{"id":1014,"date":"2005-07-17T00:00:00","date_gmt":"2005-07-16T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2016-04-22T12:45:37","modified_gmt":"2016-04-22T10:45:37","slug":"discorso-sulla-dittatura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/discorso-sulla-dittatura\/","title":{"rendered":"Discorso sulla dittatura"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-33383\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/07\/Donoso-Cortes.jpg\" alt=\"Donoso Cortes\" width=\"154\" height=\"200\" \/>Juan Donoso Cort\u00e9s,<\/strong><\/div>\n<p style=\"text-align: center;\">Marchese di Valdegamas<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Discorso pronunziato in Parlamento il 4 gennaio 1849 in difesa dei poteri straordinari concessi al generale Ram\u00f3n Maria Narv\u00e0ez (1800-1868), che, dopo l&#8217;insurrezione del 1848 a Madrid, Barcellona e Siviglia, affront\u00f2 con impegno ed energia la situazione e riusc\u00ec a riportare la calma nel Paese. <\/em><em>Narv\u00e0ez, che nel 1820 si era pronunciato in favore dei princ\u00ecpi rivoluzionari e progressisti, fu, dal 1844 al 1866, salvo alcune interruzioni, a capo del governo spagnolo. Modificando in parte la linea del suo giovanile programma liberale, divenne uno dei maggiori uomini politici della Spagna ed il maggiore sostenitore della regina Isabella.<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">Signori,il lungo discorso pronunziato ieri dal signor Cortina (1) ed al quale ora rispondo, se lo consideriamo nella sua essenza e non per la sua lunghezza, non \u00e8 che l&#8217;epilogo di tutti gli errori del partito progressista, i quali, a loro volta, non sono altro che l&#8217;epilogo di tutti gli errori che si sono accumulati da tre secoli a questa parte, e che oggi turbano pi\u00f9 o meno tutte le societ\u00e0 umane. Nel dare inizio al suo discorso, il signor Cortina, con la buona fede che lo distingue e che tanto innalza il suo ingegno, ha dichiarato che egli stesso, talvolta, era giunto a sospettare che i suoi princ\u00ecpi potessero essere falsi e le sue idee disastrose, vedendo che mai erano al Potere ma sempre all&#8217;opposizione. Io gli dir\u00f2 che, se rifletter\u00e0 un poco, il suo dubbio diverr\u00e0 certezza.<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le sue idee non sono al Potere ma all&#8217;opposizione proprio perch\u00e9 sono idee di opposizione e non di governo. Quelle idee, signori, sono infeconde, sterili, disastrose, ed \u00e8 necessario combatterle finch\u00e9 non cadano sotterrate qui, nel loro sepolcro naturale, sotto questa volta, ai piedi di questa tribuna. Il signor Cortina, seguendo le tradizioni del partito che dirige e rappresenta, del partito della rivoluzione di febbraio, ha pronunziato un discorso diviso in tre parti, che io chiamer\u00f2 inevitabili: nella prima ha fatto l&#8217;elogio del partito e dei suoi meriti passati, nella seconda l&#8217;elenco delle sue presenti difficolt\u00e0, e infine nella terza un programma, cio\u00e8 una relazione dei suoi meriti futuri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Signori della maggioranza, io sono qui per difendere i vostri princ\u00ecpi, ma non aspettatevi da me alcun elogio, voi siete i vincitori, e nulla si addice di pi\u00f9 alla fronte del vincitore che una corona di modestia. Non vi aspettate, signori, che io parli delle offese da voi patite; non dovete vendicare offese personali, ma soltanto quelle fatte alla societ\u00e0 e al trono dai traditori della regina e della patria. Non parler\u00f2 nemmeno dei vostri meriti. A che scopo? Perch\u00e9 la nazione li conosca? La nazione li conosce benissimo. Il signor Cortina ha diviso il suo discorso in due parti: prima ha parlato della politica estera del governo, considerando politica estera importante per la Spagna gli avvenimenti di Parigi, di Londra, di Roma. Anch&#8217;io tratter\u00f2 tali questioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poi ha parlato di politica interna che, a suo parere, presenta due aspetti: l&#8217;uno riguarda i princ\u00ecpi, l&#8217;altro i fatti, l&#8217;uno il sistema, l&#8217;altro la condotta. Sui fatti ha gi\u00e0 risposto il ministero, che ne ha la competenza e gli elementi, per mezzo dei ministri del governo, i quali hanno adempiuto a questo incarico con l&#8217;eloquenza che li distingue. A me resta la questione quasi intoccata dei princ\u00ecpi; tratter\u00f2 solo questa, ma la tratter\u00f2, se l&#8217;Assemblea me lo permette, compiutamente. Signori, quale \u00e8 il principio del signor Cortina? II seguente, mi sembra, se analizziamo bene il suo discorso: in politica interna la legalit\u00e0, tutto per la legalit\u00e0, la legalit\u00e0 sempre, in tutte le circostanze ed in tutti i casi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io, signori, che considero le leggi fatte per la societ\u00e0 e non viceversa, vi dico: la societ\u00e0, tutto per la societ\u00e0, la societ\u00e0 sempre, in tutte le circostanze, in ogni caso. Quando la legalit\u00e0 basta per salvare la societ\u00e0, sia la legalit\u00e0, quando non basta, sia la dittatura. Signori, questa tremenda parola (tremenda, \u00e8 vero, ma non quanto la parola rivoluzione, che \u00e8 la peggiore di tutte) questa tremenda parola \u00e8 stata qui pronunziata da un uomo che tutti conoscono e che certamente non ha lo stampo del dittatore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io posso comprendere i dittatori, ma certo non saprei imitarli. Due cose mi sono ugualmente impossibili, condannare la dittatura e professarla. Perci\u00f2 (lo dichiaro qui ad alta voce, con tutta franchezza) sono incapace di governare, in coscienza non posso accettare il governo, non potrei farlo senza porre met\u00e0 di me stesso contro l&#8217;altra met\u00e0, il mio istinto in conflitto con la mia ragione, la mia ragione con il mio istinto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perci\u00f2, signori, e chiamo a testimoni tutti quelli che mi conoscono, nessuno qui dentro, n\u00e9 fuori, pu\u00f2 dichiarare di avermi mai incontrato sulla via dell&#8217;ambizione, cos\u00ec affollata. Ma tutti mi hanno incontrato e mi incontreranno sulla modesta via dei buoni cittadini. Solo cos\u00ec, alla fine dei miei giorni, potr\u00f2 scendere nella tomba senza il rimorso di aver lasciata indifesa la societ\u00e0 barbaramente attaccata, e allo stesso tempo senza l&#8217;amarissimo dolore, per me insopportabile, di aver nuociuto ad alcuno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dico, signori, che la dittatura, in certe circostanze, in circostanze come la presente, \u00e8 un governo legittimo, buono, utile come qualsiasi altro; \u00e8 un governo razionale, che pu\u00f2 essere difeso in teoria come in pratica. Vediamo, signori, cos&#8217;\u00e8 la vita sociale. La vita sociale, come la vita umana, si compone di azione e reazione, del flusso e riflusso di forze che invadono e di altre che resistono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa \u00e8 la vita sociale, questa \u00e8 anche la vita umana. Le forze invadenti, chiamate malattie nel corpo umano e diversamente nel corpo sociale, pur essendo sostanzialmente la stessa cosa, si presentano sotto due aspetti: nell&#8217;uno tali forze sono diffuse per tutta la societ\u00e0, e sono rappresentate soltanto da individui.