{"id":1021,"date":"2005-07-17T00:00:00","date_gmt":"2005-07-16T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2016-04-22T13:54:39","modified_gmt":"2016-04-22T11:54:39","slug":"risposta-al-signor-de-broglie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/risposta-al-signor-de-broglie\/","title":{"rendered":"Risposta al signor De Broglie"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><strong>http:\/\/www.totustuus.biz\/users\/pvalori\/index.html<\/strong><\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Juan Donoso Cort\u00e9s<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Marchese di Valdegamas<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-33396\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/07\/Revue-des-Deux-Mondes.jpg\" alt=\"Revue des Deux Mondes\" width=\"126\" height=\"200\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\n<p><!--more--><\/p>\n<div><strong>Parigi, 15 novembre 1852<\/strong><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stimatissimo signore,nel numero del 1 novembre della <em>Revue des Deux Mondes <\/em>\u00e8 stato pubblicato un articolo pieno d&#8217;impegno, nel quale il signor Albert De Broglie entra in polemica con me su materie di altissima importanza. Anche se per istinto e convinzione sono poco portato a conversare con il pubblico, tuttavia ho creduto, in questa occasione, di non poter tacere, senza correre il pericolo di far ritenere avallati da me gravissimi errori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo non vuole dire che entrer\u00f2 in discussione, n\u00e9 tanto meno che intavoler\u00f2 una polemica con quell&#8217;insigne scrittore. Tutti quelli che mi conoscono sanno bene che ritengo pericolose le polemiche e vane le discussioni; per questa ragione posso affermare di me stesso, e facendolo do testimonianza alla verit\u00e0, che ho discusso poche volte e mai disputato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi piace, non lo nego, e l&#8217;ho dichiarato altre volte, esporre semplicemente le mie opinioni; ma in generale non cerco n\u00e9 accetto la discussione, persuaso come sono che facilmente essa degenera in disputa, la quale finisce sempre per raffreddare la carit\u00e0, accendere le passioni e indurre i contendenti a mancare a tre grandi doveri che ogni uomo ha verso gli altri uomini, verso la verit\u00e0 e verso se stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le parole sono come le sementi: io le getto al vento e lascio che cadano come piace a Dio, secondo la sua volont\u00e0, o sulle rocce sterili o sulla terra feconda. Non volendo il mio animo n\u00e9 discutere n\u00e9 disputare, le scrivo questa lettera solo per contrastare alcuni errori di apprezzamento nei quali, contro la sua volont\u00e0, \u00e8 incorso il signor Albert de Broglie nel brillante articolo che dedica, in parte, all&#8217;esposizione delle mie dottrine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo consiste nell&#8217;affermare che io sono un idolatra del Medio Evo. Nell&#8217;Et\u00e0 Media ci sono molte cose: ci sono, da una parte, distruzioni di citt\u00e0, cadute d&#8217;imperi, lotte di razze, confusione di genti, violenze, gemiti; ci sono corruzioni, barbarie, istituzioni cadute e istituzioni nascenti; gli uomini vanno dove vanno i popoli, e questi ove altri vuole e loro non sanno; e c&#8217;\u00e8 luce sufficiente per vedere che tutte le cose stanno fuori del loro posto e che non c&#8217;\u00e8 posto per alcuna: l&#8217;Europa \u00e8 il caos.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma oltre al caos c&#8217;\u00e8 un&#8217;altra cosa. C&#8217;\u00e8 la Sposa immacolata del Signore, e c&#8217;\u00e8 un grande evento, mai visto dalle genti: una seconda creazione, fatta dalla Chiesa. Nella Et\u00e0 Media non c&#8217;\u00e8 nulla che mi sembri meraviglioso quanto la creazione, e nulla tanto degno d&#8217;adorazione quanto la Chiesa. Per operare il grande prodigio, Dio scelse quei tempi oscuri, eternamente famosi sia per l&#8217;esplosione di tutte le forze brutali, sia per la manifestazione dell&#8217;impotenza umana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Niente \u00e8 pi\u00f9 degno della Divina Maest\u00e0 e grandezza che operare l\u00ec, dove uomini, popoli e razze, si agitano confusamente, e nessuno opera. Volendo Dio dimostrare in due grandi occasioni che solo la corruzione \u00e8 sterile, e la verginit\u00e0 feconda, volle nascere da Maria e sposarsi alla Chiesa; e la Chiesa fu madre di popoli, come Maria madre di Cristo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si vide allora quella Vergine Immacolata adoperarsi come il suo divino Sposo, a sollevare gli animi dei caduti e a moderare l&#8217;impeto dei violenti, distribuendo agli uni il pane dei forti e agli altri il pane dei mansueti. Quei feroci figli del polo, che umiliarono e schernirono la maest\u00e0 romana, caddero presi d&#8217;amore ai piedi dell&#8217;inerme Vergine; e tutto il mondo vide, attonito e stupito, per molti secoli, rinnovato dalla Chiesa, il prodigio di Daniele uscito incolume dalla fossa dei leoni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo aver amorosamente calmato quelle grandi ire, dopo aver rasserenato con un solo sguardo quelle tempeste furiose, si vide la Chiesa trarre fuori un monumento da una rovina, una istituzione da un costume, un principio da un fatto, una legge da una esperienza; e, per dirlo brevemente, l&#8217;ordine dal caos, l&#8217;armonia dalla confusione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Senza dubbio tutti gli strumenti della sua creazione, ed il caos medesimo, esistevano gi\u00e0 nel caos; ma essa dette loro la forza vivificatrice e creatrice. Nel caos c&#8217;era, come in embrione, tutto ci\u00f2 che doveva essere e vivere. Nella Chiesa, priva di tutto, non vi era se non l&#8217;essere e la vita; ma tutto fu, ed ebbe vita, quando il mondo ascolt\u00f2 attento le sue amorose parole e guard\u00f2 la sua risplendente bellezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">No, gli uomini non avevano visto una cosa simile perch\u00e9 non avevano assistito alla prima creazione, n\u00e9 torneranno a vederla, perch\u00e9 non ci saranno tre creazioni. Si direbbe che Dio, pentito di non aver fatto l&#8217;uomo testimone della prima, abbia permesso alla sua Chiesa la seconda creazione solo perch\u00e9 l&#8217;uomo potesse vederla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il secondo errore sta nel supporre che io consigli alla Chiesa un dominio universale e assoluto. Io non ho mai avuto, e mai l&#8217;avr\u00f2, la superba e insensata pretesa di consigliare Colei che ascolta e segue i consigli dello Spirito Santo. Ho gettato uno sguardo intorno a me ed ho visto le societ\u00e0 civili inferme e decadute, e tutte le cose umane confuse e sconvolte; ho visto le nazioni ubriache con il vino della sedizione, e la libert\u00e0 assente dalla terra; ho visto i tribuni incoronati, e i re senza corona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giammai gli uomini hanno presenziato a cosi grandi mutamenti e rovesci, a cos\u00ec prodigiosi alti e bassi della fortuna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel vedere tutto ci\u00f2 ho chiesto a me