Cseo Documentazione (rivista mensile del Centro Studi Europa Orientale) n.152/153 luglio-settembre 1980
La Terza Insurrezione Polacca
Tra l'I e il 30 luglio sono almeno cento le aziende che entrano in sciopero in tutta la Polonia. In agosto diventano parecchie centinaia, collegate tra loro nei Comitati Interaziendali di sciopero (MKS) a Danzica, Stettino, Katowice, Varsavia. L'intero paese è in rivolta. Una rivolta incruenta, ma estremamente decisa e consapevole dei valori in gioco. Dopo quelle del 1831 e del 1863, questa è la Terza Insurrezione per l'indipendenza. I nemici sono gli stessi di allora. Questa volta sarà la vittoria? Ecco la cronaca dei 60 giorni che hanno cambiato la Polonia.
Postato da pietroelle il Tuesday, 31 August @ 12:25:00 CEST (11 letture)
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1980, l'eroica estate del popolo di Danzica
Avvenire, 14 agosto 2010
di Luigi Geninazzi
E’ un anniversario glorioso che stavolta però s’accompagna a sentimenti di grande tristezza. In Polonia trent’anni fa nasceva Solidarnosc, il primo sindacato libero in un Paese del blocco sovietico, la prima breccia nel muro del comunismo che iniziò a sgretolarsi sul litorale baltico prima di crollare definitivamente a Berlino.
Postato da pietroelle il Monday, 30 August @ 11:39:16 CEST (8 letture)
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* * *: Solidarnosc, storia di una rivoluzione cristiana
Ag Zenit (Zenit.org) martedì, 24 agosto 2010
La rivolta non violenta che mise in ginocchio il Comunismo
di Antonio Gaspari
Postato da pietroelle il Monday, 30 August @ 11:06:59 CEST (3 letture)
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I tulipani della memoria
Per Rassegna Stampa 15 aprile 2010 diGuido Verna
«Molti allora avevano avvertito gli avvenimenti del 9 novembre 1989 come gli albori inaspettati della libertà, dopo una lunga e sofferta notte di violenza ed oppressione per un sistema totalitario che, alla fin fine, conduceva in un nichilismo, in uno svuotamento delle anime. Nella dittatura comunista, non vi era azione alcuna che sarebbe stata ritenuta male in sé e sempre immorale. Ciò che serviva agli obiettivi del partito era buono - per quanto disumano poteva pur essere» [Benedetto XVI]
«Oltre certi limiti di sofferenza... non si può continuare a essere uomini. Si resta sempre vittime» [p.161]
Postato da pietroelle il Thursday, 03 June @ 00:00:00 CEST (105 letture)
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Così la cultura progressista ha nascosto i tratti comuni a comunismo e na
Corriere della Sera, 22 marzo 2006
Nella foresta diKatyn, una località situata nei pressi della città di Smolensk, in Russia, nei primi giorni di marzo 1940, la polizia di Stalin massacrò 22.000 tra ufficiali dell’esercito polacco ed altri "nemici di classe"...
Postato da pietroelle il Wednesday, 21 April @ 13:27:01 CEST (73 letture)
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Corea del Nord, inferno rosso
Avvenire, 10 aprile 2010
di Massimo Introvigne
La Corea del Nord è il peggiore Paese del mondo dal punto di vista dei diritti umani. Su ventitré milioni di abitanti conta duecentomila prigionieri politici in campi “di rieducazione” da cui di rado si esce vivi. Almeno la metà, centomila, ci è finita perché sorpresa a praticare una qualche forma di religione.
Postato da pietroelle il Thursday, 15 April @ 00:00:00 CEST (49 letture)
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L'eccidio dei militari polacchi a Katyn
Proiezione privata del film di Andrzej Wajda “Katyn”
Roma – marzo 2009
Introduzione a cura del prof. Victor Zaslavsky (trascrizione della registrazione digitale, non rivista dall’autore) note a cura della redazione di Rassegna Stampa
Postato da pietroelle il Wednesday, 13 January @ 23:00:00 CET (119 letture)
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La rivolta anticomunista in Romania del 1989
«Ci mostrarono i martiri della libertà, ma erano cadaveri vecchi di mesi»
Tempi 17 Dicembre 2009
diGian Micalessin
Ricordo bene. Quattro notti a Natale. Un Natale lontano, ma indimenticabile. Quello di vent’anni fa. Quello senza più Muro di Berlino. La cortina di ferro però è ancora in piedi e da dietro quel recinto arrivano voci e rumori. Li ascolti alla radio tra luminarie e regali di Natale. È mercoledì 20 dicembre 1989. Alla periferia di Timisoara Laszlo Tokes, un pastore calvinista della minoranza ungherese, ha criticato il regime, ha ricevuto un foglio di via. Una folla infuriata ha sbarrato il passo alla polizia, impedito la deportazione del prete. Poi è il caos mediatico. Le radio raccontano di scontri, carri armati, morti nelle strade. La resa dei conti arriva il 21 dicembre.
Postato da pietroelle il Wednesday, 13 January @ 23:00:00 CET (98 letture)
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«Il silenzio sui crimini del comunismo»
A vent'anni dalla caduta del Muro di Berlino proponiamo un estratto del capitolo del libro Le grandi menzogne della storia contemporanea (Ares 2009)