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell&#8217;altro, stato acutissimo di malattia, si concentrano sempre di pi\u00f9 e sono rappresentate dalle associazioni politiche. Ebbene, io dico che, nel corpo umano come in quello sociale, se le forze resistenti hanno ragione di essere in quanto servono a respingere le forze invadenti, \u00e8 necessario che le prime si adeguino a tale necessit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando le forze invadenti sono sparse, anche quelle resistenti lo sono: lo sono per il governo, per le autorit\u00e0, per i tribunali, insomma per tutto il corpo sociale; ma quando le forze invadenti si concentrano in associazioni politiche, allora, necessariamente, senza che nessuno possa impedirlo, senza che nessuno abbia il diritto di impedirlo, le forze resistenti da loro stesse si concentrano in una sola persona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco la teoria chiara, luminosa, indistruttibile, della dittatura. E questa teoria, signori, che \u00e8 una verit\u00e0 nell&#8217;ordine razionale, \u00e8 un fatto nell&#8217;ordine storico. Citatemi una societ\u00e0 che non abbia avuto dittature. Osservate ci\u00f2 che accadeva nella democratica Atene e nell&#8217;aristocratica Roma. Ad Atene il potere onnipotente era nelle mani del popolo, e si chiamava ostracismo; a Roma era nelle mani del Senato, che lo conferiva ad un console, e si chiamava, come da noi, dittatura. Osservate le societ\u00e0 moderne, signori; guardate la Francia in tutte le sue vicende.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non parler\u00f2 della prima repubblica, che fu una dittatura gigantesca, senza fine, piena di sangue e di orrori. Parlo dell&#8217;epoca posteriore. Nella Carta della Restaurazione la dittatura si era rifugiata o nascosta nell&#8217;art.14, nella Carta del 1830 la troviamo nel preambolo 2. E nella repubblica attuale? Non ne parliamo: cos&#8217;\u00e8 mai, questa, se non una dittatura camuffata da repubblica? Il signor Galvez Canero (3) ha qui citato inopportunamente la Costituzione inglese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Signori, la Costituzione inglese \u00e8 proprio l&#8217;unica al mondo (tanto saggi sono gli Inglesi) in cui la dittatura non \u00e8 di diritto eccezionale, bens\u00ec di diritto comune. \u00c8 chiaro il perch\u00e9: il Parlamento, in tutte le occasioni, in tutte le epoche, quando lo vuole, ha il potere dittatoriale, e quindi non ha altro limite che quello di tutti i poteri umani, la prudenza. Ha tutte le facolt\u00e0, e queste costituiscono il potere dittatoriale di fare qualsiasi cosa, meno quella, come dicono i giuristi, di trasformare una donna in uomo od un uomo in donna. Ha la facolt\u00e0 di sospendere l\u2019<em>habeas corpus<\/em>, di proscrivere per mezzo di un <em>bill d&#8217;attainder<\/em>; pu\u00f2 cambiare la Costituzione, pu\u00f2 cambiare non solo la dinastia, ma persino la religione ed opprimere le coscienze. In una parola pu\u00f2 tutto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si \u00e8 mai vista, signori, una dittatura pi\u00f9 mostruosa?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho dimostrato che la dittatura \u00e8 una verit\u00e0 nell&#8217;ordine teorico, un fatto nell&#8217;ordine storico. Ma ora dir\u00f2 di pi\u00f9: se il rispetto lo consentisse, potremmo affermare che la dittatura \u00e8 un fatto anche nell&#8217;ordine divino. Signori: Dio ha lasciato agli uomini, fino ad un certo limite, il governo delle societ\u00e0 umane, ed ha riservato esclusivamente a s\u00e9 il governo dell&#8217;universo. L&#8217;universo \u00e8 governato da Dio costituzionalmente, se cos\u00ec pu\u00f2 dirsi, e se a cose tanto alte possono adattarsi le espressioni del linguaggio parlamentare. La cosa mi sembra molto chiara e evidente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;universo \u00e8 governato da alcune leggi precise, indispensabili, che sono chiamate cause secondarie. Queste leggi non sono analoghe a quelle che si chiamano fondamentali nelle societ\u00e0 umane? Ebbene, signori, se rispetto al mondo fisico Dio \u00e8 il legislatore, come rispetto alle societ\u00e0 umane lo sono i legislatori, anche se in diversa maniera, governa forse Dio sempre con quelle medesime leggi che Egli stesso, nella sua eterna saggezza, si \u00e8 imposto ed alle quali ha assoggettato tutti noi?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">No, signori, perch\u00e9 alcune volte Egli, direttamente, chiaramente, esplicitamente, manifesta la sua volont\u00e0 infrangendo quelle leggi che Egli stesso si impose, deviando cos\u00ec il corso naturale delle cose. Ebbene, signori, quando Egli opera cos\u00ec, non si potrebbe dire, applicando il linguaggio umano alle cose divine, che agisce dittatorialmente?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 prova, signori, quanto grande sia il delirio di un partito che crede di poter governare, con mezzi minori di quelli di Dio, togliendo a se stesso il mezzo, a volte necessario, della dittatura. Stando cos\u00ec le cose, la questione, ridotta ai suoi veri termini, non consiste pi\u00f9 nell&#8217;esaminare se la dittatura sia sostenibile, se in determinate circostanze sia buona, ma nel verificare se in Spagna tali circostanze siano presenti o gi\u00e0 superate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo \u00e8 il punto pi\u00f9 importante, sul quale ora mi soffermer\u00f2. Per far questo, ricalcando le orme di tutti gli oratori che mi hanno preceduto, dovr\u00f2 gettare uno sguardo sull&#8217;Europa ed un altro sulla Spagna. Signori, la rivoluzione di febbraio (4) venne come viene la morte: improvvisamente. Dio aveva condannato la monarchia francese. Invano questa istituzione si era profondamente mutata per adattarsi alle circostanze ed ai tempi; nemmeno questo le serv\u00ec, la sua condanna fu inappellabile, la sua rovina inevitabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La monarchia di diritto divino \u00e8 terminata con Luigi XVI su un patibolo, la monarchia della gloria con Napoleone in un&#8217;isola, la monarchia ereditaria con Carlo X nell&#8217;esilio, con Luigi Filippo si \u00e8 conclusa l&#8217;ultima monarchia possibile, quella della prudenza. \u00c8 un triste e pietoso