{"id":1011,"date":"2005-07-17T00:00:00","date_gmt":"2005-07-16T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2015-11-05T08:53:38","modified_gmt":"2015-11-05T07:53:38","slug":"un-mondo-in-frantumi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/un-mondo-in-frantumi\/","title":{"rendered":"Un mondo in frantumi *"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/07\/Solzhenitsyn_harward.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-17735\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/07\/Solzhenitsyn_harward-196x300.jpg\" alt=\"Solzhenitsyn_harward\" width=\"131\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/07\/Solzhenitsyn_harward-196x300.jpg 196w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/07\/Solzhenitsyn_harward.jpg 227w\" sizes=\"auto, (max-width: 131px) 100vw, 131px\" \/><\/a>Supplemento al n.10 di <strong>Littere Communionis<\/strong> 1978<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Aleksandr. Sol\u017eenicyn<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">(testo integrale del discorso di Harward &#8211; 8 Giugno 1978)<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">a cura di <strong>Sergio Rapetti<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Sono lieto della possibilit\u00e0 che mi si offre di salutare i neolaureati del 327esimo anno dell\u2019antica universit\u00e0 di Harward e mi congratulo di cuore con loro e con tutti gli ex allievi qui presenti. Il motto della vostra universit\u00e0 \u00e8 \u00abVeritas\u00bb. Alcuni di voi gi\u00e0 sanno, e altri lo apprenderanno nel corso della loro via, che la verit\u00e0 fugge via in un attimo non appena si indebolisce l\u2019intensit\u00e0 del nostro sguardo, e ci lascia per\u00f2 nell\u2019illusione di continuare a seguirla. Da ci\u00f2 derivano molte divergenze. E ancora: raramente la verit\u00e0 \u00e8 dolce, pi\u00f9 spesso \u00e8 amara. Questa amarezza \u00e8 presente ance nel discorso odierno ma io ve lo porto on da nemico, bens\u00ec da amico. Tre anni fa, negli Stati Uniti, ho dovuto dire cose che molti hanno respinto, non hanno voluto accogliere, e che oggi sono largamente accettate.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<div><\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>*<\/strong>\u00a0<strong>UN MONDO IN FRANTUMI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La spaccatura del nostro mondo \u00e8 evidente perfino a uno sguardo frettoloso. Qualsiasi nostro contemporaneo distingue infatti nel mondo quantomeno due forze contrapposte ormai in grado di annientarsi reciprocamente. Ma spesso ci si limita proprio a questa raffigurazione politica e all\u2019illusione che il pericolo possa comunque essere scongiurato grazie a opportuni contatti diplomatici o all\u2019equilibrio degli armamenti. In realt\u00e0 il mondo \u00e8 percorso da crepe pi\u00f9 profonde, pi\u00f9 larghe e pi\u00f9 numerose di quanto non appaia al primo sguardo e questa frantumazione profonda e multiforme \u00e8 gravida per tutti noi di vari rischi mortali. Secondo l\u2019antica verit\u00e0 per la quale qualsiasi regno diviso contro se stesso &#8211; oggi la nostra TerrA &#8211; \u00e8 destinato a perire.<\/p>\n<p><strong>I mondi contemporanei<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 il concetto &#8220;terzo mondo&#8221; e dunque fanno gi\u00e0 tre mondi. Ma ce ne sono indubbiamente altri che non arriviamo a distinguere, perch\u00e9 ne siamo troppo lontani. Ogni antica cultura autonoma, diffusa per di pi\u00f9 su una parte abbastanza ampia della superficie della Terra, costituisce gi\u00e0 un mondo a parte, pieno di misteri e di incognite per il pensiero occidentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 il caso, come minimo, della Cina, dell\u2019India e dell\u2019insieme mondo musulmano-Africa, sempre che si possa, sia pure approssimativamente, riunire questi due mondi in uno solo. E\u2019 stato, nel corso di mille anni, il caso della Russia, bench\u00e9 il pensiero occidentale si sia sistematicamente rifiutato di riconoscere la sua originalit\u00e0 e in tal modo non l\u2019abbia mai capita, come continua a non capirla anche oggi, nel periodo della cattivit\u00e0 comunista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E se \u00e8 vero che il Giappone \u00e8 sempre pi\u00f9 diventato, nel corso degli ultimi decenni, &#8220;Estremo Occidente&#8221;, perch\u00e9 s\u2019\u00e8 aggregato sempre pi\u00f9 strettamente al mondo occidentale (qui son cattivo giudice), penso che, ad esempio, lo Stato d\u2019Israele, al contrario, presenti almeno un tatto fondamentale che impedisce di riferirlo all\u2019Occidente: il suo regime politico fondamentalmente legato alla religione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come \u00e8 ancora relativamente vicino il tempo in cui il piccolo mondo noeuropeo conquistava una colonia dopo l\u2019altra su tutta la Terra, non solo senza prevedere una seria resistenza, ma di solito con un profondo disprezzo per tutti i valori che potessero essere racchiusi nella concezione del mondo dei popoli conquistati! Il successo sembrava sbalorditivo, le frontiere geografiche non esistevano pi\u00f9. Nello sviluppo della societ\u00e0 occidentale si celebravano i fasti dell\u2019uomo, della sua autonomia e potenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed ecco che all\u2019improvviso, nel XX secolo, si \u00e8 visto &#8211; e con quale chiarezza! &#8211; che questa societ\u00e0 era fragile e costruita sul vuoto di vertiginosi precipizi. E siamo ora in grado di valutare quanto questa conquista sia tata breve e precaria (il che testimonia anche, evidentemente, che quella concezione del mondo che aveva generato siffatte conquiste era viziata).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attualmente il rapporto tra le metropoli e le colonie di un tempo si \u00e8 capovolto e spesso il mondo occidentale, passando all\u2019altro estremo, d\u00e0 prova di una compiacenza servile. Tuttavia \u00e8 difficile prevedere a quanto ammonter\u00e0 in definitiva il conto presentato dalle ex colonie e dire se l\u2019Occidente finir\u00e0 mai di pagarlo, anche quando avr\u00e0 restituito le sue ultime terre coloniali e dato per giunta tutto ci\u00f2 che possiede.