{"id":1015,"date":"2005-07-17T00:00:00","date_gmt":"2005-07-16T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2016-04-22T13:42:21","modified_gmt":"2016-04-22T11:42:21","slug":"discorso-sulleuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/discorso-sulleuropa\/","title":{"rendered":"Discorso sull&#8217;Europa"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><strong>http:\/\/www.totustuus.biz\/users\/pvalori\/index.html<\/strong><\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Juan Donoso Cort\u00e9s,<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Marchese di Valdegamas<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">(<em>Pronunziato al Parlamento il 30 gennaio 1850 in sede di discussione su questioni finanziarie<\/em>)<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-33392\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/07\/Cortes_Spagna.jpg\" alt=\"Cortes_Spagna\" width=\"250\" height=\"166\" \/><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div>Signori,<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">essendomi ritirato dalla scena politica per motivi che i miei amici conoscono e che ciascuno pu\u00f2 indovinare, non era mia intenzione prendere parte a questa discussione, n\u00e9 ad alcun&#8217;altra. Se rompo oggi questo silenzio, \u00e8 per compiere un dovere, che stimo sacro, come tutti i miei doveri. Certamente, il profondo sconforto che ha determinato la mia decisione di ritirarmi dalla vita pubblica \u00e8 oggi molto pi\u00f9 grande di ieri, ieri pi\u00f9 grande del giorno innanzi. Le mie tristi previsioni avevano allora per oggetto l&#8217;Europa in generale; oggi, purtroppo, riguardano anche la nazione spagnola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io credo, signori, e lo credo con la pi\u00f9 profonda convinzione, che stiamo entrando in un periodo tremendo; i sintomi premonitori ci si presentano tutti insieme: l&#8217;accecamento degli intelletti, il rancore degli animi, le discussioni senza oggetto, le lotte senza motivi; e soprattutto (e ci\u00f2 stupir\u00e0 pi\u00f9 di ogni altra cosa il Parlamento) il furore per le riforme economiche che si impadronisce di tutti. Questo furore che vi agita tutti per simili questioni non si presenta mai cos\u00ec evidente se non \u00e8 sicuro presagio di grandi catastrofi e di grandi rovine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Incaricato dalla Commissione di riassumere questo lungo, importantissimo e tristissimo dibattito, sar\u00f2 tuttavia relativamente breve, e per varie ragioni: primo, perch\u00e9 la questione \u00e8 stata affidata a me dopo essere gi\u00e0 stata esaurita; secondo perch\u00e9 non stiamo qui, io per parlare, ne il Parlamento per starmi a sentire; terzo, perch\u00e9 tolti di mezzo gli episodi drammatici, terribilmente drammatici, tolte le allusioni personali, gli attacchi diretti ai ministri, e da questi ribattuti, tolte infine, le mozioni oratorie, restano da riassumere soltanto tre o quattro argomenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa discussione, signori, si sono dette a volte parole aspre e dure. Io non sar\u00f2 n\u00e8 aspro n\u00e8 duro: piuttosto che mettermi su quella strada preferisco che la mia lingua si attacchi al palato e che la voce mi si spenga in gola. Il signor San Miguel (Evaristo San Miguel y Valledor) ha dichiarato di non approvare quella tattica che pone gli uomini in contraddizione con se stessi, o con il proprio partito, o i partiti in contraddizione con i propri princ\u00ecpi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nemmeno io adotter\u00f2 questa tattica; non parler\u00f2 di quelle cose alle quali personalmente non attribuisco alcuna importanza. Come potrei meravigliarmi che in casi speciali vi siano divergenze tra uomini di uno stesso partito, se da quando sono nato sto cercando un uomo che sia d&#8217;accordo con se stesso, e ancora non l&#8217;ho trovato?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Signori, la natura umana \u00e8 disarmonica, antitetica, contraddittoria; l&#8217;uomo \u00e8 condannato a trascinarsi fino alla tomba la catena di tutte le sue contraddizioni. Non parler\u00f2 nemmeno dei cambiamenti e delle modificazioni dei partiti. Perch\u00e9 stupirsi che i partiti cambino, che i partiti si modifichino? Forse la vita, la vita umana come quella dell&#8217;universo, non \u00e8 una perpetua trasformazione? Cosa \u00e8 mai la giovinezza se non la trasformazione dell&#8217;infanzia? E la vecchiaia non \u00e8 forse una trasformazione della giovinezza? Cos&#8217;\u00e8 la stessa morte, per un cristiano, se non una trasformazione della vita?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parler\u00f2, signori, dei principali argomenti, di null&#8217;altro, e con la maggiore brevit\u00e0 possibile. La prima questione che tratter\u00f2 \u00e8 quella della costituzionalit\u00e0 delle deleghe al governo in materia di imposte. Essa \u00e8 stata trattata da tutti gli oratori che si sono levati a parlare in favore o contro. Su tale argomento ci sono due teorie, e soltanto due.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima afferma che la discussione parlamentare \u00e8 un diritto, si pu\u00f2 quindi rinunciare ad esso ogni volta che Io si giudichi conveniente e opportuno: questa \u00e8 la teoria monarchica. L&#8217;altra teoria, quella democratica, afferma che: &#8220;Ogni discussione \u00e8 un obbligo, un dovere&#8221; come dice il signor San Miguel; ed essendo un obbligo, un dovere, il Parlamento non vi pu\u00f2 rinunciare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma gli argomenti usati qui contro la costituzionalit\u00e0 delle deleghe non sono n\u00e9 monarchici n\u00e9 democratici: non i sono argomenti di nessuna specie. Perch\u00e9 i signori deputati, sia di destra che di sinistra, i quali hanno attaccato il principio delle deleghe, hanno concluso col dire: &#8220;La discussione \u00e8 un obbligo dei deputati&#8221;, ed hanno soggiunto: &#8220;Per\u00f2 le deleghe sono lecite in alcune circostanze&#8221;, la qual cosa \u00e8 una contraddizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E perch\u00e9 ci\u00f2 sia chiaro, riduciamo queste teorie a tre sillogismi. Sillogismo monarchico: i diritti per loro stessa natura sono rinunciabili, la