spettacolo vedere una istituzione venerabilissima, antichissima, gloriosissima, cui non valgono n\u00e9 il diritto divino, n\u00e9 la legittimit\u00e0, n\u00e9 la saggezza, n\u00e9 la gloria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando giunse in Spagna la notizia di questa grande rivoluzione, restammo tutti costernati ed attoniti. Nulla era paragonabile alla nostra costernazione ed al nostro stupore, se non lo stupore e la costernazione della monarchia vinta. Dico male: vi era un maggiore stupore, una costernazione pi\u00f9 grande di quella della monarchia vinta: quella della repubblica vittoriosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anzi, ancora adesso, e sono gi\u00e0 passati dieci mesi dal suo trionfo, domandatele come vinse, perch\u00e9 vinse, con quali forze, ed essa non sapr\u00e0 cosa rispondere. Questo significa che la repubblica non vinse, ma fu strumento di vittoria di un potere pi\u00f9 alto. Ma questo potere, signori, una volta iniziata la sua opera, come ebbe la forza di distruggere la monarchia per una parvenza di repubblica, cos\u00ec potr\u00e0 distruggere la repubblica per una parvenza di impero, o per una parvenza di monarchia, se sar\u00e0 necessario e conveniente per i suoi fini. Questa rivoluzione \u00e8 stata oggetto di molti commenti sulle sue cause e sui suoi effetti, in tutti i parlamenti europei, ed anche in quello spagnolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dovunque ho ammirato la deplorevole leggerezza con la quale si discute delle profonde cause delle rivoluzioni. Signori, qui come in altre parti, si attribuiscono le rivoluzioni solamente agli errori dei governi. Quando le catastrofi sono universali, impreviste, simultanee, sono sempre cosa provvidenziale perch\u00e9 non altri sono i caratteri che differenziano le opere di Dio da quelle degli uomini. Quando le rivoluzioni presentano questi sintomi, allora state certi che vengono dal cielo, per colpa per castigo di tutti. Signori, volete sapere la verit\u00e0, tutta la verit\u00e0, sulle cause dell&#8217;ultima rivoluzione francese?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ebbene, la verit\u00e0 \u00e8 che in febbraio giunse il giorno della resa dei conti di tutte le classi sociali con la Provvidenza, e tutte, in quel tremendo giorno, risultarono fallite. S\u00ec, lo ripeto, in quel giorno tutte risultarono fallite. Dico di pi\u00f9, signori: la stessa repubblica, nel giorno della sua vittoria dichiar\u00f2 il suo fallimento. La repubblica aveva detto di s\u00e9 che veniva a portare nel mondo il dominio della libert\u00e0, della fraternit\u00e0, dell&#8217;uguaglianza: tre dogmi che non provengono dalla repubblica, ma dal Calvario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ebbene, signori, che ha fatto, dopo? In nome della libert\u00e0, ha reso necessaria, ha proclamato, ha accettato la dittatura; in nome dell&#8217;uguaglianza, con il titolo di repubblicani della vigilia, di repubblicani del giorno dopo, di repubblicani dalla nascita, ha inventato non so che specie di democrazia aristocratica, non so che specie di ridicoli blasoni; infine, in nome della fraternit\u00e0, ha restaurato la fraternit\u00e0 pagana, quella di Eteocle e Polinice, ed i fratelli si sono divorati tra loro per le strade di Parigi, nella pi\u00f9 gigantesca battaglia che sia stata mai combattuta nei secoli tra le mura di una citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io contesto a questa repubblica il diritto di definirsi &#8220;delle tre verit\u00e0&#8221;; essa \u00e8 la repubblica delle tre bestemmie; la repubblica delle tre menzogne. Esaminiamo ora le origini di questa rivoluzione. Il partito progressista attribuisce ad ogni evento le stesse cause. Il signor Cortina ieri ci ha detto che vi sono rivoluzioni perch\u00e9 vi sono illegalit\u00e0, e perch\u00e9 l&#8217;istinto dei popoli li fa insorgere in un modo spontaneo e uniforme contro i tiranni. Il signor Ordax Avecilla (5) ci aveva detto prima: &#8220;Volete evitare le rivoluzioni?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Date da mangiare agli affamati&#8221;. Ecco, dunque, la teoria del partito progressista in tutta la sua estensione: le cause della rivoluzione sono, da una parte la miseria, dall&#8217;altra la tirannia. Signori, questa teoria \u00e8 contraria, totalmente contraria alla Storia. Io chiedo che mi si citi un esempio di una rivoluzione fatta e portata a compimento da popoli schiavi o affamati. Le rivoluzioni sono malattie dei popoli ricchi, dei popoli liberi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel mondo antico la maggior parte del genere umano era composto di schiavi: ditemi quale rivoluzione fu fatta da questi schiavi. Tutt&#8217;al pi\u00f9 essi riuscirono a fomentare alcune guerre servili, ma le profonde rivoluzioni furono sempre fatte da ricchissimi aristocratici. No, signori, il germe della rivoluzione non \u00e8 nella schiavit\u00f9, non \u00e8 nella miseria, ma nei desideri della folla, sovraeccitati dai tribuni, che la sfruttano e ne traggono vantaggi personali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;E sarete come i ricchi&#8221;, ecco la formula delle rivoluzioni socialiste contro le classi medie. &#8220;E sarete come i nobili&#8221;, ecco la formula delle rivoluzioni delle classi medie contro le classi nobili. &#8220;E sarete come i re&#8221;, ecco la formula delle rivoluzioni delle classi nobili contro i re. Infine, signori, &#8220;e sarete come Dio&#8221;, ecco la formula della prima ribellione del primo uomo contro Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da Adamo, il primo ribelle, fino a Proudhon, l&#8217;ultimo empio, questa \u00e8 la formula di tutte le rivoluzioni. Il governo spagnolo, com&#8217;era suo dovere, non volle che questa formula si applicasse in Spagna; e tanto meno lo volle, in quanto la situazione interna non era delle pi\u00f9 lusinghiere, ed era necessario premunirsi contro tutte le eventualit\u00e0, sia interne che esterne. Per poter agire diversamente sarebbe stato necessario aver ignorato completamente il potere di queste correnti magnetiche che si staccano dai focolai di infezione rivoluzionaria e vanno infettando il mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La situazione interna, in poche parole, era questa: la questione politica non era, non \u00e8 mai stata, non \u00e8 ancora risolta; in societ\u00e0 cos\u00ec eccitata dalle passioni le questioni politiche non possono risolversi tanto facilmente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La questione dinastica non era conclusa perch\u00e9, pur essendo noi i vincitori, non avevamo la rassegnazione del vinto, che \u00e8 il complemento della vittoria. La questione religiosa era in uno stato pietoso, quella dei matrimoni, lo sapete bene, era esacerbata. Io vi domando, signori: supposto, come ho gi\u00e0 dimostrato, che in date circostanze la dittatura sia legittima e utile, eravamo noi o no, in tali condizioni?