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pagine viste dal Ottobre 2004

150 ANNI DI UNITA' NAZIONALE
Risorgimento, fu vera gloria?



Il nostro è il paese delle amnesie, delle mezze verità, in cui la storia - patrimonio comune di una nazione - è stata quasi sempre  stravolta dal mito o dall’ideologia, ad uso e consumo della fazione o della cultura dominanti.

Eppure proprio la storia dovrebbe rappresentare un tribunale al cui giudizio intellettuali e politici sottopongono volentieri i propri progetti e le proprie azioni allo scopo di evitare il ripetersi futuro di tragiche esperienze.

Sembra invece che pure un evento come i 150 anni dell'Unità nazionale si avvii a diventare un'altra delle nostre occasioni perdute, che avrebbe consentito al nostro paese di rimarginare se non tutte una buona parte delle ferite lasciate aperte a partire proprio dal cosiddetto “Risorgimento”; un processo progettato da un’ elite organizzata - la Massoneria - facente capo ad una certa dinastia ed un certo governo, portato a termine attraverso guerre di aggressione a Stati legittimi, finanziate da paesi come la Francia e l’Inghilterra, contro la stragrande maggioranza delle popolazioni sul suolo italiano e contro la Chiesa, costato centinaia di migliaia di vittime anche tra i civili, oltrechè l’emigrazione di altrettanti individui e famiglie dai territori conquistati per le durissime misure repressive adottate contro i “briganti”.

Un processo, inoltre che ancora oggi non si riesce a raccontare con serena obiettività ma che viene rievocato  ostinatamente attraverso gli stessi ormai impresentabili miti, tra cui quello di un popolo italiano sollevatosi contro lo straniero usurpatore e “liberato” dalle milizie patriottiche di Vittorio Emanuele II o di Garibaldi.

* * *

A 150 ANNI DALLA MALAUNITA'
- Francesco Agnoli
il Foglio 26 settembre 2009

A 150 dall’Unità si preparano le celebrazioni. Solo che stavolta, causa la crisi economica, i fondi sono pochi e quindi il fiume di retorica a pagamento forse non ci sommergerà. Epperò, senza pensare affatto a improbabili nostalgie, è giusto piantarla con i miti fondatori. Altrimenti non si capisce nulla della nostra storia recente: dell’emigrazione di massa post unitaria; dell’aggravarsi del fenomeno del brigantaggio in meridione; della politica di Giolitti verso il sud del paese; della partecipazione dell’Italia a quell’ “inutile strage” che fu la I guerra mondiale; dello strapotere torinese e agnelliano nella storia italiana; dell’adesione delle plebi meridionali al fascismo, nel quale spesso videro una maggior attenzione alle loro esigenze; della nascita della Lega in Sicilia, all’indomani della seconda guerra mondiale, prima, e della Lega veneta e lombarda al nord, poi; infine, del partito del sud di cui si parla oggi.

1861? UNITA' SENZA IDENTITA'! - Giuseppe Brienza, dal sito: www.lottimista.com marzo 2010

Molte ombre dietro il 150° anniversario dell'unificazione d'Italia

ITALIA, NAZIONE SPONTANEA GIA' PRIMA DEL 1861 - Alfredo Mantovano. Corriere della Sera 16 febbraio 2010 (Lettere al direttore)
 
L' avvicinarsi del 150° dell' unificazione rende concreto il rischio di trasformare la memoria di quanto accaduto nei dintorni del 1861 nell' ennesima serie di polemiche radicalizzate su una doppia retorica: da un lato quella dell' acritica apologia dell' evento unitario, dall' altro quella del vittimismo e del rivendicazionismo.

FATTA L'ITALIA, RACCONTIAMO LA VERA STORIA DEGLI ITALIANI- Marco Invernizzi, Tempi 2 settembre 2009

A centocinquant’anni dall’unità non c’è ancora un’identità condivisa. Le difficoltà odierne ad affrontare le questioni cattoliche e federalista

1500 ANNI DI GLORIOSA STORIA CATTOLICA. POI IL DISASTRO DELL'UNITA'- Angela Pellicciari, Libero, 20 agosto 2009

Il vero “disastro educativo” della scuola italiana è l’aver adottato in massa “una storia del nostro Paese inverosimile e grottesca”. Il disastro va individuato nell’approccio ai 1.500 anni di tradizione cattolica. Questi vengono vituperati in ogni modo perché vituperato, sconosciuto ed irriso è il pensiero cattolico. Producendo così l’assurdità che la nazione che ha prodotto e possiede, da sola, più del cinquanta per cento dei beni artistici e culturali del pianeta, disprezza sé stessa e non capisce più l’origine di quel surplus di bellezza che la caratterizza.