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La convergenza<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia una persistente cecit\u00e0 &#8211; che nasce da un senso di superiorit\u00e0 illusorio &#8211; induce a credere che tutte le vaste zone in cui \u00e8 diviso il nostro pianeta debbano seguire uno sviluppo che le porter\u00e0 a sistemi analoghi a quelli occidentali attuali, i pi\u00f9 avanzati da un punto di vista teorico, i pi\u00f9 attraenti da un punto di vista pratico; che tutti gli altri mondi siano solo temporaneamente trattenuti &#8211; vuoi da cattivi governanti o da sconvolgimenti interni, o dalla barbarie e l\u2019incomprensione &#8211; dal lanciarsi sulla via della democrazia pluripartitica di tipo occidentale e dall\u2019adottare il modo di vita dell\u2019Occidente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E ogni paese viene giudicato sulla base del suo grado di avanzamento su questa via. ma in realt\u00e0 questa concezione \u00e8 nata dall\u2019incomprensione da parte dell\u2019Occidente dell\u2019essenza degli altri mondi, che vengono arbitrariamente misurati col metro occidentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il quadro reale dello sviluppo del nostro pianeta \u00e8 ben diverso. Il malessere provocato dalla frantumazione del mondo ha anche dato vita alla teoria della convergenza tra il pi\u00f9 avanzato Occidente e l\u2019Unione Sovietica, teoria ingannevole che ha quantomeno il torto di trascurare il fatto che lo sviluppo di ciascuno di questi mondi non li conduce assolutamente verso una fusione, e anzi \u00e8 inimmaginabile che uno dei due mondi si possa trasformare sul modello dell\u2019altro senza ricorso alla violenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A ci\u00f2 si aggiunga che la convergenza implica necessariamente che ognuna delle due parti adotti anche i vizi dell\u2019altra parte, fatto che non si vede come possa essere auspicato. Se questo discorso di oggi lo pronunciassi nel mio paese, avrei scelto di porre l\u2019accento, in questo schema generale della frantumazione del mondo, sulle disgrazie dell\u2019Oriente. ma poich\u00e9 da quattro anni sono costretto a vivere qui poich\u00e9 mi trovo dinnanzi ad un uditorio occidentale, sar\u00e0 pi\u00f9 utile che presenti, cos\u00ec come io li vedo, alcuni tratti dell\u2019Occidente contemporaneo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il declino del coraggio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il declino del coraggio \u00e8 nell\u2019Occidente d\u2019oggi forse ci\u00f2 che pi\u00f9 colpisce uno sguardo straniero. Il coraggio civico ha disertato non solo il mondo occidentale nel suo insieme, ma anche ognuno dei paesi che lo compongono, ognuno dei suoi governi, ognuno dei suoi partiti, nonch\u00e9, beninteso, l\u2019Organizzazione delle nazioni unite. Questo declino del coraggio \u00e8 particolarmente avvertibile nello strato dirigente e nello strato intellettuale dominante, e da qui deriva l\u2019impressione che il coraggio abbia disertato la societ\u00e0 nel suo insieme. Naturalmente ci sono ancora numerose persone individualmente coraggiose, ma non sono loro a dirigere la vita della societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I funzionari politici e intellettuali manifestano questo declino, questa fiacchezza, questa irrisolutezza nei loro atti, nei loro discorsi e soprattutto nelle considerazioni teoriche che si premurano di esibire dimostrandovi che questo modo d\u2019agire, che basa la politica di uno Stato sulla vigliaccheria e il servilismo, \u00e8 pragmatico, razionale e giustificato da qualsiasi elevato punto di vista intellettuale e perfino morale lo si consideri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo declino del coraggio, che sembra talvolta arrivare fino alla perdita di ogni traccia di virilit\u00e0, assume poi una particolare sfumatura ironica nei casi in cui i medesimi funzionari sono presi da subitanei accessi di braveria e intransigenza nei confronti dei governi senza forza, di paesi deboli che nessuno sostiene o di correnti condannate da tutti, che manifestamente non sono in grado di reagire in alcun modo. Ma la loro lingua si secca e le loro braccia si paralizzano di fronte ai governi potenti e alle forze minacciose, di fronte agli aggressori e all\u2019Internazionale del terrore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 bisogno di ricordare che il declino del coraggio \u00e8 stato sempre considerato, sin dai tempi antichi, il segno precorritore della fine?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il benessere<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando si sono costituiti, gli Stati occidentali moderni hanno proclamato il seguente principio: il governo deve essere al servizio dell\u2019uomo e l\u2019uomo vive su questa Terra per godere della libert\u00e0 e cercare la felicit\u00e0 (vedi ad esempio la Dichiarazione d\u2019indipendenza degli Stati Uniti d\u2019America). Ora, nel corso degli ultimi decenni, il progresso tecnico e il progresso sociale hanno finalmente permesso che si realizzasse questo sogno: uno Stato che assicuri il benessere generale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni cittadino ha ricevuto l\u2019ambita libert\u00e0 nonch\u00e9 la quantit\u00e0 e la qualit\u00e0 dei beni materiali che avrebbero dovuto assicurare la sua felicit\u00e0 &#8211; perlomeno in quell\u2019accezione immiserita del termine che ha preso piede nel corso degli stessi decenni. (Si \u00e8 trascurato solo un piccolo dettaglio psicologico: il costante desiderio di possedere sempre di pi\u00f9, e sempre meglio, e la lotta accanita ch\u2019esso comporta imprimono su molti visi occidentali il marchio della preoccupazione e persino della prostrazione, nonostante gli usi prescrivano che sentimenti del genere devono essere accuratamente dissimulati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa concorrenza attiva e serrata assorbe tutti i pensieri dell\u2019uomo ed \u00e8 ben lontana dal favorire il suo libero sviluppo spirituale). Ognuno si vede assicurare la piena indipendenza in rapporto a molte forme di pressione statale, la maggioranza dispone di un\u2019agiatezza inimmaginabile soltanto una o due generazioni fa, si pu\u00f2 ormai educare la giovent\u00f9 nello spirito dei nuovi ideali, chiamandola alla fioritura fisica e alla felicit\u00e0, preparandola a disporre di cose, di denaro, di svaghi, abituandole a una libert\u00e0 di godimento pressoch\u00e9 illimitata, e allora ditemi: in nome di chi, e a che scopo certuni dovrebbero strapparsi da tutto questo e rischiare la loro preziosa vita per la difesa del bene comune, specialmente nella nebulosa eventualit\u00e0 che si debba difendere la sicurezza del proprio popolo in un paese per il momento ancora lontano?