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se non vi eravamo, ditemi quali altre pi\u00f9 gravi siano mai apparse nel mondo. L&#8217;esperienza ci ha dimostrato che i calcoli del governo e le previsioni di questa Camera non erano infondati. Ben lo sapete, signori, ed io l&#8217;accenner\u00f2 appena, perch\u00e9 detesto alimentare passioni, non sono fatto per queste cose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutti sapete che la repubblica fu proclamata a fucilate per le vie di Madrid; che parte delle guarnigioni di Madrid e di Siviglia furono comprate; che senza l&#8217;energica, attiva resistenza del Governo, tutta la Spagna, dalle colonne d&#8217;Ercole ai Pirenei, da un mare all&#8217;altro, sarebbe stata un lago di sangue (6). E non solo la Spagna. Sapete quali mali si sarebbero propagati nel mondo, se avesse trionfato la rivoluzione?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ah, signori!, quando si pensa a tali cose \u00e8 giocoforza riconoscere che il Ministero che seppe resistere e vincere fu davvero benemerito della Patria (7). Tale situazione venne a complicarsi con la questione inglese; prima di addentrarmi in questa (e dichiaro subito che ne parler\u00f2 brevemente, perch\u00e9 lo ritengo conveniente ed opportuno), il Parlamento mi permetter\u00e0 di esporre alcune idee generali, alle quali mi sembra bene accennare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Signori, io ho sempre creduto che la cecit\u00e0 sia un segno di perdizione, negli uomini, nei governi, nelle nazioni. Io credo che Dio comincia sempre con l&#8217;accecare chi vuol perdere, e affinch\u00e9 non veda l&#8217;abisso che pone ai suoi piedi, comincia con l&#8217;offuscargli le idee. Applicando queste idee alla politica generale seguita da alcuni anni dall&#8217;Inghilterra e dalla Francia, vi dir\u00f2 che gi\u00e0 da molto tempo io ho predetto grandi sventure e catastrofi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 un fatto storico, accertato, incontrovertibile, che il compito dato dalla Provvidenza alla Francia \u00e8 quello di essere il suo strumento per la propagazione delle nuove idee politiche, religiose, sociali. Nei tempi moderni tre grandi idee hanno invaso l&#8217;Europa: l&#8217;idea cattolica, l&#8217;idea filosofica, l&#8217;idea rivoluzionaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ebbene, signori, in questi tre periodi la Francia si \u00e8 sempre fatta uomo per propagare tali idee. Carlo Magno fu la Francia fatta uomo per propagare l&#8217;idea cattolica, Voltaire fu la Francia fatta uomo per propagare l&#8217;idea filosofica, Napoleone \u00e8 stato la Francia fatta uomo per propagare l&#8217;idea rivoluzionaria. Allo stesso modo credo che l&#8217;incarico dato dalla Provvidenza all&#8217;Inghilterra sia quello di mantenere il giusto equilibrio morale del mondo, in contrasto perpetuo con la Francia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Francia \u00e8 come il flusso del mare, l&#8217;Inghilterra il riflusso. Supponete per un momento il flusso senza il riflusso: il mare invaderebbe tutti i continenti. Supponete il riflusso senza il flusso: i mari sparirebbero dalla terra. Supponete la Francia senza l&#8217;Inghilterra: il mondo non si muoverebbe se non in mezzo a convulsioni; ogni giorno si avrebbe una nuova Costituzione, ogni ora una nuova forma di governo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Immaginate l&#8217;Inghilterra senza la Francia: il mondo vegeterebbe ancora sotto la Carta del venerabile Giovanni senza Terra, che \u00e8 il tipo permanente di tutte le Costituzioni britanniche. Che significa, quindi, la coesistenza di queste due potenti nazioni? Significa il progresso limitato dalla stabilit\u00e0, la stabilit\u00e0 vivificata dal progresso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ebbene, signori : da alcuni anni a questa parte, mi appello alla storia contemporanea ed ai vostri ricordi, queste due grandi nazioni hanno perso la memoria del loro passato e della loro missione provvidenziale. La Francia, invece di spargere per il mondo idee nuove, predic\u00f2 ovunque lo statu quo, in Francia, in Spagna, in Italia, in Oriente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E l&#8217;Inghilterra, invece di predicare la stabilit\u00e0, predic\u00f2 ovunque la rivolta; in Spagna, in Portogallo, in Francia, in Italia, in Grecia. E che ne deriv\u00f2? La naturale conseguenza: che le due nazioni, assumendosi una parte che non era mai stata loro, l&#8217;hanno fatta malissimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Francia volle convertirsi da diavolo in frate, l&#8217;Inghilterra da frate in diavolo. Questa \u00e8, signori, la storia contemporanea. Ma trattando solo dell&#8217;Inghilterra, perch\u00e9 di essa mi propongo di parlare brevemente, dir\u00f2 che io prego il cielo che non calino su di essa, come sono calate sulla Francia, le catastrofi che ha meritato per i suoi errori; poich\u00e9 non v&#8217;\u00e8 errore paragonabile a quello dell&#8217;Inghilterra, di appoggiare completamente i partiti rivoluzionari. Sventurata!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non sa che nel giorno del pericolo questi partiti, che hanno un istinto maggiore del suo, le volteranno le spalle? Non \u00e8 gi\u00e0 accaduto, ci\u00f2? E doveva accadere, perch\u00e9 tutti i rivoluzionari sanno che quando le rivoluzioni stanno per scoppiare, quando le nuvole si addensano e gli orizzonti si incupiscono, quando le onde si gonfiano, il vascello della rivoluzione non ha altro pilota che la Francia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Signori, questa fu la politica seguita dall&#8217;Inghilterra, o, per meglio dire, dal suo governo e dai suoi rappresentanti negli ultimi tempi. Ho detto e ripeto che non voglio trattare tale questione, ma vi sono spinto da gravi considerazioni. Primo, dalla considerazione del bene pubblico, perch\u00e9 devo qui dichiarare solennemente che desidero l&#8217;alleanza pi\u00f9 intima, l&#8217;unione pi\u00f9 completa, fra la nazione spagnola e quella inglese, che ammiro e rispetto come la nazione forse pi\u00f9 libera, pi\u00f9 forte e pi\u00f9 degna di essere tale sulla terra. Non vorrei poi con le mie parole esacerbare tale questione, e tanto meno pregiudicare o ostacolare futuri negoziati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un&#8217;altra considerazione mi trattiene dal parlare su tale argomento: per farlo dovrei parlare di un uomo di cui fui amico, pi\u00f9 amico che il signor Cortina. Ma non posso aiutarlo come ha fatto il signor Cortina, la mia coscienza non mi permette di aiutarlo se non con il silenzio (8). Il signor Cortina, nel trattare tale questione (mi permetta di dirglielo con franchezza) fu preso da una specie di deliquio, e dimentic\u00f2 chi era, dove era e a chi parlava.