linguisti si limitano a studiare e classificare, sulle orme di de Saussure, relazioni e rapporti, mentre altri affermano senz&#8217;altro che le strutture rivelate dalla lingua sono le strutture profonde dello spirito umano e anzi (secondo una tesi accettata da qualche tempo dallo stesso L\u00e9vi-Strauss) le strutture stesse della realt\u00e0;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>b)<\/strong> <em>la letteratura e l&#8217;arte<\/em>, considerando <em>\u00abl&#8217;opera come una macchina<\/em> [\u2026] <em>solo un assieme di pezzi\u00bb<\/em>e attuando quindi <em>\u00abuna decostruzione del testo, che viene poi ricostruito secondo categorie, formule, tabelle\u00bb<\/em> (Cesare Segre) (24).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le strutture rivelate dall&#8217;opera non hanno alcun rapporto con le intenzioni dell&#8217;artista, che si limita, pi\u00f9 o meno inconsapevolmente, a trasmettere &#8211; in quanto <em>\u00abemittente\u00bb<\/em> di un <em>\u00abmessaggio segnico\u00bb<\/em> &#8211; le strutture profonde della psiche collettiva degli uomini. Il testo letterario (e per analogia, <em>mutatis mutandis<\/em>, il quadro o la scrittura) va pertanto studiato a prescindere da ogni riferimento al suo autore: scomposto in <em>\u00abmicrosequenze\u00bb<\/em> e <em>\u00abmacrosequenze\u00bb<\/em>, figure retoriche, combinazioni verbali e cos\u00ec via, e poi riclassificato in tabelle e schemi fino a ridurlo a &#8216;una pura struttura relazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma <em>\u00able singole opere sono la realizzazione sul piano individuale di sistemi generali (archetipi)\u00bb<\/em> (25), che sono &#8211; ancora una volta &#8211; gli archetipi generali dello spirito umano e della realt\u00e0, a cui dunque, a partire dalla critica letteraria e artistica, \u00e8 possibile risalire. La semiologia letteraria, con il concetto (assolutamente materialista) dell&#8217;opera d&#8217;arte come oggetto di fabbricazione, \u00e8 nata nell&#8217;Unione Sovietica negli anni della Rivoluzione di Ottobre con la cosiddetta scuola formalista (26), ed \u00e8 stata diffusa in Francia da studiosi provenienti dall&#8217;Est europeo: il lituano Algirdas Julien Greimas e i bulgari Tzvetan Todorov e Julia Kristeva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalla Francia, celebrati i definitivi sponsali con lo strutturalismo di L\u00e9vi-Strauss a cui gi\u00e0 la legavano profonde affinit\u00e0, la <em>\u00abnouvelle critique\u00bb<\/em> semiologica ha invaso le universit\u00e0 di Lettere e le riviste di critica letteraria di tutto il mondo, grazie soprattutto all&#8217;opera di Roland Barthes e dei suoi collaboratori e seguaci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Italia i<em>\u00absemiologi\u00bb<\/em> sono spuntati come funghi, e sono ormai riusciti a occupare un buon numero di cattedre universitarie, da cui impegnano gli alunni in noiosissimi lavori di <em>\u00abdecostruzione\u00bb<\/em> dei testi pi\u00f9 vari, scarsamente giustificati da dichiarazioni filosofiche di principio e dall&#8217;ostentata fede marxista della maggior parte di questi personaggi (27);<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>c)<\/strong> <em>l&#8217;inconscio \u00e8 anch&#8217;esso considerato un sistema di segni<\/em> dal gi\u00e0 citato Jacques Lacan, la cui <em>\u00abneopsicanalisi\u00bb<\/em> segna l&#8217;incontro tra Freud e lo strutturalismo. L&#8217;affermazione secondo cui la struttura si rivela anzitutto nell&#8217;inconscio conduce Lacan a sostenere la prevalenza dell&#8217;inconscio sul conscio e dunque all&#8217;apologia del folle come personaggio che realizza e pratica questa prevalenza, con un nuovo e inquietante \u00abelogio della follia\u00bb, le cui