Una visione teologica della regolazione naturale della fertilità

dal sito: Mogli & Mamme per vocazione 7 Febbraio 2019  

Elisa Cappellazzo

Oggi vi vogliamo provocare con una domanda secca: cosa ne pensa Dio dell’unione sessuale tra uomo e donna? Cosa ci dice Lui di questo incontro così importante per la coppia? Daremo ascolto, con l’aiuto di questo articolo, alla nostra spiritualità…più intima.

Per fare questo San Giovanni Paolo II, oltre che riflettere da se stesso a partire dai testi biblici, decise di tuffarsi pienamente in uno scritto lasciatogli da quel Papa che ascoltò il suo appello contro la contraccezione nel lontano 1968: l’Humanae Vitae fu il testo di riferimento per parlare dell’amore coniugale nella sua pienezza e il Papa non si lascò sfuggire l’occasione per riportare al giusto onore quella famosa enciclica.

Il Sacramento del matrimonio innestato nella sessualità umana Anzitutto bisogna dire che il tema della Regolazione Naturale della Fertilità è anticipato dal senso specifico del sacramento del matrimonio: seguendo le riflessioni del Papa, il matrimonio è il modo particolare dei coniugi di vivere secondo lo Spirito, per la Grazia ricevuta col sacramento.

Esso, cioè, costituisce non solo un remedium concupiscientiae, ma esprime la consapevolezza da parte di entrambi di essere innestati fin dal principio nella Vita divina e che, tramite la loro unione, possono realizzare una nuova creazione prolungando l’azione stessa di Dio.

Ciò avviene grazie alla benedizione iniziale che Dio diede alla prima coppia: sebbene poi il disegno iniziale fu rovinato con l’ingresso del peccato, il Creatore non tolse la sua parola benedicente, ma la lasciò come legame primordiale alla sua Persona per la redenzione dei corpi. Perché il segno sia efficace, cioè renda visibile l’amore di Dio e sia via di redenzione, la differenza del maschile e del femminile deve sussistere e sostenersi scambievolmente attraverso la copula degli sposi, consegnandosi l’uno all’altra in modo irreversibile.

Diventa di importanza fondamentale, quindi, conoscere bene e costantemente il linguaggio del corpo, perché il dono reciproco sia espresso nella Verità e tramite questa ci si possa avvicinare sempre più al mistero della vita trinitaria. A questo proposito il Papa scrive: “[…] il «linguaggio del corpo» è non soltanto il «substrato» ma, in certo senso, il contenuto costitutivo della comunione delle persone. Le persone – uomo e donna – diventano per sé un dono reciproco. Diventano quel dono nella loro mascolinità e femminilità, scoprendo il significato sponsale del corpo e riferendolo reciprocamente a se stessi in modo irreversibile: nella dimensione di tutta la vita.”

Couple having sex

“In questa verità del segno e, in seguito, nell’ethos (norma di vita) della condotta coniugale, s’inserisce prospetticamente il significato procreativo del corpo, cioè la paternità e la maternità.”

I sensi, il desiderio di essere una sola carne, la consapevolezza di volersi appartenere vicendevolmente l’uno all’altra sono tutte espressioni del linguaggio del corpo che devono essere ripulite dalla concupiscenza per testimoniare la grandezza del sacramento del matrimonio.

Per fare ciò l’ethos deve per forza essere giusta controparte dell’eros, perché risalti la specificità della persona nel suo essere maschile e femminile: è qui che i metodi naturali possono essere risposta concreta alla verità del linguaggio del corpo.

L’aspetto morale si fa pressante nel momento in cui la bellezza dell’unità tra marito e moglie viene calata nella realtà quotidiana: non sempre le coppie sono disponibili ad accogliere una nuova vita, non sempre il corpo viene letto nella sua verità, non sempre si avvera la sperata “comunione di persone” nell’atto di unione tra i due soggetti. Tuttavia è altrettanto vero che il Papa propone una via per una graduale crescita degli sposi, soprattutto considerando che nessuno è esente dal peccato e non è possibile che ogni rapporto sia perfetto sotto ogni punto di vista.

Diventa necessario allora specificare bene alcuni termini utilizzati nell’Humanae Vitae, perché possano essere rettamente compresi dagli sposi. Ma per ora, lasciamoci il tempo per riflettere su queste parole!

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Elisa Cappellazzo Sposata con Francesco da 10 anni, insieme hanno 5 bimbi, più uno che sorride loro dal Cielo. E’ insegnante di religione in un Istituto Professionale. Non sono stati loro a “trovare” la Teologia del Corpo, ma è lei che da lontano li ha chiamati… insieme hanno compreso con quale linguaggio Dio sta parlando e da sempre ha parlato loro e stanno gustando e accogliendo tutte le meraviglie che Lui sta donando

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