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Credette di essere un avvocato, mentre era un oratore del Parlamento. Credette di parlare ai giudici, ed invece parlava ai deputati; credette di parlare in un tribunale, ed invece parlava ad una Assemblea deliberante; credette di parlare di una vertenza giudiziaria mentre parlava di un argomento politico grande, nazionale, che se anche era una vertenza, lo era fra due nazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ebbene, signori: spettava al signor Cortina assumere la difesa della parte avversa alla nazione spagnola? Ma, signori, \u00e8 forse questo patriottismo? Ah, no! sapete cosa vuol dire essere patriota? Significare amare, aborrire, sentire come ama, aborre e sente la nostra Patria. Dissi che appena avrei accennato a tale questione, e cos\u00ec ho fatto. Ma n\u00e9 le circostanze interne, che erano tanto gravi, n\u00e9 quelle esterne, cos\u00ec complicate e pericolose, sono sufficienti a far mutare l&#8217;opinione dei signori che siedono nei banchi dell&#8217;opposizione. &#8220;E la libert\u00e0? &#8211; ci dicono, &#8211; la libert\u00e0 non deve porsi al di sopra di ogni cosa? La libert\u00e0, perlomeno quella individuale, non \u00e8 stata sacrificata?&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La libert\u00e0, signori! Coloro che pronunziano questa sacra parola sanno il principio che proclamano, la parola che pronunziano? Conoscono i tempi in cui vivono? Non \u00e8 giunto sino a voi, signori, l&#8217;eco delle ultime catastrofi? Non sapete che ormai la libert\u00e0 \u00e8 morta? Non avete assistito, come ho assistito io, con gli occhi del mio spirito, alla sua dolorosa passione? Non l&#8217;avete vista insultata, martoriata, colpita a tradimento dai demagoghi di tutto il mondo? Non l&#8217;avete vista trascinare il suo dolore per le montagne della Svizzera, sulle sponde della Senna, sulle rive del Reno e del Danubio, sugli argini del Tevere? Non l&#8217;avete vista salire al Quirinale, che fu il suo Calvario?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Signori, la parola \u00e8 tremenda, ma non dobbiamo esitare nel pronunziare parole tremende se esse non affermano che la verit\u00e0, ed io sono deciso a dirla. La libert\u00e0 \u00e8 morta, ed essa non risusciter\u00e0 n\u00e9 al terzo giorno, n\u00e9 al terzo anno, forse neppure al terzo secolo. Vi spaventa la tirannide che sopportiamo? Vi spaventate per poco, perch\u00e9 vedrete cose peggiori. Ora vi prego, signori, di non dimenticare le mie parole, perch\u00e9 ci\u00f2 che sto per dire, gli avvenimenti che annuncer\u00f2, di un futuro pi\u00f9 o meno prossimo, ma comunque non troppo lontano, si compiranno alla lettera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La base di tutti i vostri errori, signori dell&#8217;opposizione, consiste nell&#8217;ignorare quale \u00e8 la direzione della civilt\u00e0 e del mondo. Voi credete che la civilt\u00e0 ed il mondo avanzino, quando invece sia l&#8217;una che l&#8217;altro retrocedono. Il mondo cammina con passi rapidissimi alla costituzione di un despotismo, il pi\u00f9 gigantesco ed assoluto che sia mai esistito a memoria d&#8217;uomo. Verso tale traguardo cammina la civilt\u00e0, cammina il mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per annunciare tali cose non mi \u00e8 necessario esser profeta; mi basta considerare il pauroso insieme degli avvenimenti umani dal loro unico, vero punto di vista, dall&#8217;altezza cattolica. Signori, non vi sono che due forze possibili, una interna, l&#8217;altra esterna, una religiosa, l&#8217;altra politica. Sono di natura tale che quando il termometro religioso sale, quello politico scende; quando il termometro religioso \u00e8 basso, la temperatura politica, la forza politica, la tirannia salgono. Questa \u00e8 una legge dell&#8217;umanit\u00e0, della storia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Guardate, signori, cosa era il mondo, cosa era la societ\u00e0 prima che venisse la Croce, quando non vi era forza interna, quando non vi era forza religiosa. Era una societ\u00e0 di tirannia e di schiavit\u00f9. Citatemi un solo popolo di quell&#8217;epoca in cui non vi fossero schiavi, in cui non vi fossero tiranni. Questo \u00e8 un fatto innegabile, incontrastabile, evidente; la libert\u00e0, la libert\u00e0 vera, quella di tutti e per tutti, nacque solo con il Salvatore del mondo. Anche questo \u00e8 un fatto incontestabile, riconosciuto dagli stessi socialisti, che lo ammettono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I socialisti chiamano Ges\u00f9 uomo divino, anzi, fanno di pi\u00f9, si ritengono suoi continuatori. Santo Iddio, suoi continuatori! Essi, uomini di sangue e di vendette, continuatori di Colui che nacque solo per fare il bene, di Colui che parl\u00f2 solo per benedire, di Colui che comp\u00ec miracoli solo per liberare i peccatori dal peccato, i morti dalla morte, di Colui che nello spazio di tre anni fece la pi\u00f9 grande rivoluzione di tutti i secoli, e la port\u00f2 a compimento senza spargere altro sangue che il suo!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Signori, vi prego di prestarmi attenzione, perch\u00e9 sto per esporvi il confronto pi\u00f9 grande che la storia ci offra. Voi avete visto che nel mondo antico, quando la forza religiosa non poteva scendere pi\u00f9 in basso perch\u00e9 non esisteva, la forza politica sal\u00ec al massimo, cio\u00e8 fino alla tirannia. Ebbene, con Ges\u00f9 Cristo, da cui nasce la forza religiosa, sparisce completamente la forza politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 \u00e8 tanto certo che la societ\u00e0 fondata da Ges\u00f9 Cristo con i suoi discepoli fu l\u2019unica che non ebbe un governo. Tra Ges\u00f9 e i suoi discepoli non v&#8217;era altro governo che l&#8217;amore reciproco del Maestro e dei discepoli. Vale a dire che quando la forza interna era pi\u00f9 salda, allora la libert\u00e0 era assoluta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Continuiamo il raffronto. Giungono i tempi apostolici, che io estender\u00f2, perch\u00e9 cos\u00ec ora conviene al mio argomento, dai tempi apostolici propriamente detti fino all&#8217;ascesa del Cristianesimo in Campidoglio, al tempo di Costantino il Grande. In questo periodo la religione cristiana, cio\u00e8 la forza religiosa interna, era al suo apogeo; eppure, nonostante ci\u00f2, avviene quello che accade in tutte le societ\u00e0 composte di uomini; comincia a svilupparsi un germe, nulla pi\u00f9 che un germe di licenza e libert\u00e0 religiosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Orbene, signori, osservate