(AGI-Piemonte) – Torino, 30 mar. - “Siamo orgogliosi di avere scelto Roberto Cota ed edificati dalla sua testimonianza per la vita e per la famiglia, di cui non ha mai smesso di parlare in tutta la campagna”. Lo ha detto il sociologo torinese Massimo Introvigne, vice-responsabile nazionale di Alleanza Cattolica, che si è schierata a fianco di Cota con una vasta campagna di incontri, E-mail, presenze su Facebook, sito Internet dedicato (alleanzapercota.org) e mass mailing.
“Ringraziamo le migliaia di piemontesi che hanno espresso il loro sostegno alla campagna ‘Alleanza Cattolica ha scelto Cota’ – ha proseguito Introvigne –, che consideriamo un successo storico. In Piemonte la vita e la famiglia sono diventate centrali nel dibattito elettorale. E il risultato, sommato al miracolo del Lazio, è stato un nuovo Family Day, che ha avuto e avrà conseguenze permanenti.
L’UDC – la cui pessima prestazione nel Lazio è certo dovuta anche allo sconcerto dei cattolici per l’alleanza piemontese con la Bresso – in Piemonte è stata costretta a inseguirci sul nostro terreno, fino a lettere
last minute ai parroci, venute dopo le nostre. Ma tra l’originale e l’imitazione i cattolici hanno scelto l’originale, e il crollo è evidente: in un anno, dalle europee, se teniamo conto che stavolta con l’UDC c’era l’API di Rutelli che vale almeno un punto, ha perso metà dei suoi elettori”.
“La campagna, per Alleanza Cattolica, non è certo finita: anzi, per noi la politica comincia sempre il giorno dopo le elezioni. Andremo avanti con le conferenze, i corsi, i seminari in tutta la regione per consolidare un risultato entusiasmante”. Ai cattolici pro-Bresso, che “sono entrati nella Settimana Santa senza nemmeno riscuotere i trenta denari”, Introvigne lancia un appello alla resipiscenza: “Nell’UDC ci sono bravissime persone, seguano i loro elettori e tornino al fianco di chi difende davvero la vita e la famiglia”.
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Regionali: i politici l'hanno capito, ma i giudici? -
Aldo Ciappi, per
Rassegna Stampa 30 marzo 2010