paradossali conclusioni identificano nel demente l&#8217;autentico personaggio-simbolo della nuova umanit\u00e0 strutturalista;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>d)<\/strong> <em>i gesti<\/em> (la danza, il grido, la mimica, ecc.) sono pure oggetto di indagine in quanto a loro modo, <em>\u00absegni\u00bb<\/em>. Lo strutturalismo rivaluta in quanto maggiormente primordiale e <em>\u00abselvaggio\u00bb<\/em> &#8211; il <em>\u00ablinguaggio del corpo\u00bb<\/em>, la <em>\u00abgestualit\u00e0\u00bb<\/em> che si tende a ritenere qualitativamente superiore alla parola, essendo quest&#8217;ultima ormai indissolubilmente legata alle malefatte del pensiero logico <em>(28)<\/em>;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>e)<\/strong> <em>il linguaggio degli animali<\/em>, secondo taluni studiosi di <em>\u00abzoosemiotica\u00bb<\/em>, non sarebbe qualitativamente diverso dal linguaggio umano. Dagli studi sul modo di comunicare degli animali muovono alcune delle conclusioni pi\u00f9 caratteristiche dello strutturalismo, formulate dallo stesso L\u00e9vi-Str\u00e0uss; <em>\u00abtutti i membri della specie <\/em>homo sapiens<em> sono logicamente paragonabili ai membri di una specie animale o vegetale qualsiasi\u00bb<\/em>, <em>\u00abstudiare l&#8217;uomo \u00e8 come studiare le formiche\u00bb<\/em> (29), gli animali e l&#8217;uomo sono manifestazioni solo quantitativamente diverse delle medesime strutture.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Seguendo coerentemente questa strada si deve arrivare a ritenere che la natura <em>\u00abstrutturale\u00bb<\/em> primordiale dell&#8217;uomo \u00e8 la sua natura animalesca e belluina: al di l\u00e0 del <em>\u00abselvaggio\u00bb<\/em>, del folle, del drogato, non sar\u00e0 forse l&#8217;animale (o l&#8217;uomo ridotto alla pura animalit\u00e0) l&#8217;autentico termine ultimo dell&#8217;itinerario strutturalista?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>B.<em> La <\/em>\u00abmessa in ordine\u00bb<em> delle istituzioni<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;aspetto prescrittivo dello strutturalismo e della semiologia ha di solito minore rilevanza dell&#8217;aspetto descrittivo. Delle istituzioni politiche si dice, in generale, che dovrebbero correttamente esprimere la struttura materiale, non pi\u00f9 tradita e occultata da sovrastrutture collegate al pensiero logico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Semiologi strutturalisti come l&#8217;argentino Prieto svolgono cos\u00ec un&#8217;opera di <em>\u00abdemistificazione\u00bb<\/em> &#8211; direttamente ispirata dal marxismo &#8211; <em>delle \u00absovrastrutture\u00bb<\/em> della societ\u00e0 borghese, mentre numerosi esponenti della <em>\u00abnouvelle critique\u00bb<\/em>, tra cui fa spicco L. Goldmann, sostenendo l&#8217;esistenza di un&#8217;analogia tra le strutture del testo letterario e le strutture economico-politiche vigenti, muovono dalle prime per sottoporre le seconde a una critica radicale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto alle soluzioni positive, ci si limita ad auspicare una societ\u00e0 coerentemente materialistica che manifesti una purezza strutturale analoga a quella delle trib\u00f9 dei <em>\u00abselvaggi\u00bb<\/em>, variamente identificata nella futura societ\u00e0 comunista o in vaghe prospettive anarcoidi, salvo il correttivo introdotto da chi (come, per certi versi, la citata Julia Kristeva) vede emergere nella Cina comunista le prime strutture della nuova umanit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u00a0CONCLUSIONE: IL RITORNO DI DIONISO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo Jean Brun il nostro <em>\u00abcontemporain capital\u00bb<\/em>, bench\u00e9 sconosciuto e sfuggente, \u00e8 