cosa accade: a questo principio di discesa nel termometro religioso corrisponde un principio di salita nel termometro politico. Il governo ancora non esiste, non \u00e8 ancora indispensabile, ma \u00e8 gi\u00e0 necessario un embrione di governo. Cos\u00ec nella societ\u00e0 cristiana non v&#8217;erano di fatto veri magistrati, ma giudici arbitri e conciliatori, che sono l&#8217;embrione del governo. In effetti non v&#8217;era altro che questo: i cristiani dei tempi apostolici non avevano cause, non ricorrevano ai tribunali, ma componevano le loro vertenze per mezzo di arbitri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Osservate, signori, come con la corruzione il governo vada crescendo d&#8217;importanza. Giungono i tempi feudali: la religione \u00e8 ancora al suo apogeo, ma gi\u00e0 in parte viziata dalle passioni umane. Cosa accade allora nel mondo politico? Si rende necessario un governo reale ed effettivo, ma \u00e8 sufficiente il pi\u00f9 debole di tutti; cos\u00ec si istituisce la monarchia feudale, la pi\u00f9 debole di tutte le monarchie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Continuiamo ancora il confronto. Giunge il XVI secolo, e con esso la grande riforma luterana, questo grande scandalo politico, sociale e religioso. Con questo atto di emancipazione intellettuale e morale dei popoli, coincidono le seguenti istituzioni: innanzi tutto, d&#8217;un tratto, le monarchie da feudali diventano assolute.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Voi credete, signori, che una monarchia pi\u00f9 che assoluta non possa essere; che pu\u00f2 essere, un governo, pi\u00f9 che assoluto? Ma era necessario che il termometro della forza politica salisse di pi\u00f9, perch\u00e9 il termometro religioso continuava a scendere. E cos\u00ec avvenne. Quale nuova istituzione fu creata? Quella degli eserciti permanenti. Sapete, signori, cosa sono gli eserciti permanenti? Per saperlo basta conoscere che cosa \u00e8 un soldato: egli \u00e8 uno schiavo in uniforme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec vedete che, nel momento in cui la forza religiosa scende, quella politica sale fino all&#8217;assolutismo e va ancora oltre. Ai governi non bastava l&#8217;assolutismo, chiesero ed ottennero il privilegio di essere assoluti e di avere un milione di braccia. Ciononostante, signori, era necessario che il termometro politico salisse ancora di pi\u00f9, perch\u00e9 il termometro religioso continuava a scendere: e sal\u00ec ancora.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quale nuova istituzione fu creata allora? I governi dichiararono: &#8220;Abbiamo un milione di braccia, ma non ci bastano; abbiamo bisogno di un milione di occhi&#8221;. E crearono la polizia, e con questa un milione di occhi. Ma il termometro e la forza politica dovevano ancora salire, perch\u00e9 nonostante tutto il termometro religioso continuava a calare. E cos\u00ec avvenne.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ai governi, signori, non bast\u00f2 avere un milione di braccia, non bast\u00f2 un milione di occhi; vollero pure un milione di orecchie, e le ebbero con la centralizzazione amministrativa, con la quale giungono al Governo tutti i reclami e tutte le lagnanze. Ebbene, signori, ci\u00f2 non bast\u00f2, perch\u00e9 il termometro religioso continuava a scendere, ed era perci\u00f2 necessario che quello politico salisse&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ebbene, sal\u00ec ancora! I governi dissero: &#8220;Per imporci non sono sufficienti n\u00e9 un milione di braccia, n\u00e9 un milione di occhi, n\u00e9 un milione di orecchie. Abbiamo bisogno di pi\u00f9: del privilegio di trovarci contemporaneamente in tutte le parti&#8221;. E l&#8217;ottennero, perch\u00e9 fu creato il telegrafo. Tale era lo stato dell&#8217;Europa e del mondo, quando il primo scoppio dell&#8217;ultima rivoluzione venne ad annunciarci che nel mondo non vi era ancora abbastanza dispotismo, perch\u00e9 il termometro religioso era ormai sottozero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Orbene, signori, delle due l&#8217;una&#8230; Ho promesso di parlare francamente e lo far\u00f2. Dunque, delle due l&#8217;una: o la reazione religiosa viene, oppure no; se viene, vedrete come, risalendo il termometro religioso, comincer\u00e0 a scendere, naturalmente, spontaneamente, senza alcuno sforzo da parte dei governi, n\u00e9 dei popoli, n\u00e9 degli uomini, il termometro politico, fino a segnare il giorno felice della libert\u00e0 dei popoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma se al contrario, signori (e ci\u00f2 \u00e8 grave), non vi sar\u00e0 chi richiamer\u00e0 l&#8217;attenzione delle assemblee deliberanti su tali questioni, come oggi ho fatto io (ma la gravit\u00e0 degli avvenimenti me lo ha imposto, e di ci\u00f2 chiedo scusa alla vostra benevolenza); ebbene, signori, io affermo che se il termometro religioso continua a scendere, non so dove potremo arrivare. Non lo so, signori, e tremo al pensarci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Osservate le analogie che vi ho prospettate: se non era necessario alcun governo quando la forza religiosa era al suo apogeo, cos\u00ec non sar\u00e0 sufficiente alcuna specie di governo quando essa non esister\u00e0 pi\u00f9, perch\u00e9 qualsiasi forma di despotismo sar\u00e0 poca cosa. Questo \u00e8 mettere il dito sulla piaga; questo \u00e8 il problema della Spagna, dell&#8217;Europa, il problema dell&#8217;Umanit\u00e0, del mondo. Considerate una cosa, signori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel mondo antico la tirannide fu feroce, devastatrice, e tuttavia era limitata, perch\u00e9 tutti gli Stati erano piccoli, e perch\u00e9 le relazioni internazionali erano impossibili: di conseguenza nell&#8217;antichit\u00e0 pot\u00e9 esserci una sola, grande tirannide, quella di Roma. Ma ora, come sono mutate le cose! La via \u00e8 preparata per un tiranno gigantesco, colossale, universale, immenso; tutto \u00e8 preparato per lui.