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 noto perfino in biologia: condizioni troppo favorevoli non sono vantaggiose per gli esseri viventi. E oggi \u00e8 nella vita della societ\u00e0 occidentale che il benessere ha cominciato a rivelare il suo volto funesto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La vita garantita dalla legge<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In conformit\u00e0 ai propri obiettivi la societ\u00e0 occidentale ha scelto la forma dell\u2019esistenza che le era pi\u00f9 comoda e che definirei giuridica. I limiti (molto larghi) dei diritti e del buon diritto di ogni uomo sono definiti dal sistema delle leggi. A forza di attenersi a queste leggi, di muoversi al loro interno e di destreggiarsi nel loro fitto ordito, gli occidentali hanno acquisito in materia una grande e salda perizia. (Ma le leggi restano comunque cos\u00ec complesse che il semplice cittadino non \u00e8 in grado di raccapezzarcisi senza l\u2019aiuto di uno specialista).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni conflitto riceve una soluzione giuridica, e questa viene considerata la pi\u00f9 elevata. Se un uomo si trova giuridicamente nel proprio diritto, non si pu\u00f2 chiedergli niente di pi\u00f9. Provategli a dirgli, dopo la suprema sanzione giuridica, che non ha completamente ragione, provatevi a consigliargli di limitare da se stesso le sue esigenze e a rinunciare a quello che gli spetta di diritto, provatevi a chiedergli di affrontare un sacrificio o dio correre un rischio gratuito\u2026 vi guarder\u00e0 come si guarda un idiota.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019autolimitazione liberamente accettata \u00e8 una cosa che non si vede quasi mai: tutti praticano per contro l\u2019autoespansione, condotta fino all\u2019estrema capienza delle leggi, fino a che le cornici giuridiche cominciano a scricchiolare. (Giuridicamente, sono del tutto irreprensibili le compagnie petrolifere quando acquistano il brevetto di invenzione di una nuova forma di energia per impedirne l\u2019utilizzazione. Giuridicamente sono irreprensibili coloro che avvelenano i prodotti alimentari per prolungarne la conservazione: il pubblico resta pur sempre libero di non acquistarne).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io che ho passato tutta la mia vita sotto il comunismo affermo che una societ\u00e0 dove non esiste una bilancia giuridica imparziale \u00e8 una cosa orribile. nemmeno una societ\u00e0 che dispone in tutto e per tutto solo della bilancia giuridica pu\u00f2 dirsi veramente degna dell\u2019uomo. Una societ\u00e0 che si \u00e8 installata sul terreno della legge, senza voler andare pi\u00f9 in alto, utilizza solo debolmente le facolt\u00e0 pi\u00f9 elevate dell\u2019uomo.Il diritto \u00e8 troppo freddo e troppo informale per esercitare una influenza benefica sulla societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando tutta la vita \u00e8 compenetrata dai rapporti giuridici, si determina un\u2019atmosfera di mediocrit\u00e0 spirituale che soffoca i migliori slanci dell\u2019uomo. E contare di sostenere le prove che il secolo prepara reggendo solo sui soli puntelli giuridici sar\u00e0 per l\u2019innanzi sempre meno possibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Libert\u00e0: dell\u2019irresponsabilit\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella societ\u00e0 occidentale di oggi \u00e8 avvertibile uno squilibrio fra la libert\u00e0 di fare il bene e la libert\u00e0 di fare il male. Un uomo politico che voglia realizzare, nell\u2019interesse del suo paese, una qualche opera importante, si trova costretto a procedere a passi prudenti e perfino timidi, assillato da migliaia di critiche affrettate (e irresponsabili) e bersagliato com\u2019\u00e8 dalla stampa e dal Parlamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Deve giustificare ogni passo che fa e dimostrarne l\u2019assoluta rettitudine.Di fatto \u00e8 escluso che un uomo fuori dall\u2019ordinario, un grande uomo che si riprometta di prendere delle iniziative insolite e inattese, possa mai dimostrare ci\u00f2 di cui \u00e8 capace: riceverebbe tanti di quegli sgambetti da doverci rinunciare fin dall\u2019inizio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed \u00e8 cos\u00ec che col pretesto di controllo democratico si assicura il trionfo della mediocrit\u00e0. per contro \u00e8 cosa facilissima scalzare l\u2019autorit\u00e0 dell\u2019Amministrazione, e in tutti i paesi occidentali i poteri pubblici sono considerevolmente indeboliti. la difesa dei diritti del singolo giunge a tali eccessi che la stessa societ\u00e0 si trova disarmata davanti a certi suoi membri: \u00e8 giunto decisamente il momento per l\u2019Occidente di affermare non tanto i diritti della gente, quanto i suoi doveri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al contrario la libert\u00e0 di fare il bene, la libert\u00e0 di distruggere, la libert\u00e0 dell\u2019irresponsabilit\u00e0, ha visto aprirsi davanti a s\u00e9 vasti campi d\u2019azione. La societ\u00e0 si \u00e8 rivelata scarsamente difesa contro gli abissi del decadimento umano, per esempio contro \u2018utilizzazione della libert\u00e0 per esercitare una violenza morale sulla giovent\u00f9: si pretende che il fatto di poter proporre film pieni di pornografia, di crimini o di satanismo costituisca anch\u2019esso una libert\u00e0, il cui contrappeso teorico \u00e8 la libert\u00e0 per i giovani di non andarli a vedere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec la vita basata sul giuridismo si rivela incapace di difendere perfino se stessa contro il male e se ne lascia poco a poco divorare. E che dire degli oscuri spazi in cui si muove la criminalit\u00e0 vera e propria? L\u2019ampiezza dei limiti giuridici (specialmente in America) costituisce per l\u2019individuo non solo un incoraggiamento a esercitare la sua libert\u00e0 ma anche un incoraggiamento a commettere certi crimini, poich\u00e9 offre al criminale la possibilit\u00e0 di sfuggire al castigo o di beneficiare di un\u2019immeritata indulgenza, grazie magari al sostegno di un migliaio di voci che si leveranno in suo favore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E quando in un paese i poteri pubblici affrontano con durezza il terrorismo e si prefiggono di sradicarlo, l\u2019opinione pubblica li accusa immediatamente di aver calpestato i diritti civili dei banditi. Ci sono al riguardo numerosi esempi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La libert\u00e0 non ha cos\u00ec deviato verso il male in un colpo solo, c\u2019\u00e8 stata un\u2019evoluzione graduale, ma credo si possa affermare che il punto di partenza sia stato la filantropica concezione umanistica per la quale l\u2019uomo, padrone del mondo, non porta in s\u00e9 alcun germe del male, e tutto ci\u00f2 che vi \u00e8 di viziato nella nostra esistenza deriva unicamente da sistemi sociali erronei che \u00e8 importante appunto correggere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che strano per\u00f2: l\u2019Occidente, dove le condizioni sociali sono le migliori, presenta una criminalit\u00e0 indiscutibilmente elevata e decisamente pi\u00f9 forte nel nell\u2019Unione Sovietica, con tutta la sua miseria e il disprezzo della legge. (Da noi, nei campi di lavoro, ci sono moltissimi detenuti definiti comuni, che in realt\u00e0, nella stragrande maggioranza, non sono affatto criminali, ma gente che ha cercato di difendersi con mezzi non giuridici contro uno Stato senza legge)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Libert\u00e0 e responsabilit\u00e0 dei mezzi d\u2019informazione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche la stampa (uso il termine &#8220;stampa&#8221; per designare tutti i <em>mass media<\/em>) gode naturalmente della massima libert\u00e0. ma come la usa? Lo sappiamo gi\u00e0: guardandosi bene dall\u2019oltrepassare i limiti giuridici ma senza alcuna vera responsabilit\u00e0 morale se snatura i fatti e deforma le proporzioni. Un giornalista e il suo giornale sono veramente responsabili davanti ai loro lettori o davanti alla storia?