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CHI HA PAURA DEL CROCIFISSO?
La sentenza della Corte di Strasburgo maschera il solito disegno laicista



La querelle sull'esposizione del cocifisso nei luoghi pubblici nel nostro Paese, in cui ancora alligna un laicismo di stampo ottocentesco, si trascina da anni, ma di recente anche nel resto dell'Europa  si è acceso il dibattito sui simboli religiosi.

Ad innescarlo e alimentarlo la crescente presenza di immigrati islamici e di religioni diverse da quella cristiana, ma il sospetto è che certo atteggiamento "politicamente corretto", tutto teso a non urtare la sensibilità degli appartenenti alle altre fedi religiose o degli atei mascheri in realtà la mai vinta tentazione di muover guerra ad un simbolo  in nome del quale un'intera civiltà è stata edificata.
 
Oggi proprio la croce sembra essere  l'ultima barriera contro il Male. Quel Male che sembra trionfare anche nelle istituzioni Europee, che cercano di negare in tutti i modi le nostre comuni radici. Un processo che noi italiani, purtroppo, conosciamo bene.

Anche nel nostro Paese quasi 150 anni fa una esigua minoranza di "illuminati" ha mosso guerra alla cultura e alla fede della maggioranza degli italiani per imporre  il loro modello di società, più libera, più moderna, senza inutili e antichi pregiudizi...

Nella recente decisione della Corte di Strasburgo e nella politica delle istituzioni comunitarie non è difficile scorgere lo stesso progetto laicista e massonico che intende imporre un "Mondo Nuovo" in cui ciascun uomo sia sovrano di sé stesso e dove non ci sia più posto per alcun Dio, sopratutto se cattolico.


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Divieto di crocifisso
- Andrea Morigi, Libero 4 novembre 2009

La corte di Strasburgo accoglie la denuncia di una madre: un segno religioso che viola il diritto di educare i figli secondo le proprie idee

Quei muri appesi ai crocifissi... Antonio Socci, Libero 4 novembre 2009

Gesù è stato giudicato – duemila anni fa – dalle varie magistrature del suo tempo. E sappiamo cosa decise la “giustizia” di allora. Oggi la Corte europea di Strasburgo ha emesso una sentenza secondo cui lasciare esposta nelle scuole la raffigurazione di quell’Innocente massacrato dalla “giustizia umana” viola la libertà religiosa.


Crocifisso: i simboli aiutano a capirsi - card Carlo Maria Martini, Corriere della Sera 23 maggio 2004

Non sono pratico di diritto costituzionale né conosco bene le leggi che regolano la presenza del crocifisso In alcuni luoghi pubblici. Ma in verità sentirei un po’ di dispiacere se tornando in Italia dai miei soggiorni gerosolimitani trovassi che in tante pareti c’è rimasta solo la traccia, nel buco vuoto dl un chiodo e nel colore sbiadito della parete, di qualcosa che vi era appeso e che è stato tolto.

La difesa della libertà religiosa non si può fare importando il modello neutrale dalla Francia - Carlo Marroni, Il Sole 24 Ore del 4 novembre 2009

Intervista a Luca Diotallevi

Togliete il Crocifisso, togliete la ragione! di Fabio Trevisan

La Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo ha “deliberato” che si tolga il Crocifisso dalle aule scolastiche, facendo suscitare legittime opposizioni e prese di posizione contrarie e furenti. Togliendo il Crocifisso si elimina la ragione. Ecco come lo dimostrò Gilbert Keith Chesterton nel libro : “La sfera e la croce”, mettendo a confronto il Professor Lucifero ed il monaco Michele.

IL VOLANTINO DI COMUNIONE E LIBERAZIONE

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COMUNICATO STAMPA

RIBELLIAMOCI A EUROPA INGIUSTA E STUPIDA

Alfredo Mantovano
Sottosegretario di Stato all’Interno

La Corte europea dei diritti dell’uomo contribuisce a dare ragione al senso di lontananza e di distacco con cui larga parte degli europei percepisce le istituzioni dell’Unione.