discussione \u00e8 un diritto del Parlamento, quindi il Parlamento pu\u00f2 rinunciarvi ogni volta che lo voglia. Sillogismo democratico: la discussione \u00e8 un dovere per il Parlamento, ai doveri non si pu\u00f2 rinunciare, quindi il Parlamento non pu\u00f2 mai rinunciare alla discussione. Io comprendo queste due tesi: quello che non riesco a comprendere \u00e8 invece il sillogismo delle due opposizioni, e baster\u00e0 presentarlo per dimostrarne il punto debole. Eccolo: la discussione \u00e8 un dovere, ai doveri non si pu\u00f2 rinunziare, quindi ci si pu\u00f2 rinunziare qualche volta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo \u00e8 il sillogismo delle opposizioni. Cosa vuol dire ci\u00f2? Vuoi dire che le opposizioni con le premesse negano la monarchia, con le conclusioni la democrazia. Sono esse una negazione perpetua, e, come tutte le negazioni, condannate alla sterilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per\u00f2 si \u00e8 aggiunto: &#8220;Se pure le deleghe possono essere ammesse per altri affari, non possono ne debbono esserlo in materia di imposizione fiscale&#8221;. E perch\u00e9, signori? Ammetto argomenti del genere in una scuola, dove si crede che i Parlamenti siano stati costituiti solo per discutere i bilanci e che i bilanci siano fatti soltanto per essere discussi nelle Assemblee.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per\u00f2 i popoli che adottano la monarchia costituzionale, cos\u00ec come \u00e8 da noi e nel resto d&#8217;Europa, devono riconoscere che i deputati della nazione, che vengono qui per discutere e votare, hanno lo stesso diritto di esaminare tutte le leggi che qui gli vengono presentate, siano esse leggi di bilancio, o politiche, o economiche; siano anche, fino a un certo limite, religiose. Di conseguenza, essendo uno solo il diritto e uno il dovere, gli stessi princ\u00ecpi devono applicarsi alla discussione di tutte le leggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un deputato che siede in questi banchi ha fatto una domanda alla quale non si \u00e8 ancora risposto come avrei desiderato. Egli ha detto: &#8220;Se queste deleghe non cessano, non si discuter\u00e0 mai in materia fiscale. C&#8217;\u00e8 qualche deputato che osi dire che non si debbano discutere?&#8221;. Accetto questa domanda e mi affretto a rispondere, ma prima devo precisare una cosa. Il deputato al quale alludo ci dice, statistiche alla mano, che qui la discussione sulle imposte sarebbe durata ordinariamente cinque o sei mesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E allora, ammesso ci\u00f2, io faccio questa domanda: le Cortes hanno oppure no il diritto di discutere altre leggi, oltre quelle sulle imposte? S\u00ec o no? Se mi si risponde che non hanno il diritto di discutere altre leggi, io dir\u00f2: ma allora voi uscite fuori dalle istituzioni, cadete in un sistema semiassolutista e semidemocratico, nato ai nostri giorni, che consiste nel porre in un solo punto, nel concedere ad un solo uomo, col titolo di Presidente del Consiglio dei Ministri, tutti i poteri della societ\u00e0, fino al potere assoluto; nell&#8217;accentrare in questo uomo la tirannia, e nello stesso tempo nel porre la democrazia in una Assemblea che non ha alcun potere, salvo quello di uccidere il tiranno con una pugnalata, negandogli i mezzi finanziari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa \u00e8 la teoria semiassolutista e semidemocratica nata da poco nella Repubblica francese. E invece, signori, se mi si risponde che le Cortes hanno il diritto di discutere tutte le leggi cos\u00ec come hanno il diritto di discutere quella delle imposte, allora far\u00f2 un&#8217;altra domanda. Credono i signori deputati che le Cortes debbano sedere in permanenza, o che debbano esserci degli intervalli tra le sessioni?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se mi si risponde che le Cortes debbono essere permanenti io rispondo: voi uscite fuori dallo spirito delle nostre istituzioni, perch\u00e9 le Cortes costituzionali non sono mai permanenti, come sono invece quelle repubblicane. Dite che non debbono essere permanenti? che debbono esserci degli intervalli? Ma allora volete l&#8217;impossibile, perch\u00e9 \u00e8 impossibile discutere di imposte per sei mesi, e poi esaminare le altre leggi che interessano lo Stato: di conseguenza, vi ponete tra due scogli. Ed ora, dopo aver fatto questa domanda, a quella che mi era stata rivolta rispondo: s\u00ec, le imposte devono essere discusse, ma non nella forma che voi volete.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Signori, tutti gli affari che si discutono nei Parlamenti e altrove presentano molti aspetti, ma uno soltanto \u00e8 il principale. La questione principale da esaminare \u00e8 l&#8217;economia considerata sotto l&#8217;aspetto politico. Se la considero sotto questo aspetto, devo ribattere tre gravissimi errori nei quali sono incorsi tutti: la opposizione progressista, l&#8217;opposizione conservatrice, e, fino ad un certo punto, lo stesso Ministero e l&#8217;opinione pubblica. Io, signori, che combatto l&#8217;errore ovunque lo trovo, lo combatter\u00f2 l\u00e0 dove l&#8217;ho incontrato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco i tre errori che vi addito e che combatto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Primo: le questioni economiche sono per la loro natura le pi\u00f9 importanti. Secondo: \u00e8 venuto il momento che in Spagna si attribuisca a tali questioni l&#8217;importanza che hanno. Terzo: le riforme economiche sono non soltanto possibili, ma anche facili. Tutti sono incorsi in questi tre errori, ed io ho preso qui la parola unicamente per combattere tutti su questo terreno, per combattere questi errori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In appoggio al primo errore, si \u00e8 ricorso all&#8217;autorit\u00e0 degli uomini di Stato. Se si parla degli uomini di Stato dei nostri giorni, non lo nego; per\u00f2 se si parla di quegli uomini di statura colossale che con il nome di fondatori di imperi, di civilizzatori di monarchie e di popoli, ricevettero un mandato dalla Provvidenza con diversi titoli, in epoche diverse e con diversi fini; se si parla di questi uomini immortali, che sono come il patrimonio e la gloria delle generazioni