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se, fornendo informazioni false o conclusioni erronee, capita loro di indurre in errore l\u2019opinione pubblica o addirittura di far compiere un passo falso a tutto lo Stato, li si vede mai dichiarare pubblicamente la loro colpa? No, naturalmente, perch\u00e9 questo nuocerebbe alle vendite. In casi del genere lo Stato pu\u00f2 anche lasciarci le penne, ma il giornalista ne esce sempre pulito. Anzi, potete giurarci che si metter\u00e0 a scrivere con rinnovato sussiego il contrario di ci\u00f2 che affermava prima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La necessit\u00e0 di dare una informazione immediata e che insieme appaia autorevole costringe a riempire le lacune con delle congetture, a riportare voci e supposizioni che in seguito non verranno mai smentite e si sedimenteranno nella memoria delle masse. Quanti giudizi affrettati, temerari, presuntuosi ed erronei confondono ogni giorno il cervello di lettori e ascoltatori e vi si fissano! la stampa ha il potere di contraffare l\u2019opinione pubblica e anche quello di pervertirla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec, la vediamo coronare i terroristi del lauro di Erostato, svelare perfino i segreti della difesa del proprio paese, violare impunemente la vita privata delle celebrit\u00e0 al grido \u00abTutti hanno il diritto di sapere tutto\u00bb (slogan menzognero per un secolo di menzogna, perch\u00e9 assai al di sopra di questo diritto ce n\u2019\u00e8 un altro, perduto oggigiorno: il diritto per l\u2019uomo di <em>non sapere<\/em>, di non ingombrare la sua anima divina di pettegolezzi, chiacchiere, oziose futilit\u00e0. Chi lavora veramente, chi ha la vita colma, non ha affato bisogno di questo fiume pletorico di informazioni abbrutenti).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 nella stampa che si manifestano, pi\u00f9 che altrove, quella superficialit\u00e0 e quella fretta che costituiscono la malattia mentale del XX secolo. Penetrare in profondit\u00e0 i problemi \u00e8 controindicato, non \u00e8 nella sua natura, essa si limita ad afferrare al volo qualche elemento di effetto. E, con tutto questo, la stampa \u00e8 diventatale forza pi\u00f9 importante degli Stati occidentali, essa supera per potenza i poteri esecutivo, legislativo e giudiziario. Ma chiediamoci un momento: in virt\u00f9 di quale legge \u00e8 stata eletta e a chi rende conto del suo operato?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se nell\u2019Est comunista un giornalista viene apertamente designato dall\u2019alto come ogni altro funzionario statale, chi sono gli elettori cui i giornalisti occidentali devono invece la posizione di potere che occupano? E per quanto tempo la occupano? E con quale mandato? E infine c\u2019\u00e8 un altro tratto inatteso per un uomo che proviene dall\u2019Est totalitario, dove la stampa \u00e8 rigidamente unificata: se si considera la stampa occidentale nel suo insieme, si scopre che anch\u2019essa presenta degli orientamenti uniformi, nella stessa direzione (quella del vento del secolo), dei giudizi mantenuti entro determinati limiti accettati da tutti e forse anche degli interessi corporativi comuni, e tutto ci\u00f2 ha per risultato non la concorrenza ma una certa unificazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E se la stampa gode di una libert\u00e0 senza freno, non si pu\u00f2 dire altrettanto dei suoi lettori: infatti i giornali danno rilievo risonanza soltanto a quelle opinioni che non sono troppo in contraddizione con quelle dei giornali stessi e della tendenza generale della stampa di cui si \u00e8 detto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le idee alla moda<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Occidente, anche senza bisogno della censura, viene operata una puntigliosa selezione che separa le idee alla moda da quelle che non lo sono, e bench\u00e9 queste ultime non vengano colpite da alcun esplicito divieto, non hanno la possibilit\u00e0 di esprimersi veramente n\u00e9 nella stampa periodica, n\u00e9 in un libro, n\u00e9 da alcuna cattedra universitaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo spirito dei vostri ricercatori \u00e8 si libero, giuridicamente, ma in realt\u00e0 impedito dagli idoli del pensiero alla moda. senza che ci sia, come all\u2019Est, un\u2019aperta violenza, quella selezione operata dalla mode, questa necessit\u00e0 di conformare ogni cosa a dei modelli standardizzati, impediscono ai pensatori pi\u00f9 originali e indipendenti di apportare il loro contributo alla vita pubblica e determinano il manifestarsi di un pericoloso spirito gregario che \u00e8 di ostacolo a qualsiasi sviluppo degno di questo nome.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da quando sono in America, ho ricevuto lettere da persone straordinariamente intelligenti, ad esempio da un certo professore di un <em>college <\/em>sperduto in una remota provincia, che potrebbe davvero fare molto per rinnovare e salvare il suo paese: ma il paese non potr\u00e0 mai sentirlo perch\u00e9 i <em>media<\/em> non lo appoggiano. Ed \u00e8 cos\u00ec che i pregiudizi si radicano nelle masse, che la cecit\u00e0 colpisce un intero paese, con conseguenze che nel nostro secolo dinamico possono risultare assai pericolose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prendiamo ad esempio l\u2019illusoria rappresentazione che si ha dell\u2019attuale situazione del mondo: essa forma attorno alle teste una corazza cos\u00ec dura che nessuna delle voci che ci provengono da 17 paesi dell\u2019Europa dell\u2019Est e dell\u2019Asia orientale riesce ad attraversarla, in attesa che l\u2019implacabile maglio degli eventi la faccia volare in mille pezzi. Ho enumerato alcuni tratti della vita occidentale che colpiscono il nuovo venuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le dimensioni