Comunismo e femminismo: parla una ex-leader Femen

da Tradizione Famiglia Proprietà n. 82

Giugno 2018

In un’intervista a Radio Maria Argentina, Sara Winter, ex leader Femen in Brasile e oggi invece nota attivista pro-vita, rivela alcuni dettagli inquietanti di questo movimento. Ecco la traduzione italiana di alcuni brani dell’intervista.

D. Che cosa è Femen?

R. Il movimento Femen è un collettivo femminista molto famoso per le ragazze che si spogliano per strada e sfoggiano striscioni. Protestano in favore dell’aborto, contro la Chiesa. Io, però non ero soltanto una leader delle Femen. Ero una delle maggiori leader del movimento femminista in Brasile.

D. Tu sei stata addestrata all’estero per poter entrare a far parte di questo movimento?

R. Si.

D. Come è questo addestramento per entrare nelle Femen? E’ internazionale?

R. Si. Per entrare nelle Femen devi completare un arduo addestramento. E’ molto difficile. Io sono stata addestrata in Ucraina durante trenta giorni. Devo dire la verità: noi siamo femministe, ma le persone che ci addestrano sono uomini. Questa è la verità. Sono uomini già maturi, militanti dell’ex Unione Sovietica. Ci sono video su Youtube che mostrano ciò.

Ci addestrano fisicamente, come in un esercito. Devi correre, saltare, Dobbiamo essere fisicamente allenate per invadere palazzi, scalare muri, per inscenare la protesta. Ci addestrano anche intellettualmente, facendoci studiare autori come Antonio Gramsci, Saul Alinsky, e anche Herbert Marcuse.

Questi autori parlano del marxismo culturale. Ci insegnano come introdurre il marxismo non soltanto attraverso la guerriglia armata, ma anche per via mediatica, culturale, accademica. Sarebbe un tipo di femminismo popolare, nuovo.

D. Quali sono le linee dottrinali di questo addestramento?

R. L’ideologia femminista va insieme all’ideologia del gender e a quella comunista. Ci instillano anche un odio viscerale verso gli uomini. La prima cosa che ti insegnano è che tutti gli uomini sono stupratori potenziali. La maggior parte delle militanti Femen ha subito, infatti, una violenza di questo tipo. Sono persone psicologicamente segnate e, quindi, bersaglio facile del proselitismo femminista. Sono piene di odio e di rancore.

D. Chi paga tutto ciò?

R. C’è un mucchio di soldi in giro. Ci sono fondazioni internazionali che finanziano non solo le Femen, ma anche altri movimenti femministi. A noi ci pagavano per fare questo. C’era poi una differenza: noi leader eravamo pagate meglio.

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