L'UNITA' MALFATTA - Roberto Beretta, Il Timone n.76 settembre-ottobre 2008

Intervista a mons. Luigi Negri, vescovo di San Marino. Che ricorda le ragioni che hanno diviso gli italiani, durante e dopo l’unificazione. Sono motivi culturali, perché riguardano i fondamenti della vita civile

I MILLE UNA POCO GLORIOSA SPEDIZIONE - Maurizio Moscone, L'Ottimista 22 aprile 2010

Garibaldi e i suoi uomini commisero crimini efferati eppure la Rai sembra ignorarlo

RISORGIMENTO E RESISTENZA, DUE NODI DELLA STORIA ITALIANA - Marco Invernizzi, dalla newsletter dell’Istituto Storico dell'Insorgenza e per l'Identità Nazionale (ISIIN) del 9 maggio 2010

I due "pilastri" del sentimento di appartenenza nazionale: Risorgimento e Resistenza, non sono considerati del tutto tali dalla comunità nazionale. Ecco perchè.

IL "RISORGIMENTO" HA UNITO O DIVISO IL PAESE? - Antonio Gaspari, Ag Zenit 10 giugno 2010

Intervista a Giuseppe Brienza, giornalista cattolico, saggista e corrispondente dell’Istituto Storico dell’Insorgenza e per l’Identità Nazionale, che ha pubblicato sul tema un saggio: “Unità senza identità. Come il Risorgimento ha schiacciato le differenze fra gli Stati italiani”

VERSO IL 2011. IDENTITA' CATTOLICA E UNITA' DEGLI ITALIANI - Massimo Introvigne, dal sito del Cesnur

Conferenza tenuta a Prato il 12 giugno 2010 per il Circolo Cives alla Biblioteca Comunale Lazzerini

EROI DIMENTICATI: I SOLDATI PONTIFICI A CASTELFIDARDO - Alberto Leoni, Il Timone n.97- 2010

Nel settembre del 1860, una feroce battaglia vide italiani uccidersi fra loro. Ma la storia ricorda solo quelli dell’esercito piemontese. E’ il triste lascito di una unificazione che ha diviso il Paese

MASSONERIA E RISORGIMENTO UN RAPPORTO DA RISCRIVERE - Massimo Introvigne, La Bussola quotidiana 11 dicembre 2010

La sintesi dell'intervento svolto in occasione di un convegno sul tema svoltosi a Torno il 9 dicembre e organizzato da "Noi per il Piemonte"

IDEA DI UNA CONFEDERAZIONE DELLE POTENZE D'ITALIA - Gian Francesco Napione, Cristianità n.357 luglio-settembre 2010

Il problema dell'unificazione nazionale era ben presente nella Penisola e nella prima metà del XIX l'orientamento predominante è quello federale ritenuto più realistico rispetto alla prospettiva unitaria, salvaguardando la necessaria libertà di azione del Pontefice e della Chiesa e le libertà dei diversi Stati italiani 

IL RISORGIMENTO HA UNITO L'ITALIA? - Andrea Bartelloni, Ag Zenit 22 febbraio 2011

“Unità si, Risorgimento no” è lo slogan lanciato da Giovanni Cantoni, a chiusura della giornata di studi sul Risorgimento organizzata da Alleanza Cattolica a Roma sabato 12 febbraio. Non solo uno slogan, ma anche un programma di studio e di riflessione articolato in sei interventi e una tavola rotonda che, attraverso un’anamnesi della nostra storia - per usare le parole di Attilio Tamburrini che ha presieduto la sessione di lavori del mattino -, chiarisse e facesse capire i problemi che viviamo per affrontarli e cercare di risolverli.

