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Apr 13

La speranza del cambiamento in Romania

Clotilde_Armand

Clotilde Armand

La Croce quotidiano 5 aprile 2017

Abbiamo intervistato Clotilde Armand, co-fondatrice e vice presidente dell’Unione per la salvezza della Romania (USR), il nuovo partito che ha raccolto al suo debutto alle urne il consenso di un rumeno su dieci al grido di “Onestà e competenza”. «La famiglia per me è sacra ed è il più importante tra i valori». E afferma di conoscere il profilo del Popolo della Famiglia in Italia

di Giuseppe Brienza

(traduzione dal romeno a cura di Cristina Zaccanti)

Clotilde Armand, franco-romena, 43 anni, madre di 4 bambini, ha contribuito a fondare l’anno scorso, assieme al 46enne Nicusor Dan, un partito che si direbbe “anti-sistema”, l’Unione per la Salvezza della Romania (USR). Al suo debutto alle elezioni politiche del dicembre scorso, l’USR è stato premiato dai cittadini romeni ottenendo un sonante 9,3% dei voti. Abbiamo intervistato, in esclusiva per “La Croce quotidiano”, questa giovane promessa della politica romena.

D. Dottoressa Armand, cosa sta succedendo in Romania?

R. Posso dirvi in modo assolutamente diretto e in una parola che in Romania accade un… miracolo! Dopo 27 anni dalla rivoluzione del 1989, sono molto felice di dirvi che oggi ha luogo una vera rivoluzione del coinvolgimento e della solidarietà: un movimento di cittadini che hanno manifestato pacificamente nelle strade e nelle piazze delle città in Romania. Centinaia di migliaia di romeni, alla fine del loro orario di lavoro sono scesi in strada ogni giorno e ogni sera per protestare in modo civile contro le illegalità commesse da rappresentanti del partito al governo, vale a dire il Partito Socialdemocratico (PSD).

I cittadini hanno espresso la loro indignazione per il tentativo abusivo del governo di cambiare, nel bel mezzo della notte, le leggi-privilegio in favore dei politici. Siamo stati tutti testimoni dell’azione profondamente illegale dei ministri del PSD, che hanno tentato di depenalizzare reati gravi tramite un’Ordinanza d’urgenza. Il governo ha cercato di proteggere i politici accusati di innumerevoli reati di corruzione e abuso d’ufficio. Ma i romeni sono stati più forti dei politici! Il governo corrotto si è ritirato di fronte alla rabbia del popolo ed ha abrogato la fatidica Ordinanza d’urgenza numero 13.

Sono rimasta impressionata dal coraggio e dalla determinazione dei romeni nel resistere all’ingiustizia. Ho assistito a momenti impressionanti quando la gente comune, genitori, singole madri e padri etc. sono venuti a protestare accompagnati da tutto ciò che abbiamo di più prezioso: i nostri figli! Per loro, per noi e per la democrazia abbiamo deciso di scendere in strada. Non abbiamo chiesto l’aumento dei salari o delle pensioni, abbiamo chiesto qualcosa di molto più importante del denaro. Urlando con tutto il cuore abbiamo chiesto giustizia, rispetto e un Paese libero dalla corruzione.

D. Come si è sentita da protagonista diretta di questa rivoluzione?

R. Mi sono sentita romena, un semplice cittadino come tutti gli altri e, credo, che nulla accada per caso, dal momento che mi trovo in Romania accanto alla mia famiglia. Qui c’è bisogno di me.

D. C’è il pericolo oggi di una dittatura in Romania?

R. Come si suol dire: «mai dire mai». Questo perché nulla è vinto per sempre e, talvolta, il passato rischia di ritornare. La lotta per la libertà e la democrazia non hanno data di scadenza! Tuttavia, in fondo sono convinta che una dittatura non sia più possibile in Romania. Gli ultimi avvenimenti, i più recenti, ci hanno dimostrato che i romeni non accettano la violazione della legge e il ritorno al passato comunista. Vi assicuro che il nostro cammino verso la democrazia è irreversibile. La Romania fra l’altro è uno Stato membro della NATO e dell’Unione Europea a pieno titolo e avanza verso il futuro.

D. Ci spieghi perché, dopo tutti questi scandali, Lei crede ancora in una Romania “pulita”.

R. Non ho mai perso la mia fiducia nelle persone e nella Romania, nemmeno per un istante. La rinuncia non fa parte del mio vocabolario e del mio comportamento in nessuna circostanza. Vi confesso che i romeni non vogliono più aspettare che i politici mantengano le loro inutili promesse fatte durante le campagne elettorali. I cittadini partecipano concretamente alle vicende politiche delle città e si coinvolgono nelle decisioni prese dalle autorità locali. Ho imparato sulla mia pelle una verità che ripeto spesso: il sistema non si cambia senza il coinvolgimento delle persone. In questo modo crescerà la trasparenza della qualità degli atti amministrativi e quella dei servizi pubblici.

D. Quali incarichi politichi ricopre attualmente?

R. Sono un consigliere comunale in dialogo permanente con i residenti del “Settore 1” di Bucarest nel quale sono stata eletta. Con i cittadini che rappresento discutiamo i problemi della comunità e troviamo insieme soluzioni. Il mio programma per il Settore 1 parte dalle esigenze reali della gente. Gli scandali sono ancora presenti, ma una Romania pulita, libera e democratica con un’economia di mercato funzionante è un obiettivo più vicino che mai. Dipende da noi e da quanto impegno e lavoro vogliamo e possiamo investire per innalzare gli standard di vita e cambiarne gli stili.