e lo scopo di questo discorso non mi consentono di proseguire nell\u2019analisi, mostrando quale riflesso abbiano questecaratteristiche della societ\u00e0 occidentale in settori cos\u00ec importanti della vita di un paese come l\u2019insegnamento elementare, l\u2019insegnamento superiore delle scienze umane e l\u2019arte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il socialismo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 l\u2019Occidente, e quasi tutti lo riconoscono, a mostrare al mondo intero la via pi\u00f9 vantaggiosa di sviluppo economico, perturbata negli ultimi tempi, questo \u00e8 vero, da un\u2019inflazione caotica. ma ci sono anche molte persone, in Occidente, che sono insoddisfatte della loro societ\u00e0, la disprezzano o le rimproverano di essere ormai inadeguata al livello di maturazione raggiunto dall\u2019umanit\u00e0. E questo induce molti a inclinare in direzione della corrente, falsa e pericolosa, del socialismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nessuno dei presenti, spero, vorr\u00e0 sospettarmi di aver sviluppato questa parziale critica del sistema occidentale allo scopo di promuovere al suo posto l\u2019idea di socialismo. No, potendomi basare sull\u2019esperienza del paese del socialismo realizzato, non proporrei in nessun caso un\u2019alternativa socialista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che il socialismo, in generale e in tutte le sue sfumature, sfoci nell\u2019annientamento universale dell\u2019essenza spirituale dell\u2019uomo e nel livellamento dell\u2019umanit\u00e0 nella morte, l\u2019ha mostrato l\u2019accademico \u0160afarevi\u010d nelle profonde analisi storiche, brillantemente argomentate, del suo libro <em>Il socialismo<\/em>; sono gi\u00e0 quasi due anni che il libro \u00e8stato pubblicato in Francia e ancora non s\u2019\u00e8 trovato nessuno che gli replicasse. Tra non molto verr\u00e0 pubblicato anche in America<strong>** <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Non un modello<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma, inversamente, se mi chiedessero: vorrebbe proporre al suo paese, come modello, l\u2019Occidente cos\u00ec com\u2019\u00e8 oggi?, dovrei rispondere con franchezza: no, non potrei raccomandare la vostra societ\u00e0 come ideale per la trasformazione della nostra. data la ricchezza di crescita spirituale che in questo secolo il nostro paese ha acquisito nella sofferenza, il sistema occidentale, nel suo attuale stato di esaurimento spirituale, non presenta per noi alcuna attrattiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gi\u00e0 la semplice enumerazione delle caratteristiche della vostra esistenza induce al pi\u00f9 nero sconforto.E\u2019 un fatto incontestabile: indebolimento del carattere dell\u2019uomo dell\u2019Ovest e il suo rafforzamento all\u2019Est. Il nostro popolo, nel corso di sei decenni, e i popoli dell\u2019Europa orientale, nel corso di tre, sono passati per una scuola spirituale che si lascia indietro di molto l\u2019esperienza dell\u2019Occidente. Una vita opprimente, complessa e mortale, vi ha forgiato dei caratteri pi\u00f9 forti, pi\u00f9 profondi e interessanti di quelli che si possono formare nella prospera e regolamentata vita dell\u2019Occidente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questo motivo, se la trasformazione della nostra societ\u00e0 nella vostra significherebbe per certi aspetti un\u2019evoluzione , per certi altri &#8211; e quanto importanti! &#8211; significherebbe invece un abbassamento. No, la societ\u00e0 non pu\u00f2 restare in un abisso senza leggi come da noi, ma \u00e8 anche derisoria la proposta di collocarsi, come qui da voi, sulla superficie tirata a specchio di un giuridismo senz\u2019anima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019anima umana piagata da decenni di violenza aspira a qualcosa di pi\u00f9 elevato, di pi\u00f9 caldo, di pi\u00f9 puro di ci\u00f2 che pu\u00f2 oggi proporle l\u2019esistenza di massa in Occidente, annunciata, a modo di biglietto da visita, dalla nauseante pressione della pubblicit\u00e0, dall\u2019abbrutimento della televisione e dai clamori di una musica insopportabile. E tutto questo lo vedono numerosi osservatori, dai diversi mondi del nostro pianeta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il modo di vita occidentale ha sempre meno possibilit\u00e0 di diventare il modo di vita dominante. Ci sono avvertimenti sintomatici che la storia che la storia invia ad una societ\u00e0 minacciata o in procinto di perire: ad esempio il declino delle arti o l\u2019assenza di grandi uomini di Stato. Gli avvertimenti si fanno talvolta del tutto percettibili, diretti: il centro della vostra democrazia e della vostra civilt\u00e0 \u00e8 restato senza elettricit\u00e0 per qualche ora &#8211; niente di pi\u00f9 &#8211; e subito intere folle di cittadini americani si sono abbandonate al saccheggio e alla violenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A tal punto \u00e8 sottile la pellicola! A tal punto \u00e8 fragile la vostra struttura sociale, e carente di forze sane! Non \u00e8 un fatto del domani o di chiss\u00e0 quando: la battaglia &#8211; fisica, spirituale, cosmica! &#8211; per il vostro pianeta \u00e8 gi\u00e0 cominciata. Scatenando l\u2019assalto decisivo gi\u00e0 avanza e preme il male universale, e i vostri schermi cinematografici, le vostre pubblicazioni traboccano di sorrisi a comando e di calici alzati. Tanta allegria, e perch\u00e9 poi?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La miopia degli esperti<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutti i vostri uomini di Stato pi\u00f9 in vista (come Gorge Kennan) lo dicono: una volta entrati nell\u2019ambito della grande politica, non possiamo pi\u00f9 attenerci a criteri d\u2019ordine morale. Ebbene, \u00e8 proprio questo, questa confusione e del bene e del male, del buon diritto e del torto, che prepara meglio di qualsiasi altra cosa il terreno per il trionfo assoluto del Male assoluto nel mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla strategia mondiale accuratamente elaborata del comunismo l\u2019Occidente pu\u00f2 opporre solo i pi\u00f9 elevati criteri morali, mentre le considerazioni opportunistiche e contingenti sono destinate in ogni caso a crollare di fronte all\u2019opposta strategia globale. A partire da un certo livello di problemi, il pensiero giuridico si paralizza e impedisce di vedere le dimensioni reali e il senso degli avvenimenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Malgrado la molteplicit\u00e0 dell\u2019informazione &#8211; o forse in una certa misura proprio a causa di essa &#8211; il mondo occidentale si orienta molto male nella realt\u00e0 attuale. E\u2019 stato il caso delle previsioni perlomeno umoristiche, di certi esperti americani che sentenziarono che nell\u2019Angola l\u2019Unione Sovietica avrebbe trovato il suo Vietnam, o che il miglior sistema per moderare l\u2019impudenza delle spedizioni africane di Cuba fosse di fare la corte a questo paese. E\u2019 anche il caso dei consigli rivolti da Kennan al suo paese di procedere a un disarmo unilaterale. Ah, se solo sapeste come se la ridono dei vostri sapientoni politici, i pi\u00f9 pivelli dei consiglieri della Piazza Vecchia!