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Mag 12

Lettera aperta ai genitori che non si separano. Il punto di vista di una figlia

litigio_famigliaDal Blog di Costanza Miriano marzo 2016

Abbiamo ricevuto da una lettrice che preferisce rimanere anonima questa bella testimonianza

Cari mamma e papà,

un giorno per caso, in un raro momento di concentrazione tra le mille incombenze lavorative e soprattutto di cura delle vostre adorate nipoti, sono inciampata in una frase della mia scrittrice preferita che dichiarava :- a chi mi chiede se ne vale la pena stare insieme SOLO per i figli, io rispondo di sì, che ne vale la pena!- Ho pensato immediatamente a voi e al vostro rapporto di coppia così tanto imperfetto, così conflittuale, nel quale sono cresciuta. Voi che siete rimasti insieme solo per vostra figlia.

Accuse, recriminazioni, urla alternate a silenzi assordanti, musi lunghi, parole come coltelli che volavano, tregue armate, e la solita frase “restiamoinsiemesoloperiltuobene”. Per il resto, sareste scappati l’uno dall’altra con grandissimo sollievo. La tentazione della separazione è stata per voi una costante, lo è tuttora, e non me lo avete mai nascosto.

In effetti siete stati una coppia con delle differenze inconciliabili, e probabilmente non avete avuto modo di capirvi fino in fondo durante il fidanzamento. Volevate una famiglia, questo sì. Tu mamma avevi alle spalle un vissuto non pacificato ed eri piena di conflitti personali, tanto da cercare una persona tranquilla ed affidabile che te li risolvesse (ma gli uomini non devono mai essere un mezzo!!), tu papà, colpito dalla bellezza di mamma, ti sei prestato a risolvere i conflitti di una donna bella ed irrisolta, tanto difficile che alla fine ti sei anche un po’ stufato.

Nel mezzo c’ero io, unica figlia, vissuta nella vostra tempesta, che un po’ ha consolato, un po’ ha preso le parti dell’uno contro l’altro, con alleanze che mutavano capricciosamente.

In una situazione familiare così l’unica via sarebbe la separazione, ed io, soprattutto durante l’adolescenza, ho desiderato che vi allontanaste l’uno dall’altra. Credo anche di avervelo richiesto espressamente. E nel momento in cui alla fine rinunciavate per la paura di ad andare fino in fondo, ci rimanevo male. Chissà, forse desideravo egoisticamente gli apparenti privilegi della figlia vittima della separazione dei genitori, par la quale i professori avrebbero avuto occhi di riguardo, gli amici ti avrebbero consolato, i genitori ti avrebbero assecondano di più per mettere a tacere sensi di colpa. Sarei stata un caso clinico ed il mio egocentrismo esultava all’idea di essere così guardata. E poi, la fine di quel clima familiare così infelice…

Ma la croce di vedervi così nemici non è finita, per fortuna. Perché la croce di avervi separati sarebbe stata ben più pesante da portare, di questo ne sono sicura.

Oggi che ho la mia famiglia, dopo un cammino personale lungo e tortuoso, ho perdonato la vostra imperfezione e vi ringrazio. Siete stati degli EROI a non troncare il vostro rapporto, ed il vostro sacrificio non è stato inutile.

Vi ringrazio perché alla fine, avete avuto paura

vi ringrazio perché io sono stata un buon motivo per sacrificare voi stessi,

vi ringrazio perché, sebbene inconsapevolmente, mi avete salvata dall’egocentrismo, dal vittimismo, dal tutto ruota attorno a me,

vi ringrazio perché magari, se vi foste rifatti una vita, mi avete salvata dal “assolutamente niente ruota attorno a me”,

vi ringrazio perché dalla psicologa ci sono stata, ma le sedute necessarie sono state pochissime, e i danni non così pesanti

vi ringrazio perché eravate legati al vostro decoroso tenore di vita (non chissà che tenore…ma una casa che diventano due, tutte le spese che raddoppiano evidentemente impoveriscono) e vi spaventava anche l’idea di impoverivi

vi ringrazio perché passiamo tutti insieme le feste, e non ci dobbiamo dividere

vi ringrazio perché nel momento in cui uno di voi ha avuto problemi di salute, l’altro se ne è fatto carico (seppur con doppia fatica)

vi ringrazio perché oggi che avete delle nipotine, fate sforzi titanici per non litigare almeno davanti a loro (visto che alla fine, non senza sforzo, ci si riesce?)

vi ringrazio perché alla domanda che vi siete posti, se ne vale la pena restare insieme solo per i figli, avete risposto di sì

vi ringrazio perché avete fatto crescere in me tantissime domande, e con grande dolore mi avere costretto a mettermi in discussione e cercare le risposte

vi ringrazio perché nella tempesta mi avete insegnato ad amare

Vi voglio bene imperfetti come siete, e posso solo ringraziarvi per la vostra  fragilità

Vostra figlia

P.S. Vorrei gridarlo a tutti i genitori del modo che compiono ogni giorno questa mortificazione, che vivono un matrimonio infelice, e vorrei tanto rassicurarli che il loro sforzo è preziosissimo, un giorno lontano, alla fine, i figli ringrazieranno

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