stesso se tutta questa confusione, e questo sconvolgimento, e questo disordine, non provengano per caso dall&#8217;oblio in cui sono caduti quei princ\u00ecpi fondamentali del mondo morale, dei quali \u00e8 pacifica depositaria ed unica posseditrice la Chiesa di Ges\u00f9 Cristo. Il mio dubbio si \u00e8 convertito in certezza nell&#8217;osservare che solo la Chiesa oggi offre lo spettacolo di una societ\u00e0 ordinata; che essa sola sta quieta in mezzo a questi tumulti; che essa sola \u00e8 libera, perch\u00e9 in lei il suddito obbedisce amorevolmente all&#8217;autorit\u00e0 legittima, che a sua volta comanda con giustizia e moderazione; che essa soltanto \u00e8 feconda di grandi cittadini, che sanno vivere da santi e morire da martiri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed alla vista di questo grande spettacolo ho detto alla societ\u00e0 civile: &#8220;<em>Tu sei derelitta e povera, e la Chiesa ricchissima: chiedile ci\u00f2 che li manca, ed essa non te lo negher\u00e0, perch\u00e9 la sue mani sono piene di grazia ed il suo cuore colmo di misericordia. Cerchi l&#8217;ordine? Chiedine il segreto a chi \u00e8 ben ordinata. Cerchi la libert\u00e0? Imparala nella scuola di Colei che \u00e8 libera. Cerchi il riposo? Lo troverai solo nella Chiesa, e merc\u00e9 la Chiesa, che ha la meravigliosa virt\u00f9 di rasserenare tutto, e dare pace agli animi. Cerchi la nozione cristiana dell&#8217;autorit\u00e0 pubblica? Studia le grandi opere dei suoi grandi Pontefici. Cerchi il segreto delle gerarchie sociali? Chiedilo alla gloriosa moltitudine dei suoi vescovi e dei suoi patriarchi. Cerchi il segreto della dignitosa obbedienza e della dignit\u00e0 obbediente? Chiedilo alla nobilissima falange dei suoi sacerdoti. Vuoi essere feconda di figli che vivono e muoiono per la loro patria? Chiedile il segreto della santificazione e quello del martirio<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come si vede, non si tratta qui di accertarsi se la supremazia corrisponde al sacerdozio o all&#8217;Impero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta solamente di accertare se conviene o no alla societ\u00e0 civile di prendere dalla Chiesa i grandi princ\u00ecpi dell&#8217;ordine sociale, e se le conviene o no essere cristiana. Il grande peccato di questi tempi mi sembra consista nel vano intento delle societ\u00e0 civili di formare per loro proprio uso un nuovo codice di verit\u00e0 politiche e di principi sociali; nel vano intento di sistemare le proprie cose attraverso concezioni puramente umane, facendo una assoluta astrazione delle concezioni divine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I governanti delle societ\u00e0 civili hanno detto: &#8220;<em>Dividiamo la creazione in tre imperi indipendenti. Il cielo sar\u00e0 di Dio, e vi si concentreranno le divine concezioni: il Santuario della Chiesa, e vi si raggrupperanno le concezioni religiose; l&#8217;uomo imperer\u00e0 su tutto quello che c\u2019\u00e8 tra il santuario e il cielo, ed in questo vastissimo impero tutto si ordiner\u00e0 attraverso le concezioni umane<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da qui quella grande esplosione di attivit\u00e0 intellettuale per la quale l&#8217;uomo ha tentato di uguagliarsi da una parte alla Chiesa e dall&#8217;altra a Dio, e di elevare le sue concezioni al livello altissimo delle concezioni religiose e divine. Di qui il ritorno all&#8217;idolatria della propria grandezza, la pi\u00f9 pericolosa di tutte, perch\u00e9 satanica. Da qui questo culto che le genti hanno verso gli uomini che con il loro ingegno hanno conquistato un trono nelle sfere intellettuali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da qui questa fiducia insensata dell&#8217;uomo negli altri uomini e in se stesso, che mi fa fremere per la sua imperturbabilit\u00e0, anche dinanzi al naufragio universale di tutti i suoi vani pensieri e di tutte le sue vane illusioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contate uno per uno, se potete, i fallimenti e le catastrofi dei nostri giorni, ed osserverete, pieni di stupore, che l&#8217;orgoglio \u00e8 sempre punito con catastrofi ed \u00e8 sempre causa di fallimenti. Dio suscita i tiranni contro i ribelli, ed i popoli ribelli contro i tiranni; \u00e8 Lui che castiga l&#8217;orgoglio con un altro orgoglio, fino a che rimane soltanto il pi\u00f9 grande, la cui umiliazione ha riservato a se stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le societ\u00e0 dei nostri tempi, tornate all&#8217;infanzia, avevano finito per credere che avrebbero potuto evitare gli sguardi di Dio tappandosi gli occhi per non vederlo. Vano intento! Dio \u00e8 venuto loro incontro da tutte le direzioni e ha tagliato loro il passo in tutte le strade.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed era veramente molto difficile non incontrare mai in alcuna parte Colui che vive in tutte le parti dall&#8217;eternit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come la sottomissione ai precetti divini non porta con s\u00e9, n\u00e9 esplicitamente n\u00e9 implicitamente, la istituzione di un Governo teocratico, cos\u00ec il riconoscimento, in teoria e in pratica, delle verit\u00e0 fondamentali di cui \u00e8 depositaria la Chiesa, non porta con s\u00e9, n\u00e9 esplicitamente n\u00e9 implicitamente, la sua dominazione negli affari temporali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Chiesa giammai ha confuso queste due cose, cos\u00ec differenti fra loro. Per questa ragione, mentre cerca e chiede per i suoi dogmi, ed anche per i suoi princ\u00ecpi, l&#8217;impero del mondo, perch\u00e9 questo non pu\u00f2 sussistere senza sottomettersi a quelli, ha mostrato non solo indifferenza, ma orrore, ad ingerirsi nella direzione temporale delle cose umane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci fu un tempo in cui l&#8217;Italia, abbandonata dai suoi imperatori e dai suoi capitani, e inondata dal diluvio dell&#8217;invasione, mise lo scettro, la corona e la porpora ai piedi dei suoi Pontefici, salutandoli pii, felici, trionfatori, come In altri giorni i suoi Cesari. La Chiesa tuttavia, e la Storia lo dice, ricevette il saluto popolare come Maria aveva ricevuto il saluto evangelico. <em>Quae cum audisset, turbata est in sermone eius<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">N\u00e9 le lodi angeliche n\u00e9 i clamori popolari poterono insuperbire l&#8217;umile madre e sposa di Colui che il profeta chiama ludibrio delle genti e uomo dei dolori. Quando, coll\u2019andare dei tempi, vediamo questi stessi Pontefici definire le lotte tra i popoli ed i re (fuori dei casi di aperta rivolta), piuttosto come padri amorosi che come giudici inesorabili, non bisogna chiedere loro perch\u00e9 esercitino quell&#8217;altissimo ministero e quel sovrano arbitrato. Ai re ed ai popoli tocca dire quale fu la forza invincibile e il poderoso istinto che li mosse a rivolgersi, per ottenere giustizia e pace, agli unici che allora erano sulla terra pacifici e giusti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A noi tocca affermare senza tema di essere smentiti, che senza quella suprema giurisdizione. conferita per consenso universale alla Chiesa. l&#8217;Europa e la civilt\u00e0 