Giacomo della Marca sacerdote

“cercate ogni giorno il volto dei santi e traete conforto dai loro discorsi”

[Didaché IV, 2; CN ed., Roma 1978, pag. 32].

Giacomo_della_Marca

da www.lalode.com

Fu questo santo, il cui nome è legato a quello di S. Bernardino da Siena e di S. Giovanni da Capestrano, che gli fu compagno nelle peregrinazioni apostoliche in tutta Europa, possediamo molte notizie, riferiteci in parte da lui stesso e in parte dall’umile fratello laico, Venanzio da Fabriano, che dal 1463 gli fu costantemente accanto.

Giacomo della Marca, al secolo Domenico Gangali, nacque a Monteprandone (Ascoli Piceno) nel 1394. Rimasto privo del padre in giovanissima età, a sette anni fu mandato a pascolare le pecore. Spaventato per la caparbia presenza di uno strano lupo, che più tardi egli chiamerà «angelo di Dio et non lupo come pareva», abbandonando il gregge, fuggì a Offida presso un sacerdote suo parente.

Visto che a scuola  «imparava bene», i fratelli ve lo lasciarono. Proseguì gli studi di diritto civile a Perugia; divenne notaio e potè apporre al nome l’appellativo di ” ser “. Si stabilì poi a Firenze, al seguito di un gentiluomo, eletto podestà del capoluogo toscano. Di ritorno nelle Marche, per il disbrigo di faccende familiari, sostò ad Assisi e qui, dopo un colloquio col priore di S. Maria degli Angeli, decise di entrare a far parte della famiglia francescana.

Conosciamo anche la data della sua professione religiosa: 10 agosto 1416. Sei anni dopo, col sacerdozio ottenne l’incarico della predicazione: «1422, in festo sancti Antonii de Padua incepi predicare Florentie in sancto Miniato». E questa sarà l’occupazione principale della sua vita, fino alla morte, avvenuta il 28 novembre 1476 a Napoli.

Per oltre mezzo secolo percorse l’Europa orientale e centro settentrionale non solo per predicare il nome di Gesù (tema costante delle sue omelie, sull’esempio del suo maestro S. Bernardino), ma anche per compiervi delicate missioni per incarico dei papi Eugenio IV, Niccolò V e Callisto III.

Questo gran camminatore pareva sostasse soltanto il tempo per erigere un nuovo convento, per ristabilire l’osservanza della genuina regola francescana in quelli già esistenti. Gli ultimi 18 anni della vita li trascorse quasi interamente a predicare nelle varie regioni italiane. Si trovava a L’Aquila alla morte di S. Bernardino da Siena, nel 1444, e sei anni dopo poté presenziare a Roma alla sua solenne canonizzazione.

Lo seguiva devotamente fratel Venanzio, dal quale apprendiamo che durante una missione predicata in Lombardia, a fra Giacomo della Marca venne proposta l’elezione a vescovo di Milano, che l’umile frate declinò. Fratel Venanzio, dopo la morte del maestro, ne scrisse una Vita nella quale narra dei moltissimi miracoli da lui compiuti in vita e dopo la morte.

28 novembre

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