Manuali scolastici, ancora troppe amnesie

manuali_scuolaper Rassegna Stampa 15 aprile 2011

Troppe disattenzioni di insegnanti e genitori sui contenuti dei manuali scolastici e sopratutto troppe colpevoli amnesie o manipolazioni da parte degli autori. L’Osservatorio permanente per l’Editoria e i Libri di testo una preziosa bussola per orientarsi.

di Andrea Bartelloni

L’attenzione alla manualistica scolastica ha visto una costante crescita negli ultimi anni vuoi per l’attenzione ai costi per le famiglie, vuoi per il peso dei manuali e la loro suddivisione in moduli e l’obbligo per gli editori di mantenere in catalogo i titoli per almeno 5 anni. Quest’ultima novità di grande importanza nell’economia delle famiglie con più figli negli stessi istituti scolastici.

Ma i contenuti?

Su questo punto si è soffermato l’Osservatorio Permanente per l’Editoria e i Libri di Testo con un lavoro iniziato nel 1999 e ripreso ultimamente con nuovi collaboratori e rinnovato entusiasmo e dedicato alla storia e alla biologia.

Sulla storia si è concentrata particolarmente la nostra attenzione per le evidenti implicazioni che i filtri interpretativi ideologici comportano in relazione sia alla formazione di una corretta formazione storica delle vicende nazionali e internazionali sia in relazione a una visione cristiana della storia e della vita che tali filtri evidentemente incrinano o compromettono mettendo sistematicamente in negativo la vicenda storica della Chiesa cattolica

Dei manuali scolastici si interessa il dott. Piero Mainardi che coordina il lavoro di analisi contenutistica e che dopo la visione dei principali testi in uso nella scuola media e superiore ha già evidenziato un primo e importante aspetto: lo studio longitudinale della manualistica dal 1999 a oggi ha rivelato un certo miglioramento del quadro complessivo.

Il Muro di Berlino è caduto e si vede, l’impronta storiografica marxista, che ha spadroneggiato per tutta al seconda metà dello scorso secolo, si sta lentamente dissolvendo lasciando posto ad un’analisi più oggettiva dei fatti.

Rimangono ancora molte omissioni e distorsioni specialmente nei periodi che più si avvicinano ad oggi e, rimangono molte affermazioni e valutazioni estremamente discutibili sull’operato della Chiesa Cattolica che, e non è cosa da poco, si confronta con la storia da duemila anni.

In tre manuali per il triennio delle scuole superiori (G. De Luna, M. Meriggi, G. Albertoni, la Storia al presente, Paravia, 2008; Mario Trombini, Maurizio Villani, Storiamondo, Il capitello, 2008; Alberto Mario Banti, Il senso del tempo. Manuale di storia, Laterza, 2008 ) e in particolar modo nel 3° volume dedicato al 900, si notano alcune assenze.

Una di queste riguarda riguarda la tragedia di Katyn, località nella quale, nel corso della seconda guerra mondiale, i sovietici uccisero (addossando poi la colpa alla Germania nazionalsocialista) migliaia di ufficiali polacchi, evento peraltro balzato nuovamente e drammaticamente alle cronache per il tragico incidente aereo che ha praticamente distrutto, ad un passo dal luogo dell’eccidio, la nuova classe dirigente di quel paese.

La seconda riguarda la storia recente d’Italia: ho cercato, inutilmente, il nome del commissario Luigi Calabresi (1937-1972) ucciso da esponenti di Lotta Continua agli albori del terrorismo in Italia. In Storiamondo è presente, ma legato alla morte dell’anarchico Pinelli (pag. 502), senza le necessarie esplicazioni delle circostanze (si veda la campagna d’odio e le accuse infamanti che l’elite intellettuale della sinistra italiana gli rivolse) che portarono all’omicidio del commissario.

Le omissioni sono gravi. I volumi sono stati pubblicati nel 2008, scritti, probabilmente mesi prima, forse un anno. I fatti erano ovviamente noti, e non sono fatti secondari.

Ancora due cose. La Cina di Mao Tze Tung (1893-1976): venti milioni di morti per… carestia. Ci sarebbe da ridere se non fosse drammatico pensare che la Cina di Mao ha visto solo morti per fame (per Storiamondo la Cina di Mao ha avuto solo gravi carestie e non si parla di morti, pag.325); sicuramente in parte è vero. Carestie indotte o provocate da politiche che hanno devastato interi territori non sono mancate, come quella provocata da Stalin (1878-1953) in Ucraina nell’inverno tra il 1932 e il 1933 che fece milioni di morti.

Solamente Il senso del tempo ne accenna per dire che il governo sovietico non fece assolutamente niente (pag.429).

Un altro episodio dimenticato o marginalizzato è la battaglia della Vistola (1920) che vide le sparute armate polacche respingere l’Armata Rossa; non se parla o si stravolge la storia affermando che i comunisti fermarono l’attacco Polacco (Il senso del tempo, pag. 275).

Che dire. Probabilmente gli autori risentono di un bagaglio ideologico che ancora pesa sul loro sguardo storico oppure non hanno trovato spazio per narrare questi fatti: speriamo che una prossima edizione faccia giustizia di tutte queste omissioni.

Da ultimo una particolarità. Il manuale Il senso del tempo presenta una novità rispetto agli altri manuali: a proposito della storia del femminismo si introduce il termine “«genere» come categoria di analisi storica” (pag. 630-634) ritenendo fondamentale un saggio di Joan Wallach Scott che introduce la novità lessicale “genere” che “suggerisce chiaramente che la differenza uomo-donna non è naturale o biologica ma è sociale e culturale”. Queste ultime riflessioni la dicono lunga sulla deriva storiografica: ieri egemonizzata dalla vulgata marxista oggi dal relativismo radicaleggiante.

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I manuali di scienze e l’evoluzione

Un discorso a parte meritano i manuali di biologia in rapporto all’evoluzionismo neodarwiniano.

Passano i decenni ma nulla cambia, niente del vasto dibattito critico nei confronti della teoria neodarwiniana traspare: si continua a descrivere l’origine della vita sulla terra e con una semplicità disarmante si passa dai batteri ai pesci, dagli anfibi all’uomo. Qualche condizionale qua e là non manca, ma quello che appare è la certezza che la scienza ci ha spiegato tutto.

Ma non è così.

Nell’ultimo saggio critico sul neodarwinismo, quello di J. Fodor e M. Piattelli Palmarini, L’errore di Darwin, (Feltrinelli, 2010) gli autori riferiscono delle loro ricerche e hanno il coraggio di affermare che, se la teoria in discussione è in crisi, non hanno teorie alternative da proporre e conviene continuare a studiare.

Secondo i manuali scolastici la ricerca in ambito evoluzionistico sarebbe inutile.

A.B.

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