I papi e l’economia. I conti non tornano

centesimus annusOsservatorio Internazionale Cardinale Van Thuân Newsletter n.562 13 gennaio 2015

Stefano Fontana

Anche per Papa Francesco avviene quanto già accaduto per i precedenti Pontefici. C’è chi dice che sul piano economico è di sinistra, ossia contro il mercato, chi invece che è di destra, perché vorrebbe moralizzare il mercato, cioè lubrificarlo meglio. C’è anche chi dice che di economia non ne capisce niente e che sarebbe meglio si astenesse.

Quando uscì la Centesimus annus, nell’ormai lontano 1991, Giovanni Paolo II fu accusato di neocapitalismo in quanto aveva elogiato l’impresa e l’imprenditore e affermato la bontà del profitto. Dopo la pubblicazione dellaCaritas in veritate, nel 2009, numerosi circoli di politica economica statunitensi criticarono Benedetto XVI per i motivi opposti: retorica del dono e scarsa attenzione alle istituzioni economiche. Come ha recentemente documentato Sandro Magister nel su blog, qualcosa del genere sta avvenendo anche per Papa Francesco.

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Il destino dell’Occidente e la secolarizzazione

secularizationOsservatorio Internazionale Cardinale Van Thuân

Newsletter n.563 14 gennaio 2025

(Testo presentato al convegno della Fondazione Magna Carta a Norcia del 22 novembre 2014 sul tema “Tra il califfato e il postumano: il futuro dell’Occidente”)

di Stefano Fontana

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I cattolici possono imparare da Lutero?

Rehinard MarxFormiche.net 11 gennaio 2015

Ecco cosa afferma il Card. Marx in un discusso articolo

Giuseppe Brienza

Dopo cinquant’anni di dialogo ecumenico, anche per un cristiano cattolico è possibile leggere con rispetto i testi di Lutero e trarre vantaggio dalle sue idee». A scriverlo è il cardinale arcivescovo di Monaco Reinhard Marx, presidente della Conferenza episcopale tedesca, in un articolo pubblicato sul periodico «Politik & Kultur» all’inizio di gennaio.

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Il nazi contagio

Rudolf HessIl Sabato 26 settembre – 2 ottobre 1987

Con la scomparsa di Rudolf Hess finisce il nazismo nel modo più nazista possibile. Perché il delfino di Hitler fu condannato al duro carcere di Spandau? Lo zampino della Russia

di Augusto Del Noce

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Rivoluzione e controrivoluzione (di Plinio Corrêa de Oliveira)

lord of world

(da http://www.pliniocorreadeoliveira.it/)

In conseguenza dell’agnosticismo religioso degli Stati, risulta quasi morto o pressoché perduto nella società moderna il senso della Chiesa. Ora, quale nemico ha vibrato contro la Sposa di Cristo questo terribile colpo? Qual’è la causa comune a questo e a tanti altri mali concomitanti e affini? Quale nome dargli? Con quali mezzi agisce? Qual’è il segreto della sua vittoria? Come combatterlo con successo

Questo nemico terribile ha un nome: si chiama Rivoluzione. La sua causa profonda è una esplosione di orgoglio e di sensualità che ha ispirato, non diciamo un sistema, ma tutta una catena di sistemi ideologici. Dall’ampia accettazione data a questi nel mondo intero, sono derivate le tre grandi rivoluzioni della storia dell’Occidente: la Pseudo-Riforma, la Rivoluzione francese e il comunismo.

Il “Catechismo sociale” del Beato Alberione

Giacomo AlberioneOsservatorio Internazionale Cardinale Van Thuân

8 gennaio 2015

di Giuseppe Brienza

Sono diversi gli studi che, almeno in Italia, precedono il Compendio della Dottrina sociale della Chiesa. Naturalmente si tratta di opere imparagonabili, che hanno un valore esclusivamente nell’ambito del “pensiero sociale cristiano” ma, nondimeno, la loro pubblicazione e lettura riveste ancora un significato, e non solo sul piano storico. Per rimanere solo al Novecento, possiamo citare il Catechismo della dottrina sociale cattolica dalle encicliche sociali dei Papi, di Luigi Tait (1978) [1], il Catechismo sociale cristiano, scritto dal fondatore e presidente dell’Associazione Internazionale di diritto pontificio Carità Politica, Alfredo Luciani (1887-1969) [2], per finire con l’Agenda sociale, raccolta di testi magisteriali promossa nell’anno del Grande Giubileo dalPontificio Consiglio della Giustizia e della Pace [3].

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L’aborto si può combattere, Il caso Pennsylvania

pro lifeLa Croce on line 2 gennaio 2015

L’aborto si può combattere, Il caso Pennsylvania

Giuseppe Brienza

Augusto Del Noce, a partire dal suo libro Il suicidio della Rivoluzione (1978), ci ha spiegato quello sbocco paradossale, quella particolare eterogenesi dei fini per cui «il compimento della rivoluzione coincide con il suo suicidio».

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L’Europa al buio con la testa sotto la sabbia

hebdo_Parisl Mattino, 8 gennaio 2015

di Massimo Introvigne

Il 7 gennaio 2015 si è spenta a Parigi una luce sull’Europa, e Dio solo sa quando mai sarà riaccesa. I terroristi – qualunque sia la congrega di tagliagole cui davvero appartengono – hanno mostrato di poter colpire non solo in Iraq o in Siria, non solo nei luoghi nomadi dove si viaggia in aereo o in metropolitana, ma di giorno, in una grande città, nella sede di un giornale, cioè in uno di quei luoghi che ci sembrava potessero godere di un qualche statuto di zona franca. Ma non esistono più zone franche: ogni luogo, ogni uomo, ogni donna è un obiettivo di questa guerra maledetta.

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Mussolini convertito?

mussiolini 2Formiche.it 30 dicembre 2014

di Giuseppe Brienza

L’ha già documentato fin dagli anni Ottanta un grosso volume pubblicato da Don Ennio Innocenti, sacerdote della diocesi di Roma, intitolato La conversione religiosa di Benito Mussolini, giunto “alla macchia” alla 10^ edizione (Sacra Fraternitas Aurigarum Urbis, Roma 2005) e tradotto persino in spagnolo. Vero è che la conversione al cattolicesimo di Benito Mussolini (1883-1945), fu un processo pluridecennale e non privo di contraddizioni. E’ pur vero che, il suo punto di partenza non l’aiutò affatto, avendo ricevuto una educazione paterna [il padre, Alessandro Mussolini (1854-1910), era un’attivista dell’anarchismo più anti-cattolico e radicale] ed un’eredità ideologica dalle sue terre d’origine (la Romagna rossa), non certo vicine alla Fede.

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Famiglia 40 anni in discesa

famiglia3Avvenire 22 dicembre 2014

di Andrea Galli

Se si vuole fare una diagnosi della salute dell’Italia dal punto di vista della demografia, e di ciò che le sta dietro, non si può che partire da un anno: il 1975. Lo spiega lo statistico Roberto Volpi, tra i maggiori studiosi dei mutamenti della popolazione nel nostro Paese, nel suo ultimo libro pubblicato da Vita e Pensiero La nostra società ha ancora bisogno della famiglia? (pp. 178, euro 15).

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