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Set 22

Leonardo da Porto Maurizio sacerdote

“cercate ogni giorno il volto dei santi e traete conforto dai loro discorsi”

[Didaché IV, 2; CN ed., Roma 1978, pag. 32].

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(da www.lalode.com)

Il santo della Via Crucis e dell’Immacolata, il frate che salvò dalla totale rovina il Colosseo, il predicatore infiammato della Passione di Cristo: questi sono i contrassegni di S. Leonardo da Porto Maurizio. Ligure, era nato nel 1676 da un capitano di marina, Domenico Casanova, che lo lasciò orfano in tenera età.

Condotto a Roma, compì i suoi studi presso il Collegio Romano e poi entrò nel Ritiro di S. Bonaventura, sul Palatino, vestendovi il saio francescano. Svolse la sua attività sacerdotale prevalentemente a Firenze. Le croci piantate dai suoi confratelli fuor di Porta S. Miniato divennero per lui altrettanti pulpiti all’aperto. Sull’efficacia della sua parola fanno fede alcuni episodi della vita del santo. Alla fine di una sua predica sulla Passione, in Corsica, gli uomini, induriti da odi secolari, scaricarono in aria i fucili e si abbracciarono in segno di pace. A Firenze le sue prediche costituivano un richiamo per tutti i cittadini, prostitute comprese, e nell’ora della predica di fra Leonardo i bordelli restavano chiusi.

Nell’anno giubilare 1750, proclamato da Benedetto XIV, il bolognese papa Lambertini, fece epoca la Via Crucis predicata da fra Leonardo il 27 dicembre, nel Colosseo. Era la prima volta che si celebrava un rito religioso nell’anfiteatro Flavio. Da quell’anno la pia tradizione si mantenne fino ai nostri giorni e ogni venerdì santo il papa compie personalmente il rito penitenziale. Quella prima Via Crucis ebbe anche un grande merito per l’arte: il Colosseo fino a quell’anno era servito da cava di pietra, ma dopo quella memorabile Via Crucis venne considerato luogo sacro, meta di devoti pellegrinaggi, e la sua demolizione si arrestò.

Fra Leonardo era un gran devoto della Madonna e un appassionato assertore dell’Immacolata Concezione. Convinse lo stesso Pontefice a indire un “Concilio senza spese”, cioè un referendum tra i vescovi, per procedere poi alla proclamazione del dogma. Papa Lambertini preparò a questo scopo una Bolla, anche se per varie cause il documento non venne mai pubblicato.

Nel 1751 fra Leonardo moriva nel prediletto Ritiro di S. Bonaventura sul Palatino, e lo stesso papa andò ad inginocchiarsi accanto alla salma. Sulla tomba del santo venne esposta la “lettera profetica ” scritta da fra Leonardo poco prima della morte. In essa preconizzava la proclamazione del dogma dell’Immacolata

26 novembre

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