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Ott 18

Uscire dal tunnel.

Il Borghese anno XVIII n. 10 ottobre 2018

Dalla dipendenza da pornografia all’integrità

di Giuseppe Brienza

Oggi circa trecento milioni di utenti visitano quotidianamente 260 milioni di siti pornografici. Fra questi vi sono gli 81 milioni di pervertiti che ogni giorno visitano “Pornhub”. Gente che cammina sui cadaveri se, per dirne solo una, cinque porno-attrici si sono tolte una dopo l’altra la vita in meno di tre mesi all’inizio del 2018… Le prime vittime dell’industria pornografica, infatti, sono i protagonisti stessi, cioè gli attori porno, donne e uomini.

Sono persone che accettano di entrare in questo mercato perché, per la maggior parte, profondamente fragili e ferite. Molti sono dipendenti dal sesso, dalla fama e dal denaro. La maggior parte, inoltre, ha trascorsi di abuso sessuale. Spesso lottano anche con la dipendenza da droga e alcol. La loro aspettativa di vita media è di 37 anni, perché logorate da sovradosaggi di farmaci, da malattie sessualmente trasmissibili e purtroppo anche, come visto, dai suicidi.

Venendo ora alla divisione per sesso degli utenti della pornografia via internet, se il 75% sono uomini a fronte del 25% delle donne, le proporzioni si stanno rapidamente “equilibrando”, in nome di una “parità” che in questo caso non fa davvero onore a nessuno.

Grazie anche al web l’industria della pornografia è tra le più redditizie al mondo, visto che nel 2015 ha avuto profitti per 152 miliardi di dollari, senza calcolare il sommerso.

Per tutti questi motivi riteniamo importante segnalare, fra le imminenti uscite editoriali di questo dopo-estate, il saggio “Uscire dal tunnel. Dalla dipendenza da pornografia all’integrità” di Peter C. Kleponis, ricercatore e psicoterapeuta statunitense (con “Prefazione” di Stefano Parenti, D’Ettoris editori, Crotone 2018, pp. 400, € 22,90). Un libro che spiega molto bene un fenomeno spesso sottovalutato, aiutando chi desidera conoscerne i vari risvolti e informando sulle caratteristiche delle immagini pornografiche, sul loro impatto sul sistema nervoso, sulla dipendenza emotiva e chimica che ne deriva.

Inoltre descrive la strada per riacquisire la libertà, riacquistando la propria integrità attraverso l’auto-aiuto, la terapia ed il sostegno dei gruppi d’incontro. La pornografia, infatti, è una delle piaghe sociali meno fatto conoscere sia per motivi ideologi (la sessantottina “liberazione sessuale”) sia economici (v. il giro di affari sopra accennato).

Ma un gran numero di persone ne sta diventando, anche in Italia, dipendente, compromettendo l’integrità delle relazioni coniugali, familiari ed anche lavorative. Gli effetti di una esposizione frequente e prolungata ai video pornografici sono nocivi per la salute fisica e mentale, come leggiamo sul sito “Integrity Restored” (http://integrityrestored.com/), che fornisce molte preziose informazioni soprattutto nella sezione dedicata alla dipendenza dalla pornografia.

«La pornografia crea dipendenza agli uomini ed alle donne proprio come l’alcool o i narcotici», si riporta in questo portale frutto di un apostolato attivo negli Stati Uniti per aiutare famiglie credenti a liberarsi dalla schiavitù della pornografia.

Peter Kleponis, Ph.D, è psicoterapeuta e direttore di una clinica di consulenza a Conshohocken, negli Stati Uniti. Si è laureato in Psicologia Clinica presso l’Università La Salle, a Philadelphia, ed ha ottenuto il dottorato in Psicologia Generale presso la “Capella University” di Minneapolis. Da più di vent’anni si occupa di terapia, specializzandosi nella consulenza alle coppie e alle famiglie, nel counseling pastorale, nelle tematiche legate alla virilità e nel recupero dalla dipendenza da pornografia.

In tale ambito ha svolto i suoi principali approfondimenti, ottenendo il certificato di esperto nella “Diagnosi e nel Trattamento delle Dipendenze Sessuali” da diversi istituti, come la Light University, il SATP Institute e l’organizzazione del dott. Mark Laaser “Freedom Begins Here”. Le sue conferenze intitolate “Combattere il porno nella nostra cultura… e vincere!”  o “Liberi tutti” sono note in tutti gli Stati Uniti ed anche in Italia, dov’è venuto per numerose date in tutta Italia nel 2017 grazie all’iniziativa sostenuta da varie associazioni (Puri di cuore, Age, Agesc, Alleanza Cattolica e la Felceaf, la federazione dei centri di aiuto alla famiglia).

 

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