sarebbero perite insieme. Consci come siamo tutti, dei danni che possono operare le rivoluzioni e le tirannie in questi tempi in cui non c&#8217;\u00e8 braccio che non sia debole n\u00e9 volont\u00e0 che non vacilli, non ci pu\u00f2 essere difficile calcolare le gigantesche catastrofi che sarebbero cadute sull&#8217;Europa se la Chiesa non fosse stata una diga, in quei tempi violentissimi, contro lo straripamento delle grandi tirannici; e contro il furore delle grandi rivoluzioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Comunque sia, l&#8217;epoca memorabile ed eccezionale della sua gloriosa dittatura sul popolo cristiano \u00e8 ormai passata, simile sotto diversi aspetti a quella che Dio ha personalmente e direttamente esercitato sul popolo giudeo. Oggi tutte le cose sono tornate al loro stato normale; e nello stato normale delle cose la Chiesa non opera sopra la societ\u00e0 che attraverso una influenza segretissima, cos\u00ec come Dio opera sull&#8217;uomo segretamente e tacitamente attraverso la sua grazia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa meravigliosa analogia tra la maniera di operare della Chiesa sulla societ\u00e0 e di Dio sull&#8217;uomo \u00e8 una prova di pi\u00f9 della straordinaria semplicit\u00e0 che Dio pone nei suoi mezzi e dell&#8217;inconcepibile profondit\u00e0 ed estensione che d\u00e0 ai suoi disegni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, lasciando da parte le importanti e curiose osservazioni che si potrebbero trarre da questa meravigliosa analogia, non permettendolo i ristretti limiti di una lettera, mi accontenter\u00f2 di osservare che tra Dio e la Chiesa c&#8217;\u00e8 un&#8217;altra somiglianza, e cio\u00e8 che entrambi amano esser sopraffatti dall&#8217;uomo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dio \u00e8 conquistatore solo di quelli che, sollecitati dalla sua grazia, conquistano il cielo, e la Chiesa \u00e8 conquistatrice soltanto di quelli che, vinti dalla sua influenza, conquistano violentemente il suo santuario. Che le nazioni cristiane entrino da padrone nella Chiesa; che si vestano con le sue spoglie divine; che mangino il suo pane fino a saziare la loro fame; che bevano tutte alle sue fonti sorgive fino a dissetarsi; questo \u00e8 ci\u00f2 che io chiedo, ci\u00f2 che Essa vuole, ci\u00f2 che io intendo per dominio della Chiesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Veniamo ora all&#8217;accusa pi\u00f9 diffusa e, sotto un certo aspetto, pi\u00f9 grave: consiste nell&#8217;affermare che io aspiro ad inculcare negli animi la necessit\u00e0 di una restaurazione del Medio Evo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell&#8217;Et\u00e0 Media vi sono da considerare due cose: quei fatti, quei princ\u00ecpi e quelle istituzioni che ebbero origine nella civilt\u00e0 propria di quell&#8217;et\u00e0; e quei fatti, quei princ\u00ecpi e quelle istituzioni che, sebbene realizzati allora, sono la manifestazione esteriore di certe leggi eterne, di certi princ\u00ecpi immutabili e di certe verit\u00e0 assolute. Io condanno all&#8217;oblio tutto ci\u00f2 che gli uomini istituirono in quella Et\u00e0 perch\u00e9 passasse con quella Et\u00e0 e con quegli uomini, e reclamo con insistenza la restaurazione di tutto ci\u00f2 che, come fu tenuto per certo in quella Et\u00e0, \u00e8 certo perpetuamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il catalogo di ci\u00f2 che bisogna lasciare e di ci\u00f2 che bisogna prendere nell&#8217;Et\u00e0 Media riempirebbe le pagine di questa Rivista, e la dimostrazione dell&#8217;esattezza di quel catalogo basterebbe a riempire alcuni volumi. Avendo in animo, nello scrivere questa lettera, di esporre piuttosto che dimostrare le mie dottrine, per evitare che mi si attribuiscano quelle che non ho, baster\u00e0 per il mio proposito dare un&#8217;idea sommaria di quello che vorrei vedere restaurato nell&#8217;ordine politico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una cosa richiama vivamente la mia attenzione nell&#8217;Et\u00e0 Media, ed \u00e8 la sua costante tendenza, anche se quasi sempre infruttuosa, a costituire la societ\u00e0 e il Potere conformemente ai princ\u00ecpi che formano come il Diritto pubblico delle nazioni cristiane; cos\u00ec mi spaventa la tendenza della societ\u00e0 attuale a costituire se stessa e il Potere pubblico conformemente a certe teorie ed idee che porterebbero i popoli, attraverso cammini sconosciuti, fuori dalle vie cattoliche. Il risultato finale di quella felice tendenza fu la costituzione della Monarchia ereditaria; il risultato delle tendenze presenti sar\u00e0 infallibilmente la realizzazione di un Potere demagogico, pagano nella sua costituzione, e satanico nella sua grandezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;avvento di questo Potere colossale potr\u00e0 essere ritardato dall&#8217;incoscienza degli uomini e dalla misericordia divina; ma se la societ\u00e0 non muta direzione, il suo avvento in un futuro non molto lontano, nonostante i venti contrari che oggi regnano in Europa, mi sembra inevitabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io mi propongo di esporre qualche cosa, delle molte che potrei dire, intorno agli opposti princ\u00ecpi che sopra la costituzione del Potere e della societ\u00e0 sono come l&#8217;anima di queste contrarie tendenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C&#8217;\u00e8 una legge sovrana che Dio ha imposto al mondo: in virt\u00f9 di questa legge, \u00e8 necessario che l&#8217;unit\u00e0 e la variet\u00e0, che sono nello stesso Dio, si trovino, in un modo o nell&#8217;altro, in tutte le cose. Perci\u00f2 l&#8217;insieme di tutte le cose porta il nome di universo, parola che, scomposta, vuol dire unit\u00e0 e variet\u00e0 unite in uno. Nella societ\u00e0 l&#8217;unit\u00e0 si manifesta attraverso il Potere, e la variet\u00e0 attraverso le gerarchie; ed il Potere e le gerarchie, come l&#8217;unit\u00e0 e la variet\u00e0 che rappresentano, sono inviolabili e sacre, come la loro coesistenza \u00e8 allo stesso tempo il compimento della legge di Dio e la garanzia della libert\u00e0 del popolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Monarchia ereditaria, cos\u00ec come \u00e8 esistita nei tempi che passarono tra la Monarchia feudale e l&#8217;assoluta, \u00e8 l&#8217;istituzione pi\u00f9 perfetta e compiuta del Potere politico e delle gerarchie sociali. Il Potere era uno, perpetuo e limitato: uno nella persona del re, perpetuo nella sua famiglia, limitato perch\u00e9 dovunque trovava una resistenza materiale in una gerarchia organizzata. Le assemblee di quei tempi non furono mai un Potere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando la Monarchia, senza essere assoluta, fu tuttavia forte, quelle furono una diga, e niente pi\u00f9; ai tempi della debolezza dei troni furono un campo di battaglia. Coloro che hanno voluto vedere in esse l&#8217;origine dei Governi parlamentari, ignorano ci\u00f2 che \u00e8 un Governo parlamentare e non sanno qual \u00e8 la sua origine. Indicher\u00f2 pi\u00f9 avanti ci\u00f2 che costituisce la sostanza di questo Governo, e quale \u00e8 la sua origine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questa Monarchia, che non esito a