Dall’attrazione per il porno alla cura dei dipendenti. «Guarire si può. Come? Con l’aiuto della famiglia»

pornografiaLa Nuova Bussola quotidiana 10 maggio 2017

di Elisabetta Broli

Come ha scritto la anche la settimana scorsa e il Timone nel numero di maggio, la pornografia è ormai un’emergenza, purtroppo ignorata. Grazie a PuridiCuore, un’associazione che promuove l’integrità delle relazioni umane e combatte la pornografia, comincerà a Roma, una serie di conferenze di Peter Kleponis, psicoterapeuta, e padre Sean Kilcawley, sacerdote, due esperti internazionali del problema pornografia. Dopo Roma saranno a Milano, Verona, Como, Palermo e Perugia. Abbiamo intervistato Peter Kleponis.

Dottor Kleponis, in Europa poche persone parlano di pornografia. Qual è la situazione negli Stati Uniti?

L’uso della pornografia e la dipendenza sono un’epidemia. Dieci anni fa, quando ho iniziato ad affrontare questo problema, poche persone volevano parlarne, la maggioranza era troppo imbarazzata o si vergognava troppo per farlo. Fortunatamente la situazione è cambiata. Oggi trovo più persone disposte a risolvere questo problema, in particolare i genitori, forse perché sperimentano gli effetti negativi dell’uso della pornografia, come la dipendenza, i matrimoni e le famiglie distrutte, le carriere perdute, le malattie sessualmente trasmesse e così via.

In Italia non solo le persone non ne parlano: psicologi, preti, genitori, educatori, insegnanti non sanno come affrontare la pornografia.

Credo che la situazione negli Stati Uniti sia la stessa di quella europea. Molti psicologi, sacerdoti, genitori, educatori, insegnanti vogliono affrontare questo problema, ma non sanno come. Nel 2010 ho sviluppato il programma Fighting Porn in Our Culture… and Winning! (Combattere il porno nella nostra cultura e vincere! NdT), un programma di conferenze di formazione, e da allora ne ho presentate oltre cento negli Stati Uniti e all’estero. Attraverso la nostra nuova organizzazione, Integrity Restored, speriamo di allenare più persone ai pericoli della pornografia, a come proteggere i matrimoni e le famiglie e a come aiutare chi è dipendente dalla pornografia.

pornoChi sono oggi le persone più vulnerabili al porno nel mondo? C’è sempre una vera speranza di recupero per chi ne è colpito?

Oggi tutti sono vulnerabili all’uso e alla dipendenza dalla pornografia: questa malattia non discrimina. I miei pazienti vanno dagli 11 ai 77 anni. Le persone più vulnerabili sono i giovani. L’età media del primo incontro di un bambino con la pornografia hard-core di Internet oggi è otto anni. La più grande popolazione di utenti di pornografia Internet sono gli adolescenti tra i 12 e i 17 anni. Queste persone sono esperte nell’uso di computer, tablet, telefoni cellulari, sistemi di videogiochi, applicazioni e tutte le forme di social media. I pornografi sono consapevoli di questo e si concentrano sulla tecnologia come un modo per attirare i giovani nella visualizzazione della pornografia e farli diventare dipendenti da essa. Ciò assicura loro clienti permanenti. Attualmente, una nuova e popolare forma di tecnologia è la realtà virtuale. I pornografi la stanno già utilizzando.

Lei è uno psicoterapeuta: è difficile affrontare situazioni problematiche e sofferenze ogni giorno?

La ripresa dalla dipendenza dalla pornografia può essere molto impegnativa, soprattutto se una persona è stata profondamente radicata nella dipendenza per anni. Per alcuni, il recupero può richiedere solo pochi mesi, per altri anni. La dipendenza è spesso definita come malattia familiare in quanto può influenzare tutti i membri di una famiglia e può passare attraverso generazioni. Ho trovato questo vero anche per la dipendenza dalla pornografia. Quando un bambino è dipendente, la guarigione è necessaria anche per i genitori, i fratelli e gli altri membri della famiglia più vicina. La buona notizia è che le persone possono recuperare da questa dipendenza, i coniugi possono guarire e i matrimoni e le famiglie possono essere ripristinati. Ci vuole tempo, coraggio, pazienza, perseveranza e fede, ma il risultato può essere fenomenale: un matrimonio felice, sano e santo.

pornLei ha scritto sulla sua esperienza personale con l’uso della pornografia. Può parlarcene?

Crescendo negli anni ’70 e ’80, il mio approccio alla pornografia è stato pre-Internet. Prima le riviste, poi la televisione via cavo e le videocassette. Come molti adolescenti ero incuriosito dalla pornografia ed entusiasta di vederla. Fortunatamente al liceo sono entrato in un gruppo giovanile cattolico e a scuola ho sviluppato strette amicizie con molti fedeli adolescenti cristiani e cattolici che non usavano la pornografia. All’università ho continuato a sviluppare amicizie sane. Internet è emerso a metà degli anni ’90, tuttavia non ho acquistato un computer per uso personale fino al 2005.

Quando l’ho comprato sono rimasto stupito da quanta pornografia avrei potuto vedere on line. Fortunatamente a quel tempo sapevo come avrebbe potuto essere una dipendenza e come evitarla. Non ho avuto uno smartphone fino al 2014. Mi rendo conto che sono vulnerabile come un qualsiasi altro uomo a diventare dipendente dalla pornografia, quindi tutto il mio utilizzo di Internet è monitorato da Covenant Eyes e ho dei partner di responsabilità che mi aiutano a evitare la pornografia.

Cosa si aspetta da questo ciclo di conferenze in Italia?

Negli ultimi dieci anni ho parlato negli Stati Uniti, Canada, Trinidad, Perù e Portogallo, dove ho avuto una ricezione molto positiva. Le persone sono ansiose di conoscere i pericoli della pornografia, della dipendenza e del ripristino della pornografia e come proteggere gli individui, i matrimoni e le famiglie. Credo che le persone di tutto il mondo stiano cominciando a capire quanto la pornografia possa essere pericolosa. Nei miei incontri in Italia desidero educare quanti più cattolici possibile sui pericoli della pornografia per proteggerli e aiutare chi soffre di dipendenza dalla pornografia a trovare guarigione e ripresa.

 

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