umane; se si parla, in una parola, di quella magnifica razza che parte da Mos\u00e8 e passando per Carlo Magno termina a Napoleone; se si tratta di questi uomini immortali, allora io nego ci\u00f2, lo nego risolutamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nessun uomo che ha raggiunto l&#8217;immortalit\u00e0 ha fondato la propria gloria sulla verit\u00e0 economica; ma tutti hanno fondato le nazioni sulla base della verit\u00e0 sociale, della verit\u00e0 religiosa. Ci\u00f2 non significa (prevedo le opposizioni e le prevengo), non significa che io creda che i governi debbano trascurare la questione economica e che i popoli debbano essere male amministrati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Signori, sono forse tanto sprovvisto di senno e di cuore da farmi trascinare da un simile errore? Non intendo dire questo, per\u00f2 affermo che ogni questione deve essere collocata al suo posto, ed il posto delle questioni economiche \u00e8 il terzo o il quarto, non il primo; questo dico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si \u00e8 affermato che discutere qui su tali questioni \u00e8 il mezzo per vincere il socialismo. Ah, signori, il mezzo per vincere il socialismo! Ma che cosa \u00e8 il socialismo se non una setta economica? Il socialismo \u00e8 figlio dell&#8217;economia politica, come la viperetta \u00e8 figlia della vipera, che, appena nata, divora sua madre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Discutete tali questioni economiche, date loro il primo posto, ed io vi assicuro che entro due anni, avrete tutte le questioni socialiste in Parlamento e per le strade. Si vuole combattere il socialismo? II socialismo non si combatte; questa affermazione, che fino a qualche tempo fa avrebbe fatto ridere gli spiriti forti, oggi non causa pi\u00f9 ilarit\u00e0 in Europa e nel mondo. Se si vuole combattere il socialismo, occorre rivolgersi a quella religione che insegna la carit\u00e0 ai ricchi e la pazienza ai poveri; a questi la rassegnazione, a quelli la misericordia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eccomi, signori, al secondo errore, che consiste nell&#8217;affermare che per noi \u00e8 giunto il momento di occuparci delle questioni economiche con tutta l&#8217;importanza che esse richiedono. Questa idea nacque nella scorsa estate. Vinta la rivoluzione sociale per le strade di Madrid, risolta la questione dinastica sui campi della Catalogna, l&#8217;opinione pubblica, cieca allora come sempre, cieca qui come altrove, credette che fossimo tanto sicuri della vita da poterci occupare esclusivamente delle questioni finanziarie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grande errore, ma scusabile, tuttavia, in quel tempo: oggi per\u00f2 non lo sarebbe pi\u00f9, n\u00e9 per l&#8217;opinione pubblica, n\u00e9 per il Governo, n\u00e9 per la opposizione conservatrice. Chi oggi ardirebbe dire che stiamo sicuri? Chi non vede le dense nuvole sull&#8217;oscuro orizzonte?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ebbene, se oggi vacilliamo cos\u00ec, come \u00e8 possibile che ieri fossimo tanto saldi? E se ieri eravamo saldi, come mai oggi barcolliamo tanto? Ve la dir\u00f2 io, la verit\u00e0, signori. La verit\u00e0 \u00e8 che oggi non siamo tanto saldi perch\u00e9 nemmeno ieri lo eravamo, perch\u00e9 dopo la rivoluzione di febbraio non lo siamo pi\u00f9 stati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo questa rivoluzione, di tremenda memoria, non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 niente di stabile n\u00e9 di sicuro, in Europa. La Spagna \u00e8 la pi\u00f9 salda: e voi vedete bene che cosa \u00e8 la Spagna! Questa Assemblea \u00e8 la migliore, e voi vedete che cosa \u00e8 questa Assemblea. La Spagna, signori, \u00e8 in Europa quello che un&#8217;oasi \u00e8 nel deserto del Sahara. Io ho discusso con i saggi, e so quanto poco conti in queste circostanze la saggezza: ho conversato con i valorosi, e so quanto poco valga in queste circostanze il valore; ho conversato con gli uomini pi\u00f9 prudenti, e so quanto vana sia la prudenza in questi momenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Guardate, signori, lo stato dell&#8217;Europa. Sembra che tutti gli uomini di Stato abbiamo perduto il dono dell&#8217;intelletto; la ragione umana si eclissa, le istituzioni vacillano, e le grandi nazioni precipitano improvvisamente. Spingete lo sguardo con me, signori, dalla Polonia al Portogallo, e ditemi in buona fede, con la mano sul cuore, se vedete una sola societ\u00e0 che possa dire: &#8220;sto salda sulle mie fondamenta&#8221;; ditemi se vedete un solo governo che possa dire: &#8220;sto sicuro sulle mie basi&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E non si dica, signori, che la rivoluzione \u00e8 stata vinta in Spagna, in Italia, in Francia, in Ungheria: no, signori, non \u00e8 vero. La verit\u00e0 \u00e8 che tutte le forze sociali, concentrate ed elevate al massimo grado, sono bastate appena, e sono riuscite solamente a trattenere momentaneamente il mostro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 qui, ma in Francia, che si conoscono i progressi del socialismo. Ebbene, sappiate che il socialismo ha tre grandi teatri. In Francia stanno i discepoli, e solo i discepoli; in Italia stanno gli sbirri, solo gli sbirri; in Germania stanno i pontefici ed i maestri. La verit\u00e0 \u00e8 che nonostante queste vittorie, che di vittorie hanno soltanto il nome, la terribile sfinge sta davanti ai vostri occhi, senza che sia sorto finora un Edipo a decifrarne l&#8217;enigma. La verit\u00e0 \u00e8 che il terribile problema esiste, e l&#8217;Europa non sa ne pu\u00f2 risolverlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa \u00e8 la verit\u00e0. Tutto preannuncia, tutto &#8211; e l&#8217;uomo che ha sana ragione, buon senso e mente perspicace lo vede &#8211; tutto preannuncia una crisi imminente e funesta; tutto preannuncia un cataclisma mai veduto a memoria d&#8217;uomo. Ecco, signori, pensate a questi sintomi che non si presentano mai, soprattutto cos\u00ec riuniti, senza esser seguiti da paurose catastrofi. Oggi in Europa tutte le strade, anche le pi\u00f9 opposte, conducono alla rovina. Alcuni si perdono perch\u00e9 cedono, gli altri perch\u00e9 