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2012 o i dieci segreti?
Postato il Thursday, 22 July @ 00:00:00 CEST di pietroelle

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L'Ottimista – giornale on line - Mercoledì 14 Luglio 2010

La fine del mondo, gli extraterrestri e Medjugorje: un curioso parallelo

 di Annarita Petrino


Prenderò spunto dalla trasmissione Top Secret di mercoledì 30 giugno, in cui sono stati toccati argomenti tra i quali gli extraterrestri, la profezia Maya del 2012 e Medjugorje. Cosa hanno in comune questi tre temi? Stando alla trasmissione, il trait d'union sembra essere l'Apocalisse, ovvero la fine del mondo. Mentre si parlava di avvistamenti di Ufo, una voce narrante tracciava una linea di collegamento tra l'esistenza degli extraterrestri e la fine del mondo “prevista” per il 2012. Ho trovato significativa questa frase: «forse il genere umano non è più in grado di trovare da solo la via della salvezza e ha bisogno di qualcuno che lo venga a salvare».

A questo punto sorge la seguente obiezione: chi ha mai detto che dobbiamo salvarci da soli? Senza ripetere nei particolari la profezia dei Maya, c'è da chiedersi come mai la moderna scienza non sia in grado di prevedere le cause “naturali” che di qui a un anno e mezzo porterebbero alla totale distruzione del nostro pianeta e alla totale estinzione dell’umanità, salvo quei pochi sopravvissuti che se la caverebbero nonostante tutto come nella migliore tradizione cinematografica. Tutto ciò appare piuttosto improbabile, visto lo scarto temporale e scientifico che c'è tra i Maya e i tempi moderni. Tale teoria sembra piuttosto svilente, perché di fatto annulla tutto ciò che l'uomo ha fatto fino ad oggi. Siamo dunque vissuti invano? O dopo aver vissuto migliaia di anni su questa terra, esserci evoluti, essere cresciuti in conoscenza e consapevolezza, abbiamo bisogno che degli extraterrestri vengano a salvarci?

Nonostante le numerose smentite di questa teoria, tanti (troppi!) continuano a crederci e, di fatto, non si fa che parlarne. E proprio quando l'interesse sul tema apocalittico iniziava a scemare, ecco che qualcuno tira fuori la carta dell'esistenza degli extraterrestri. Infatti perché non credere che questi ultimi stiano aspettando il 2012 per manifestarsi come salvatori del genere umano? Probabilmente essi già sanno da tempo che il mondo sta per finire. Esistono proprio per questo: per salvarci dalla fine del mondo. Il punto è che una bella fetta di questo mondo griderebbe: “Fantascienza!” a sentir parlare di loro, pur credendo al 2012. Una volta gli ufo e i marziani erano roba da appassionati. Roba da divoratori di fumetti, serie tv e film di fantascienza, gli stessi che poi si vestivano con le tutine degli ufficiali di Star Trek o invocavano la “forza” di Star Wars. Ora, invece, se ne parla in talk show pomeridiani e serali, si fanno trasmissioni ad hoc, mettendoci di tutto, ma creando anche una grande confusione.

Così arriviamo a Medjugorje. Nella trasmissione Top secret tra un filmato e l'altro una voce fuori campo citava passi dell'Apocalisse di San Giovanni apostolo. Quando è stato introdotto il tema Medjugorje, si è parlato dei dieci segreti e del loro valore apocalittico. Non si conosce il contenuto esatto dei dieci segreti ma solo quel poco che hanno detto i veggenti. Per esempio sappiamo che uno di essi, il settimo, è stato mitigato grazie alle preghiere e ai digiuni offerti e che il terzo sarà un segno grandioso “non fatto da mani d'uomo”.

Viene spontaneo chiedersi: perché è così difficile credere a Medjugorje, a quello che la Madonna dice e chiede, al fatto stesso che appare ed è invece più facile credere che il mondo finirà tra un anno e mezzo e che (forse) saremo salvati da una razza extraterrestre? Qual'è la differenza tra una realtà “altra” o, se vogliamo, “extra” e una realtà come quella proposta dal cristianesimo, che è in un certo senso esterna a noi, ma che fa anche parte di noi?

Una considerazione che mi viene da fare chiama in causa il coinvolgimento e la responsabilità personale. La notizia del 2012 suscita un senso di deresponsabilizzazione e di impotenza. Pensare all'arrivo degli extraterrestri ci permette di sentirci sollevati, di viaggiare con la mente nello spazio siderale, ma in concreto cosa possiamo fare in attesa della fine del mondo? Niente. C'è una sorta di ineluttabilità in una teoria secondo la quale il mondo sta per finire e questo non poterci fare nulla, in un certo senso, ci solleva da una responsabilità. Ci trasforma, cioè, in spettatori.

La fede cristiana, invece, ci coinvolge come attori di questo mondo che possono e devono fare qualcosa per salvarlo. Parlando solo di Medjugorje, se andiamo a vedere bene cosa ha chiesto la Madonna in questi 29 anni, troviamo preghiera, digiuno, confessione, Eucarestia; in una parola: conversione! Più di una volta Maria ha chiesto aiuto affinché possa realizzarsi il piano di Dio e non quello del demonio, non ha avuto problemi a dire che Lei, la Madre di Dio, aveva bisogno del nostro aiuto.

Tutti i cristiani sanno che Gesù ha promesso di tornare e, infatti, attendono la Sua seconda venuta. Dal libro dell'Apocalisse sappiamo che il mondo finirà e che ci sarà il giudizio di Dio. Sappiamo anche, e qui sta la differenza con una teoria che invece non lascia spazio all'azione, che ognuno sarà giudicato in base alle opere, che gli sarà chiesto il frutto di quanto gli è stato dato. Fino al momento della morte (che non conosciamo) ognuno di noi ha la possibilità di "operare" non solo per la propria salvezza, ma anche per quella degli altri e persino del mondo intero. Allora, oltre che attori della nostra personale esistenza, diventiamo attori anche in quella degli altri e in quella del mondo intero, in una rete di relazioni che davvero dà un senso alla nostra vita. Tutto questo, però, esige una responsabilità che per molti diventa un peso.

La Madonna chiede di pregare, digiunare, di aprire il cuore, chiede cioè di intraprendere un cammino che porta a Suo Figlio, di condurre una vita cristiana. Ma tutti i cristiani sanno quanto questo costi fatica. Allora sì che diventa più facile incrociare le braccia e aspettare la fine o l'arrivo dei salvatori dallo spazio, senza che ci venga chiesto di alzare un dito. Più difficile è agire in attesa della venuta del Salvatore che ci chiederà che tipo di esistenza abbiamo condotto e cosa ne abbiamo fatto dei suoi doni.

 
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