A SANREMO BENIGNI INTERPRETA PINOCCHIO Libertà e persona 24 febbraio 2011

Carrellata di corbellerie sul Risorgimento citate durante l'esibizione del "comico" torcano

«FONDAMENTALE L'APPORTO DEI CATTOLICI NEL PROCESSO DI UNIFICAZIONE» - Massimo Introvigne, La Bussola quotidiana 16 marzo 2011 

Il 16 marzo Benedetto XVI ha inviato un Messaggio al Presidente della Repubblica Italiana, On. Giorgio Napolitano, in occasione dei 150 anni dell’Unità politica d’Italia. Questo denso messaggio ripercorre tutta la storia d'Italia e - nel clima di conciliazione che dovrebbe caratterizzare la ricorrenza - cerca di valorizzare tutti gli apporti cattolici alla formazione dell'identità nazionale, compresi quelli dei cattolici liberali che a loro tempo si trovarono in difficoltà con la Chiesa, di alcuni dei quali non si può però mettere in dubbio la sincerità della fede.

GIUSEPPE GARIBALDI, FU VERA GLORIA? Francesco Pappalardo (Presidente dell'IDIS Istituto per la Dottrina e l'Informazione sociale)

testo della relazione al convegno promosso dalla Provincia di Milano, da Alleanza Cattolica e dall'Istituto Storico dell'Insorgenza e per l'Identità nazionale sul tema: 1861-2011 Unità e Risorgimento, 150 anni dopo - Le ferite, la speranza. Milano il 19 marzo Sala Alda Merini - Spazio Oberdan


per approfondire

IL RISORGIMENTO

IL BRIGANTAGGIO









Per duemila anni l'Italia ha portato in sé un'idea universale capace di riunire il mondo, non una qualunque idea astratta, non la speculazione di una mente di gabinetto, ma un'idea reale, organica, frutto della vita della nazione, frutto della vita del mondo: l'idea dell'unione di tutto il mondo, da principio quella romana antica, poi la papale.

I popoli cresciuti e scomparsi in questi due millenni e mezzo in Italia comprendevano che erano i portatori di un'idea universale, e quando non lo comprendevano, lo sentivano e lo presentivano. La scienza, l'arte, tutto si rivestiva e penetrava di questo significato mondiale.

Ammettiamo pure che questa idea mondiale, alla fine, si era logorata, stremata ed esaurita (ma è stato proprio così?) ma che cosa è venuto al suo posto, per che cosa possiamo congratularci con l'Italia, che cosa ha ottenuto di meglio dopo la diplomazia del conte di Cavour?

È sorto un piccolo regno dì second'ordine, che ha perduto qualsiasi pretesa di valore mondiale, ... un regno soddisfatto della sua unità, che non significa letteralmente nulla, un'unità meccanica e non spirituale (cioè non l'unità mondiale di una volta) e per di più pieno di debiti non pagati e soprattutto soddisfatto del suo essere un regno di second'ordine. Ecco quel che ne è derivato, ecco la creazione del conte di Cavour!

Da: Fëdor Dostoevskij, Diario di uno scrittore, periodo maggio – giugno 1877, traduzione di E. Lo Gatto, Bompiani, 2007


QUALCHE CONCLUSIONE SUL CENTOCINQUANTENARIO


L'unità d’Italia tra Stato & Nazione - Gianfranco Morra, Studi Cattolici n.604 giugno 2011

Concluso ormai il tormentone delle celebrazioni ufficiali, è possibile chiedersi che cosa gli storici ci abbiano rivelato sulla cosiddetta «unità d'Italia», 150 anni dopo. Celebrazioni strane, che hanno mostrato proprio ciò che si voleva tenere nascosto: che l'Italia, in quel lontano 1861, più che unita, fu unificata o, meglio, occupata con un misto di aggressione e di golpe. Uno dei sette Stati che la componevano ha invaso gli altri sei, con l'aiuto delle nazioni straniere: Francia nella guerra del 1859, Inghilterra per la spedizione, simile a un'aggressione banditesca, di Garibaldi nel 1860, Prussia per l'occupazione del Veneto e di Roma nel 1866 e nel 1870.

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Pubblicato su: 2010-03-30 (1315 letture)

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