l&#8217;antico dio greco Dioniso, dio dell&#8217;ebbrezza e della follia, che gi\u00e0 Nietzsche indicava come alternativa fondamentale a Ges\u00f9 Cristo (30). Nel <em>\u00abnihilismo enciclopedico\u00bb<\/em> strutturalista Brun vede una delle principali e peggiori manifestazioni di questo ritorno dionisiaco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E veramente la folla strutturalista, tribale e vociante, in testa alla quale marciano criminali e selvaggi, folli e drogati, sembra ormai avere abbattuto gli steccati del tempio di Dioniso e riversarsi nelle nostre citt\u00e0 come nuovo corteo di furibonde baccanti, fino a invadere la stessa coscienza di molti nostri contemporanei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre i manifesti funebri di L\u00e9vi-Strauss annunciano la morte del reale e la morte dell&#8217;uomo, si preannuncia all&#8217;orizzonte, lo si voglia o no colorare di rosso chiamandolo <em>\u00absociet\u00e0 comunista futura\u00bb<\/em>, il totalitarismo degli stregoni, che pensano per tutti in una societ\u00e0 che nega e proibisce il pensiero: il totalitarismo peggiore, il pi\u00f9 crudele, il pi\u00f9 tirannico. La rivoluzione, secondo la nota espressione di Augusto Del Noce, conclude in dissoluzione: oltre il comunismo &#8211; L\u00e9vi-Strauss ne \u00e8 consapevole &#8211; non c\u2019\u00e8 che il convulso precipitare negli abissi del nulla e del caos.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nuovo Prometeo non si accontenta di odiare Dio: odia l&#8217;uomo. <em>\u00abIl nostro fine<\/em> &#8211; scrive ancora L\u00e9vi-Strauss &#8211; <em>non \u00e8 quello di costruire l&#8217;uomo ma di dissolverlo\u00bb<\/em> (31). Un odio cos\u00ec radicale fa sorgere inquietanti interrogativi sulle origini profonde e occulte dello strutturalismo, e giustifica il richiamo a quella <em>\u00abmetafisica dell&#8217;odio rivoluzionario\u00bb<\/em> cos\u00ec presentata da Malinsky e de Poncins: <em>\u00abQuest&#8217;odio misterioso e profondo \u00e8 di una natura superiore ed \u00e8 diverso da ogni altro odio riscontrabile nella storia<\/em> [&#8230;] <em>non vi \u00e8 odio normale che abbia quel carattere pauroso di un flusso di isterismo elementare, facente pensare involontariamente, lo si voglia o no, all&#8217;invasamento demoniaco. Il Cristo l&#8217;ha definito con queste parole<\/em>: &#8220;Adesso \u00e8 la vostra ora, quella della potenza delle Tenebre&#8221;. <em>Un tale odio ha in s\u00e9 un elemento che sorpassa la ragione ed \u00e8 di l\u00e0 dal ponderabile<\/em>. Esso corrisponde ad una crisi misteriosa, il cui dominio non \u00e8 il corpo, ma lo Spirito\u00bb (32).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Note<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(1)<\/strong> L. JUGNET, <em>Probl\u00e8mes et grands courants de la philosophie<\/em>, L&#8217;Ordre Fran\u00e7ais, Versailles 1974, p. 215.<\/p>\n<div align=\"justify\"><strong>(2)<\/strong> Intervista a la <em>Quinzaine litt\u00e9raire<\/em>, 1\/15-3-1968.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>(3)<\/strong> Intervista al <em>Nouvel Observateur<\/em>, 25-1-1967.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>(4)<\/strong> Ferdinand de Saussure (1857-1913) \u00e8 rivendicato come precursore dello strutturalismo dagli stessi strutturalisti. Il maggiore tentativo in questo senso costituito dal volumetto di G. MOUNIN, <em>Ferdinand de Saussure ou le strucruraliste sans le savoir<\/em>, pubblicato a Parigi nel 1968.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>(5)<\/strong> Nei confronti di L\u00e9vi-Strauss, cfr. soprattutto J. SERVIUR <em>L&#8217;uomo e l&#8217;invisibile<\/em>, 2a ed. it., Rusconi, Milano 1973. Per Lacan vedi le critiche riportate da J. F. REVEL nel suo <em>Pourquoi des philosophes?