Sudan, Algeria, Liberia: tre paesi africani in rivolta contro regimi corrotti e chi vuole rimpiazzarli perché nulla cambi

Atlantico quotidiano 12 Giugno 2019

di Anna Bono

Protestano i cittadini di tre paesi africani – Sudan, Algeria, Liberia – sfilano per le strade delle capitali, erigono barricate. In Sudan e Algeria le manifestazioni sono cominciate mesi fa.

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La questione del gender nell’ambito educativo

da l’Osservatore Romano 10 Giugno 2019  

Documento della Congregazione per l’educazione cattolica di

Giuseppe Versaldi

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Il tempo della postlibertà.

da Il Borghese n. 6 giugno 2019

Destino e responsabilità in psicoanalisi

Giuseppe Brienza

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Islam: un problema politico

Osservatorio Internazionale Cardinale Van Thuân sulla Dottrina sociale della Chiesa

Newsletter n.1016 del 12 Giugno 2019

Magistrale articolo dell’islamologa francese M-T. Urvoy. Il numero 2 (2019) del “Bollettino di Dottrina sociale della Chiesa” ora in distribuzione [vedi qui il sommario] contiene tra l’altro un magistrale saggio della professoressa Urvoy, islamologa francese di fama. Docente di islamologia, di storia medievale dell’islam, di arabo classico e di filosofia araba all’Institut catholique de Toulouse, di islamologie e filosofia araba all’Institut de philosophie comparée (IPC) di Paris2, professore associato all’École doctorale de l’université Bordeaux III.. Le sue pubblicazioni riguardano la filologia, la storia del pensiero arabo, la mistica mussulmana, il Corano, il contributo dei cristiani arabi d’Oriente e d’al-Andalus al pensiero filosofico, religioso, scientifico. Riportiamo qui di seguito alcuni passi dell’ampio studio della professoressa Urvoy da noi pubblicato. Per acquistare il singolo fascicolo o per abbonarsi alla rivista scrivere a ordini@edizionicantagalli.it

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Amazzonia: scienza vs. miti

da Tradizione Famiglia Proprietà n.82

Giugno 2019

Amazzonia, “polmone verde del mondo”? Devastata dalla deforestazione? Sempre più spopolata di indigeni? Ecco alcuni miti della sinistra ecologista, sfatati dal prof. Evaristo Miranda, direttore della Embrapa Monitor amento por Satélite, forse il maggior esperto sull’Amazzonia.

di Evaristo Eduardo de Miranda

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Bambini come prodotti ma nessuno ci pensa

Jennifer Lahl

da Il Timone n. 184

Maggio 2019

Un convegno alla Lumsa mette al centro i nati dalla cosiddetta “surrogacy”, mentre la californiana Jennifer Lahl rimarca: «Va abolita, non regolamentata».

di Raffaella Frullone

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Comunismo e femminismo: parla una ex-leader Femen

da Tradizione Famiglia Proprietà n. 82

Giugno 2018

In un’intervista a Radio Maria Argentina, Sara Winter, ex leader Femen in Brasile e oggi invece nota attivista pro-vita, rivela alcuni dettagli inquietanti di questo movimento. Ecco la traduzione italiana di alcuni brani dell’intervista.

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Tutto quello che sai sul populismo è falso

Libertà e Persona

28 maggio 2019  

di Giuliano Guzzo

La definitiva consacrazione della Lega di Matteo Salvini a queste elezioni europee ha loro malgrado costretto i commentatori ed osservatori politici a tornare a commentare un tema per loro ostico: quello del populismo e del sovranismo.

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La nuova pastorale sociale come agenzia di intermediazione.

Osservatorio Internazionale Cardinale Van Thuân sulla Dottrina sociale della Chiesa

Newsletter n.1013 6 giugno 2019

di Stefano Fontana

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Parde Pro. Un martire d’oggi (di Karlheinz Riedel)

 Genicot_cover (tratto da: Totustuus.it)

Il sacerdote gesuita Miguel Agustín Pro è un martire della Guerra Cristera messicana. Oltre ad assassinarlo, il Governo voleva garantire che l’esecuzione lo umiliasse e servisse a scoraggiare e a spaventare i cattolici, ma “Dei martiri di quei giorni, nessuno ha richiamato tanto l’attenzione del pubblico in Messico e nel resto del mondo come il gesuita Miguel Agustín Pro”.

Dopo alcuni minuti di preghiera si alzò, allargò le braccia a formare una croce – una tradizionale posizione di preghiera messicana – e con voce ferma, con un tono né di sfida né disperato, pronunciò in modo toccante delle parole che da allora sono diventate famose: ‘Viva Cristo Re!’“.

Lungi dall’essere un trionfo della propaganda per il Governo, le fotografie dell’esecuzione di Pro divennero oggetto di devozione cattolica in Messico e di imbarazzo per il Governo in tutto il mondo.

“VIVA CRISTO RE!” divenne il motto di tutti i combattenti cristeros, al punto che nelle esecuzioni successive l’esercito arrivò a tagliare la lingua dei martiri perché al momento della morte non potessero confessare Cristo a voce alta.