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Guardate, signori, gi\u00e0 non vi sono resistenze fisiche, perch\u00e9 con le navi e con le ferrovie non esistono pi\u00f9 frontiere e con il telegrafo si sono annullate le distanze; e non vi sono resistenze morali, perch\u00e9 tutti gli animi sono divisi e tutti i patriottismi sono morti. Ditemi quindi se ho ragione o no quando mi preoccupo del prossimo avvenire del mondo; ditemi se, parlando di questo problema, non parlo del vero problema. C&#8217;\u00e8 un solo modo per evitare la catastrofe, uno soltanto: non concedere altre libert\u00e0, altre garanzie, altre costituzioni, ma cercare tutti, fino al massimo delle nostre forze, di provocare una reazione salutare, religiosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 possibile questa reazione? S\u00ec, lo \u00e8. Ma \u00e8 probabile? Signori, vi parlo con la pi\u00f9 profonda tristezza: io non la credo possibile. Ho visto e conosciuto uomini che si erano allontanati dalla fede e che vi sono tornati; ma, sventuratamente, non ho mai visto un popolo tornare alla fede dopo averla perduta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se pure mi fosse rimasta qualche speranza, mi sarebbe venuta meno con gli ultimi fatti romani; ora dir\u00f2 due parole su questa questione, di cui ha parlato anche il signor Cortina. Signori, i fatti di Roma non hanno un nome. Come li chiamereste? Deplorevoli? Tutti quelli che ho gi\u00e0 citati sono deplorevoli, ma questi lo sono molto di pi\u00f9. Li chiamereste orribili? Quegli avvenimenti superano ogni orrore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vi era in Roma, ed ora non pi\u00f9, sul trono pi\u00f9 elevato, l&#8217;uomo pi\u00f9 giusto, pi\u00f9 evangelico della terra. Cosa ha fatto Roma di questo uomo evangelico e giusto? Che ha fatto quella citt\u00e0, sulla quale hanno dominato gli eroi, i Cesari, i Pontefici? Ha barattato il trono dei pontefici con quello dei demagoghi. Ribelle a Dio, \u00e8 caduta sotto l&#8217;idolatria del pugnale, questo ha fatto (9).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il pugnale, signori, il pugnale demagogico, il pugnale insanguinato. Questo \u00e8 oggi l&#8217;idolo di Roma. Questo \u00e8 l&#8217;idolo che ha rovesciato Pio IX. Questo \u00e8 l&#8217;idolo che turbe di selvaggi trascinano per Roma. Ho detto selvaggi? Ho detto poco, perch\u00e9 i selvaggi sono feroci ma non ingrati. Signori, mi sono proposto di parlare con tutta franchezza, e lo far\u00f2.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 necessario che il re di Roma torni al suo trono, o che di Roma, comunque la pensi il signor Cortina, non resti pietra su pietra. Il mondo cattolico non pu\u00f2 consentire e non consentir\u00e0 alla virtuale distruzione del Cristianesimo a causa di una sola citt\u00e0, presa dal turbine della pazzia. L&#8217;Europa civile non pu\u00f2 consentire, e non consentir\u00e0 mai che la cupola dell&#8217;edificio della libert\u00e0 europea precipiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mondo, signori, non pu\u00f2 consentire, e non consentir\u00e0 mai che in Roma, nella citt\u00e0 santa, si veda salire al trono una nuova, strana dinastia, quella del crimine. E non si dica, come fa il signor Cortina, e come dicono nei giornali e nei discorsi quei signori che siedono nei banchi della sinistra, che a Roma vi sono due questioni, una temporale, e l&#8217;altra spirituale; che lo scontro \u00e8 stato tra il re temporale e il suo popolo e che il Pontefice siede ancora sul suo trono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Due parole, signori, due sole parole e la questione sar\u00e0 chiarita. Senza alcun dubbio il principale potere del Papa \u00e8 quello spirituale, il temporale \u00e8 accessorio; ma questo accessorio \u00e8 necessario. Il mondo cattolico ha il diritto di esigere che l&#8217;infallibile oracolo dei suoi dogmi sia libero e indipendente; il mondo cattolico non pu\u00f2 avere una scienza certa, come gli \u00e8 necessario, se Colui che \u00e8 indipendente e libero non \u00e8 pure sovrano, perch\u00e9 solo il sovrano non dipende da alcuno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per conseguenza, signori, la questione della sovranit\u00e0, che dappertutto \u00e8 una questione politica, in Roma \u00e8 anche una questione religiosa; il popolo, che ovunque pu\u00f2 essere sovrano, non pu\u00f2 esserlo in Roma; le assemblee costituenti, che possono esistere in ogni parte, non possono esistere in Roma; a Roma non ci pu\u00f2 essere altro potere costituente se non quello gi\u00e0 costituito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Roma e gli Stati Pontifici non appartengono a Roma, signori, non appartengono al Papa, ma al mondo cattolico, che li ha riconosciuti al Papa perch\u00e9 fosse libero e indipendente; lo stesso Papa non pu\u00f2 spogliarsi di questa sovranit\u00e0, di questa indipendenza. Concludo, signori, perch\u00e9 l&#8217;Assemblea \u00e8 molto stanca e anch&#8217;io lo sono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vi dico francamente che non posso dilungarmi di pi\u00f9, perch\u00e9 ho male alla bocca, ed \u00e8 gi\u00e0 molto che abbia potuto parlare; ma le cose principali che dovevo dire le ho gi\u00e0 dette. Dopo aver trattato le tre questioni esterne, delle quali parl\u00f2 il signor Cortina, torno, per concludere, a quelle interne. Dal principio del mondo fino ad ora si \u00e8 discusso se convenisse di pi\u00f9, per evitare le rivoluzioni e i torbidi, il sistema della resistenza o quello delle concessioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma, fortunatamente, questo, che dal primo anno della creazione fino al 1848 \u00e8 stato un problema, oggi \u00e8 superato. Se il male che sento in bocca me lo permettesse, farei una rassegna di tutti gli avvenimenti dal febbraio ad oggi che provano questa mia asserzione: ma mi accontenter\u00f2 di ricordarne due.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Francia la monarchia, che non resistette, fu vinta dalla repubblica, che appena aveva forza per muoversi: e la repubblica, che appena aveva forza per muoversi, vinse il socialismo perch\u00e9 resistette. A Roma, che \u00e8 l&#8217;altro esempio cui voglio accennare, che cosa \u00e8 accaduto? Non era l\u00ec il vostro modello? Ditemi, se foste pittori e voleste dipingere il modello di un re, chi mai scegliereste se non Pio IX? Signori, Pio IX volle essere, come il suo divino Maestro, magnifico e liberale; tese la mano agli esuli e li rese alla loro patria; ai riformisti dette riforme, ai liberali la libert\u00e0; ogni sua parola fu un beneficio. Ed ora ditemi, signori, i suoi benefici non sono stati uguagliati, se non superati, dalle loro ignominie? Visto ci\u00f2, non \u00e8 da considerare superato il sistema delle concessioni?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Signori, se qui si trattasse di scegliere tra la libert\u00e0, da un lato, e la dittatura dall&#8217;altro, non vi sarebbe alcun dissenso; chi, potendo abbracciare la libert\u00e0, si inginocchierebbe dinanzi alla dittatura? Ma non \u00e8 questo il problema. La libert\u00e0 non esiste di fatto in Europa; i governi costituzionali, che negli anni addietro la rappresentavano, non sono ormai, quasi dappertutto, che uno spettro, uno scheletro senza vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ricordate una cosa, ricordate Roma imperiale. In essa esistevano tutte le istituzioni repubblicane: esistevano i dittatori onnipotenti, i tribuni inviolabili, le famiglie senatorie, i consoli eminenti. Tutto ci\u00f2 esisteva, ma una sola cosa mancava: la repubblica. Cos\u00ec sono, in quasi tutta l&#8217;Europa, i governi costituzionali; e l&#8217;altro giorno senza pensarlo, senza saperlo, il signor Cortina ce lo ha dimostrato. Non ci ha detto, e con ragione, che preferiva ci\u00f2 che dice la storia a ci\u00f2 che dicono le teorie?