resistono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dove la debolezza deve essere causa di morte, l\u00ec si trovano pr\u00ecncipi deboli; dove l&#8217;ambizione deve provocare rovina, l\u00ec stanno pr\u00ecncipi ambiziosi; dove lo stesso ingegno deve essere causa di perdizione, l\u00ec pone Dio pr\u00ecncipi dotti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E ci\u00f2 che accade con i pr\u00ecncipi avviene con le idee. Tutte le idee, le pi\u00f9 orribili come le pi\u00f9 nobili, producono risultati identici. Posate uno sguardo su Parigi, e su Venezia, e vedrete il risultato dell&#8217;idea demagogica e dell&#8217;idea nobilissima dell&#8217;indipendenza italiana. E quel che succede con i pr\u00ecncipi e con le idee, succede anche con gli uomini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Signori, dove un solo uomo basterebbe per salvare la Societ\u00e0, quest&#8217;uomo non esiste; o se esiste, Dio scioglie per lui un po&#8217; di veleno nell&#8217;aria. Al contrario, quando un solo uomo pu\u00f2 perdere la societ\u00e0, quest&#8217;uomo si presenta, quest&#8217;uomo viene portato in trionfo dai popoli e trova spianate tutte le strade. Se volete vedere questo contrasto, guardate la tomba del maresciallo Bugeaud e il trono di Mazzini. E ci\u00f2 che avviene con i pr\u00ecncipi, con le idee, con gli uomini, accade pure con i partiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo punto, signori, vi prego di prestarmi la maggiore attenzione, perch\u00e9 ci\u00f2 che vi dir\u00f2 ha una immediata applicazione ai nostri casi. Ove la salvezza della societ\u00e0 dipende dallo scioglimento di tutti i vecchi partiti e dalla formazione di uno nuovo, derivato dalla loro fusione, ivi i partiti si impegnano a non sciogliersi e non si sciolgono. Cos\u00ec succede in Francia; la salvezza della Francia sarebbe nello scioglimento del partito bonapartista, del partito legittimista, del partito orleanista e nella formazione di un solo partito monarchico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ebbene, l\u00e0 dove lo scioglimento dei partiti produrrebbe la salvezza della societ\u00e0, i bonapartisti pensano a Bonaparte, gli orleanisti al conte di Parigi, i legittimisti a Enrico V; e, al contrario, dove la salvezza della societ\u00e0 vorrebbe che i partiti fossero fedeli alle loro antiche bandiere, che non si accanissero tra loro, per poter combattere uniti gloriose battaglie, ebbene, dove ci\u00f2 sarebbe necessario per la salvezza della societ\u00e0, come in Spagna, qui i partiti si sciolgono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E per questa malattia le riforme economiche non sono un rimedio sufficiente; no, la caduta di un governo ed il sorgere di un altro non \u00e8 un rimedio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;errore fondamentale in questa materia consiste nel credere che i mali da cui l&#8217;Europa \u00e8 afflitta siano causati dai governi. Io non negher\u00f2 l&#8217;influenza del governo sui governati. Come potrei negarla? Chi l&#8217;ha mai negata? Per\u00f2 il male \u00e8 molto pi\u00f9 profondo, molto pi\u00f9 grave. Il male non sta nei governi, ma nei governati, che sono diventati ingovernabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Signori, la vera causa del male grave e profondo; che corrode l&#8217;Europa \u00e8 che \u00e8 venuta meno l&#8217;idea dell&#8217;autorit\u00e0 divina e umana. Questo \u00e8 il male che strazia l&#8217;Europa, questo \u00e8 il male che strazia la societ\u00e0, il mondo; ecco perch\u00e9 i popoli sono ingovernabili. Ci\u00f2 serve a spiegare un fenomeno che non ho ancora sentito chiarire da nessuno, e che tuttavia ha una spiegazione soddisfacente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutti coloro che hanno viaggiato per la Francia convengono nel dire che non si incontra un francese che sia repubblicano. Io stesso posso affermare tale verit\u00e0, perch\u00e9 ho percorso tutta la Francia. Per\u00f2 si domanda: se in Francia non ci sono repubblicani, come mai esiste la repubblica? E nessuno sa darne il motivo; ma io lo dir\u00f2. La repubblica esiste in Francia, e dico di pi\u00f9, la repubblica resister\u00e0 in Francia, perch\u00e9 \u00e8 la forma di governo necessaria per i popoli che sono ingovernabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Presso questi popoli il governo assume necessariamente la forma repubblicana. Ed ecco perch\u00e9 la Repubblica esiste ed esister\u00e0 in Francia. Poco importa che sia, come ora, combattuta dalla volont\u00e0 degli uomini, se \u00e8 sorretta, come \u00e8, dalla forza stessa delle cose. Questa \u00e8 la spiegazione della durata della Repubblica Francese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel sentirmi parlare contemporaneamente dell&#8217;autorit\u00e0 divina e dell&#8217;autorit\u00e0 umana, mi si potr\u00e0 chiedere: cosa hanno a che vedere le questioni politiche con le questioni religiose?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Signori, non so se fra noi c&#8217;\u00e8 qualche deputato che creda che non ci sia una relazione tra le cose religiose e quelle politiche: ma se ce n&#8217;\u00e8 qualcuno, io gli dimostrer\u00f2 che questa relazione \u00e8 necessaria, in maniera tale che la veda con i suoi stessi occhi e la tocchi con le sue stesse mani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La civilt\u00e0 ha due fasi; una che chiamer\u00f2 affermativa, perch\u00e9 in essa la civilt\u00e0 riposa su affermazioni, e progressiva, perch\u00e9 queste affermazioni sulle quali si fonda sono verit\u00e0, e infine chiamer\u00f2 cattolica, perch\u00e9 il cattolicesimo abbraccia in tutta la sua pienezza queste verit\u00e0 e queste affermazioni. Al contrario, c&#8217;\u00e8 un&#8217;altra fase della civilt\u00e0, che io chiamer\u00f2 negativa, perch\u00e9 si fonda esclusivamente su negazioni, e decadente, perch\u00e9 queste negazioni sono errori, e rivoluzionaria, perch\u00e9 questi errori si convertono infine in rivoluzioni che sconvolgono gli Stati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ebbene, signori, quali sono nell&#8217;ordine religioso, le tre affermazioni di questa civilt\u00e0 che io chiamo affermativa, progressiva e cattolica? Prima affermazione: esiste un Dio, e questo Dio \u00e8 in ogni luogo. Seconda