Se un crocifisso in un’aula di scuola è causa di turbamento e di discriminazione, ancora di più il Duomo che “incombe” su Milano o la Santa Casa di Loreto, che tutti vedono dall’autostrada Bologna-Taranto: la Corte europea dei diritti dell’uomo disporrà l’abbattimento di entrambi?

A un’Europa così è civile ribellarsi: perché, prima ancora che ingiusta, è profondamente stupida. 

 Roma 3 novembre 2009

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La lettera di un liceale di Palermo


Cari amici, vi prego di LEGGERE questa storia oggi successa.

Sappiamo tutti delle polemiche nate dalla sentenza della corte di Strasburgo, sentenza che incarna la cristofobia che in Europa marcisce sempre di più, sentenza che almeno per il momento il governo Italiano ha gli attributi di non accettare.

Oggi nella mia classe, premetto che ero assente(sono dovuto uscire qualche ora prima dell'accaduto), è successo un episodio davvero orrendo che mi ha lasciato sconvolto. Durante l'ora di filosofia alcuni miei compagni (2 ragazzi e 1 ragazza) hanno pensato bene, animati da "spirito europeo" di togliere il Crocifisso dopo averlo brutalizzato in maniera sconcertante.

Un compagno ha staccato dalla Croce l'immagine di Gesù e l'ha sostituito con un pupazzo, dopo qualche foto col "nuovo crocifisso", sia la Croce che l'immagine di Gesù sono stati fatti sparire (un mio compagno mi ha confidato che è stato gettato nella spazzatura dopo essere stato frantumato, ma il resto della classe dice solamente che "è stato fatto sparire", attualmente non ho certezza su quest'ultima informazione).

Tutto questo sotto gli occhi della professoressa di filosofia che, stanca dopo un ora e mezza di interrogazioni, ha lasciato la classe libera per gli ultimi minuti.

Tutto questo all'insegna del "rispetto" verso chi non crede. Mi lascia perplesso anche che il resto della minoranza presente oggi (circa altre 6 persone) nessuno abbia mosso un dito per evitare ciò.

5000 Euro deve lo stato italiano alla donna finlandese che ha ricorso alla corte di Strasburgo, ci sarà mai una quota di risarcimento per danni morali nei confronti miei o di altri cattolici della classe? E ancor di più, chi potrà mai ripagare Cristo per la morte in Croce? C'è poco da commentare, è una situazione vergognosa.

Vi invito a pregare per tutti i ragazzi che, come i miei compagni, odiano la figura di Cristo, della religione e della Chiesa.


* * *


500 euro per la mancata affissione del crocifisso - Corrispondenza romana n.1122 del19 dicembre 2009

Continua l’azione in difesa del crocifisso. Cinquecento euro di multa per la mancata affissione del crocifisso negli uffici pubblici. Lo prevede una ordinanza del sindaco di Mandas, centro del Medio Campidano non lontano da Cagliari.


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Una questione che si trascina da troppo tempo:

La "questione del Crocifisso" nella più recente giurisprudenza - Luisa Preden Nuova Secondaria n.3 2005

La questione del Crocifisso in aula non fa più notizia ma ma la conflittualità processuale sulla questione non si è placata. Sì è anzi intensificata in modo esponenziale ed ha dato luogo a ulteriori pronunce. Appare dunque corretto dar conto degli sviluppi di questa tormentata vicenda, che ha messo allo scoperto problemi di drammatica attualità.

Il cadaverino e la politica - Editoriale Il Foglio 28 ottobre 2003

La rimozione dei simboli religiosi? Bisogna pensarci bene. Bisogna pensarci

Chi ha paura del croccifisso in classe? - Rino Cammilleri, La Voce Borghese maggio 2000
 
Dice il vangelo di Giovanni (15, 18): «Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me». E’ Cristo che parla. Profeticamente









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Pubblicato su: 2009-11-10 (565 letture)

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