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ebbene, mi appello alla storia. Cosa sono, signor Cortina, quei governi con le loro legittime maggioranze, vinti sempre dalle turbolente minoranze? Con i loro ministri responsabili che non rispondono di nulla, con i loro re inviolabili sempre violati? Cos\u00ec, signori, come ho detto prima, la questione non \u00e8 tra la libert\u00e0 e la dittatura: se fosse cos\u00ec, io voterei per la libert\u00e0, come tutti voi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma la questione \u00e8 diversa, si tratta di scegliere tra la dittatura dell&#8217;insurrezione e quella del governo: in questo caso scelgo la dittatura del governo, come la meno pesante e ingiuriosa. Si tratta di scegliere tra la dittatura che viene dall&#8217;alto e quella che viene dal basso; io scelgo quella che viene dall&#8217;alto perch\u00e9 viene da regioni pi\u00f9 limpide e serene; si tratta di scegliere, insomma, tra la dittatura del pugnale e quella della spada: scelgo questa, perch\u00e9 pi\u00f9 nobile. Signori, nel votare saremo divisi e conseguenti a noi stessi. Voi, come sempre, voterete per ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 popolare; noi, come sempre, per ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 salutare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>NOTE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(1)<\/strong> Manuel Cortina y Arenzana (1802-1879) giureconsulto e uomo politico liberale, fu partigiano del generale Espartero. Ministro degli Interni nel 1840, fu arrestato ed esiliato nel 1843 all&#8217;avvento al potere del generale Narv\u00e0ez. Nel 1846 torn\u00f2 in patria e pronunci\u00f2 alla Camera eloquenti discorsi contro il governo Narv\u00e0ez.<br \/>\n<strong>(2).<\/strong> Nell&#8217;art.14 della Carta della Restaurazione, del 4 giugno 1814, si legge: &#8221;\u00a0Le Roi est le chef supr\u00e8me de l&#8217;\u00c9tat, commande les forces de terre et de mer, d\u00e9clare la guerre, fait les trait\u00e9s de paix, d&#8217;alliance et de commerce, nomme a tous les emplois d&#8217;administration publique, et fait les r\u00e8glementes et ordonnances n\u00e9cessaires pour l&#8217;ex\u00e9cution des lois et la s\u00f9ret\u00e9 de l&#8217;\u00c9tat&#8221;. Il preambolo della Carta costituzionale del 6 agosto 1830 afferma; &#8220;Louis Philippe, Roi des Francois, a tous pr\u00e9sent et a venir, Salut. Nous avons ordonn\u00e9 et ordonnons que la Charte constitutionnelle 1814, telle qu&#8217;elle a \u00e9t\u00e9 amend\u00e9e per les deux Chambres le 7 ao\u00f9t et accept\u00e9e par nous le 9, sera de nouveau publi\u00e9e dans les termes suivants&#8221;.<br \/>\n<strong>(3)<\/strong> Teodoro Galvez Canero (1775-1858) generale spagnolo, partecip\u00f2 attivamente alle guerre di indipendenza e si distinse alla difesa di Cadice.<br \/>\n<strong>(4)<\/strong> In seguito alla politica conservatrice promossa dal Guizot, tendente a favorire gli interessi della borghesia capitalistica, ed al sopraggiungere di una crisi economica, nel 1847 si riacutizzarono in Francia i contrasti politici e sociali. L\u2019agitazione, condotta dai gruppi democratici d&#8217;opposizione, a capo dei quali troviamo il Thiers, il Lamartine e Louis Blanc, costrinse, il 22 febbraio 1848, il gabinetto Guizot a dimettersi, mentre a Parigi aveva inizio una vera e propria insurrezione armata. Luigi Filippo abbandonava precipitosamente la Capitale, mentre veniva proclamata la II Repubblica, che si trovava costretta ad affrontare la nuova e minacciosa &#8220;questione sociale&#8221;, resa pi\u00f9 acuta dalla grave crisi economica, che i frettolosi e confusi provvedimenti, adottati dal governo provvisorio (coalizione democratico-socialista) in favore delle masse lavoratrici, rese ancora pi\u00f9 acuta. Il 23 aprile 1848, le elezioni diedero la maggioranza ai repubblicani moderati del Ledru-Rollin e del Lamartine e videro soccombere le correnti radicali e socialiste del Blanc e del Raspail.<br \/>\n<strong>(5)<\/strong> Jos\u00e9 Ordax Avecilla (1813-1856) giornalista e uomo politico liberale.<br \/>\n<strong>(6)<\/strong> Sulla scia della rivoluzione di Parigi, anche in Ispagna si verificarono, nel 1848, moti insurrezionali, principalmente a Madrid, Barcellona e Siviglia, e che assunsero, in alcune provincie, anche carattere &#8220;carlista&#8221;. Grazie alla energica reazione del governo, presieduto dal Narv\u00e0ez, i moti furono ben presto repressi e fu ristabilita la calma nel Paese.<br \/>\n<strong>(7)<\/strong> J. Donoso Cortes allude al fermo atteggiamento assunto dal generale Narv\u00e0ez di fronte ai moti rivoluzionari spagnoli del 1848.<br \/>\n<strong>(8)<\/strong> Allude all&#8217;ambasciatore inglese Sir Henry Lytton-Bulwer il quale, sospettato di aver favorito la rivolta militare del maggio 1847, fu invitato dal generale Narv\u00e0ez a lasciare la Spagna.<br \/>\n<strong>(9)<\/strong> Molto probabilmente, Juan Donoso Cortes allude all&#8217;assassinio di Pellegrino Rossi (1787-1848), ministro di Pio IX, dopo essere stato ambasciatore di Luigi Filippo presso la Curia Romana, fino al crollo della Monarchia di luglio. Il Rossi, che aveva dato inizio a riforme amministrative e finanziarie e che intendeva dare allo Stato Pontificio forza ed autorit\u00e0, fu ucciso a pugnalate il 15 novembre 1848. A causa delle violenze che seguirono, Pio IX lasci\u00f2 Roma il 24 novembre, per rifugiarsi a Gaeta. II governo democratico, in seguito formatosi, proclam\u00f2, il 9 febbraio 1849, la Repubblica e la decadenza del potere temporale dei Papi. La repubblica romana visse pochi mesi, sino al luglio 1849, allorch\u00e9 avvenne la restaurazione del potere pontificio grazie all&#8217;intervento militare francese promosso da Luigi Napoleone Bonaparte che intendeva, con tale gesto, accattivarsi le simpatie delle masse cattoliche del suo Paese.<\/p>\n<div align=\"center\"><strong><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=2467\">Torna all&#8217;elenco<\/a><\/strong><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Juan Donoso Cort\u00e9s, Marchese di Valdegamas Discorso pronunziato in Parlamento il 4 gennaio 1849 in difesa dei poteri straordinari concessi al generale Ram\u00f3n Maria Narv\u00e0ez (1800-1868), che, dopo l&#8217;insurrezione del 1848 a Madrid, Barcellona e Siviglia, affront\u00f2 con impegno ed energia la situazione e riusc\u00ec a riportare la calma nel Paese. 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