affermazione: questo Dio personale, che \u00e8 in ogni luogo, regna in cielo ed in terra. Terza affermazione; questo Dio che regna in cielo ed in terra, governa da sovrano assoluto le cose divine e umane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, signori, l\u00e0 dove vedrete ammesse queste tre affermazioni nell&#8217;ordine religioso, troverete anche analoghe affermazioni nell&#8217;ordine politico: c&#8217;\u00e8 un re che sta ovunque per mezzo dei suoi rappresentanti; questo re, che \u00e8 presente ovunque, regna sopra i suoi sudditi; regnando sopra i suoi sudditi, li governa tutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di modo che l&#8217;affermazione politica non \u00e8 che la conseguenza dell&#8217;affermazione religiosa. Le istituzioni politiche nelle quali vengono simbolizzate queste tre affermazioni sono due: le monarchie assolute e le monarchie costituzionali, come le intendono i moderati di tutti i paesi, perch\u00e9 nessun partito moderato ha mai negato al re n\u00e9 l&#8217;esistenza, n\u00e9 il regno, n\u00e9 il governo. Perci\u00f2 la monarchia costituzionale pu\u00f2 con gli stessi titoli della monarchia assoluta simboleggiare queste tre affermazioni politiche, che sono l&#8217;eco, diciamo cos\u00ec, delle tre affermazioni religiose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Signori, in queste tre affermazioni \u00e8 contenuto quel periodo della civilt\u00e0 che ho chiamato affermativo, progressivo, cattolico. Ora entriamo nel secondo periodo, che ho chiamato negativo e rivoluzionario. In questo secondo periodo ci sono tre negazioni, che corrispondono alle tre affermazioni precedenti. Prima negazione, o come io la chiamer\u00f2, negazione di primo grado nell&#8217;ordine religioso: &#8220;Dio esiste, Dio regna, ma \u00e8 troppo in alto per governare le cose umane&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa \u00e8 la prima negazione, la negazione di primo grado, in questo periodo negativo della civilt\u00e0. A questa negazione della Provvidenza di Dio, quale altra corrisponde nell&#8217;ordine politico? Nell&#8217;ordine politico viene avanti il partito progressista, facendo eco al deista che nega la Provvidenza, e dice: &#8220;II re esiste, il re regna, per\u00f2 non governa&#8221;. Cos\u00ec la monarchia costituzionale progressista appartiene in primo grado alla civilt\u00e0 negativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Seconda negazione: il deista nega la Provvidenza; i fautori della monarchia costituzionale, come la intendono i progressisti, negano il governo. Allora viene avanti nell&#8217;ordine religioso il panteista, e dice: &#8220;Dio esiste, ma non ha una esistenza personale; Dio non \u00e8 persona, e quindi non regna n\u00e9 governa; Dio \u00e8 tutto ci\u00f2 che vediamo, tutto ci\u00f2 che vive e che si muove; Dio \u00e8 l&#8217;umanit\u00e0 &#8220;. Cos\u00ec afferma il panteista; di modo che, pur non negando Resistenza assoluta di Dio, ne nega resistenza personale, il regno, la Provvidenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poi viene il repubblicano, e dice: &#8220;II potere esiste, ma non \u00e8 persona, non regna n\u00e9 governa; il potere \u00e8 tutto ci\u00f2 che vive, che esiste, che si muove, cio\u00e8 la moltitudine; quindi non c&#8217;\u00e8 altro mezzo di governo se non il suffragio universale, n\u00e9 altro governo che la repubblica&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec, signori, il panteismo nell&#8217;ordine religioso corrisponde al repubblicanesimo nell&#8217;ordine politico. C&#8217;\u00e8 ancora un&#8217;altra negazione, l&#8217;ultima: in fatto di negazioni non si pu\u00f2 andare pi\u00f9 oltre. Dopo il deista, e il panteista, viene l&#8217;ateo e dice: &#8220;Dio non regna, n\u00e9 governa, non \u00e8 persona n\u00e9 moltitudine; non esiste&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E viene avanti Proudhon a dirci: &#8220;Non esiste il governo &#8220;. Cos\u00ec una negazione ne chiama un&#8217;altra. Come un abisso chiama un altro abisso. Al di l\u00e0 di questa negazione, che \u00e8 l&#8217;abisso, non c&#8217;\u00e8 nulla, nulla se non tenebre, e tenebre palpabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, signori, sapete qual \u00e8 lo stato dell&#8217;Europa? Tutta l&#8217;Europa sta entrando nella seconda negazione e cammina verso la terza, che \u00e8 l&#8217;ultima; non lo dimenticate. Se volete che io tratti pi\u00f9 a fondo dei pericoli che minacciano la societ\u00e0. Io far\u00f2, seppure con una certa prudenza. Tutti sanno quale sia la mia posizione ufficiale: non posso parlare dell&#8217;Europa senza parlare della Germania, n\u00e9 della Germania senza parlare della Prussia, che la rappresenta; non posso parlare della Prussia senza parlare del suo re, che, sia detto di sfuggita, per le sue nobili doti posso chiamare l&#8217;Augusto germanico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;Assemblea vorr\u00e0 perdonarmi se, nel trattare la questione, manterr\u00f2 un certo riserbo che riguarda l&#8217;Europa, e un riserbo quasi assoluto che riguarda la Prussia; ma dir\u00f2 comunque quanto basta per chiarire quali sono le mie idee concrete sui pericoli altrettanto concreti che minacciano l&#8217;Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si \u00e8 parlato qui dei pericoli che corre l&#8217;Europa a causa della Russia ed io credo di poter tranquillizzare l&#8217;Assemblea, per adesso e per molto tempo ancora, rassicurandola che da quella parte non pu\u00f2 temere alcun pericolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Signori, l&#8217;influenza che la Russia esercitava in Europa, la esercitava per mezzo della Confederazione germanica. La Confederazione germanica fu costituita contro Parigi, che era la citt\u00e0 rivoluzionaria, la citt\u00e0 maledetta, e in favore di Pietroburgo, che era allora la citt\u00e0 santa, la citt\u00e0 del governo, la citt\u00e0 delle tradizioni restauratrici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cosa ne nacque? Che la Confederazione non fu un impero, come avrebbe potuto essere allora, e non lo fu perch\u00e9 alla Russia non poteva piacere avere di fronte a s\u00e9 un impero tedesco, e tutte le razze tedesche riunite. Cos\u00ec la Confederazione fu composta