<\/em>, Pauvert, Parigi 1970, pp. 134-135.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>(6)<\/strong> P RICOEUR, <em>Symbolique er Temporalit\u00e9 <\/em>in Ermeneutica e tradizione, Istituto di Studi Filosofici, Roma 1963, pp. 22-26.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>(7)<\/strong> C. L\u00c9VI-STRAUSS, <em>Il crudo e il cotto<\/em>, tr. it., Il Saggiatore, Milano 1966,. p. 28. In quest&#8217;opera L\u00e8vi-Strauss accetta esplicitamente la definizione proposta da Ricoeur dello strutturalismo come <em>\u00abkantismo senza soggetto trascendentale\u00bb<\/em> (p. 26): un trascendentalismo kantiano <em>sui generis, un materialismo trascendentale<\/em>.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>(8)<\/strong> Cfr. M. FOUCAULT, <em>Les mots et les choses<\/em>, Gallimard, Pa-rigi 1965.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>(9)<\/strong> Cfr. E. GILSON, <em>Introduction \u00e0 l\u2019\u00e8tude de saint Augustin<\/em>, Parigi 1969, pp. 4&amp;51.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>(10)<\/strong> M. FOUCAULT, <em>Les mots et les choses<\/em>, cit., p. 15.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>(11)<\/strong> Intervista a la <em>France Catholique<\/em>, 16-10-1964.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>(12)<\/strong> P. RICOEUR, <em>Symbolique et Temporalit\u00e9<\/em>, cit,, p. 40: <em>\u00abgli strutturalisti dicono che bisogner\u00e0 arrivare un giorno a qualche cosa come la tavola di Mendeleev dei corpi semplici della chimica <\/em>[\u2026] una tavola delle combinazioni fondamentali dello spirito umano, che sar\u00e0 omologa alla natura perch\u00e9 essa \u00e8 finalmente una funzione della natura\u00bb. Il maggiore tentativo in questo senso \u00e8 rappresentato dall&#8217;opera fondamentale di L\u00c9VI-STRAUSS, <em>La pens\u00e9e sauvage<\/em>, Plon, Parigi 1962 (trad. it., Il Saggiatore, Milano 1964).<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>(13)<\/strong> P. RICOEUR, <em>Symbolique et Temporalit\u00e9<\/em>, cit., p. 41.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>(14)<\/strong> Cfr. J. DE MAISTRE, <em>Le serate di Pietroburgo<\/em>, trad it., Rusconi, Milano 1971, pp. 63-64: <em>\u00abRousseau<\/em> [&#8230;]<em> ha sempre confuso il selvaggio con l&#8217;uomo primitivo, mentre il selvaggio \u00e8 soltanto il discendente di un uomo che \u00e8 stato staccato dal grande albero della civilt\u00e0 da una prevaricazione\u00bb<\/em>.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>(15)<\/strong> Cfr. F. ENGELS, Engels, <em>L&#8217;origine della famiglia, della propriet\u00e0 privata e dello Stato<\/em>, trad. it., Editori Riuniti Roma 1970, pp. 51-127.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>(16)<\/strong> A. GRAMSCI, cit. in B. DE GIOVANNI, <em>Gramsci e Togliatti: novit\u00e0 e continuit\u00e0<\/em>, In <em>Rinascita<\/em>, 4-2-1977, p. 21.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>(17) <\/strong>Cfr. F. BASAGLIA &#8211; F. BASAGLIA ONGARO, <em>La maggioranza deviante<\/em>, Einaudi, Torino 1970. Muovendo da questa prospettiva lo strutturalista Michel Foncault studia la storia dell&#8217;ospedale psichiatrico e delle istituzioni penali smascherando, con un&#8217;operazione per molti versi salutare, il diritto penale illuminista e post-illuminista, falsamente umanitario e \u00abmoderato\u00bb. In realt\u00e0, da Beccaria in poi, per il diritto penale moderno <em>\u00abnon si tratta di punire meno, ma di punire meglio\u00bb<\/em>. Anche il diritto penale liberale opera sui corpi dei condannati, ma negando il fondamento religioso ed espiatorio della pena, \u00e8 costretto a paludarsi di giustificazioni mistificatorie, denunciando falsamente scopi filantropici di <em>\u00abriabilitazione\u00bb<\/em>. Foucault non propone soluzioni ma due sole appaiono le vie di uscita: o la negazione radicale della punibilit\u00e0, con l&#8217;abolizione del carcere dopo l&#8217;abolizione (ormai in via di realizzazione) dell&#8217;ospedale psichiatrico, oppure l\u00ec recupero della nozione tradizionale e cattolica della pena. Cfr. M. FOUCAULT, <em>Sorvegliare e punire<\/em>, trad. it., Einaudi, Torino 1976.