qualificare il pi\u00f9 perfetto di tutti i possibili Governi, \u00e8 succeduta, con il volgere dei tempi, la Monarchia assoluta, ed il suo avvento ha coinciso con due avvenimenti memorabili: con la restaurazione del paganesimo letterario e con l&#8217;insurrezione religiosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La civilt\u00e0 moderna non poteva venire al mondo sotto auspici pi\u00f9 tristi. Guardatela bene, e vedrete che questa civilt\u00e0 non \u00e8 altro, nell&#8217;ordine religioso, politico, e morale, che una costante decadenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Monarchia assoluta ebbe questo di buono, che conserv\u00f2 l&#8217;unit\u00e0 e la continuit\u00e0 del Potere; ebbe di cattivo che soppresse e disprezz\u00f2 le resistenze e le gerarchie, violando cos\u00ec la legge di Dio. Un Potere senza limiti \u00e8 un Potere essenzialmente anticristiano, ed un oltraggio alla maest\u00e0 di Dio e alla dignit\u00e0 dell&#8217;uomo. Un potere senza limiti non pu\u00f2 essere mai n\u00e9 un ministero, n\u00e9 un servizio; e il Potere politico, sotto l&#8217;impero della civilt\u00e0 cristiana, non \u00e8 altro che questo. Il Potere senza limiti \u00e8, d&#8217;altra parte, una idolatria, cos\u00ec nel suddito come nel re: nel suddito perch\u00e9 adora il re, e nel re perch\u00e9 adora se stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle rovine monumentali d&#8217;Egitto non \u00e8 raro trovare insieme due statue che rappresentano una medesima persona: una di esse nell&#8217;atto di adorare e l&#8217;altra nell&#8217;atto di essere adorata. Ci\u00f2 significa che Ramses re \u00e8 in adorazione di Ramses dio. Queste due statue potrebbero simbolizzare le nostre Monarchie assolute, se gli uomini del nostro tempo avessero il genio simbolico degli Egizi. Cosa si pu\u00f2 sperare da una civilt\u00e0 che restaura la civilt\u00e0 dei Faraoni quando pu\u00f2 avere a modello la Monarchia cristiana!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il parlamentarismo ha la sua origine in una reazione contro la Monarchia assoluta. Io non conosco nella Storia una reazione pi\u00f9 funesta. La Monarchia assoluta, che \u00e8 la negazione della Monarchia cristiana in una delle sue condizioni fondamentali, \u00e8, tuttavia, l&#8217;affermazione di questa stessa Monarchia in due delle sue condizioni essenziali. Il parlamentarismo la nega in tutta la sua essenza ed in tutte le sue condizioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nega nella sua unit\u00e0, perch\u00e9 converte in tre ci\u00f2 che \u00e8 uno con la divisione dei Poteri; la nega nella sua perpetuit\u00e0, perch\u00e9 pone il suo fondamento in un contratto, e nessuna potest\u00e0 \u00e8 ammissibile se le sue basi sono variabili; la nega nella sua limitazione, perch\u00e9 la trinit\u00e0 politica nella quale la potest\u00e0 risiede, o non opera per impotenza, infermit\u00e0 organica causata dalla divisione, o opera tirannicamente, non riconoscendo fuori di s\u00e9 ne trovando intorno a s\u00e9 alcuna resistenza legittima. Per ultimo, il parlamentarismo, che nega la Monarchia cristiana in tutte le condizioni della sua unit\u00e0, la nega nella sua variet\u00e0 e in tutte le sue condizioni, merc\u00e9 la soppressione delle gerarchie sociali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa soppressione \u00e8, in primo luogo, un fatto. Dove il parlamentarismo prevale, l\u00ec vanno scomparendo le corporazioni e tutte le gerarchie, senza lasciare nessuna traccia n\u00e9 memoria di s\u00e9. In secondo luogo, \u00e8 un principio. Infatti, secondo la teoria parlamentare, non bisogna ammettere nessuna influenza tra il re e le assemblee deliberanti, se non quella dei ministri, che sono i suoi ambasciatori; n\u00e9 tra il Parlamento e le masse, se non quella del corpo elettorale, aggregazione arbitraria e confusa che si forma ad un segnale convenuto e che, ad un altro segnale, si scompone, mentre i suoi membri restano dispersi fino a che torni a risuonare la voce che ordini loro di riunirsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Debbo ripeterlo: io non concepisco una negazione pi\u00f9 radicale, pi\u00f9 assoluta, pi\u00f9 completa, di quella legge che impone l&#8217;unit\u00e0 e la variet\u00e0 a tutte le cose, e le sue condizioni speciali a ci\u00f2 che \u00e8 vario ed a ci\u00f2 che \u00e8 uno; cos\u00ec come non concepisco una affermazione di tale legge, pi\u00f9 bella e solida di quella che il Medio Evo, ispirato dal genio cattolico, trov\u00f2 al termine del suo affannoso cammino nella monarchia cristiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da ci\u00f2 che si \u00e8 detto si vede quanto grande sia l&#8217;errore di coloro che, paragonando il parlamentarismo con il socialismo, credono che questo sia una negazione estrema e quello una negazione mitigata. La differenza tra l&#8217;uno e l&#8217;altro non \u00e8 nel radicalismo della negazione, dato che entrambi negano tutto e radicalmente, bens\u00ec \u00e8 nel fatto che, mentre l&#8217;uno nega tutto nelle sfere politiche, l&#8217;altro porta la sua negazione fino nelle sfere sociali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Considerando soltanto le apparenze e le forme, il parlamentarismo dei nostri giorni ha modelli ed antecedenti in tutti i tempi ed in tutte le parti. Li ha in Inghilterra, dove si governa tutto attraverso due Camere d&#8217;accordo con la Corona; li ha nei tempi passati in tutte le nazioni europee, dove il clero, la nobilt\u00e0 e le citt\u00e0 erano chiamati a deliberare sugli interessi pubblici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma se, lasciando da parte le apparenze e le forme, andiamo diritti all&#8217;intima e profonda sostanza della questione, se insistiamo perch\u00e9 queste forme, identiche tra loro, ci rivelino lo spirito nascosto che le anima, troveremo che il parlamentarismo che anni addietro prevalse nel continente \u00e8 una cosa nuova nel mondo, senza che sia possibile trovare n\u00e9 il suo antecedente ne il suo modello nella Storia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se, incominciando dalla Costituzione britannica; ci mettiamo ad esaminare non solo la sua organizzazione esterna ma anche, e principalmente, la sua struttura interna prima delle ultime riforme, troveremo che l\u00ec la divisione del Potere ha mancato sempre di ogni realt\u00e0, essendo solo una vana apparenza. La Corona non era un Potere, nemmeno una parte costitutiva del Potere: era il simbolo e l&#8217;immagine della nazione, la quale, incoronando il re, incoronava se stessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Essere il re non significava n\u00e9 regnare n\u00e9 governare: era, puramente e semplicemente, ricevere adorazioni. Questo stato passivo della Corona esclude di per s\u00e9 l&#8217;idea del Potere e del Governo, incompatibile con l&#8217;idea di una perpetua inazione e di un perpetuo riposo. La Camera dei Comuni non era altro, nella sua composizione e nel suo spirito, che la sorella minore della Camera dei Pari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sua voce non era una voce, ma un&#8217;eco. La Camera dei Pari era, con questo modesto titolo, il vero, l&#8217;unico potere dello