***<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto a Fidel Castro, evidentemente considera gli Stati Uniti un\u2019entit\u00e0 trascurabile visto che non si perita, pur essendo vostro vicino, di lanciare le sue truppe in avventure lontane. Ma l\u2019errore pi\u00f9 grossolano e crudele \u00e8 stato commesso in rapporto alla guerra nel Vietnam. Gli uni volevano sinceramente la cessazione pi\u00f9 rapida possibile di qualsiasi conflitto, gli altri pretendevano che si dovesse dar libero corso alla autodeterminazione nazionale o comunista del Vietnam (o della Cambogia, come si vede oggi in modo particolarmente chiaro).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E invece risulta che i membri del movimento pacifista americano hanno contribuito, di fatto, a tradire i popoli dell\u2019Estremo oriente, si sono resi complici del genocidio e della sofferenza che squassano laggi\u00f9 trenta milioni di uomini. Ma questi gemiti li sentono o no, ora, codesti pacifisti ad oltranza? Riconoscono almeno ora la responsabilit\u00e0 che portano? O preferiscono chiudere le orecchie? I nervi della societ\u00e0 colta americana hanno ceduto e il risultato \u00e8 che la minaccia si \u00e8 fortemente avvicinata agli stessi Stati Uniti. Ma non si vuole riconoscerlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quel vostro uomo politico dalla vista corta che ha firmato in fretta e furia l\u2019atto di capitolazione del Vietnam sembrava aver dato all\u2019America l\u2019opportunit\u00e0 di una tregua spensierata ed ecco invece che gi\u00e0 sta crescendo sotto i vostri occhi un Vietnam centuplicato. Il piccolo Vietnam vi era stato inviato a titolo di avvertimento e come occasione di mobilitare il vostro coraggio. Ma se la potente America s\u2019\u00e8 vista infliggere una sonora sconfitta perfino da un minuscolo semipaese, su quale forza pu\u00f2 mai contare l\u2019Occidente per resistere in futuro?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho gi\u00e0 avuto occasione di dire che nel XX secolo la democrazia occidentale non ha mai vinto una sola grande guerra con le sue forze: ogni volta si \u00e8 fatta proteggere da un potente alleato continentale, senza star troppo a sindacare la sua concezione del mondo. Cos\u00ec nella seconda guerra mondiale contro Hitler invece di vincere la guerra con le sue forze, che sicuramente erano a ci\u00f2 sufficienti, ha contribuito a far crescere un nemico peggiore e ben pi\u00f9 potente, perch\u00e9 Hitler non ha mai avuto tante risorse, uomini, idee esplosive, partigiani suoi nel mondo occidentale (una potente quinta colonna), come ne ha l\u2019Unione Sovietica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E oggi in Occidente si sentono gi\u00e0 risuonare altre voci: perch\u00e9, nel caso di un nuovo conflitto mondiale non proteggersi con una forza straniera, stavolta la Cina? Tuttavia io non auguro una simile soluzione a nessuno al mondo; anche a tacere del fatto che sarebbe una nuova alleanza fatale con il Male, l\u2019America ne ricaverebbe soltanto una tregua temporanea, ma poi, quando la Cina col suo miliardo di uomini si rivoltasse contro di lei armata di armata di armi americane, l\u2019America stessa si troverebbe consegnata a un genocidio simile a quello che la Cambogia conosce nei nostri giorni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La perdita della volont\u00e0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nessun armamento, per vasto e potente che sia, varr\u00e0 mai ad aiutare l\u2019Occidente finch\u00e9 questo non avr\u00e0 riacquistato la sua volont\u00e0 di difendersi. Quando ci si \u00e8 cos\u00ec indeboliti spiritualmente, quando si invoca la capitolazione, l\u2019arma stessa diventa un inutile fardello. Per difendersi bisogna anche essere disposti a morire, e questa disponibilit\u00e0 \u00e8 piuttosto rara in una societ\u00e0 cresciuta nel culto del benessere materiale. E allora restano solo le concessioni, i temporeggiamenti e i tradimenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Belgrado i liberi diplomatici occidentali hanno ceduto ignominiosamente, nella loro debolezza, le posizioni sulle quali i membri dei gruppi di Helsinki dell\u2019URSS, pur in balia dell\u2019arbitrio, non esitano in questo momento a dare la vita. Il pensiero occidentale \u00e8 diventato conservatore: purch\u00e9 si conservi l\u2019attuale assetto del mondo, perch\u00e9 nulla cambi! Il vagheggiamento debilitante dello <em>statu quo<\/em> \u00e8 il sintomo di una societ\u00e0 che \u00e8 arrivata alla fine del suo corso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bisogna essere ciechi per non vedere che gli oceani hanno smesso di appartenere all\u2019Occidente e che la superficie continentale dei suoi territori si riduce sempre pi\u00f9. Le due guerre cosiddette mondiali &#8211; che sono state ben lontane dall\u2019esserlo veramente &#8211; sono consistite nel fatto che il piccolo Occidente, culla del progresso, si \u00e8 distrutto da s\u00e9 stesso nel suo interno, ponendo cos\u00ec le premesse della propria fine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prossima guerra &#8211; non necessariamente nucleare, non credo molto a questa eventualit\u00e0 &#8211; pu\u00f2 seppellire definitivamente la societ\u00e0 occidentale. E di fronte a questo pericolo, quando si ha alle spalle il patrimonio di tanti valori storici, con un tale livello di esperienza di libert\u00e0 e di conclamata devozione ad essa, \u00e8 mai possibile perdere a tal punto la volont\u00e0 di difendersi?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019umanesimo e le sue conseguenze<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come si \u00e8 giunti a un rapporto di forze cos\u00ec svantaggioso per l\u2019Occidente? Come ha fatto il mondo occidentale a cadere, dalla sua travolgente marcia trionfale, in un simile stato di impotenza? Ci sono state nel suo sviluppo delle svolte funeste, ha perduto la rotta? Sembrerebbe di no.