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>(18)<\/strong> Cos\u00ec H. LEFEBVRE, <em>Il marxismo<\/em>, trad. it., Garzanti, Milano 1954, p. 56. H. Lefebvre \u00e8 peraltro un feroce avversario dell&#8217;interpretazione strutturalistica del marxismo.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>(19)<\/strong> Cfr. L. ALTHUSSER &#8211; E. BALIBAR, <em>Leggere il Capitale<\/em>, trad. it., Feltrinelli, Milano 1970.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>(20)<\/strong> Cfr. H. LEFEBVRE, <em>L&#8217;homme et la societ\u00e9<\/em>, 4-2-1967. Lefebvre ha continuato il suo attacco con il volume del 1971 <em>Au-del\u00e0 du structuralisme<\/em>.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>(21) <\/strong>Cfr. P. CORR\u00caA DE OLIVEIRA, <em>\u00abComunismi assortiti<\/em>, in <em>Cristianit\u00e0<\/em>, Piacenza settembre-ottobre 1975, anno III, n. 13<strong>.<\/strong><\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>(22)<\/strong> Per la matematica cfr. M. BARBUT, , in <em>Les Temps Modernes<\/em>, n. 264 del 1966, e C.F. HOCKET, <em>Language, Linguistic and Mathemat\u00eccs<\/em>, Mouton, The Hauge 1967. Per l&#8217;esegesi biblica il n. 22 (1971) di <em>Langages<\/em> sul tema <em>S\u00e9miotique narrative: r\u00e8cits bibliques<\/em>, e L.A. SCH\u00d6KEL, <em>Strutture numeriche nell&#8217;Antico Testamento<\/em>, in <em>Strumenti Critici<\/em>, III (1969), pp. 331-342, scritti caratterizzati dalla pi\u00f9 com-pleta dimenticanza dell&#8217;ammonimento di Pio XII secondo cui la Bibbia non \u00e8 un testo letterario e non pu\u00f2 essere trattata come tale. Per la moda cfr. R. BARTHES, <em>Sistema della moda<\/em>, trad. it., Einaudi, Torino 1970. Per il diritto cfr. le osservazioni (fortemente critiche) di A. J. ARNAUD, <em>Structuralisme et droit<\/em>, in <em>Archives de philosoptiie du Droit<\/em>, XIII (1968), pp. 283-301.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>(23)<\/strong> Il termine <em>\u00absemiotica\u00bb<\/em> e stato usato per la prima volta nell&#8217;Ottocento dal filosofo americano Charles S. Peirce (1836-1914), e l&#8217;analoga espressione <em>\u00absemiologia\u00bb<\/em> fu coniata da Ferdinand de Saussure nel suo famoso <em>Corso di linguistica generale<\/em> tenuto dal 1907 al 1911.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>(24)<\/strong> C. SEGRE, <em>Le strutture e il tempo<\/em>, Einaudi, Torino 1974.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>(25)<\/strong> G. DE ALESSI, I&gt;Note bibliografiche, in appendice a D. S. AVALLE, <em>Corso di semiologia dei testi letterari<\/em>, Giappichelli, Torino 1972, p. 297.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>(26) <\/strong>Nata negli anni intorno alla Rivoluzione di Ottobre, la scuola formalista sovietica \u00e8 tuttora operante e fiorente, con l&#8217;incoraggiamento del governo di Mosca; particolarmente rilevante \u00e8 l&#8217;attivit\u00e0 della scuola internazionale di semiologia di Tortu (Estonia), che diffonde in tatto il mondo le tesi semiologiche. I principali esponenti della scuola formalista sono Vladimir Ja. Propp, che ricerca le strutture delle fiabe e dei canti popolari russi, S. M. Lotman, A. Uspenskij. Estremamente significativa \u00e8 la recente polemica tra L\u00e8vi Strauss e Propp: il pontefice dello strutturalismo si rammarica del fatto che molti semiologi si attardino in interminabili lavori di analisi testuale, invece di pervenire a strutture che rivelino senz&#8217;altro <em>\u00able costanti della natura umana\u00bb<\/em> e dell&#8217;universo. Le critiche di L\u00e9vi-Strauss e una replica di Propp sono ora pubblicate in appendice a V. JA. PROPP, <em>Morfologia della fiaba<\/em>, 2a ed. it. Einaudi, Torino 1971.