Stato. L&#8217;Inghilterra non era una Monarchia, ma una aristocrazia, e questa aristocrazia era un Potere uno, perpetuo e limitato : uno, perch\u00e9 risiedeva in una persona morale, animata da un solo spirito; perpetuo, perch\u00e9 questa persona morale era una classe dotata, per la legislazione, dei mezzi necessari per vivere perpetuamente; limitato, perch\u00e9 la Costituzione, le tradizioni e i costumi l&#8217;obbligavano ad adattarsi in pratica alla modestia del titolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da ci\u00f2 che \u00e8 stato detto si vede come la nazione inglese ha sempre riconosciuto, nella pratica della sua costituzione, le condizioni essenziali, e come tali divine, del Potere pubblico; condizioni che sono implicitamente o esplicitamente negate da ci\u00f2 che nel continente porta il nome di Governo parlamentare. Le riforme introdotte nella Costituzione inglese in questi ultimi tempi sono una vera rivoluzione colma di catastrofi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Provvidenza, che si compiace di confondere la sapienza dei saggi e la prudenza dei prudenti, ha permesso che l&#8217;Inghilterra sia conquistata dal nostro parlamentarismo, nello stesso momento in cui aveva ritenuto di averci conquistato con le sue istituzioni. Questa conquista dell&#8217;Inghilterra da parte dello spirito continentale sar\u00e0 il grande argomento di meditazione delle generazioni future e degli storiografi che verranno, a meno che, per uno sforzo gigantesco del buon senso, che ha sempre prevalso in quella bella e potentissima razza, non riesca ad espellere il molesto ospite che si \u00e8 introdotto nella sua casa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quel che riguarda le assemblee, che con differenti titoli anche se con uguale scopo, si costituirono nell&#8217;Et\u00e0 Media per deliberare negli affari pubblici, \u00e8 impossibile trovare nella loro originale e pittoresca fisionomia le caratteristiche delle nostre assemblee deliberanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell&#8217;Et\u00e0 Media, considerata dal punto di vista che ci interessa, bisogna distinguere due periodi storici: il primo, e il pi\u00f9 lungo, \u00e8 quello della nascita vigorosa, spontanea, ma disordinata e confusa, delle grandi forze sociali; il secondo \u00e8 quello in cui queste forze si subordinano le une alle altre ed in cui prevalgono definitivamente nella societ\u00e0 le nozioni della gerarchia, dell&#8217;ordinamento, della giustizia e del diritto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo di questi due periodi storici affronta e circoscrive un grande problema che tenta invano di risolvere, mentre \u00e8 il secondo che ne trova la soluzione. Il problema era di trovare il modo di fare uscire il diritto dalla forza, trasfigurandola in autorit\u00e0 legittima. A questo grande e unico fine si indirizzano i giganteschi sforzi della societ\u00e0 in quegli agitatissimi tempi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La soluzione di questo problema era oltretutto difficile e scabrosa in una Et\u00e0 in cui, essendo molte le forze, tutte aspiravano al principato. Da ci\u00f2 quelle alleanze interessate ed effimere, quelle scorrerie devastatrici, quei saccheggi sanguinosi, quelle ostilit\u00e0 senza risultato e senza scopo, quella inquietudine diffusa in tutti gli animi, quella instabilit\u00e0 di tutte le condizioni e di tutte le cose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">II Trono non \u00e8 abbastanza alto per dominare il castello feudale; e mentre questo si veste di ferro per resistere al Trono, l&#8217;umile Comune scende ai piedi della collina per combatterlo ed emanciparsi. C&#8217;erano due mezzi per uscire da tale situazione: vincere o venire a patti, combattere o intendersi. Questo spiega perch\u00e9, vista la sterilit\u00e0 delle contese, le genti di quella Et\u00e0 scelsero istintivamente il mezzo delle transazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le assemblee furono appunto il mezzo di transazione, cos\u00ec come le guerre civili furono il mezzo per arrivare ad una soluzione attraverso una vittoria. Ma era scritto che tutto dovesse avere un risultato opposto a quello che speravano; perch\u00e9 dalle assemblee, mezzo di transazione, spesso nacque la guerra, come dalle contese civili, cominciate e proseguite con l&#8217;intento di trionfare, nacquero spesso transazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Venendo al paragone tra l&#8217;indole, lo spirito ed il proposito delle assemblee di quei tempi ed il proposito, lo spirito e l&#8217;indole di quello dei nostri giorni, troveremo che sono non soltanto differenti tra loro, ma del tutto opposte. In effetti, quelle apparvero in tempi in cui la societ\u00e0 cercava da tutte le parti un Potere senza trovarlo, e gli uomini si riunirono in assemblee solo per tentare se con questo nuovo mezzo potevano trovare ci\u00f2 che cercavano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al nostri giorni avviene tutto il contrario, perch\u00e9 la societ\u00e0 \u00e8 governata da un Potere gi\u00e0 organizzato e costituito, ed i rappresentanti del popolo si organizzano solo per eliminarlo attraverso una trasformazione che lo distrugge. In mezzo al disordine universale il Medio Evo si rivolge infruttuosamente ma costantemente, con una inclinazione invincibile, e come obbedendo alla legge di gravitazione, verso la costituzione cristiana del Potere, fine di tutte le aspirazioni legittime, centro di tutte le gravitazioni sociali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In mezzo all&#8217;ordine universale ed all&#8217;universale armonia, le societ\u00e0 moderne, come corrose da una segreta inquietudine e da un male oscuro nelle sue cause, misterioso nella sua essenza e satanico nei suoi risultati, fuggono il tedio e il riposo, e, abbandonandosi alla merc\u00e9 di tutte le forze centrifughe, cercano non so quale centro in un so quali abissi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 avviene perch\u00e9 il Medio Evo, anche se in mezzo alla disarmonia totale, era dominato dal principio cattolico; mentre le societ\u00e0 moderne, anche se in mezzo all&#8217;ordine materiale, sono dominate dallo spirito rivoluzionario. Era il principio cattolico che nell&#8217;Et\u00e0 Media traeva il bene dal male; ad esso furono dovute, in quei tempi oscuri, tutte le tendenze salutari; mentre dallo spirito rivoluzionario hanno origine tutte le nostre tendenze distruttrici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;uno e l&#8217;altro hanno prevalso in queste due grandi epoche con un dominio assoluto. Sarebbe stato impossibile riunire allora una assemblea che da qualche lato non fosse stata cattolica, come sarebbe impossibile oggi riunire un&#8217;assemblea che non fosse da qualche lato rivoluzionaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi sembra che Albert de Broglie cada in una grande illusione quando propone al cattolicesimo una alleanza con la libert\u00e0, bel frutto, anche se un po&#8217; acerbo, della civilt\u00e0 presente, La sua illusione nasce da due errori, dal credere che il cattolicesimo e la libert\u00e0 siano cose che per stare insieme abbisognino di trattati e di alleanze, e