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Occidente non ha fatto che progredire e progredire ancora nella direzione sociale dichiarata, mano nella mano con uno smagliante Progresso tecnico. Ed ecco che all\u2019improvviso si trova nell\u2019attuale stato di debolezza. E allora non resta che cercare l\u2019errore alla radice stessa, alla base del pensiero dell\u2019Et\u00e0 moderna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi riferisco alla concezione del mondo dominante in Occidente che, nata nell\u2019epoca del Rinascimento, ha assunto forme politiche a partire dall\u2019Illuminismo ed \u00e8 alla base di tutte le scienze dello Stato e della societ\u00e0: la si potrebbe chiamare umanesimo razionalista o autonomia umanistica in quanto proclama e promuove l\u2019autonomia dell\u2019uomo da qualsiasi forza. Oppure ancora &#8211; e altrimenti &#8211; antropocentrismo: l\u2019idea dell\u2019uomo come centro di tutto ci\u00f2 che esiste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In s\u00e9 la svolta del Rinascimento era evidentemente ineluttabile: il Medio Evo aveva esaurito le sue possibilit\u00e0, l\u2019annullamento dispotico della natura fisica dell\u2019uomo a vantaggio della sua natura spirituale non era pi\u00f9 sopportabile. Ma anche il nostro balzo dallo Spirito alla Materia \u00e8 stato sproporzionato e senza misura. La coscienza umanistica, autodesignatasi a nostra guida, ha negato la presenza del male all\u2019interno dell\u2019uomo, non gli ha riconosciuto compito pi\u00f9 elevato dell\u2019acquisizione della felicit\u00e0 terrena e ha posto alla base della civilt\u00e0 occidentale moderna la pericolosa tendenza a prosternarsi davanti all\u2019uomo e ai suoi bisogni materiali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al di fuori del benessere fisico e dall\u2019accumulazione dei beni materiali, tutte le altre particolarit\u00e0, tutti gli alti bisogni, pi\u00f9 elevati e meno elementari dell\u2019uomo, non sono stati presi in considerazione dai sistemi statali e dalle strutture sociali, come se l\u2019uomo non avesse un significato pi\u00f9 nobile da dare alla vita. E cos\u00ec in questi edifici sono stati lasciati vuoti pericolosi attraverso i quali oggi scarrozzano liberamente in ogni direzione le correnti del male. Da sola, la libert\u00e0 pura e semplice non \u00e8 assolutamente in grado di risolvere tutti i problemi dell\u2019esistenza umana, e anzi pu\u00f2 soltanto porne di nuovi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, nelle prime democrazie, compresa quella americana alla sua nascita, tutti i diritti venivano riconosciuti alla persona umana solo in quanto creatura di Dio: in altre parole la liber\u00e0 veniva conferita al singolo solo sotto condizione, presumendo una sua permanente responsabilit\u00e0 religiosa: tanto sentita era ancora l\u2019eredit\u00e0 del millennio precedente. Solo duecento anni fa, ma anche cinquanta, in America sarebbe parso impossibile accordare all\u2019uomo una libert\u00e0 senza freni, cos\u00ec, per il soddisfacimento delle sue passioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, da allora, in tutti i paesi occidentali questi limiti e condizionamenti sono stati erosi, ci si \u00e8 definitivamente liberati dell\u2019eredit\u00e0 morale dei secoli cristiani con le loro immense riserve di piet\u00e0 e di sacrificio e i sistemi sociali hanno assunto connotati materialistici sempre pi\u00f9 compiuti. In ultima analisi si pu\u00f2 dire che l\u2019Occidente abbia si difeso con successo, e perfino con larghezza, i diritti dell\u2019uomo ma che nell\u2019uomo si sia intanto completamente spenta la coscienza della sua responsabilit\u00e0 davanti a Dio e alla societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante questi ultimi decenni l\u2018egoismo legalistico della filosofia occidentale ha prevalso definitivamente e il mondo si ritrova in un\u2019acuta crisi spirituale e in un vicolo cieco politico. E tutti i successi tecnici, cosmo compreso, del tanto celebrato progresso non sono stati in grado di riscattare la miseria presente morale nella quale \u00e8 piombato il XX secolo e che non era stati possibile prevedere, neanche a partire dal secolo XIX secolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Parentele inaspettate<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 l\u2019umanesimo, sviluppandosi, \u00e8 diventato materialista, e pi\u00f9 ha dato occasione alla speculazione da parte del socialismo e poi del comunismo. Cos\u00ec che Karl Marx ha potuto dire (1844): \u00abil comunismo \u00e8 un umanesimo naturalizzato\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E questa affermazione non \u00e8 del tutto priva di senso: nelle fondamenta dell\u2019umanesimo eroso come in quelle di qualsiasi socialismo \u00e8 possibile discernere delle pietre comuni: materialismo senza limiti; libert\u00e0 dalla religione e dalla responsabilit\u00e0 religiosa (portata, sotto il comunismo, fino alla dittatura antireligiosa); concentrazione di ogni energia sulla costruzione sociale e apparenza scientifica della cosa (i Lumi del XVIII secolo e il marxismo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 un caso che tutti i giuramenti verbali dei comunisti ruotino attorno all\u2019uomo con la U maiuscola e alla sua felicit\u00e0 terrena. Sembrerebbe un accostamento mostruoso: la constatazione di tratti comuni nella concezione del mondo e del modo di vivere dell\u2019Occidente d\u2019oggi e in quelli dell\u2019Oriente d\u2019oggi, ma tale \u00e8 la logica di sviluppo del materialismo. Inoltre questo rapporto di parentela obbedisce a una legge che \u00e8 la seguente: la corrente materialistica pi\u00f9 forte, pi\u00f9 attraente, pi\u00f9 vittoriosa \u00e8 sempre quella che si situa pi\u00f9 a sinistra ed \u00e8 quindi la pi\u00f9 conseguente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E l\u2019umanesimo, ormai completamente privo d\u2019ogni traccia dell\u2019eredit\u00e0 cristiana, non \u00e8 in grado di resistere in questa competizione. Cos\u00ec nel corso dei secoli passati e particolarmente degli ultimi decenni , che hanno registrato un\u2019acutizzazione del processo, il liberalismo \u00e8 stato ineluttabilmente scalzato dal radicalismo, che a sua volta \u00e8 stato costretto a cedere di fronte al socialismo il quale non a retto contro il comunismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E se il sistema comunista ha potuto resistere e rafforzarsi nell\u2019Est \u00e8 precisamente per l\u2019accanito e massiccio sostegno dell\u2019intellettualit\u00e0 occidentale (sensibile ai legami di parentela), che non notava le sue scelleratezze o, quando proprio non poteva fare a meno di notarla, si sforzava comunque di giustificarle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E oggi \u00e8 lo stesso: da noi all\u2019Est il comunismo, da un punto di vista ideologico, ha subito un completo tracollo, vale ormai zero, o anche meno; \u00e8 l\u2019intellettualit\u00e0 occidentale a restare in larga misura sensibile alla sua attrazione e a conservargli le sue simpatie. Ed \u00e8 questo che rende incomparabilmente difficile all\u2019Occidente il compito di far fronte all\u2019Est.