In Corea del Nord la sanità è al collasso

Corea_sanitàInternazionale  n.856 23-29 luglio 2010

Un rapporto di Amnesty International denuncia le condizioni disastrose dell’assistenza medica nel paese. Spesso negata, quasi sempre inadeguata

Lee Ji-yoon,

The Korea Herald, Corea del Sud

Secondo un rapporto pubblicato da Amnesty International il 15 luglio, in Corea del Nord le amputazioni e altri interventi chirurgici sono praticati senza anestesia. Il rapporto, basato su interviste a oltre quaranta nordcoreani fuggiti e operatori sanitari, è intitolato “Sistema sanitario a pezzi in Corea del Nord” e offre un ritratto terribile della sanità nord-coreana.

Il rapporto parla di ospedali a malapena funzionanti a causa della mancanza di medicinali, e di epidemie causate dalla malnutrizione. I testimoni raccontano di aghi ipodermici non sterilizzati e di lenzuola non lavate regolarmente. “La Corea del Nord non provvede ai più elementari bisogni sanitari dei suoi cittadini, soprattutto di quelli troppo poveri per pagarsi le cure mediche”, ha dichiarato Catherine Baber, vicedirettore del programma Asia e Pacifico di Amnesty international.

Il governo nordcoreano sostiene che il sistema sanitario è gratuito per tutti, ma molti intervistati hanno dichiarato che dagli anni novanta hanno dovuto pagare le prestazioni mediche. “I medici sono generalmente pagati con sigarette, alcol o cibo in cambio di visite, e con denaro in caso di esami o interventi chirurgici”, si legge nel rapporto.

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), la Corea del Nord è il paese con la spesa sanitaria procapite più bassa al mondo (meno di un dollaro a persona all’anno). Il rapporto ha inoltre rilevato che molti nordcoreani evitano di rivolgersi ai medici acquistando direttamente farmaci al mercato, ricorrendo all’automedicazione o seguendo le indicazioni dei farmacisti. “La popolazione nordcoreana ha urgente bisogno di aiuto medico e alimentare”, ha dichiarato Catherine Baber. “È fondamentale che gli aiuti alla Corea del Nord non siano usati come arma politica da parte dei paesi donatori “.

Presentando il rapporto a Seoul il 15 luglio scorso, Norma Kang Muico, ricercatrice di Amnesty, ha criticato la riluttanza del governo della Corea del Nord a chiedere l’intervento umanitario della comunità internazionale, “il cibo e la sicurezza restano i problemi principali per milioni di persone nel paese”, ha detto. La situazione è peggiorata dopo la rivalutazione monetaria nel dicembre del 2009. Il prezzo del riso è più che raddoppiato e, stando al rapporto, tra gennaio e febbraio del 2010 in una sola provincia ci sarebbero stati migliaia di morti.

“Il governo nordcoreano deve garantire che sia riconosciuta la carenza di cibo e siano adottate misure efficaci per affrontarla”, ha detto Norma Kang Muico. Il rapporto comincia con la testimonianza di una donna di 39 anni, soprannominata Lee, di Chongjin, nella provincia dello Hamgyeong settentrionale: “Riceviamo 15 chili di mais e uno o due chili di riso al mese. Per incrementare il nostro reddito ricaviamo l’alcol dal mais. Abbiamo perfino mangiato il sedimento dell’alcol di mais. È amaro ma avevamo fame e abbiamo dovuto farlo”, ha detto.

La replica 

Lo scorso aprile il direttore dell’Organizzazione mondiale della sanità Margaret Chan, dopo una visita in Corea del Nord, ha parlato di “un sistema sanitario da fare invidia ai paesi in via di sviluppo e che non ha carenza di medici e infermieri”. Secondo l’Orns il rapporto di Amnesty si basa su un campione ridotto di persone che hanno lasciato la Corea del Nord, in alcuni casi fin dal 2001.

“Tutti i fatti citati sono raccontati da persone che non vivono nel paese, la ricerca non ha elementi scientifici”, ha detto il portavoce dell’Oms Paul Garwood. Inoltre ha aggiunto che il rapporto non cita i recenti miglioramenti del sistema sanitario nordcoreano determinati da un programma finanziato dalla Corea del Sud e sostenuto dall’Oms.

Quanto all’affermazione di Amnesty secondo cui i cittadini pagherebbero in contanti o con il baratto le cure mediche, Garwood ha detto che le molte missioni sul campo in Corea del Nord non hanno rilevato niente del genere. Ha riconosciuto, tuttavia, che ci sono ancora molti problemi, tra cui infrastrutture insufficienti, mancanza di attrezzature, malnutrizione e carenza di medicinali. Bbc

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