che la civilt\u00e0 attuale e la libert\u00e0 siano una stessa cosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La verit\u00e0 \u00e8 che, l\u00ec dove il cattolicesimo domina, l&#8217;uomo \u00e8 libero, e che il genio che presiede allo sviluppo e alla crescita della civilt\u00e0 attuale non \u00e8 il genio della libert\u00e0, ma quello delle rivoluzioni. Non nego che ci siano spiriti nobili e generosi, come quell&#8217;illustre scrittore, che innalzano al cielo le loro proteste in nome della libert\u00e0 vinta ed umiliata; ma affermo che questi nobili condottieri di una causa nobile, chiedendo la libert\u00e0, chiedono esattamente alla civilt\u00e0 ci\u00f2 che ad essa ripugna, e alla loro epoca ci\u00f2 che essa non pu\u00f2 dar loro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Due volte hanno tentato di instaurarla: la prima, per mezzo dell&#8217;iniziativa reale; la seconda, per mezzo dell&#8217;iniziativa parlamentare. La rivoluzione del 1830 venne a chiedere conto alla Monarchia di ci\u00f2 che aveva fatto, e distrusse la Monarchia, esiliando il re e la famiglia reale. Il 24 febbraio una frenetica demagogia venne a chiedere conto alla Camera attonita dell&#8217;iniziativa che essa aveva preso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando vedo la Monarchia legittima tra la prima rivoluzione e quella del 1830, e la Monarchia di luglio tra la rivoluzione del 1830 e quella del 1848, chiedo a me stesso se chiamare libert\u00e0 ci\u00f2 che sta tra queste due rivoluzioni non sia la stessa cosa che chiamare libero l&#8217;uomo che sta tra due gendarmi. Gendarmi e rivoluzioni: questa \u00e8 l&#8217;unica cosa che vi ha dato e che vi prepara l&#8217;epoca che chiamate vostra e la civilt\u00e0 che ammirate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tornando a riallacciare il filo del mio discorso, dir\u00f2 che se tra le assemblee moderne e quelle dell&#8217;Et\u00e0 Media, nel loro periodo anarchico, non \u00e8 possibile trovare punti di contatto o relazioni, \u00e8 ancora pi\u00f9 impossibile trovare alcun genere di somiglianza tra le assemblee che .fiorirono quando il potere reale era gi\u00e0 cresciuto, ed era robusto, e le assemblee attuali. E infatti, la loro differenza essenziale salta agli occhi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le prime non erano altro che una forza sociale, vale a dire che, considerate in rapporto al Potere pubblico, il quale risiedeva esclusivamente nel re, formavano una resistenza organica ed un limite naturale alla sua espansione indefinita. Le assemblee attuali, che non sempre sono una forza n\u00e9 un limite, costituiscono sempre un Potere nello Stato, e, quel che \u00e8 peggio, un Potere in lotta ed in concorrenza perpetua con gli altri Poteri. Non \u00e8 possibile alcuna illusione; cercare una qualsiasi somiglianza tra queste due istituzioni mi sembrerebbe una forma molto singolare di pazzia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed ora domando: se il nostro parlamentarismo non ha origine dall\u2019Et\u00e0 Media n\u00e9 dal parlamentarismo della Gran Bretagna dov&#8217;\u00e8 la sua ragione di essere e da dove ha avuto origine?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nostro parlamentarismo ha origine esclusivamente nello spirito rivoluzionario, che \u00e8 lo spirito proprio della civilt\u00e0 moderna, o per meglio dire, lo spirito rivoluzionario stesso considerato nella sua prima evoluzione. Questo serve a spiegare perch\u00e9 esso va, naturalmente, diritto contro il Potere e perch\u00e9, per essere sicuro di ucciderlo, comincia con il dividerlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">No, il parlamentarismo non \u00e8 ispirato dalla libert\u00e0. Se cos\u00ec fosse, cercherebbe la limitazione del Potere e avrebbe in orrore la sua divisione, che \u00e8 poi il suo annientamento. Se cosi fosse, rispetterebbe nel Potere la sua augusta unit\u00e0 e la sua santa perpetuit\u00e0. Se il parlamentarismo fosse la libert\u00e0, rispetterebbe le gerarchie sociali, queste robuste cittadelle dalle quali i popoli liberi difendono contro i tiranni la loro libert\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chiedere la libert\u00e0 al parlamentarismo \u00e8 chiederla alla rivoluzione, e la rivoluzione non ha mai portato nelle sue sterili viscere la libert\u00e0, figlia del cielo e consolazione della terra. Il parlamentarismo, sopprimendo le gerarchie, che sono la forma naturale, e per conseguenza divina, di ci\u00f2 che \u00e8 vario, e togliendo al Potere quello che ha di indivisibile, che \u00e8 la condizione divina, naturale e necessaria di ci\u00f2 che \u00e8 uno, si pone in aperta ribellione contro Dio, in quanto \u00e8 creatore, legislatore e conservatore delle societ\u00e0 umane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tale stato di ribellione permanente, \u00e8 obbligato a trovare la soluzione di un gran problema sotto ogni punto insolubile. Il problema consiste nel cambiare con i suoi sforzi la natura intrinseca delle cose, in modo tale che possano sottomettersi e si sottomettano all&#8217;impero delle idee umane, e che possano sottrarsi e si sottraggano all&#8217;impero delle leggi generali ordinarie, stabilite dall&#8217;intelligenza divina. Il suo intento \u00e8 di rinnovare, nell&#8217;ordine politico e sociale, la guerra dei Titani, guerra seguita dalla stessa fine e dalle stesse punizioni; per scalare il cielo mettono invano un monte sopra un altro monte, Ossa su Pelio, Pelio su Ossa. II fulmine toccher\u00e0 la fronte del titano prima che la sua mano empia possa toccare la cima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho detto che il problema \u00e8 grande e insolubile. La sua grandezza serve per spiegare la magnifica fioritura di forze intellettuali che si osservano sempre nei Governi parlamentari. L&#8217;uomo sente istintivamente che dinanzi ad essi \u00e8 solo e che per non perire deve compiere prodigi; per continuare nella sua impresa \u00e8 necessario che sia a un tempo stesso Dio e uomo: Dio, per mutare le cose e le sue leggi; uomo, per applicare le nuove leggi alle cose nuove.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 legge del mondo morale che la divisione generi la discordia e che questa sfoci nella guerra. Il parlamentarismo sconvolger\u00e0 il mondo morale, le sue condizioni e le sue leggi; compir\u00e0 la divisione, e in essa collocher\u00e0 i tabernacoli della pace, attraverso una legge che Dio aveva indicato e che si chiama legge di equilibrio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La discordia, perduto ad un tempo il suo nome e la sua natura, si chiamer\u00e0 vita: e, governata dai moderni taumaturghi, si trasformer\u00e0 in movimento ordinato ed in agitazione salutare. La soppressione delle gerarchie sociali porta con s\u00e9, secondo l&#8217;ordine stabilito da Dio, l&#8217;uguaglianza nell&#8217;anarchia comune e nella comune servit\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da oggi in poi, tutto in un altro modo: l&#8217;uomo, invece di trarre il somigliante dal somigliante, l&#8217;analogo dall&#8217;analogo, l&#8217;identico dall&#8217;identico, trarr\u00e0 il contrario dal contrario. In virt\u00f9 di questa nuova legge