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GUERRA ALLA LIBIA
Un caso di colonialismo "umanitario"?



L'Italia, che per decenni ha sostenuto il dittatore libico Muhammar Gheddafi - subendo tra l'altro non poche umiliazioni e ricatti - adesso è in guerra con la sua ex colonia, ma l'impressione è che Francia e Gran Bretagna abbiano trascinato l'Europa in una avventura dagli esiti incerti. Per di più mettendola davanti ad un fatto compiuto, avendo scelto come interlocutore il presidente Obama, forse il più mediocre capo di governo che gli Usa hanno avuto da parecchio tempo.
Più che una missione "umanitaria" sembra una riedizione della politica delle cannoniere di coloniale memoria in cui l'Italia e l'Occidente hanno tutto da perdere.


L'OCCIDENTE ALLA GUERRA DELLE TRIBU' - Massimo Introvigne, La Bussola Quotidiana 23 marzo 2011

Chi sono i “ribelli” che l’Occidente è andato a sostenere in Libia? Il rischio è che non lo sappia nessuno. L’intrico tribale libico è comunque molto complesso. Ridurlo a uno scontro tra democrazia e dittatura, o fra buoni e cattivi, è ridicolo. A chiunque si entusiasmi per avventure militari in Libia occorre chiedere se sa veramente quale governo alternativo a Gheddafi sta andando ad aiutare a imporsi.

GHEDDAFI, CHI ERA COSTUI? - Robi Ronza, la Bussola quotidiana

Muammar Gheddafi, al cui cruento tramonto stiamo assistendo in questi giorni, è o era al potere da 42 anni: un primato assoluto, tanto più notevole se si considera che egli è sempre rimasto un privato cittadino senza mai assumere alcuna carica istituzionale, forte solo del titolo, che si era dato da sť, di “Guida della Rivoluzione”. Non volle nemmeno procedere nella carriera militare conservando sine die il grado di colonnello che ricopriva quando, nel 1969, guidò il colpo di Stato che portò alla caduta del regno di Idris I e alla nascita della Repubblica di Libia “araba, libera e democratica”.

LA LIBIA DI GHEDDAFI. LE VICENDE DI UN DITTATORE DEPOSTO - Giovanni Sale, La Civiltà Cattolica n. 3870 del 17 settembre 2011
 
Le rivolte  della primavera del 2011 hanno travolto l'assetto politico-istituzionale di importanti paesi del Nord Africa e hanno colpito duramente la Libia che, secondo alcuni analisti, avrebbe dovuto reggere alle ondate di protesta. La contestazione però in Libia è subito diventata protesta di popolo e guerra civile. Capire le ragioni di questo  scontro non è facile.

I CONTI IN SOSPESO COL VECCHIO TERRORISTA - Massimo Introvigne, La Bussola Quotidiana 21 marzo 2011

Perchè fare oggi la guerra alla Libia?  La spiegazione del presidente Obama - "L'Occidente non può restare indifferente quando un tiranno spara sui cittadini del suo Paese" - ovviamente ha un mero valore retorico. Invece tre potrebbero essere le vere ragioni, senza escluderne altre: la possibilità offerta di saldare vecchi conti in sospeso da parte di francesi, inglesi e americani, la voglia di Francia e Inghilterra di tornare sulla scena intermazionale e la disponibilità espressa da alcuni "oppositori" del colonnello ad un avvicinamento alla Francia.

OCCHIO AGLI ESTREMISTI - Editoriale di Magdi Cristiano Allam, Il Giornale 21 marzo 2011

Nella guerra esplosa in Libia e che vede l’Italia in prima linea l’unica vera certezza, al di là delle reali intenzioni che l’hanno scatenata e dei suoi ipotetici sviluppi regionali e internazionali, è che a vincere saranno gli integralisti islamici e che, di riflesso, le popolazioni delle sponde meridionale e orientale del Mediterraneo saranno sempre più sottomesse alla sharia, la legge coranica che nega i diritti fondamentali della persona e legittima la dittatura teocratica. Un esito che è esattamente l’opposto dei proclami ufficiali di Sarkozy e Obama straripanti delle parole d’ordine “libertà” e “democrazia”.

L'ESITO INCOGNITO DELL'ULTIMA GUERRA - Rodolfo Casadei, Tempi n.13 6 aprile 2011

«Ci vorranno anni per radicare la democrazia, a breve ci sarà un'ascesa dei fondamentalisti». Il filosofo Henri Nude spiega le conseguenze dell'operazione Nato

QUANTI EX PACIFISTI A DARE LEZIONI DI GUERRA - Massimo Introvigne, La Bussola  31 marzo 2011

Negli ultimi giorni si è innestato un dibattito (che ha preso i toni della polemica) sulla questione dell'intervento militare in Libia. Da parte di chi ha appoggiato fin dall'inizio l'adesione alla guerra sono arrivati attacchi, anche personali, a chi da subito - e non sono pochi - ha invece espresso forti perplessità su questi interventi. A questi attacchi intende rispondere uno dei principali collaboratori de "La Bussola Quotidiana", di cui pubblichiamo l'opinione, aperti peraltro a un dibattito con altre, eventuali, voci.

GHEDDAFI SARA’ UN DIAVOLO, MA E’ SOLTANTO UN DIAVOLO - padre Piero Gheddo, Ag AsiaNews.it

Gheddafi è un dittatore, che però stava avviando la Libia sulla strada dello sviluppo, a differenza di ciò che avviene negli altri paesi nordafricani, e stava anche educando il suo popolo al rispetto delle donne e dei diritti umani. Adesso una guerra tribale sconsideratamente appoggiata e fomentata dalla Francia rimette tutto in questione aprendo la strada al fondamentalismo islamico.

CONTRO GHEDDAFI C'E' UNA RAGIONE NASCOSTA? - Angela Pellicciari, Il Timone luglio-agosto 2011
 
Troppe domande senza risposta nella guerra scatenata contro la Libia. Si affaccia un'ipotesi inquietante, che ha a che fare con la campagna anti-vita delle istituzioni internazionali. Vediamola...

LIBIA, L'INCREDIBILE SUICIDIO DEI RIBELLI - Gianandrea Gaiani, La Bussola quotidiana 2 agosto 2011

Avevano garantito di poter prendere Tripoli in poche settimane invece le truppe lealiste hanno dimostrato di poter colpire il cuore di Bengasi, la capitale dei ribelli. Questi ultimi, insieme alla Nato che ha lanciato raids aerei mirati, avrebbero dovuto uccidere Muammar Gheddafi, invece hanno cominciato a uccidersi tra loro con l'esecuzione di Abdel Fattah Younes, ex Ministro degli interni del regime schieratosi con i ribelli, dei quali era diventato il capo militare.

PER NICOLAS SARKOZY L'ITALIA E' UNA COLONIA- Alessandra Narducci, Italia Oggi 16 novembre 2011
 
Il governo Monti faccia capire al presidente francese che il Belpaese non è più un carciofo


il dopoguerra

IL REGIME DEI PREDONI - Sergio Bianchi, Tempi n.10 14 marzo 2012

Reportage da Tripoli un anno dopo la rivolta che ha messo fine al regime di Gheddafi. Così vendette, razzie e scontri fra tribù rivali insanguinano la strada verso le prime elezioni della nuova Libia. Un paese fuori controllo.








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Pubblicato su: 2011-03-22 (734 letture)

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