di principati microscopici e di due grandi monarchie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che cosa conveniva alla Russia in caso di guerra contro la Francia? Che queste monarchie fossero assolute; e furono tali. E cos\u00ec avvenne che l&#8217;influenza della Russia, dalla formazione della Confederazione tedesca fino alla rivoluzione di febbraio, si \u00e8 estesa da Pietroburgo a Parigi. Per\u00f2, signori, dalla rivoluzione di febbraio tutte le cose hanno mutato aspetto; l&#8217;uragano rivoluzionario ha abbattuto i troni, ha gettato nella polvere le corone, ha umiliato i re. La Confederazione tedesca non esiste pi\u00f9, la Germania oggi \u00e8 un caos. Ci\u00f2 vuol dire che all&#8217;influenza russa, che si estendeva da Pietroburgo a Parigi, \u00e8 subentrata ora l&#8217;influenza demagogica che da Parigi dilaga fino alla Polonia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eccone la ragione: la Russia contava su due alleati potenti, l&#8217;Austria e la Prussia. Oggi \u00e8 chiaro che non pu\u00f2 contare che sull&#8217;Austria; ma l&#8217;Austria deve lottare, e lottare disperatamente contro lo spirito demagogico, che esiste col\u00e0 come ovunque; contro lo spirito di razza, presente in quel paese pi\u00f9 che altrove; ed infine deve conservare tutte le sue forze per una possibile lotta contro la Prussia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perci\u00f2, signori, essendo l&#8217;Austria neutralizzata, la Confederazione tedesca disciolta, la Russia non pu\u00f2 contare ormai che sulle sue forze, oggi. E sapete di quali forze pu\u00f2 disporre la Russia per una guerra offensiva? Di meno di 300.000 uomini. E sapete contro chi devono combattere questi 300.000 uomini? Contro tutte le razze tedesche rappresentate dalla Prussia, contro tutte le razze latine rappresentate dalla Francia, contro la nobilissima e potentissima razza anglosassone, rappresentata dall&#8217;Inghilterra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa lotta da parte della Russia sarebbe insensata e assurda. In caso di guerra generale, il risultato certo, inevitabile, sarebbe che la Russia cesserebbe di essere una potenza europea per restare soltanto una potenza asiatica. Ecco perch\u00e9 la Russia rifugge dalla guerra, e perch\u00e9 l&#8217;Inghilterra la cerca. La guerra sarebbe gi\u00e0 scoppiata se non fosse stato per la debolezza cronica della Francia, che non ha voluto seguire l&#8217;Inghilterra, per la prudenza austriaca e per la abilissima diplomazia russa. Ecco perch\u00e9 la Russia non ha voluto, non ha potuto desiderare la guerra; ecco perch\u00e9 la guerra non \u00e8 scoppiata per la questione dei rifugiati in Turchia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non si creda con ci\u00f2 che io pensi che l&#8217;Europa non abbia nulla da temere dalla Russia; anzi, credo tutto il contrario. Ma perch\u00e9 la Russia accetti una guerra generale, perch\u00e9 si impadronisca dell&#8217;Europa, \u00e8 necessario che prima si realizzino i tre avvenimenti che vi dir\u00f2, e che, signori, ponetevelo bene in mente, sono non soltanto possibili, ma probabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 necessario: primo, che la rivoluzione, dopo aver distrutta la societ\u00e0, distrugga gli eserciti permanenti. Secondo, che il socialismo, spogliando i proprietari, uccida il patriottismo, perch\u00e9 un proprietario spogliato non \u00e8 pi\u00f9 patriota, non pu\u00f2 esserlo, e quando la questione viene posta in questi termini estremi e angosciosi non pu\u00f2 esserci patriottismo nell&#8217;uomo. Terzo, che si compia la potente unione di tutti i popoli slavi sotto l&#8217;influenza ed il protettorato della Russia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le nazioni slave, signori, contano ottanta milioni di uomini. Ebbene, quando in Europa non ci saranno pi\u00f9 eserciti permanenti, distrutti dalla rivoluzione, quando in Europa non ci sar\u00e0 pi\u00f9 patriottismo, spento dalle rivoluzioni socialiste, quando nell&#8217;oriente d&#8217;Europa si sar\u00e0 formata la grande confederazione dei popoli slavi, quando in occidente non ci saranno pi\u00f9 che due grandi eserciti, l&#8217;esercito degli spogliati e quello degli spogliatori, allora, signori, suoner\u00e0 all&#8217;orologio dei tempi l&#8217;ora della Russia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allora la Russia potr\u00e0 passeggiare tranquilla, e con le armi al braccio, per la nostra patria. Allora, signori, il mondo assister\u00e0 al pi\u00f9 grande castigo di cui sia memoria nella storia, al castigo dell&#8217;Inghilterra. A niente le serviranno le sue navi contro l&#8217;impero colossale che con un braccio afferrer\u00e0 l&#8217;Europa e con l&#8217;altro l&#8217;India; a niente serviranno le sue navi, e il suo vasto impero cadr\u00e0 prostrato, in frantumi, e il suo lugubre rantolo ed il suo doloroso lamento echeggeranno fino ai poli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non crediate, signori, non crediate che le catastrofi finiscano qui; le razze slave non sono per i popoli dell&#8217;occidente quello che le razze tedesche furono per il popolo romano. No, le razze slave stanno da molto tempo a contatto con la civilt\u00e0, sono razze semicivilizzate; l&#8217;amministrazione russa \u00e8 corrotta quanto la pi\u00f9 civilizzata d&#8217;Europa e l&#8217;aristocrazia russa \u00e8 civilizzata quanto la pi\u00f9 corrotta aristocrazia d&#8217;Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ebbene, quando la Russia si trover\u00e0 in mezzo all&#8217;Europa conquistata e prosternata ai suoi piedi, essa stessa assorbir\u00e0 attraverso tutte le vene la civilt\u00e0 che questa ha bevuto e che l&#8217;uccide. La Russia non tarder\u00e0 a cadere in putrefazione, e allora non so quale Universale cauterio Dio avr\u00e0 preparato per quell&#8217;universale dissolvimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contro ci\u00f2, signori, non c&#8217;\u00e8 che un rimedio, uno solo: il nodo dell&#8217;avvenire \u00e8 nell&#8217;Inghilterra. In primo luogo, signori, la razza anglosassone \u00e8 la pi\u00f9 generosa, la pi\u00f9 nobile, la pi\u00f9 coraggiosa nel mondo. In secondo luogo la razza anglosassone \u00e8 la meno esposta all&#8217;impeto delle rivoluzioni. Io credo pi\u00f9 facile una rivoluzione a Pietroburgo che a Londra. Che cosa deve fare l&#8217;Inghilterra per impedire la conquista inevitabile di tutta l&#8217;Europa da parte della Russia? Cosa deve fare?