egli trarr\u00e0 dall&#8217;eguaglianza che cerca uno stesso livello, la libert\u00e0 che, essendo una disuguaglianza ed un privilegio, cerca livelli distinti. Dio aveva voluto che gli uomini potessero scegliere tra l&#8217;essere liberi, o uguali: l&#8217;uomo concepir\u00e0 un intento pi\u00f9 alto, e correggendo l&#8217;opera imperfetta di Dio, far\u00e0 i suoi fratelli di colpo, uguali e liberi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come la grandezza del problema che si tratta di risolvere spiega sufficientemente il grandioso fiorire delle intelligenze nei Governi parlamentari, cos\u00ec questo stesso fiorire delle intelligenze spiega tanti altri fenomeni. Sotto l&#8217;impero del parlamentarismo, l&#8217;ingegno, strumento atto a risolvere il grande problema, \u00e8 tutto, ed il resto \u00e8 nulla; da qui l&#8217;idolatria dell&#8217;ingegno in cui stanno cadendo, una dopo l&#8217;altra, tutte le nazioni. Supposta questa idolatria, non c&#8217;\u00e8 nulla di pi\u00f9 ragionevole del fatto che tutti aspirino ad essere sapienti per essere adorati: da ci\u00f2 uno spaventoso disordine nelle vocazioni individuali. Tutti devono prendere la medesima strada e tutti devono essere i primi sulla strada comune.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Supposto quest&#8217;ordine di cose e questo genere di aspirazioni e di impulsi, si osservi ci\u00f2 che infallibilmente accadr\u00e0. Tutte le cose umane perdono subitamente la loro sicurezza ed il loro equilibrio. Pi\u00f9 sono in auge le intelligenze, pi\u00f9 sono svalorizzati i caratteri morali: segno infallibile di decadenza. Nessuno sa dire, in mezzo al generale squilibrio e all&#8217;universale sconcerto, se il mondo \u00e8 in guerra o in pace.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da una parte c&#8217;\u00e8 troppa agitazione e troppa inquietudine perch\u00e9 questo stato di cose meriti il bel nome di pace; dall&#8217;altra, non si scorge in nessun luogo quell&#8217;apparato bellico, quegli ordinati tumulti, quei grandi movimenti e quelle grandi evoluzioni di gente armata che porta con s\u00e9 la guerra. Il mondo sta quasi sui confini di queste due grandi cose: non \u00e8 in pace perch\u00e9 gli animi sono inquieti, non in guerra perch\u00e9 le braccia stanno ferme; si trova in uno stato permanente di discordia e di disputa, la quale, senza essere la pace degli uomini, \u00e8 la guerra tipica delle donne.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per essere pace le manca ci\u00f2 che essa ha d&#8217;invidiabile e di augusto, la tranquillit\u00e0 inalterabile degli animi, e per essere guerra le manca ci\u00f2 che essa ha di fecondo e di espiatorio, cio\u00e8 il sangue. Il parlamentarismo, trasportando la guerra dal campo di battaglia alla tribuna, e dalle braccia agli spiriti, l&#8217;ha tolta dal luogo dove si esalta e si fortifica, per portarla dove s&#8217;indebolisce e si prostra. Dio ha sempre dato l&#8217;impero alle razze guerriere ed ha condannato alla servit\u00f9 le razze litigiose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quello che c&#8217;\u00e8 di grande in questo problema serve a spiegare, da un lato lo sviluppo anormale della intelligenza umana, e dall&#8217;altro le conseguenze disastrose che questo stesso sviluppo, per quanto ha di anormale e di gigantesco, trae con s\u00e9. Allo stesso modo quello che c&#8217;\u00e8 di insolubile in questo problema serve a spiegare la fine miserabile a cui giungono necessariamente tutte queste cose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella lotta dell&#8217;uomo contro Dio, n\u00e9 l&#8217;uomo poteva essere vincitore, n\u00e9 Dio vinto, perch\u00e9 se Dio per rispetto della sua libert\u00e0 gli ha permesso il combattimento, gli ha per\u00f2 negato la vittoria. \u00c8 scritto che ogni impero diviso deve perire. II parlamentarismo, che divide e turba gli animi, che disperde tutte le gerarchie, che divide il Potere in tre Poteri e la societ\u00e0 in cento partiti, che \u00e8 la divisione di tutto, ed in tutte le parti, nelle regioni alte, medie, e basse, nel Potere, nella societ\u00e0, nell&#8217;uomo, non poteva sottrarsi, non si \u00e8 mai sottratto e non si sottrarr\u00e0 giammai all&#8217;impero di questa legge inesorabilmente sovrana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per un certo tempo, non molto lungo, il parlamentarismo riesce a mantenersi in piedi incantando le orecchie con il prestigio della parola e offuscando gli occhi con la porpora dell&#8217;eloquenza; ma ben presto precipita a terra, perdendo la sua sicurezza ed il suo equilibrio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il parlamentarismo pu\u00f2 morire di morte naturale o di mano violenta. La sua morte naturale avviene in questa maniera. Poich\u00e9 il problema da risolvere consiste, da una parte, nel costituire un Governo vigoroso per mezzo dell&#8217;accordo di tre Poteri differenti, e dall\u2019altra, nel dare la libert\u00e0 agli uomini, resi uguali dalla soppressione delle gerarchie, il Potere comincia, naturalmente, col passare nelle mani di quelli che per la loro grande intelligenza si trovano nella possibilit\u00e0 di dare la soluzione di questo difficile problema, traendo la libert\u00e0 dall&#8217;uguaglianza ed un Governo vigoroso da un Potere diviso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Arrivati al Potere, messi faccia a faccia con il terribile problema e con il pauroso enigma, la loro base comincia a vacillare, la loro testa soffre di vertigini, e la loro intelligenza si indebolisce; le azioni non corrispondono alle parole, il problema non si risolve e la promessa non si compie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allora vengono i grandi tornei parlamentari, e si cerca di appurare perch\u00e9 l&#8217;enigma non si scioglie, perch\u00e9 non si risolve il problema, perch\u00e9 non si compie la promessa, e perch\u00e9 le cose dette non sono state fatte. Ecco quindi le crisi ministeriali, i frazionamenti della maggioranza, il rancore degli animi, l&#8217;accendersi delle passioni. Le maggioranze diventano incerte, i Ministeri stabili diventano impossibili; un Ministero si sussegue a un altro, un oratore a un altro, e tutti avanti cos\u00ec, in un rapido e vorticoso turbine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il parlamentarismo comincia con l&#8217;offrire alla societ\u00e0 un Governo vigoroso, ma fin dai primi passi la abbandona senza protezione perch\u00e9 la lascia senza Governo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Frattanto incominciano ad agitarsi ed a fare il loro ingresso in scena i muti spettatori di questo grande spettacolo. Tra questi, alcuni stanno pi\u00f9 vicini a quella fornace incandescente ed altri pi\u00f9 lontano. I primi sono generalmente uomini di scarso intendimento e di debole volont\u00e0, condannati da Dio ad una perpetua mediocrit\u00e0; gli altri sono abitanti di non so quale inferno, in cui la societ\u00e0 li relega, timorosa dei loro istinti violenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La societ\u00e0, turbata in tutti i suoi strati (da quelli altissimi ai pi\u00f9 bassi), dallo strepito delle liti parlamentari, si scuote tutta in una volta, ed i