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Alla vigilia a di una svolta<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non esamino qui l\u2019eventualit\u00e0 di una catastrofe bellica universale e i cambiamenti che essa comporterebbe nella societ\u00e0 umana. Ma fintanto che continuiamo a svegliarci ogni giorno sotto un sole tranquillo, siamo tenuti a vivere la nostra vita di tutti i giorni. C\u2019\u00e8 comunque una catastrofe gi\u00e0 in corso: la catastrofe della coscienza umanistica religiosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa coscienza ha fatto dell\u2019uomo la misura di ogni cosa sulla Terra; dell\u2019uomo imperfetto, mai esente dall\u2019orgoglio, dalla cupidigia, dall\u2019invidia, dalla vanit\u00e0 e da decine di altri difetti.Ed ecco che gli errori, sottostimati all\u2019inizio del cammino, oggi si prendono una poderosa rivincita. Il cammino che abbiamo percorso a partire dal Rinascimento ha arricchito la nostra esperienza, ma ci ha fatto anche perdere quel Tutto, quel Pi\u00f9 alto che un tempo costituiva un limite alle nostre passioni e alla nostra irresponsabilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo riposto troppe speranze nelle trasformazioni politico-sociali e il risultato \u00e8 che ci viene tolto ci\u00f2 che abbiamo di pi\u00f9 prezioso: la nostra vita interiore. All\u2019Est \u00e8 il bazar del Partito a calpestarla, all\u2019Ovest la fiera del commercio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quello che fa paura, della crisi attuale, non \u00e8 neanche il fatto della spaccatura del mondo, quanto che i frantumi pi\u00f9 importanti siano colpiti d un\u2019analoga malattia. Se l\u2019uomo fosse nato, come sostiene l\u2019umanesimo, solo per la felicit\u00e0, non sarebbe nato anche per la morte. Ma poich\u00e9 \u00e8 corporalmente votato alla morte, il suo compito su questa Terra non pu\u00f2 essere che ancor pi\u00f9 spirituale: non l\u2019ingozzarsi di quotidianit\u00e0, non la ricerca dei sistemi migliori di acquisizione, e poi di spensierata dilapidazione, dei beni materiali, ma il compimento di un duro e permanente dovere, cos\u00ec che l\u2019intero cammino della nostra vita diventi l\u2019esperienza di un\u2019ascesa soprattutto morale: che ci rovi, al termine del cammino, creature pi\u00f9 elevate di quanto non fossimo nell\u2019intraprenderlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inevitabilmente dovremo rivedere la scala dei valori universalmente acquisita e stupirci della sua inadeguatezza ed erroneit\u00e0. E\u2019 impossibile, ad esempio, che il giudizio sull\u2019attivit\u00e0 di un presidente debba derivare unicamente da quanto prendi di paga o dal fatto se la vendita della benzina \u00e8 razionata o meno. Solo l\u2019educazione volontaria in se stesso di un\u2019autolimitazione pura e benefica innalza gli uomini al di sopra del fluire materiale del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Aggrapparsi oggi alle anchilosate formule dell\u2019Illuminismo \u00e8 da retrogradi. Questo dogmatismo sociale ci rende impotenti di fronte alle prove dell\u2019era attuale. Seppure ci verr\u00e0 risparmiata la catastrofe di una guerra, la nostra vita, inevitabilmente, non potr\u00e0 pi\u00f9 restare quella che \u00e8 ora, se non vorr\u00e0 darsi da s\u00e9 la morte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non potremo far a meno di rivedere le definizioni fondamentali della vita umana e della societ\u00e0: l\u2019uomo \u00e8 veramente il criterio di ogni cosa? Veramente non esiste al di sopra dell\u2019uomo uno Spirito supremo? Veramente la vita dell\u2019uomo e l\u2019attivit\u00e0 della societ\u00e0 devono anzitutto valutasi in termini di espansione materiale?Ed \u00e8 ammissibile sviluppare questa espansione a detrimento della nostra vita interiore?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mondo \u00e8 oggi alla vigilia, se non della propria rovina, di una svolta della storia, equivalente per importanza alla svolta dal Medio Evo al Rinascimento; e tal svolta esiger\u00e0 da noi tutti un impeto spirituale, un\u2019ascesa verso nuove altezze di intendimenti, verso un nuovo livello di vita dove non verr\u00e0 pi\u00f9 consegnata alla maledizione, come nel Medio Evo, la nostra natura fisica, ma neppure verr\u00e0, come nell\u2019Era contemporanea, calpestata la nostra natura spirituale. Quest\u2019ascesa \u00e8 paragonabile al passaggio a un nuovo grado antropologico. E nessuno, sulla Terra, ha alta via d\u2019uscita che questa: andare pi\u00f9 in alto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">___________________<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">* Allusione ai discorsi pronunciati a Washington e New York nel giugno-luglio 1975, alla vigilia della Conferenza di Helsinki sui pericoli di una distensione equivoca e unilaterale. Ed it.: <em>Discorsi americani<\/em>, Arnoldo Mondatori Editore, Milano 1976 (<em>N.d.c<\/em>.)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>** <\/strong>Ed. francese: Igor Chafarevich, <em>Le Ph\u00e9nom\u00e9ne socialiste<\/em>, Paris , \u00e9d du Seuil, 1977. L\u2019edizione italiana \u00e8 in corso di preparazione presso \u00abLa Casa di Matriona\u00bb Coop. editoriale, Milano (<em>N.d.c<\/em>)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>*** <\/strong>La Piazza Vecchia \u00e8 la sede del Comitato Centrale del Partito comunista dell\u2019URSS; \u00e8 la vera denominazione ci ci\u00f2 che gli Occidentali chiamano convenzionalmente \u201cil Cremino\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Titolo originale: <strong>Pac\u043a\u043e\u043b\u043e\u0442\u044c I\u0439 \u043cip (pe\u0447\u044c \u0432 \u0413ap Ba\u0440\u0434e<\/strong>) <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Supplemento al n.10 di Littere Communionis 1978 Aleksandr. Sol\u017eenicyn (testo integrale del discorso di Harward &#8211; 8 Giugno 1978) a cura di Sergio Rapetti Sono lieto della possibilit\u00e0 che mi si offre di salutare i neolaureati del 327esimo anno dell\u2019antica universit\u00e0 di Harward e mi congratulo di cuore con loro e con tutti gli ex &hellip; <\/p>\n<p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/un-mondo-in-frantumi\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":17735,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[759],"class_list":["post-1011","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-sguardo-sul-nostro-tempo","tag-solzenicyn","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Un mondo in frantumi * - 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