Siro

“cercate ogni giorno il volto dei santi e traete conforto dai loro discorsi”

[Didaché IV, 2; CN ed., Roma 1978, pag. 32].

Siro

di Rino Cammilleri

Il santo di oggi a molti farà venire in mente Milano, per via di uno stadio di calcio e di un quartiere. Invece Siro (uno dei tre venerati con questo nome) fu vescovo da Genova. Era nato a Struppa, un piccolo paese di campagna posto a settentrione della città ligure, nel IV secolo.

Da piccolo venne affidato per l’educazione al vescovo di Genova, Felice. Cresciuto, divenne prima diacono e poi sacerdote. Pare che, a un certo punto, abbia fatto un miracolo. Poiché stava per montarsi la testa, il vescovo gli inflisse un castigo: lo inviò nella città detta Matuziana (oggi si chiama Sanremo), affinché si ponesse sotto l’obbedienza del vescovo Ormisda.

Qui, recuperata l’umiltà, Siro ricominciò con i miracoli. In particolare, guarì la figlia di Gallione, l’esattore fiscale. Questi, in segno di gratitudine, donò un vasto terreno nella località di Taggia alla diocesi di Genova. Trascorso il periodo di «quarantena», Siro poté rientrare a Genova, dove, alla morte di Felice, fu acclamato vescovo.

Si narra che, annidato in fondo a un pozzo, un mostruoso drago, un basilisco per l’esattezza, appestava con il suo alito l’aria della città provocando epidemie. Il santo si recò sul posto e, con un miracolo, fece fuori la bestia.

Non si conosce l’anno della morte di Siro. Fu sepolto nella chiesa dei SS. Apostoli, chiesa che poi prese il suo nome. Nel 1019 il vescovo Landolfo ne trasferì le reliquie nella chiesa metropolitana di San Lorenzo. Una delle ricognizioni del suo corpo fu compiuta nel 1293 dall’arcivescovo Jacopo da Varagine, il celebre agiografo. Parte delle sue reliquie stanno a Desio, in quel di Milano.

il Giornale – 29 giugno 2000

 

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