D. Perché il suo partito, l’USR, ha imperniato, fin dalla sua fondazione, campagne ed iniziative politiche sul fronte della lotta alla corruzione?

R. L’USR è un nuovo partito, formato da persone che non sono mai state impegnate in politica. Ho investito fiducia, tempo ed energia per creare un’organizzazione politica che è nata da una necessità indiscutibile della società romena: l’eliminazione della corruzione! Non ho inventato bisogni e programmi artificiali che non hanno alcuna relazione con la realtà. In larga misura, il male in questo paese è la corruzione dei politici, che hanno rovinato per anni la possibilità per le persone di una vita migliore. Che cosa può essere più importante della lotta contro la corruzione? Sono convinta che tutto inizi da qui. La riduzione della corruzione “pandemica” contribuisce all’eliminazione della povertà, al miglioramento del tenore di vita ed al conseguimento di obiettivi di rilevanza pubblica.

D. Cosa volete significare, in positivo, con il vostro slogan “Onestà e competenza”?

R. In Romania incontriamo molte persone afidabili, oneste e competenti che per vari motivi hanno scelto di non occuparsi di politica. Ora è venuto il momento di cambiare questo comportamento e che queste persone facciano un passo avanti. Sono convinta che, nella misura in cui aumenterà il numero di professionisti dell’amministrazione pubblica e del governo centrale, la Romania cambierà. L’onestà e la competenza sono gli attributi di base di un politico che decida di dedicare il proprio tempo a risolvere i problemi della comunità.

D. Ci sono dei “padri nobili” dell’USR, ovvero personaggi politici rumeni o europei che vede come vostri antesignani?

R. Trattandosi di un nuovo partito l’USR non ha avuto precursori. Come ho detto prima, non siamo mai stati impegnati in politica prima d’ora. Possiamo scherzare e dire che saremo precursori per coloro che verranno dopo di noi. Scherzi a parte, io vi dico molto seriamente che abbiamo una responsabilità enorme per dimostrare che siamo i politici di cui la Romania ha bisogno. Il fallimento dell’USR significherebbe il fallimento dei progetti politici nuovi in questo Paese e il dissolversi delle speranze delle persone che credono in noi. Sono pienamente consapevole di questo. I cittadini hanno bisogno di fatti concreti da parte nostra, anche se siamo all’opposizione. I vecchi partiti stanno attraversando una crisi di identità in tutta Europa, dal momento che gli elettori non hanno più fiducia nei politici e non si sentono più rappresentati da essi.

D. Cosa pensa della Dottrina sociale della Chiesa, andrebbe riscoperta e ritiene sia attuabile nell’azione politico-economica attuale?

R. La Dottrina sociale della Chiesa si manifesta in tutto il lavoro che svolge per il bene del genere umano. La Chiesa Cattolica ha una responsabilità sociale e penso che sia uno dei pilastri della società. Tutti noi abbiamo la responsabilità di come si manifesta il mondo di oggi.

D. Come mai un libro dal titolo “Ho scelto la Romania. La mia storia”?

R. Io appartengo alla categoria di coloro che pubblicano le proprie memorie in vita. Sono una persona aperta, non ho nulla da nascondere e mi sembra naturale parlare delle esperienze attraverso le quali sono passata finora nella mia vita. Voglio che i romeni mi conoscano e condividano le gioie, le amarezze, i sogni e le speranze degli anni che ho vissuto. “Ho scelto la Romania” è la mia convinzione, ma in realtà credo che, in larga misura, la Romania abbia scelto me! Ho solo avuto fiducia nei segni che si sono manifestati nel mio cammino verso la Romania. “Rien n’est hasard”, nulla è per caso, credo sia per i francesi che per i romeni.

D. Cosa pensa riguardo al ruolo, spesso contrario all’integrità della famiglia e alla sacralità della vita, di alcune Istituzioni e rappresentanti dell’Unione europea?

R. Penso che il mondo sia in costante cambiamento e che abbiamo bisogno di adattarci continuamente a nuove idee e a tutto ciò che ci aiuta a progredire. Ma con tutto il rispetto per coloro che hanno opinioni diverse sulla famiglia, posso dire che i miei principi, i valori in cui credo, non li cambio né sono disposta a negoziarli come si fa in Borsa per diventare più popolare. La famiglia per me è sacra e la vita è il più importante tra i valori. Ogni individuo ha diritto di dire quello che pensa su qualsiasi argomento. Tuttavia penso che le persone abbiano bisogno di parlare di più l’uno con l’altro, perché molto spesso si creano lotte sterili e scontri che non portano ad alcun risultato concreto. Me ne rammarico e credo che l’Unione europea abbia bisogno di rafforzare i valori fondamentali, i valori tradizionali dell’Europa. La situazione esplosiva sul piano internazionale ha a che fare con tutte le deroghe che sono state fatte in nome del cosiddetto “politicamente corretto”. In realtà, abbiamo bisogno di essere onesti e penso anche di poter dire coraggiosi di fronte alle persone e non per una questione di immagine che ci consenta di ottenere guadagni politici effimeri.

D. Ha mai sentito parlare del “Popolo della Famiglia” italiano e di Mario Adinolfi?

R. Tenga presente che ogni giorno imparo nuove cose e mi do da fare per essere al corrente di tutte le novità. “Il Popolo della Famiglia” è un nuovo partito fondato nel 2016 in Italia ed ha organizzato numerose conferenze ed eventi circa la resistenza della famiglia e la promozione dei suoi valori. Il signor Mario Adinolfi è il presidente del partito “Il Popolo della Famiglia”.

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