cuori, con ansiosa incertezza per l&#8217;avvenire, sono colti da timore e spavento. Allora per l&#8217;atmosfera si spargono vaghi e timorosi rumori contro coloro che da soli occupano il campo di battaglia. Udite attentamente ci\u00f2 che si dice di essi. \u00a0Di uno si afferma che \u00e8 poeta e che serve solo per conversare con le muse; di un altro, che \u00e8 filosofo e che non s&#8217;intende d&#8217;altro che della sua filosofia; di questo, che \u00e8 inadatto all&#8217;azione, e che risolve tutto con le chiacchiere; di quello, che \u00e8 ambizioso e vecchio; di tutti, che sono Burgravi, cio\u00e8 li si condanna al maggiore di tutti gli obbrobri ed alla pi\u00f9 grande delle ignominie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando ci\u00f2 avviene, allora i fondatori ed i sostenitori del Governo parlamentare, e anche lo stesso Governo parlamentare, sono perduti senza rimedio. Il problema li uccide perch\u00e9 non hanno potuto risolverlo; e non avendo potuto trovare la soluzione dell&#8217;enigma, vanno a cadere nella gola della sfinge. Se non muoiono per mano violenta, come di solito accade, l&#8217;invidiosa mediocrit\u00e0 si impadronir\u00e0 di essi, e li strapper\u00e0 dalla tribuna, teatro della loro eloquenza, e dalle loro sedie curiali, mute testimoni delle loro glorie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa evoluzione mi sembra logica, necessaria, inevitabile, l\u00ec dove il parlamentarismo ha la disgrazia di non morire violentemente. Io non so se vi sia sulla terra uno spettacolo pi\u00f9 solennemente triste e un insegnamento pi\u00f9 grande di quello della mediocrit\u00e0 che guarda l&#8217;intelligenza dall&#8217;alto in basso, e di quello del silenzio, signore della tribuna da cui parl\u00f2 l&#8217;eloquenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo somiglia nell&#8217;ordine morale a ci\u00f2 che succederebbe nell&#8217;ordine fisico se vedessimo il monte posto sotto la valle e la valle in cima al monte. Tremendo, ma giusto castigo di coloro che tentarono, nella loro pazzia, di scalare il cielo e cancellare nella creazione l&#8217;impronta augusta delle concezioni divine!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che il parlamentarismo muoia per mano violenta \u00e8 cosa risaputa. Muore quando si presenta un uomo che ha tutto ci\u00f2 che manca al parlamentarismo; che sa affermare e sa negare, e perpetuamente afferma e nega le stesse cose: muore quando le moltitudini, giunta la loro ora provvidenziale, chiedono avidamente di assistere, ed assistono, al festino parlamentare; muore lasciando la societ\u00e0 nelle mani della rivoluzione e nelle mani della dittatura, che ne prendono l&#8217;eredit\u00e0, ad un tempo, e per la forza del diritto e per il diritto della forza. Per il diritto della forza perch\u00e9 sono le pi\u00f9 forti; per la forza del diritto, perch\u00e9 sono sue figlie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non ignoro che questa progenitura \u00e8 sconosciuta e negata, ma io l&#8217;affermo risolutamente, e la dimostro in tale modo che in futuro non potr\u00e0 essere n\u00e9 negata n\u00e9 disconosciuta. Questa grande questione non ha bisogno, per essere risolta, che di essere ben impostata. Cosa fa il parlamentarismo? Divide il Potere e sopprime le gerarchie. Quando muore cosa lascia dietro di s\u00e9? O un Potere armato della forza sociale dinanzi ad individui dispersi o una massa furiosa dinanzi a un Potere diviso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora io chiedo: cos&#8217;\u00e8 questo secondo potere se non una rivoluzione? Cos&#8217;\u00e8 il primo se non una dittatura? E cosa sono la rivoluzione e la dittatura se non figlie della sua volont\u00e0, ossa delle sue ossa e carne della sua carne? Conosciuto il parlamentarismo nella sua origine, nella sua natura e nella sua storia, mi manca solo definirlo, e lo definisco cos\u00ec: il parlamentarismo \u00e8 lo spirito rivoluzionario nel Parlamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mia condanna non cade sul Parlamento, che \u00e8 il bicchiere, ma sullo spirito rivoluzionario, che \u00e8 il liquore. Spandete il liquore che contiene, ed io accetter\u00f2 il bicchiere; ma quando dico: spandete il liquore che contiene, voglio dire: datemi un Parlamento che non sia un Potere, ma una resistenza al Potere, che \u00e8 per sua natura limitato, perpetuo ed uno; datemi un Parlamento che non sopprima le gerarchie, perch\u00e9 esse sono per la societ\u00e0 ci\u00f2 che l&#8217;unit\u00e0 \u00e8 per il Potere, cio\u00e8 la condizione necessaria della sua esistenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel combattere il parlamentarismo compio il pi\u00f9 santo, ma allo stesso tempo il pi\u00f9 doloroso dei miei doveri. S\u00ec, il pi\u00f9 doloroso, perch\u00e9 ho molti e buoni amici che furono astri nel firmamento parlamentare; stelle cadute dal cielo e oggi spente da un nuovo sole che ha fatto il suo ingresso trionfale all&#8217;orizzonte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi re della parola e della tribuna sono sempre dei re, per me, sebbene i loro blasoni siano caduti e screditati. Il raggio che tocc\u00f2 le loro fronti li santifica ai miei occhi, perch\u00e9 la maest\u00e0 dell&#8217;infortunio rialza e santifica anche le maest\u00e0 pi\u00f9 eccelse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io lo giuro: se il parlamentarismo non avesse condannato a morte la societ\u00e0 con una condanna inesorabile, essi l&#8217;avrebbero salvata; per salvarla iniziarono quei nobili combattimenti, dei quali la storia ricorder\u00e0 perpetuamente la grandezza. Io li ho visti nella loro eroica sfida contendere la societ\u00e0 all&#8217;abisso che la reclamava come cosa sua; io li ho visti tenerla sospesa tra l&#8217;abisso e il ciclo per molti anni e sono rimasto attonito davanti al divino potere dell&#8217;eloquenza e al miracolo della parola&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E perch\u00e9 non debbo dire tutto ci\u00f2 che sento nel mio petto, anche se in esso non v&#8217;\u00e8 che debolezza e miseria? Io non ho coraggio per condannare l&#8217;eloquenza, anche se \u00e8 colpevole. La condannino i giusti; quanto a me, non so come avvenga; ma, quanto pi\u00f9 il suo peccato mi offende, quanto pi\u00f9 ella pecca, tanto pi\u00f9 io continuo ad amare questa bella peccatrice.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il suo affezionato e rispettoso<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Marchese di Valdegamas<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>http:\/\/www.totustuus.biz\/users\/pvalori\/index.html Juan Donoso Cort\u00e9s Marchese di Valdegamas<\/p><p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/risposta-al-signor-de-broglie\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":33396,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[53,54],"tags":[462,459,238,235],"class_list":["post-1021","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-politica","category-rivoluzione-e-controrivoluzione","tag-controrivoluzione","tag-donoso-cortes","tag-monarchia","tag-politica-2","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - 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