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 necessario che eviti ci\u00f2 che la perderebbe : e cio\u00e8 la dissoluzione degli eserciti permanenti per mezzo della rivoluzione; la spoliazione dei proprietari in Europa per mezzo del socialismo, vale a dire, avere una politica estera monarchica e conservatrice, e pure questo non sarebbe che un palliativo. L&#8217;Inghilterra, monarchica e conservatrice, pu\u00f2 impedire la dissoluzione della societ\u00e0 europea ma fino a un certo punto e fino a un certo tempo: perch\u00e9 l&#8217;Inghilterra non \u00e8 abbastanza potente, non \u00e8 abbastanza forte per distruggere, come \u00e8 necessario, la forza dissolvente delle dottrine propagate nel mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 al palliativo si aggiungesse il rimedio sarebbe necessario che l&#8217;Inghilterra, gi\u00e0 conservatrice e monarchica, divenisse cattolica. Io affermo questo, signori, perch\u00e9 il rimedio radicale contro la rivoluzione e il socialismo non \u00e8 che il cattolicesimo, perch\u00e9 questo \u00e8 l&#8217;unica dottrina che sia la contraddizione assoluta di quell&#8217;altra. Che cosa \u00e8 il cattolicesimo? Sapienza e umilt\u00e0. Che \u00e8 il socialismo? Orgoglio e barbarie. Il socialismo, signori, \u00e8 come quel re babilonese, re e bestia a un tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Signori, l&#8217;Assemblea si sar\u00e0 meravigliata che io, nel parlare dei pericoli che minacciano la societ\u00e0 e il mondo, non abbia nominato la Francia. C&#8217;\u00e8 una ragione. La Francia era fino a poco tempo fa una grande nazione; oggi, signori, non \u00e8 neppure una nazione, essa \u00e8 il club centrale dell&#8217;Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec, signori, \u00e8 dimostrato: primo, che le questioni economiche non sono, n\u00e9 debbono, n\u00e9 possono essere le pi\u00f9 importanti di tutte. Secondo; che noi non siamo in un tale stato di tranquillit\u00e0 e di sicurezza da poterci dedicare ad esse esclusivamente. Mi accingo ora a combattere il terzo e ultimo errore che consiste nell&#8217;affermare che le riforme economiche sono non soltanto possibili, ma persino facili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;Assemblea mi permetter\u00e0 che ora, come prima, dica la verit\u00e0, tutta la verit\u00e0, e con la franchezza e la buona fede che mi sono abituali. Non ci sar\u00e0 alcun deputato che porr\u00e0 in dubbio questo assioma: che i governi, anche quelli che offrono maggiori vantaggi, hanno in cambio anche taluni inconvenienti; e cos\u00ec anche i governi che presentano maggiori inconvenienti, offrono anche taluni vantaggi; e infine ammetterete che non ci sono governi immortali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da questo seggio io posso parlare in piena libert\u00e0 dei vantaggi e degli inconvenienti, e persino della morte dei governi, perch\u00e9 tutti hanno i loro inconvenienti, i loro vantaggi, e tutti muoiono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ebbene, signori, io dico che se i governi assoluti hanno grandissimi inconvenienti, hanno in compenso un grande vantaggio, quello di essere relativamente a miglior prezzo; e affermo pure che se i governi costituzionali hanno grandi vantaggi, hanno anche il gravissimo inconveniente d&#8217;esser carissimi. Io non conosco nessun governo pi\u00f9 caro del repubblicano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E, ragionando per analogia, \u00e8 facile prevedere la sorte di ognuno di questi governi. Io dico che la cosa pi\u00f9 probabile \u00e8 che tutti i governi assoluti, ovunque esistano, finiranno col perire per la discussione; e che tutti i governi costituzionali, ovunque esistano, periranno per bancarotta. Questa \u00e8 la mia profonda convinzione, e faccio i signori deputati depositari delle mie convinzioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C&#8217;\u00e8 solo un mezzo di fare riforme, grandi riforme economiche: il licenziamento totale o quasi degli eserciti permanenti. Questo, signori, potrebbe salvare i governi per qualche tempo dalla bancarotta, ma equivarrebbe alla bancarotta dell&#8217;intera societ\u00e0; perch\u00e9, e qui richiamo la vostra attenzione, gli eserciti permanenti sono oggi l&#8217;unico ostacolo che impedisce alla civilt\u00e0 di perdersi nella barbarie. Oggi assistiamo a uno spettacolo nuovo nella storia, nuovo nel mondo: quando mai, sino ad ora, si \u00e8 visto il mondo andare verso la civilt\u00e0 per mezzo delle armi, e verso la barbarie per mezzo delle idee? Ebbene, questo sta succedendo mentre io parlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo fenomeno, signori, \u00e8 cos\u00ec grande, cos\u00ec strano che esige una spiegazione. Ogni vera civilt\u00e0 proviene dal cristianesimo. E ci\u00f2 \u00e8 cos\u00ec vero, che la civilt\u00e0 tutta si \u00e8 concentrata nella zona cristiana; fuori di questa zona non c&#8217;\u00e8 civilt\u00e0, tutto \u00e8 barbarie. Prima del cristianesimo non c&#8217;\u00e8 stato al mondo alcun popolo civilizzato, neppure uno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Neppure uno, signori; ripeto che non ci sono stati popoli civilizzati, perch\u00e9 i Romani e i Greci non furono civili, ma soltanto colti, il che \u00e8 ben diverso. La cultura \u00e8 la vernice, null&#8217;altro che la vernice delle civilt\u00e0. Il cristianesimo ha civilizzato e civilizza il mondo con tre mezzi: facendo dell&#8217;autorit\u00e0 una cosa inviolabile, dell&#8217;obbedienza una cosa santa, e della abnegazione e del sacrificio, o per meglio dire, della carit\u00e0, una cosa divina. In questa maniera il cristianesimo ha civilizzato le nazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ebbene, (e qui sta la soluzione di questo grande problema) le idee della inviolabilit\u00e0 dell&#8217;autorit\u00e0, della santit\u00e0 dell&#8217;obbedienza, e della divinit\u00e0 dell&#8217;abnegazione, queste idee non ci sono pi\u00f9, oggi, nella societ\u00e0 civile; stanno nei templi dove si adora il Dio della Giustizia e della Misericordia, o