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>(27) <\/strong>Vanno ricordati in particolare Cesare Segre, considerato ormai il maggiore strutturalista italiano, e Umberto Eco, infaticabile volgarizzatore e propagandista della semiologia e dello strutturalismo. L\u2019analisi semiologica dell\u2019opera d\u2019arte, che muove dalla letteratura, \u00e8 stata ormai estesa al cinema (c. Metz; in Italia G. Bettenini E. Garroni), al teatro (T. Kowzan, E. Sourian), alle arti figurative (tema gi\u00e0 approfondito dalla scuola formalistica sovietica), in Italia particolarmente all\u2019architettura (C. Brandi, G. Dorfles), alla musica (Coons e Krachenbuchl). Sostanziali affinit\u00e0 esistono fra il movimento strutturalista e la musica dodecafonica e la cosiddetta <em>\u00abnuova avanguardia musicale\u00bb<\/em>, che sconvolgono e decompongono le armonie della musica tradizionale. Le rileva, tra gli altri, C. DANIEL, <em>Ouverture et ind\u00e9termination<\/em>, in <em>La Pens\u00e9e<\/em>, n. 184 (1965), pp. 182-92.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>(28)<\/strong> Cfr. soprattutto il numero speciale di <em>Langages<\/em> sul tema <em>Pratiques et langages gestuels<\/em> (n. 10 del 1968), a cura di A. J. Greimas.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>(29)<\/strong> C. L\u00c9VI-STRAUSS, <em>La pens\u00e9e sauvage<\/em>, cit., pp. 284 e 236. Lo <em>\u00abzoosemiologo\u00bb<\/em> T. A. Sebeok sostiene che tutti i sistemi di comunicazione, compresi il linguaggio e la cultura degli uomini, non sono che riproduzioni del codice genetico dell&#8217;ereditariet\u00e0, che \u00e8 la vera struttura fondamentale dell&#8217;universo. Per un&#8217;esposizione sintetica delle sue teorie cfr. T. A. SEBEOK, <em>Semiotica e zoosemiotica<\/em>, in <em>VS. Quaderni di studi semiotici<\/em>, I (1971), pp. 7-17.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>(30)<\/strong> Cfr. S. BRUN, <em>Le retour de Dionysos<\/em>, Descl\u00e9e, Tournal 1969.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>(31) C. L\u00c9VI-STRAUSS, <em>La pens\u00e9e sauvage<\/em>, cit., p. 326.<\/strong><\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>(32)<\/strong> E. MALINSKY &#8211; L. DE PONCINS, <em>La guerra occulta<\/em>, trad it., Hoepli, Milano 1939, pp. 95-96.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Articolo pubblicato su Cristianit\u00e0 n. 23 (marzo 1977) di Massimo Introvigne INDICE I. CHE COS&#8217;\u00c8 LO STRUTTURALISMO? 1. IL METODO 2. LA DOTTRINA DELLA CONOSCENZA 3. L&#8217;ANTI-METAFISICA II. ESITI E APPLICAZIONI DELLO STRUTTURALISMO 1. IL PENSIERO SELVAGGIO 2. LA LETTURA STRUTTURALISTICA DI MARX 3. STRUTTURALISMO E SEMIOLOGIA A. La classificazione delle cose B. La \u00abmessa &hellip; <\/p>\n<p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/la-cultura-della-dissoluzione-strutturalismo-e-rivoluzione\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":28530,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[54],"tags":[386,746],"class_list":["post-1030","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rivoluzione-e-controrivoluzione","tag-rivoluzione","tag-strutturalismo","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>La cultura della dissoluzione. 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