negli accampamenti dove si adora il Dio forte, il Dio delle battaglie, sotto i simboli della gloria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questo, perch\u00e9 la Chiesa e l&#8217;Esercito sono le uniche che conservano intatte le idee sulla inviolabilit\u00e0 dell&#8217;autorit\u00e0, sulla santit\u00e0 dell&#8217;obbedienza, e sulla divinit\u00e0 della carit\u00e0, per questo la Chiesa e l&#8217;Esercito sono oggi i due rappresentanti della civilt\u00e0 europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non so, signori, se la vostra attenzione \u00e8 stata colpita, come la mia, dalla somiglianza, quasi identit\u00e0 tra due persone che sembrano le pi\u00f9 diverse e contrarie; la somiglianza, cio\u00e8 tra il sacerdote e il soldato. Nessuno dei due vive per s\u00e9, n\u00e9 per la sua famiglia; per ambedue la gloria sta nel sacrificio e nella abnegazione. Compito del soldato \u00e8 di vegliare sull&#8217;indipendenza della societ\u00e0 civile, compito del sacerdote \u00e8 di vegliare sull&#8217;indipendenza della societ\u00e0 religiosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il dovere del sacerdote \u00e8 di dare la vita come il buon pastore per i suoi agnelli; il dovere del soldato, da buon fratello, \u00e8 di dare la vita per i suoi fratelli. Se considerate la durezza della vita sacerdotale; il sacerdozio vi sembrer\u00e0, come infatti \u00e8, una vera milizia. Se considerate la santit\u00e0 dei doveri militari, la milizia vi sembrer\u00e0 quasi un vero sacerdozio. Che sarebbe del mondo, della civilt\u00e0, dell&#8217;Europa, se non ci fossero sacerdoti e soldati?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed ora, Signori, se c&#8217;\u00e8 qualcuno che, dopo quanto ho esposto, continua a credere che gli eserciti debbono essere congedati, si alzi in piedi e lo dica. Se nessuno vuole questo, io me la rido di tutte le vostre economie, esse non sono che utopie. Sapete ci\u00f2 che pretendete di fare quando volete salvare la societ\u00e0 con le vostre economie senza congedare l&#8217;esercito?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ebbene, pretendete di estinguere l&#8217;incendio della nazione con un bicchiere di acqua, ecco quel che pretendete. \u00c8 dimostrato, quindi, come mi ero proposto, che le questioni economiche non sono le pi\u00f9 importanti: che l&#8217;occasione di trattarle esclusivamente qui non \u00e8 giunta, e che le riforme economiche non sono facili, e anzi, fino a un certo punto, non sono possibili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E ora, signori, poich\u00e9 alcuni oratori hanno detto all&#8217;Assemblea che votando per questa delega si vota contro il governo rappresentativo, io mi rivolger\u00f2 a questi signori e dir\u00f2 loro: volete votare per il Governo rappresentativo? Ebbene, votate per la delega che vi si chiede per il Governo, votatela; perch\u00e9 se i governi rappresentativi vivono di discussioni sagge, essi muoiono anche per le discussioni interminabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Germania vi offre un grande esempio, seppure l&#8217;esperienza e gli esempi debbono servire a qualcosa. La Germania ha avuto tre Assemblee costituenti allo stesso tempo, una a Vienna, l&#8217;altra a Berlino, la terza a Francoforte. La prima \u00e8 morta per un decreto imperiale; un decreto reale ha ucciso la seconda; quanto all&#8217;Assemblea di Francoforte, composta dei pi\u00f9 grandi saggi, dei pi\u00f9 grandi patrizi, dei filosofi pi\u00f9 profondi, che ne \u00e8 stato? Cosa \u00e8 diventata? Mai il mondo vide un senato pi\u00f9 augusto e una fine pi\u00f9 triste. Una acclamazione universale le dette vita, un fischio universale l&#8217;ha uccisa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Germania la pose come una divinit\u00e0 in un tempio, e questa stessa Germania la lasci\u00f2 morire come una prostituta in una taverna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa, signori, \u00e8 la storia delle Assemblee tedesche. E sapete perch\u00e9 morirono in tale maniera? Ve lo dir\u00f2 io. Morirono cos\u00ec perch\u00e9 n\u00e9 governarono n\u00e9 lasciarono governare; perch\u00e9, dopo oltre un anno, nulla \u00e8 venuto fuori dalle loro interminabili discussioni, se non un poco di fumo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Signori, esse aspirarono alla dignit\u00e0 di regine, e Dio le rese sterili, e tolse loro persino la dignit\u00e0 di madri. Deputati della Nazione, vegliate per la vita delle Assemblee spagnole! E voi, signori dell&#8217;opposizione conservatrice, ve ne prego, vegliate per il vostro avvenire e per l&#8217;avvenire del vostro partito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo sempre combattuto uniti, seguitiamo a combattere ancora uniti. Il vostro divorzio \u00e8 sacrilego: la Patria ve ne chieder\u00e0 conto nel giorno delle sue grandi sventure. Forse questo giorno non \u00e8 lontano, e chi non lo vede possibile, soffre di una cecit\u00e0 incurabile. Se siete bellicosi, se volete combattere, serbate per quel giorno le vostre armi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non affrettate, non precipitate i conflitti. Signori, non basta ad ogni ora la sua pena, ad ogni giorno la sua angoscia, ad ogni mese la sua fatica? Quando sar\u00e0 giunto il giorno della tribolazione, l&#8217;angoscia sar\u00e0 tanta, che chiameremo fratelli anche coloro che sono nostri avversari politici; e allora voi vi pentirete, ma forse sar\u00e0 troppo tardi, di aver chiamato nemici coloro che sono vostri fratelli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>http:\/\/www.totustuus.biz\/users\/pvalori\/index.html Juan Donoso Cort\u00e9s, Marchese di Valdegamas (Pronunziato al Parlamento il 30 gennaio 1850 in sede di discussione su questioni finanziarie)<\/p><p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/discorso-sulleuropa\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":33392,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[54],"tags":[462,459],"class_list":["post-1015","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rivoluzione-e-controrivoluzione","tag-controrivoluzione","tag-donoso-cortes","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.7 - 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